(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Author: Fabio Page 143 of 176

Casino de la Vallée

Tempo fa sono stato al Casino di Saint Vincent, in Valle d’Aosta. Erano esattamente 15 anni che non entravo in un posto del genere (se si escude un rapido passaggio in quello di San Remo e a quello di Montecarlo, ma erano brevi visite turistiche solo nelle sale delle slot machine).

Ragazzi, quanti soldi che girano. C’è un sacco di gente, ma veramente tanta, che butta palate di soldi sui tavoli verdi come se niente fosse. E quando dico palate di soldi intendo proprio tanti. Al piano di sotto puoi entrare senza giacca e i giochi hanno solitamente delle poste minime più basse. C’era pieno di giapponesi che giocavano ad un gioco strano che non sono riuscito bene a decifrare. Dei tizi giocavano a dadi e uno di loro aveva in mano una mazzetta di 500 euro!!
Al piano di sopra l’ambiente è un poco più raffinato, e lì c’è gente che picchia duro come un fabbro. Al tavolo di Chemin de Fer ho visto un tale che in una mano si è portato a casa dodicimila euro. Do-di-ci-mi-la. Io e i miei soci abbiamo scambiato qualche soldino in fiches, che distribuivamo parsimoniosamente sul tavolo della roulette. Ogni tanto passava uno e buttava un gettone da 500 euro e se ne andava, come se niente fosse. Poi ne è arrivato un altro e ha cambiato una fiche da diecimila euro, lamentandosi, a cuor leggero però, che la serata era un po’ sfortunata.


Édouard Manet – Le Chemin de fer

Commmento della serata: ma si bel posto, un giro ogni 15 anni si può anche fare (magari anche senza aspettare così tanto, per la carità), avendo però bene in mente che l’unico che vince sempre e comunque è il Casino. Punto e basta. Se ci vai e dici "passo una serata diversa e butto via TOT euro" va bene, se pensi di vincere invece è meglio che te ne stai a casa. I soldi che hai in tasca quando entri devi considerarli persi, se li riporti a casa è già una fortuna.

A te

A te che sei l’unica al mondo, l’unica ragione per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro: quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole, senza che tu mi dica niente, tutto si fa chiaro.
A te che mi hai trovato all’angolo coi pugni chiusi, con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi, con gli occhi bassi; stavo in fila con i disillusi. Tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te.
A te io canto una canzone perchè non ho altro, niente di meglio da offrirti. Di tutto quello che ho prendi il mio tempo e la magìa che con un solo salto ci fa volare dentro l’aria come bollicine.
A te che sei… Semplicemente sei sostanza dei giorni miei… sostanza dei giorni miei.
A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande, a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più.
A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo, a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore.
A te che io ti ho visto piangere nella mia mano, fragile che potevo ucciderti stringendoti un pò… e poi ti ho visto con la forza di un aeroplano prendere in mano la tua vita e trascinarla in salvo.
A te che mi hai insegnato i sogni e l’arte dell’avventura, a te che credi nel coraggio e anche nella paura.
A te che sei la miglior cosa che mi sia successa, a te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa.
A te che sei… Semplicemente sei sostanza dei giorni miei… sostanza dei sogni miei.
A te che sei, essenzialmente sei sostanza dei sogni miei… sostanza dei giorni miei.
A te che non ti piaci mai e sei una meraviglia, le forze della natura si concentrano in te che sei una roccia sei una pianta sei un uragano, sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano.
A te che sei l’unica amica che io posso avere, l’unico amore che vorrei se io non ti avessi con me.
A te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere.
A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande, a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più.
A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo, a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore.
A te che sei… semplicemente sei sostanza dei giorni miei… sostanza dei sogni miei
E a te che sei… semplicemente sei compagna dei giorni miei… sostanza dei sogni miei.
(Jovanotti)

Mario Baratta – Nona puntata

Sto quasi per terminare la lunga serie delle puntate sulle mie avventure al Baratta. Credo che bastino ancora un paio di puntate oltre a questa. Vi racconto un altro aneddoto. Quando ero in prima, un professore mi dice: “Vai a prendermi i gessi per la lavagna, che sono finiti”. Io esco, vado dal bidello e chiedo il gesso. Lui mi dice: “vai di là” e mi indica il bagno. Io entro, cerco nell’antibagno ma non trovo nulla, gli armadietti sembrano chiusi a chiave. Torno da lui e chiedo ancora, ma lui mi liquida “Ti ho detto che è di là“. Io torno nel gabinetto, cerco dappertutto, ma di gessi, cancellini e quant’altro nessuna traccia. Ritorno ancora dal bidello e gli dico “Guarda che di gessi non ce ne sono” e lui “Aaaaaaaaaaahhhhh… io avevo capito che cercavi il cesso!!“.

