(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

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Portorose

Portorose è una località di mare della costa della Slovenia (una delle poche, visto che la costa slovena non è grandissima , saranno una quarantina di chilometri).
La costa è come quella a cui siamo abituati in Liguria, vale a dire con le colline / montagne a ridosso del mare. Dal nostro appartamento c’era una splendida vista del mare e del paese.
La particolarità interessante, per noi italiani italofoni che abbiamo sempre difficoltà ad esprimerci in altri idiomi è che qui vige perfettamente il bilinguismo e l’italiano è correntemente parlato da tutti. Ovviamente, essendo la Slovenia nell’area Euro, non c’è neanche il problema del denaro.
Per viaggiare in Slovenia ci vuole il bollino autostradale, la cosiddetta vignetta, che va usata anche sulle superstrade e quindi è pressoché obbligatoria. La settimanale costa 15 euro.
Portorose (in sloveno Portorož, ma come dico qui anche i cartelli sono sia in italiano che in sloveno) non ha spiagge nel senso comune del termine. Quindi niente sabbia, ma neanche niente sassi o scogli: solo terrazzoni di cemento sul mare. Ci sono quelli “liberi” dove mettere i salviettoni, ci sono quelli “a prato” con l’erba e quelli attrezzati (sono quelli degli alberghi, ma accessibili a chiunque) a pagamento con lettini ed ombrelloni. Il costo, per chi è abituati ai prezzissimi della Liguria, è irrilevante (due lettini e ombrellone costano un terzo che a Rapallo).
Il mare non è cristallino, nel senso che non è certo un posto dove vedere le barriere coralline, anzi. Però  nelle spiagge private perlomeno è pulito, visto che ci sono le barriere anti-rudo. Portorose è un posto molto mondano, pieno di locali giusti per la sera.

Redipuglia

Fogliano Redipuglia è un comune della provincia di Gorizia, vicino all’aeroporto friulano di Ronchi dei Legionari. Ospita il più grande monumento ai caduti italiano (e uno dei più grandi d’Europa), fatto costruire in epoca fascista, per ricordare i caduti della Grande Guerra.

E’ un’enorme scalinata che occupa un’intera collina. Ogni “scalone” (alto più di una persona) contiene le spoglie di una parte dei soldati morti durante il conflitto, ricordandoli con una lapide. In totale pare siano circa 100.000 (si avete letto bene, centomila ragazzi morti), anche se il monumento ricorda idealmente tutti i caduti della guerra, che furono più di seicentomila. E’ stato inaugurato da Mussolini e ogni anno, il 4 novembre, presenzia il presidente del Senato in vece del Presidente della Repubblica che è all’Altare della Patria a Roma. Alla base della scalinata c’è anche la tomba del Duca d’Aosta Emanuele Filiberto, che aveva combattuto in guerra e aveva chiesto di aver l’onore di essere seppellito, alla sua morte, insieme ai commilitoni.
Le scalinate contengono le salme di circa 40.000 caduti identificati, la maggior parte con nome, cognome e reggimento di appartenenza, alcuni con solo il nome o solo il cognome (es. “Soldato Pietro … “). Alla sommità la fossa comune di sessantamila militi ignoti. Sessantamila!!!! Numeri impressionanti.
Sopra a tutti i gradoni campeggiano le scritte “PRESENTE”.
Nei dintorni del sacrario ci sono altri musei dedicata alla memoria della guerra, e nel parco sono conservate mitragliatrici, cannoni, munizioni inesplose e quant’altro.

Lugano

Lugano è una piacevole cittadina. Poco distante da Milano, facilmente raggiungibile, se non fosse per la frontiera italo-svizzera che può far perdere tempo.

E’ situata sul lago omonimo ed è la città di lingua italiana più grande fuori dall’Italia. In effetti è come essere in Italia: si parla italiano, si vive italiano, si legge (oltre al giornale locale) il Corriere della Sera. Solo che si paga in franchi e non si è in Italia, bensì in Svizzera, fatto che può risultare molto affascinante.
Lugano ha tanti sportelli bancari, visto la tradizionale cultura del segreto bancario e vista l’adiacenza alla Lombardia. Il costo della vita è maggiore rispetto alle nostre parti, ma presumo che anche gli stipendi siano adeguati a ciò. Per il resto è una cittadina carina, di stile tipicamente lombardo. E’ abbarbicata sulla collina adiacente a lago (molte costruzioni hanno una vista stupenda), presenta numerosi luoghi interessanti da visitare e molti negozi dove fare acquisti: sia centri commerciali, che oggetti tipicamente svizzeri, che atelier di grandi firme. C’è anche il casinò. Se non ci siete mai stati vi consiglio un giretto.

 

Venite al Brallo

Se volete un po’ di frescura estiva il Passo del Brallo è il posto che fa per voi. Ecco gli appuntamenti nei paesi della zona da qui a fine estate:

  • Festa della chiesa e Alpini Brallo Domenica 14 Luglio 2013
  • STAR PARTY ASTRO BRALLO 13-14.7     Domenica 14 Luglio 2013
  • GREST ESTIVO RAGAZZI DAL 15 LUGLIO 16 AGOSTO     Lunedì 15 Luglio 2013
  • FESTA DEL VILLEGGIANTE 20.7     Sabato 20 Luglio 2013
  • GARA ENDURO 20.7     Sabato 20 Luglio 2013
  • Artigiani dal vivo 20-21 Luglio     Domenica 21 Luglio 2013
  • Festa dei Nonni a Pregola 26 Luglio     Venerdì 26 Luglio 2013
  • Spettacolo Teatrale 27 Luglio     Sabato 27 Luglio 2013
  • Pregola festa anni 80 27.7     Sabato 27 Luglio 2013
  • Cena sull’aia a Bralello 28.7     Domenica 28 Luglio 2013
  • Mostra di Pittura e Fotografica AGOSTO     Giovedì 01 Agosto 2013
  • Concerto Musicale Letterario     Venerdì 02 Agosto 2013
  • festa della Birra a Pregola 3 AGOSTO     Sabato 03 Agosto 2013
  • Raduno degli Alpini Pian del Lesima 4 agosto     Domenica 04 Agosto 2013
  • Dolci in Gara 8 AGOSTO     Giovedì 08 Agosto 2013
  • Festa di San Fermo 9 AGOSTO     Venerdì 09 Agosto 2013
  • Concerto del Trio Torciani a Pregola 10.8     Sabato 10 Agosto 2013
  • Festa di San Lorenzo a Valformosa 10 AGOSTO     Sabato 10 Agosto 2013
  • A tutta birra – Corbesassi 10 agosto     Sabato 10 Agosto 2013
  • Torneo di Bocce     Lunedì 12 Agosto 2013
  • Polenta – Cortevezzo 13 agosto     Martedì 13 Agosto 2013
  • Valformosa carnevale estivo 14.8     Mercoledì 14 Agosto 2013
  • Polenta e Torte in festa – Corbesassi 14.8     Mercoledì 14 Agosto 2013
  • Valformosa in Festa 14.8     Mercoledì 14 Agosto 2013
  • Olimpiadi dei ragazzi a Pregola 15 AGOSTO     Giovedì 15 Agosto 2013
  • Mercatino di Ferragosto     Giovedì 15 Agosto 2013
  • Feligara festa di S.Rocco     Venerdì 16 Agosto 2013
  • Cencerate Festa 16.8     Venerdì 16 Agosto 2013
  • Concerto a Pregola 16.8 ore 21     Venerdì 16 Agosto 2013
  • Spaghettata a Pratolungo 17 AGOSTO     Sabato 17 Agosto 2013
  • B(r)allo in maschera 17 Agosto     Sabato 17 Agosto 2013
  • Grigliata con Polenta – Bocco 17 agosto     Sabato 17 Agosto 2013
  • S.Ruchein CASONE 17 agosto     Sabato 17 Agosto 2013
  • Festa a Cencerate 18 agosto     Domenica 18 Agosto 2013
  • Serata Danzante del Villeggiante 22.8     Giovedì 22 Agosto 2013
  • PONTI FESTA DEL PAESE 24.8     Sabato 24 Agosto 2013
  • PREMIAZIONE AL BRALLO MOSTRA CONCORSO FOTOGRAFICO DI PONTI     Domenica 25 Agosto 2013
  • Madonna della Guardia a Pratolungo 29.8     Giovedì 29 Agosto 2013
  • STAR PARTY 31 – 1. SETTEMBRE     Domenica 01 Settembre 2013
  • PREMIAZIONE CONCORSO LETTERARIO     Sabato 07 Settembre 2013
  • Sagra della Patata del Brallo     Domenica 08 Settembre 2013