I primi tempi sono stato anche vittima di episodi di bullismo. Ovviamente non era neanche lontanamente paragonabile a quello che si sente oggi in TV. A me hanno semplicemente chiuso un paio di volte nello stanzino del WC, e altrettante volte mi hanno bloccato su una sedia, sedendomi sopra in tre o quattro. Tutto questo da parte di ragazzi che a me allora parevano “grandi”, ma in realtà avevano solamente un anno di più, in quanto erano della seconda (la sezione non la ricordo, ma erano geometri, grrrr maledetti…. hehehe).

Nella mia classe sono passati tanti ragazzi e ragazze che poi abbiamo perso per strada: Patrizia, Alessandra (è stata anche rappresentante di classe), Ilaria,…
Ma sentite questa: i primissimi giorni di scuola, in prima, al primo banco c’era un ragazzo, tal Giangiuseppe, che è stato con noi per circa due settimane, per poi abbandonare. Il suo compagno di banco, che ben presto sarebbe diventato il mio compango di banco, sostenne che il tizio se n’era andato all’Alfieri (scuola privata, all’epoca famigerata per essere un posto dove si studiava poco o niente). Ogni tanto io e il mio socio ritornavamo sull’argomento, chiedendoci dove fosse finito quel personaggio. Facciamo un salto di quasi 20 anni: lo scorso dicembre ho seguito il corso di Macroeconomia Applicata all’università di Pavia. Durante la prima lezione ho notato un tizio che aveva all’incirca la mia età, quindi notevolmente più vecchio del resto della platea formata da sbarbatelli ventenni. Alla fine della lezione il professore ha detto una frase del tipo “Le ore di esercitazione saranno tenute dal dottor Xxxxxxx, che è qui presente in aula”. Quando ho sentito quel cognome mi si è accesa la lampadina: era lui !! Carramba che sopresa! Era proprio quel Giangiuseppe di tanti anni fa. Non sa cosa si è perso al Baratta.

In classe noi maschi siamo sempre stati in minoranza, circa una decina, mentre le ragazze erano quasi il doppio. C’era Giancarlo, col quale facevamo interminabili gare di battaglia navale. Abitava in alta valle staffora, come me, e quindi spesso ci facevamo parte del viaggio assieme. Inarrivabili le sue dispute con Marco, sugli argomenti più stupidi, giusto per farlo arrabbiare. Marco infatti si scaldava facilmente, ma era tutta una burla, fondamentalmente è una persona posata e gentile, ma gli innumervoli battibecchi con chicchessia sono passati alla storia. Poi c’era Laura, che adesso lavora alla Rai e che incontro anche sulle piste da sci di “La Thuile“. C’era Marco (un altro) che era un oggetto imperscrutabile. Un monolite. Non si capiva molto della sua personalità. Parlava poco (e quel poco a sproposito hehe). Non ho mai capito se gli stavamo tutti antipatici o cosa… E poi Fabio (un altro ancora!!!), che ha sopportato per anni le punzecchiature dei miei fumetti: grazie per la sportività Fabio,  e grazie ancora per avermi votato alle ultime elezioni comunali. Poi c’erano le due gemelle, molto unite ma molto diverse, come spesso succede tra gemelli. Elisa era più concreta, pià attenta alle mode, sembrava più sicura di sè. Barbara sembrava più sportiva e più sognatrice. Poi c’era Federica, strano personaggio. E poi Barbara (un altra!! una classe piena di doppioni….) che una volta è venuta a trovarmi anche al mio pub al Brallo col moroso (ma vi sposate? ma quando??). E poi Cinzia che si incazzava perchè studiava tanto e non riusciva quasi mai a prendere bei voti. E poi le due Stefania, e poi… e poi…. e va beh sto oltemodo annoiando voi lettori del blog.

Fagolosi

Ma cosa diavolo ci mettono dentro per farlo così buoni? La droga?
Sto parlando dei Fagolosi, che per chi non lo sapesse sono i mitici grissini prodotti dalla GrissinBon. Io li ho scoperti qualche anno fa nei ristoranti. Solitamente non sono un vorace divoratore di grissini, ma quando ho assaggiato i Fagolosi… mamma mia che scorpacciata. Sono proprio buoni. E così ho iniziato a comprarli anche per casa. Se mi avessero predetto che un giorno avrei comprato i grissini da mangiare a casa avrei sicuramente negato: a che servono?? Al risotrante li sgranocchi nell’attesa delle pietanze, in casa non ha senso: se sto preparando io da mangiare non ho tempo di sgranocchiare alcunchè, se non sto preparando io preferisco fare dell’altro piuttosto che stare seduto a perdere l’appetito coi grissini.
Invece ora in casa li uso come stuzzichini, quando non ha proprio fame ma… voglia qualcosa di buono, come diceva la contessa in giallo. E siccome io in casa non ho la scorta di Rocher come il mitico Ambrogio, mi butto sui Fagolosi. La scorsa settimana ho voluto provare quelli coi semi di sesamo: buonissimi anche quelli. Ma come fanno quelli della GrissinBon? Complimenti.

Ancora Commodore 64

Che emozione, guardate cosa hanno realizzato Darron Schall e Claus Wahlers:
un emulatore Commodre 64 in flash !!! Che figata!!!

Il progetto è sicuramente da milgiorare, ma è veramente una figata.
Lo potete provare cliccando qui.

I giorni di pellizza

Ieri sera sono stato al teatro Arlecchino di Voghera ad assistere al musical sulla vita del pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo. Molto bello. Ecco cosa dice il volantino:

Lo spettacolo mette in rilievo attraverso la musica e l’azione teatraIe i principali anni della vita e della produzione artistica del pittore, compresi fra il 1891 e il 1907, anni intensi e amari in cui la piena maturità e consapevolezza del pittore si scontrano con la fragilita, le difficoltà e i dolori dell’uomo.

Una particolare forma di teatro musicale (vicina al musical) che indaga l’universo "pubblico" e quello "privato" del pittore: i suoi quadri, le sue passioni artistiche, il suo impegno sociale, le sue amicizie, i suoi affetti.

Viene affrontato il tema dell’amore di Pellizza per il paesaggio, per la luce e i colon, e in modo piu approfondito l’amore di Pellizza per la mogiie (quella Teresa che egli sposo giovanissima) insieme all ‘attenzione del pittore per l’ universo femminile, per quelle presenze austere, silenziose, proprietarie di misteri che, nei suoi quadri, Pellizza osserva attento e partecipato (un’attenzione e un rispetto inediti nella cultura pittorica di fine ottocento).

Viene tratteggiato il Pellizza autore di Ricordo di un dolore, di Pensieri o La sposa (i suoi primi capolavori) ma anche il pittore dei famosi Panni a/ sole, Le ciliegie, Mammine, Sul fenile, con i primi esiti divisionisti fino al periodo simbolista de "Lo Specchio della vita".

E, naturalmente, emerge con forza il mondo contadino di Volpedo, quel mondo da cui Pellizza non riuscira mai a staccarsi, con i suoi amici di sempre che immortalerà nel suo quadro piu famoso: quel Quarto Stato che lo ha fatto conoscere nel mondo.