Per altre info visitate il sito della Pro Loco

Agriturismo La Fuga

Siamo stati in questo agriturismo a Varzi, sulla rive gauche dello Staffora, per una serata d’evasione sulle colline.

Iniziamo subito con gli antipasti misti, accompagnati da gnocco fritto con salumi. Quasi inutile dire che i salumi erano deliziosi. Non c’è niente da dire, dalle nostre parti siamo forti sui salumi. Queri locali che servono salumi scadenti sono proprio dei… salami hehehe.

Ci hanno servito una torta salata, una specie di frittata con verdure e un panzerotto con sugo e cipolla. Mi spiace se non elenco le pietanze coi loro nomi corretti, ma sono abbastanza carente nel lessico culinario e dico ciò che mi sembrano.

Di primo andiamo coi ravioli di magro con fagioli e patate e poi dei sublimi raviosi al brasato: buonissimi e teneri.

Di secondo assaggiamo roast beef, morbido. Di dolce una torta sbrisolona e un particolare tiramisù alle fragole.

Da citare il liquore alle noci, una crema molto buona.

Consigliabile :-)

 

5 anni

Un altro anno insieme. TI AMO!

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Una mamma è dentro al cuore

Come si fa non voler bene alla Rita? Era uno scricciolo di energia. Una donna piccolina che aveva dentro una forza incredibile. Io l’ho conosciuta per meno della metà della sua vita, quindi molte cose le so solo per come me le hanno riportate. E’ nata in una famiglia poverissima, ha patito la fame, una famiglia con 5 fratelli maschi di cui era l’unica femmina e quindi ha fatto da sorella e talvolta anche un po’ da mamma.
Sua mamma le ha voluto dare un futuro diverso e l’ha fatta studiare: è diventata maestra.
La sua è stata una vita di sacrifici: dopo l’infanzia e lo studio ha intrapreso la carriera da insegnante, ma non è stato facile. Non ha mai avuto una cattedra fissa e quindi ha fatto numerosissime supplenze. Non pensate ai giorni nostri, quando con l’auto o coi mezzi si raggiungono facilmente tutte le scuole. A quei tempi andare in paesi distanti chilometri, in valli lontane, era quasi un’avventura. E durante i giorni di supplenza era impensabile tornare a casa: si rimaneva al paese, magari ospitati in qualche locanda. E il marito e il figlio che ti aspettano a casa. Ha girato veramente tanti paesi, ha cresciuto tanti bambini, è stata la maestra di tutti. Quando è andata in pensione ricordo che un articolo sul giornale l’ha definita "globetrotter".
Ha sempre avuto uno spirito incredibile, non si fermava mai davanti a nulla, trovava sempre una soluzione. E’ stata la prima donna della valle a prendere la patente.
E una volta raggiunta l’età della pensione? Facile, ha iniziato a lavorare, ancora di più. Il suo orto a Pregola, i suoi tetti da sistemare, il catrame contro le infiltrazioni, le fragole da piantare, tutti i suoi traffici. Zappa, badile, carriola, falcetto, roncola, cazzuola, saldatore, martello. Questi erano i suoi strumenti, altro che ferri da maglia!
Aveva mille passioni. E la prima era la famiglia. Il marito, col quale ha creato una cosa incredibile. "Dietro un grande uomo c’è una grande donna" si dice e mai fu più vero come nel caso della Rita, così piccola di statura e così grande come donna. Siro creava e lei gestiva.
Io spero nella vita di essere felice, fortunato, umile e capace anche solo una piccola parte di quanto sono stati loro.
Ha avuto 3 figli: un modo per essere sempre giovane. Perchè lei è sempre stata giovane. Dentro e fuori. Sempre vogliosa di sperimentare cose nuove. Magari non sapeva utilizzare bene le nuove tecnologie ma le capiva e se ne interessava, mantenendo nel contempo il gusto per le cose antiche. Una donna straordinaria.
E così come ha vissuto, sempre giovane, ha voluto morire giovane. Con la sua giacca rossa, con la sua motosega elettrica, con la fiamma ossidrica, con tutti i suoi attrezzi e la sua inventiva che le permetteva di riuscire in qualsiasi situazione. C’era un problema? Ci pensa la Rita. Ha viaggiato fino a Londra da sola a 77 anni. La potete osservare su YouTube in sella a un quad. Sono forse cose da vecchietta?

E così, quando ha dovuto arrendersi, quando la vita l’ha costretta a riempirsi di medicine e stare su una sedia a rotelle, non ha voluto starci. Ed è volata via da giovane, per fare che possiamo ricordarla così…giovane. Più ci penso e più ne sono convinto: non ha voluto diventare vecchia.

E non era solo una donna capace nelle cose pratiche. Era una grande moglie e una grande mamma. Aveva un senso della famiglia enorme. A me ha insegnato tanto. Anzi di più. Voi che magari la conoscevate potete sospettarlo, ma non potete capire fino in fondo che donna eccezionale fosse. Ognuno di noi è la storia che ha fatto, a partire dalle proprie radici. Io sono io per quello che sono, per la mia testa, per dove ho vissuto, per quello che ho fatto, ma anche per quello che mi hanno insegnato mia mamma e mio papà, nel piccolo, nella vita quotidiana giorno per giorno. Un insegnamento fatto di tante piccole cose che messe insieme è come un oceano.

Quindi lei vive in me, così come nei miei fratelli. Ecco perchè ho detto che se ho bisogno di lei la trovo nel mio cuore, perchè lei vive in me. E ho anche detto di non essere tristi. Io triste non sono: malinconico tanto, ma felice per averla avuta.

E quando proprio non ce la faccio le parlo. E quando devo pregare per lei, per fare in modo che anche lassù possa stare bene, fin da subito non riuscivo a recitare l’Eterno riposo. Riposo? mmm, non le si addice. Si annoierebbe… a morte (scusate il gioco di parole). E qundi: eterno lavoro donale o Signore, splenda a lei la luce perpetua, tribuli e riposi in pace, amen.

Era giusto salutarla anche da queste pagine che avevano ospitato tante volte i suoi scritti. Mi diceva: questo l’ho scritto per Internet.
Ciao grande donna. Ciao Rita. Ciao Mamma :-) !!!

La chiesa di Someglio

L’oratorio dei Santi Gervasio e Protasio è ubicato a Someglio (detta anche "Somegli" o detta anche "Smegi" in dialetto locale, ndFabio), piccola frazione di Brallo di Pregola.
L’edificazione della chiesa risale al XII secolo d.C. e in epoca altomedievale fu sede di una pieve che comprendeva le parrocchie di Colleri, Cencerate e Pregola.
Di grande pregio storico-artistico è il campanile romanico in pietra locale, rimasto praticamente intatto fin dalle origini, con quattro fornici ad arco a tutto sesto.
Fu eretto dai Malaspina che lo utilizzarono anche come torre di avvistamento. Nel complesso l’edificio ha conservato il suo aspetto originario in quanto è stato ricostruito della stessa pietra del campanile.
Si entra nel sagrato superando un muretto in pietra con portale in arenaria.
L’interno è a navata unica, con volta a botte e tre nicchie ad arco a tutto sesto poggianti su pilastri a base rettangolare.
I muri interni sono intonacati, il pavimento è in sasso e l’altare maggiore in pietra.
Nella parete sinistra vi sono un fonte battesimale e un quadro che raffigura i Santi Gervasio e Protasio.
La chiesa è stata restaurata nel 1985.

Testo tratto da "In giro per l’Oltrepo Pavese" a cura di Alessandro Poggi.
Visto che non sono l’unico a scrivere Oltrepo senza l’accento?
Foto di Claudia Trentani (clicca x ingrandire)

 

     

Alessandra e Alessandra

Tempo fa ho letto sul Corriere questo articolo (clicca qui) dove spiega la vicenda di un certo Alessandro e una certa Alessandra, coniugi. Il marito ha cambiato sesso, è diventato anche lui Alessandra e il matrimonio si è sciolto per legge. Adesso la Cassazione si chiede se questo sia lecito e non sia un vulnus alla famiglia. Ha quindi passato la palla alla Corte Costituzionale. Se questa dovesse esprimersi favorevolmente al mantenimento di questo matrimonio allora io mi chiedo: che differenza c’è tra questo matrimonio e un matrimonio dichiaratamente omosessuale? Cioè, mi spiego: di fatto è un matrimonio gay, seppure ottenuto con "artifizi".

Anche quest’altro articolo del Corrierone (clicca qui) segnala un caso simile: un avvocato (sempre di nome Alessandro), ha cambiato sesso chirurgicamente, ma non all’anagrafe. In questo modo ha potuto sposare una donna. Quindi c’è una cosiddetta "vacatio legis": di fatto i matrimoni tra esponenti dello stesso sesso ci sono.

Immagini simpatiche

In rete si trovano spesso delle immagini simpatiche, buffe, divertenti… Eccone alcune:
(clicca per ingrandire)

 

   

      

     

Giorgio by Moroder

E’ uscito il nuovo lavoro dei Daft Punk, big della musica elettronica degli anni 90 e 2000. Mi ha parzialmente deluso, anche se è un indubbio lavoro di qualità. Giustamente cercano sonorità nuove, che si allontanano un po’ dai loro canoni standard. Tra le varie tracce un po’ futuribili e un po’ retrò, ce n’è una che mi fa impazzire, l’avrò già ascoltata mille volte. E’ quella dove incontrano uno dei pionieri di questo genere musicale: Giorgio Moroder. Ascoltate le sue parole, quando racconta del suo sogno diventato realtà e sentite la musica: anche l’elettronica ha un’anima!

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When I was fifteen, sixteen, when I really started to play the guitar,
I definitely wanted to become a musician.

It was almost impossible because the dream was so big.
I didn’t see any chance because I was living in a little town; I was studying.
And when I finally broke away from school and became a musician,
I thought, "Well, now I may have a little bit of a chance,"
Because all I really wanted to do is music – and not only play music,
But compose music.

At that time, in Germany, in ’69-’70, they had already discotheques.
So, I would take my car, would go to a discotheque and sing maybe 30 minutes. I think I had about seven, eight songs. I would partially sleep in the car because I didn’t want to drive home and that help me for about almost two years to survive in the beginning.

I wanted to do a album with the sound of the ’50s, the sound of the ’60s, of the ’70s and then have a sound of the future. And I said, "Wait a second…I know the synthesizer – why don’t I use the synthesizer which is the sound of the future?" And I didn’t have any idea what to do, but I knew I needed a click so we put a click on the 24 track which then was synched to the Moog Modular. I knew that it could be a sound of the future but I didn’t realise how much the impact it would be.

My name is Giovanni Giorgio, but everybody calls me Giorgio.

Once you free your mind about a concept of harmony and music being correct, you can do whatever you want. So, nobody told me what to do, and there was no preconception of what to do.

ll rapporto con il cliente

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Trentanovesima puntata

“Non vendiamo un prodotto, ma un’idea” (M. Ascarelli De Giacomi, “Psicologia e Tecnica della Vendita”, Franco Angeli Editore,1969)

Vendere non significa soltanto prendere la merce dagli scaffali e mostrarla al cliente ripetendo un certo numero di frasi imparate a memoria, non è solo il rispondere alle domande di chi abbiamo davanti, cercare la taglia e il colore desiderato, preparare la confezione e accompagnarlo alle casse. Chi nella vendita vede soltanto questi aspetti materiali non è un vero venditore. La vendita è innanzitutto un lavoro intellettuale e solo in parte un lavoro manuale: vendere significa convincere il cliente. Si può convincerlo ad arrivare fino al punto vendita, grazie alla pubblicità ed alle promozioni; si può convincerlo ad entrare, grazie all’allestimento delle vetrine, all’insegna e ad un ingresso accogliente; si può infine convincerlo ad esprimere desideri inconsci, o a farne scaturire di nuovi, per poi soddisfali con gli articoli proposti. Nel settore moda questo è ancora più vero in quanto molto spesso non si compiono acquisti per stretta necessità, ma per soddisfare esigenze più o meno voluttuarie, quindi la componente umana risulta fondamentale.

Quest’ultima parte spetta in gran parte al venditore. È un compito difficile, specialmente in un negozio autonomo, dove il rapporto con il cliente è più diretto, personale e intimo. L’addetto alla vendita non lavora sul ferro, sulla pietra, sul legno, sulla stoffa, ma sulla personalità umana del cliente e il suo strumento principale è la parola, che deve essere sempre guidata da capacità, intuito ed intelligenza.

Il cliente-tipo di un negozio tradizionale ha esigenze diverse da quello che si rivolge ad un centro commerciale, ad un negozio di una catena o ad un outlet. In un negozio il cliente cerca degli aspetti che nelle altre formule distributive mancano.

Essenzialmente cerca un rapporto umano con il venditore, da cui scaturiscono altri vantaggi. Quando si istaura questo tipo di rapporto la vendita diventa più piacevole, rapida e proficua. Analizziamo i motivi che spingono un potenziale cliente a rivolgere la propria attenzione ad un negozio tradizionale.

  • La fiducia. Il cliente si aspetta di trovare una controparte esperta della categoria merceologica dei prodotti che vende. In questo modo potrà farsi consigliare, assistere nelle scelte, supportare nella selezione delle proposte. L’opinione preponderante è quella che assegna un alto grado di competenza al dettagliante. Questo perché molto spesso il negozio è gestito direttamente dal titolare o dai familiari, e si suppone che abbiamo intrapreso questa attività per passione, e quindi siano abili intenditori della merce venduta. Queste caratteristiche molto spesso non sono presenti nelle altre tipologie di vendita, dove il personale viene assunto senza richieste di una preparazione specifica, specialmente nel settore abbigliamento e moda.
  • I servizi. Dal rapporto personale con il venditore possono scaturire dei servizi che altrove non vengono effettuati, se non in rari casi. Il venditore potrebbe accordare sconti particolari ai clienti abituali, tenere in sospeso la merce in attesa del pagamento futuro, concedere la merce a credito, accettare resi, ecc.
  • Calore umano. Un aspetto da non sottovalutare è quello che molte persone scelgono il negozio semplicemente per il rapporto umano che si istaura col negoziante. Chi lo fa per chiacchierare, magari solo del più e del meno, chi per avere un valore aggiunto agli acquisti che fa.

Questi elementi sono ovviamente legati tra di loro e partecipano assieme a formare la motivazione per la quale gli acquirenti italiani dirigono le proprie attenzioni alle consuete attività commerciali tradizionali.

Per questi motivi il rapporto col cliente deve essere oggetto di particolari attenzioni. Un abile venditore deve saper ascoltare, capire il cliente, le sue esigenze, proporre nuove soluzioni, invitare all’acquisto, e anche accettare di fare qualche chiacchiera, senza perder tempo ma senza neanche perdere la pazienza.

 “Non vendiamo un prodotto, vendiamo soluzioni” (William “Bill” Henry Gates III, all’epoca CEO di Microsoft, in una conferenza a Milano, 1994) (Io c’ero ! NotaDiFabio)

Il venditore deve essere un buon psicologo, deve conoscere il cliente e convincerlo, comprendendo il comportamento, gli atteggiamenti mentali, le motivazioni. La vendita è anche un incontro tra due menti, fra due intelligenze, fra due esseri sensibili e ragionanti, pertanto è un rapporto estremamente complesso. L’abilità del commerciante sta nell’utilizzo delle sensazioni che farà nascere, con tutti i mezzi possibili: le parole, i toni, le pause, le suggestioni, ma anche dando al cliente la possibilità di utilizzare altri sensi per valutare la merce, facendo in modo che possa toccala, maneggiarla, indossarla.

La psicologia ci insegna anche tanti altri aspetti della vendita, che qui non analizzeremo. Ad esempio occorre valutare anche i differenti tempi di reazione (dovuti ad età, stato di salute, esperienza, cultura, abitudine, ecc.) per adeguare i ritmi di presentazione degli articoli. L’elencazione di tutti gli aspetti psicologici della vendita e le opportune tecniche da utilizzare esulano gli scopi di questa tesi, ma rimarchiamo che spesso sono estremamente importanti.

"Noi vendiamo sogni" (Santo Versace, presidente della Gianni Versace s.p.a., "Io, Gianni, Donatella e la politica", Panorama, 20 marzo 2008)

La tomba dei Malaspina

Come raccontato in precedenti articoli, a Pregola hanno vissuto per secoli i Marchesi Malaspina. Abbiamo detto che gli ultimi due discendenti dei Malaspina di Pregola, Rodolfo e Antonio, morirono nel secolo scorso senza eredi. Ma dove sono sepolti?

La loro tomba è nel cimitero di Pregola, situato fuori paese, sulla strada che porta al Passo del Brallo. All’interno del cimitero vi è una cappelletta, ormai purtroppo in cattivo stato, che conserva le tombe dei due marchesi.

Ecco alcune foto:

Miss Margherita 13

Avete fame? Vi piace la pizza? Allora seguite i consigli della nosta Miss Margherita! Vediamo se ha scoperto delle pizzerie di suo gradimento!

Appennino Pavese di Brallo di Pregola (PV)
Pizza
: succosa
Locale: vintage autentico
Personale: cortese
Giudizio: alla mano per una giornata in compagnia
Nota di cronaca: è stata la location per le riprese di una puntata di "Le strade di Max" con Max Pezzali.

E’ la pizzeria del mio paese, Brallo! In effetti è vero, recentemente c’è stato Max! Un posto da Vip: Pezzali, Miss Margherita… e io!

Taverna Azzurra di Rapallo (GE)
Pizza
: buona scelta (soprattutto a base di pesce)
Locale: non tanto grande, ma pulito e in stile marittimo
Personale: gentile (ha addirittura offerto un ombrello in occasione di pioggia torrenziale)
Giudizio: pizza "marinara"

Questa  le è piaciuta!

Zodiaco di Torricella Verzate (PV)
Pizza
: poco saporita
Locale: moderno e ampio, anche se abbastanza low cost negli arredi. Una pecca è che l’ampiezza del locale rimbomba il suono
Personale: cordiale
Giudizio: pizza on the road

Questa mi sa che non le è piaciuta!

Portofino di Voghera (PV)
Pizza
: buona, negli standard tradizionali
Locale: pulito, ma non adatto per cene romantiche
Personale: non brilla per bellezza fisica, ma in quanto a cortesia e professionalità nella norma
Giudizio: da compagnia del calcetto del mercoledì

Mmmmm… certo che la nostra Miss ci mette impegno nelle recensioni, bada proprio a tutto e stronza senza pietà!
D’altronde… è alla ricerca della "pizza perfetta" !!!!

Mauro Repetto

Forse non tutti sanno che… anche il biondino degli 883, dopo aver lasciato il duo, si era cimentato come "cantante" (beh, cantante per modo di dire). Mi sembrava di ricordare questa schifezza e allora l’ho cercata su youtube, eccola:

http://youtu.be/mWPLDWrJuM0

Se invece vi siete persi sui social questa bella pubblicità della Evian:

http://youtu.be/mWPLDWrJuM0

A proposito degli 883, l’altro giorno è andata in onda una puntata dedicata a Max Pezzali e la sua storia. Io non l’ho vista, me l’ha detto Elisa, ma la puntata la trovate cliccando qui (quando ho tempo la guardo)

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