Si evidenziano inoltre le relazioni che Giuseppe Pellizza ebbe con il mondo culturale fra Tortona e Voghera. Si assisterà a dialoghi sulla pittura tra Pellizza e Angelo Morbelli (altro importante pittore alessandrino) e a discussoni sulla politica e sulla società con Emesto MaJocchi, giornalista vogherese, anarchico socialista e suo fraterno amico. Non mancano in scena anche il fotografo vogherese Cicala e il piu giovane pittore Barabino. Riferimenti d’obbligo sono infine l’intenso diario e le lettere, i materiali piu privati del Pellizza cui la drammaturgia dello spettacolo intende rendere discreto omaggio.

per altre info www.teatrodegliacerbi.it oppure www.pellizza.it

No sex

Nefertiti

C’era un re egizio, insomma un faraone, che era figlio di Amenofi terzo, e così lui sarebbe stato Amenofi 4. Alcuni, forse più propriamente, lo chiamano Amenhotep quarto. Come è successo molte volte nella storia (per esempio con l’imperatore romano Costantino) ad un certo punto ha pensato bene di cercare di manipolare la religione per fini personali, vale a dire per aumentare il proprio potere (a scapito dei santoni del tempo). E così iniziò a propagandare il culto del dio Aton, al posto di quello del dio Amon. A questo punto si rese conto che il suo nome, Amenofi, derivava da Amon e quindi non stava facendo una bella figura. E così cambiò nome in Akhenaton (d’altronde lui era il re e poteva fare ciò che voleva, no?). Un po’ come poi fece il suo successore, altrettanto famoso, Tutankhamon (quello che porta una sfiga pazzesca), che prima si chiamava Tutankhaton. Che casino eh?

Ma perchè arlare di Amenofi/Akhenaton? Perchè egli aveva una moglie, la mitica regina Nefertiti, bella gnocca, famosa in tutto il mondo per le statuette che la raffigurano in tutta la sua bellezza. Pensate che sono passati più di tremila lunghi anni. Infatti si sa poco di lei, notizie frammentarie. I più la vogliono come giovane sposa del re, morta giovane, altri azzardano addirittura che invece se la filava con Tutankhamon. Potrebbe anche darsi, visto che ho ricevuto in dono una statuetta di gesso raffigurante la regina e porta una iella incredibile ;)

Ma tanto è andata in premio al vincitore del "Maestro 2007"

Lettera aperta a Topolino

Sono abbonato a "Topolino" dal giurassico 1981, ma lo leggevo anche da prima. (Prima quando, che nel 81 avevi 7 anni direte voi? Ma fatevi una padellata di fatti vostri!!!)
Vorrei quindi scrivere apertamente alla Walt Disney Italia per dirgli: quando Topolino era pubblicato dalla Mondadori (prima del 1987) c’era più varietà nelle storie. Vi rendete conto quanti personaggi sono da anni e anni relegati in soffitta e che non appaiono più sulle pagine del mio settimanale preferito?
Ve ne cito solo alcuni.
Maga Magò: non mi stava simpatica ma non è un valido motivo per non farla più partecipare  alle storie.
Cip & Ciop: una volta almeno un "Topolino" su due aveva una storia del bosco.
Infatti c’erano anche Bambi (il cerbiatto), Tippete (la lepre), Fiorellino (la puzzola), Compare Castoro, Compare Orso, Compare Volpone, Ezechiele, Lupetto, Gimmi, Timmi, Tommi… and so on.
E poi le storie di Superpippo, dove l’ingenuo Pippo, talvolta spalleggiato dal nipote Gilberto (altro desaparecido) diventava un supereroe mangiando noccioline.
E poi i nipoti: Topolino aveva Tip Tap, Paperina aveva Ely Emy Evy. Tutti spariti, chiamerò il telefono azzurro.
E le storie a tema? E Topolino Kid e Pippo-sei-colpi? E le storie a bivi (questa in realtà è un invenzione della Disney, però sono tanti anni che non le ripropone)
E Gancio il Dritto? E suo figlio Bruto detto Gancetto?
E Plottigat? E Paperetta Ye-ye (beh in realtà in una recente storia è ricomparsa). E Spennacchiotto?
Per non parlare di personaggi semi spariti, come Clarabella e Orazio.
Ormai ci sono solo i personaggi standard di Paperopoli (Parerino, Qui, Quo, Qua, Paperina, Gastone, Paperoga, Paperone, Battista, Rockerduck, Lusky, Brigitta, Filo Sganga, Nonna Papera, Ciccio, Archimede, Bassotti, Amelia)
Quest’ultima non abita a Paperopoli, ma sopra al Vesuvio ed è una papera dalle fattezze mediterranee di Sophia Loren.
E poi quelli di Topolinia (Topolino, Pippo, Basettoni, Manetta, Minni, Clarabella, Orazio, Gambadilegno, Trudy, Macchia Nera, Zapotek e Marlin)

L’unica piacevole novità di questi anni è, a mio avviso, Paperino Paperotto. Mi piace veramente tantissimo.

Vie di Voghera

Nei giorni scorsi ho fatto queste foto a due cartelli delle vie di Voghera, ma… dove sono queste vie? Cercando sui siti di mappe non le trovo…. mmmm…

Berlusconi contro Resto del Mondo

Partite disputate:
1994 – Berlusconi vs Occhetto 1-0 (Arbitro: signor Scalfaro da Novara)
1996 – Berlusconi vs Prodi 0-1 (Arbitro: signor Scalfaro da Novara)
2001 – Berlusconi vs Rutelli 1-0 (Arbitro: signor Ciampi da Livorno)
2006 – Berlusconi vs Prodi 0-1 (Arbitro: signor Ciampi da Livorno)

Classifica:
Prodi 6 (Giocate 2, vinte 2)
Berlusconi 6 (giocate 4, vinte 2)
D’Alema 1
Dini 1
Amato 1
Occhetto 0
Rutelli 0

Prossimo turno:
Berlusconi vs ????  (Arbitrerà il signor Napolitano da Napoli)

Note: Berlusconi reclama un pareggio a tavolino nella partita del 2006.
Spettatori: 60 milioni circa, paganti…. ehm… votanti 40 milioni circa.

Link

Oggi vorrei tediarvi con… quello che faccio quando mi collego ad internet.

Quando accendo il pc, subito si istaura la connessione con Fastweb e quindi partono in automatico programmi come eMule, Skype e Windows Live Messenger.
Dopodichè lancio il client di posta elettronica, Thunderbird, per leggere le ultime email arrivate ai miei due indirizzi.
Nel frattempo ho già avviato anche Firefox, che ha come home page una paginetta che mi sono creato, dove vedo i miei siti preferiti, alcuni feed rss e le news di Televideo.
Per sapere le notizie locali vado sempre su Vogheranews (raramente anche su A.Gi.Pa. Press o su Radio Gamma Pavia per ascoltare i radiogiornali). Per quelle nazionali vado sul sito del Corriere o su quello della Repubblica, o su entrambi. Quest’ultimo è il mio preferito anche quando devo seguire degli avvenimenti sportivi in diretta, è un servizio fatto molto bene (se non ho voglia di ascoltarli on line sul sito di Radio Rai). Talvolta bazzico anche su Google News, raramente su TgCom o Ansa.
Poi do una controllatina al mio blog (questo), magari per scrivere qualche nuovo post. Ogni tanto controllo le statistiche degli accessi con Clicky. Putroppo al mio primo sito, Forteweb, dedico sempre pochissimo tempo.
I libri li prendo su Internet BookShop o su BOL.  Di rado verifico anche l’andamento delle mie sfortunatissime azioni con un servizio su Virgilio. Gli orari dei treni li vedo sul sito delle Ferrovie, i numeri di telefono li cerco ovviamente su Pagine Bianche o su Pagine Gialle. I posti in cui devo andare li verifico con Viamichelin o al limite con Google Mappe.
A fasi alterne bazzico sul sito Lomb.it e su qualche forum (come quello delle mitiche Fiat 500 di una volta). Anche il sito della Facoltà di Economia di Pavia è gettonato, in quanto sono ancora uno studente ;-) Infatti sono iscritto al gruppo Fuoricorso.
Per le news tecnologiche mi baso su Punto Informatico e Dowload Blog. Seguo le news di Paolo Attivissimo sul blog del Disinformatico, che "scopre" sempre nuove bufale internettiane e, da poco, seguoe anche Salvatore Aranzulla che ha sempre qualche chicca da segnalare.
Neanche a dirlo il sito più utilizzato è Google, ma se per caso mi infilo in Wikipedia, non esco più per almeno mezz’ora. Quante cose si scoprono saltando da un link all’altro.
I viaggi all’estero li organizzo con Volagratis, gli acquisti li preparo confrontando le offerte su Kelkoo e leggendo le opinioni degli altri e chiedendo consigli sui newsgroups con Google Gruppi. I siti che gestisco sono quasi tutti su Tophost, costa pochissimo. Se non sono a casa per leggere la posta utilizzo anche mail2web.

Ecco, è passata circa mezz’ora. Considerando che alla sera accendo il pc prima delle 20 e lo spengo alle 22 (se esco) o all’una (se sto in casa?) faccio un sacco di altre cose. Aggiusto i miei siti (usando php e css), navigo tra centinaia di siti interessanti (un link tira l’altro), blog, siti di informazione, scarico programmini inutili, li testo e li disinstallo, chatto con gli amici, ecc. ecc. ecc.

Lo diceva Neruda che di giorno si suda

Tempo fa una carissima amica mi ha regalato un libro di poesie di Pablo Neruda dicendomi che lo aveva preso perchè aveva letto una pesia che assolutamente voleva farmi leggere. Purtroppo però tale poesia mancava nel libro, e così me l’ha inserita lei fotocopiandola. Poesia che infatti era molto molto bella è che mi è piaciuta (e mi piace) tanto tanto tanto.
Fino a pochi giorni fa ero ancora convinto che l’autore fosse proprio il poeta cileno. Fino a quando Mastella l’ha declamata in aula a Palazzo Madama, i giornali hanno riportato la notizia e qualcuno ha fatto notare che in realà l’autrice è Martha Medeiros, scrittrice e giornalista brasiliana. Quindi diamo a Cesare ciò che è di Cesare, e leggiamoci questa (a mio parere) stupenda opera:

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

Aggiornamento grafica del sito

Dopo essermi accorto che il sito veniva visto in modo sbagliato da chi utilizzava Internet Explorer sto cercando di prendere provvedimenti, ma sono in un periodo di studi (lunedi prox ho un esame e inoltre sto scrivendo la tesi) pertanto ho poco tempo. Vi prometto che la grafica tornerà a posto ("aggiustata" per ExploDer ovviamente) prima possibile, nel frattempo sperimenterò qualche tema alternativo…. Grazie per la pazienza.


Vi lascio con un giochino carino: non ci crederete ma il colore del quadratino A è lo stesso identico preciso del colore del quadratino B. Provare per credere.

Tema del blog

Io da tempo uso il mio abituale tema del blog (per i non esperti della blogosfera: il "tema" è l’insieme di colori, sfondo, titoli, impostazioni, insomma l’aspetto grafico sel sito), che abitualmente ogni tanto modifico secondo le mie esigenze. Ogni tanto impazzisco perchè io sul mio computer come browser uso da tempo immemorabile Phoenix  che poi si è chiamato Firebird e adesso si chiama Firefox e quindi vedo che il mio blog si comporta benissimo. Ogni tanto però leggendo le statistiche mi accorgo che purtroppo la maggiornaza di voi lettori usa ancora quella roba lì, come diavolo si chiama, ah si, Microsoft Internet Explorer. E allora mi viene in mente di verificare come si vede con quel browser: oddio che roba. Mi chiedo: ma perchè vi ostinate ad usarlo? Per pigrizia, visto che ve lo trovate preistallato su Windows? Bravi merli. Ma se sull’automobile nuova trovate un’autoradio a cassette lo tenete?? Un programma (come molti in casa Microsoft) che non segue uno straccio di standard, per non parlare dei bachi di sicurezza. E infatti mi rendo conto che con Explorer si vede tutto fuori posto. Ieri sera provavo un po’ di temi nuovi che ho scaricato e li ho provati con la mia fiammante versione 7 di Internet Explorer. Risultato: si vedono tutti male. Ma è mai possibile?
Volevo quindi coinvolgervi anche oggi per un test: voi questo tema lo vedete bene? Potete darmi dei riscontri? Per esempio dovrebbe essere centrato in mezzo alla pagina (e invece col mio Explorer lo vedo tutto a sinistra). Inoltre la colonna di destra (quella, per intenderci, che contiente anche l’indice dei mesi e delle categorie) si vede tutta spostata in fondo… insomma un disastro. Voi come lo vedete? Mamma mia che roba, mi sembra che ogni volta che rilasciano una versione nuova di quella ciofeca sia sempre peggio !!! A me con Firefox non capita MAI di non vedere o vedere male un certo sito !!!!

Page 143 of 176

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén