fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Simpson

Eccomi sono io, in formato Simpson!!!!
Non assomiglio? L’ho realizzata sul sito Simpsonize Me

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Vacanze 2007 – 24 luglio 2007 – Toscana

La colazione era alla sede principale del B&B. Anna, la padrona, persona veramente gentile e disponibile, mentre faceva il caffè con la caffettiera, spiegava che ha vissuto 10 anni in Costa Rica vendendo intimo importato dall’Italia, dopodichè ha ricavato un posto accogliente in quella favolosa casa, che ha ereditato nel centro di Pistoia. Casa arredata in stile antico con mobili, librerie, persino un vecchio piano. Stupendo, veramente. Ecco il link: Canto alla porta vecchia.


No, non è una foto da maniaco, è solo per mostrare anche quanto il bagno fosse curato e originale.

Pistoia deve essere veramente una città a misura d’uomo, come molte in Italia. Vale la pena andarci. Breve visita in una chiesa in Via della Madonna, breve giro per la città e poi tappa successiva: Prato. Qui in centro c’è l’ormai consueta ZTL e quindi si parcheggia appena fuori. Ci sono tanti cinesi (infatti la comunità cinese di Prato è la seconda in Italia dopo quella di Milano).
Dopo una veloce visita alla chiesa di San Domenico e al duomo, durante un giro nelle vie adiacenti ho acquistato un ombrellino per 2 euro e cinquanta da un negozietto cinese, visto che pioveva.

E poi viaaaaaaa: direzione Firenze. Beh si, di Firenze si sa tutto. Anche qui la ZTL assassina ti costringe a giri pazzeschi, per poi lasciare la macchina (sempre a pagamento, s’intende) vicino all’Arno. Dalle parti di Palazzo Pitti vi segnalo un barettino con gestori simpatici, ma purtroppo non ricordo il nome. Ho fatto anche un salto all’internet point.
A Firenze cosa si visita? Le solite cose: il mitico Ponte Vecchio, con tutti i suoi ori. Piazza della Signoria (mi ricordo quella volta che ho mangiato nel ristorante all’aperto sotto Palazzo Vecchio e ho speso una fortuna), il Duomo con la cupola del Brunelleschi – ma senza salirci perchè ci sono delle fine inesauribili – e il campanile di Giotto.
Nel mercatino vicino al mercato coperto c’era Pascià, quello dove si comprava la pelle un tempo, che dice che il lavoro non è più quello di una volta. In effetti al mercato c’era tanta gente, ma pochi compravano. E poi lui vende pelle e la pelle ormai va molto meno di una volta.


Il Ponte Vecchio

Cmq Firenze è strapiena di turisti. Un tour nei dintorni del duomo, giusto x fare 2 foto e vedere le chilometriche code x entrare e per salire sul cupolone. La gente è pazza.
Ancora autostrada (anzi superstrada) e stavolta direzione Siena. E’ quasi sera. Il Tomtom mi segnala un sacco di autovelox, veri e presunti. In Toscana sono proprio fissati. Anche Siena è dotata di ZTL con minacciosissime telecamenre indagatrici e di parcheggi a pagamento ai margini del centro. Stavolta ho chiamato kpanic per trovarmi un B&B. Mentre lo chiamo sono coricato in Piazza del Campo, mentre il sole scende, e il gruppo jazz sul palco fa le prove, mentre una brezzolina mi solletica. Che pacchia. Che relax, che ambientazione.
Il B&B era fuori dal centro. Palazzo nuovo, stanze nuove, bellino ma asettico.
Per cena pizza, sempre in Piazza del Campo. Una legnata. E i furbacchioni pubblicizzano il coperto gratis… peccato che poi abbiano messo 6 euro e 50 di servizio! Ma si! Almeno la pizza era buona e la location vale comunque il prezzo.


Ecco il palazzo comunale di Siena

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Grillo e decidere.net

Diciamo che Beppe Grillo più o meno mi è sempre piaciuto, perchè col suo modo di fare, cioè facendo il suo lavoro e quindi con le battute, riusciva sempre a dirti tra i denti delle verità scomode. Ultimamente mi piace un po’ meno, ma non per le sue idee, ma per la sua condotta.
Mi spiego meglio. Lui critica tutti. Facile. Facilissimo trovare sempre qualcosa che non va. Nessuno è perfetto, specialmente in politica dove assolutamente nessuno è perfetto, tuttaltro. Infatti i criticoni hanno sempre avuto vita facile, quando si tratta di criticare.
Un esempio per tutti: la Lega Nord andava fortissimo quando criticava il sistema dei politici e dei partiti, quando invocava cambiamenti drastici, ecc. Certo, partiva da un malumore di fondo che andava analizzato e sostenuto. Infatti hanno conquistato la guida di numerosissime città del nord. Che poi hanno perso. Dalle mie parti c’erano sindaci della Lega a Voghera, Pavia, Milano. Al giorno d’oggi sarebbe quasi impensabile. Non si sono dimostrati competenti nel governare. C’è gente capace di mediare e gente capace di fare opposizione: barricate, proteste, cortei, ecc. Detto tra di noi è una cosa in cui la sinistra è maestra. Quindi Grillo, coi suoi "l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare", ci sguazza e trova fiumane di adepti. Ma in fondo quali sono le sue proposte concrete? Quella del parlamento pulito? Elogiabile, ma da sola non basta a far andare avanti un paese. Solo che lui incita, organizza, esalta la folla. E si sta montando un po’ la testa. Ecco la prima cosa che non mi piace. La seconda è il fatto che sul suo sito è pieno di banner del tipo: compra il libro, acquista il dvd, vieni a vedere lo spettacolo, ecc. Certo, lui si guadagna da vivere in quel modo, ma quasi quasi mi viene da pensare che a volte nei suoi eccessi c’è anche un pizzico di legittima promozione per i suoi prodotti, che però fa calare un po’ il valore delle sue affermazioni. La terza cosa che mi irrita è che ha sempre negato di voler far politica e adesso lancia le liste civiche per le elezioni comunali. Boh…

Uno che invece mi colpisce favorevolmente è Daniele Capezzone, promotore dell’iniziativa di Decidere.net.
Leggete qui le loro proposte.

1. Fisco: tassa piatta al 20% . La rivoluzione fiscale è possibile
2. Federalismo fiscale e competitivo
3. Presidenzialismo
4. La "società  della scelta" per scuola, sanità  e università
5. Privatizzazioni
6. Responsabilità  patrimoniale del pubblico amministratore
7. Semplificazione burocratica e "impresa in un giorno"
8. Riforma delle pensioni e ammortizzatori sociali: modello welfare to work
9. Statuto dei lavori
10. Detassazione del lavoro straordinario e aumenti salariali legati all’andamento dell’azienda
11. Abolizione del sostituto d’imposta per i lavoratori dipendenti
12. Superamento degli ordini professionali
13. Abolizione valore legale titolo di studio e valutazione dei docenti

Cosa ne dite? Io le trovo interessanti. E molto condivisibili.

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Vacanze 2007 – 23 luglio 2007 – Toscana

Partenza da Brallo alle ore 9 o 30 circa, per poi prendere la SS 45 della Val Trebbia in direzione Genova. E’ una strada molto antica, c’è da tantissimo tempo. Attraversa, tra gli altri, il paese di Montebruno, anticamente chiamato Castrum Montisbruni. Da Genova in avanti tutta autostrada fino a Rapallo. Chiamiamola pausa pranzo, al solito ristorante sotto i portici vicino al duomo. Dopo un rapido passaggio a casa, di nuovo in autostrada in direzione La Spezia e giù fino a Lucca dove anche solo dalla macchina si possono osservare le sue famose mura. In seguito in strada statale fino a Montecatini. Sono passato davanti alla Dubin, la mitica ditta di abbigliamento da Sci. Sapevo che era in zona, ma non dove fosse di preciso. Montecatini è un simpatico paesone, anche se è in collina, è tutto pianeggiante. Nonostante il caldo afoso in giro c’era qualche persona. Sembra come Salice, ma più grande e più viva. c’è pieno di negozi e quindi c’è vita anche di giorno e non solo alle sera. Dopo una visita alla basilica minore di stile moderno, ancora statale fino a Pistoia.


Montecatini Terme

Grazie agli aiuti di Christian vis SMS chiamo e prenoto un B&B, dopo aver parcheggiato in un parcheggio ai margini del centro. Veramente bello, veramente carino. Sia la città che il posto. Era al secondo piano, in una piazzetta molto caratteristica. Appena dietro c’è la Piazza del duomo, dove facevano le prove di una giostra che ci sarebbe stata nei giorni successivi. Come in una giostra medievale il cavaliere doveva colpire con una lancia il braccio di un fantoccio di legno, anche andando al galoppo. Per niente facile.
In giro i negozi erano quelli di tutte le città d’Italia: Benetton, Stefanel, Yamamay, Guess, Intimissimi, Calzedonia, ecc, ma bastava spostarsi nelle viette laterali per scoprire ancora qualcosa di caratteristico.

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V-day

Come ogni blogger che si rispetti, anche io voglio il mio bel Vaffanculo Day. Eccolo qua, con tutto il cuore e tutta la passione.

Prodi, ma

VAFFANCULO !

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Virgin Radio

Vi ricordate la mitica Radio Italia Network? Io me la ricordo ai tempi quando c’era Christian Hornbostel che conduceva "100% rendimento". Bei tempi: la nostra velocità di pensiero è al centopercentoooooooooooooooooooooooo!!!!

Va beh, a parte questo. Qualche anno fa (forse un paio) RIN ha smesso di trasmettere via FM per cedere spazio (e frequenze) a una radio generelista del gruppo RCS, cioè Play Radio, che ha avuto talmente successo che dopo un anno è morta e sepolta.

Al suo posto ora troviamo Virgin Radio, nata da una joint venture tra la Virgin di Richard Branson e Radio105/RadioMontecarlo. Devo dire che mi piace molto. Il direttore artistico è Ringo e la musica che fanno è rock. Il bello è che puoi ascoltare di tutto, ma veramente di tutto. Ogni tanto mettono dei pezzi vecchi e passano dei brani che non capita di rado sentire x radio: Nirvana, Doors, Pink Floyd, Rolling Stones, Van Morrison, Genesis, Springsteen, Dire Straits, U2, ecc.
Come sottofondo è l’ideale, sembra di aver messu su un cd di mp3. Dalle mie parti la si prende sui 104.5.

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Le sensazioni della musica

Meno di un’ora fa stavo tornado a casa dal negozio. Oggi è stato il primo giorno della stagione 2007-2008 quindi c’è stato un po’ di movimento, gli ultimi sono usciti alle 8 e mezza, poi ci ho messo una mezz’ora per ristabilire almeno un poco le vetrine.

Di colpo il mio iPod, dopo "Canzone per Silvia" di Guccini e "Ay Papi" dei Run DMC, mi spinge nelle cuffie "We need freedom" di A.N.T.I.C.O., pezzo dance dell’estate 1991, quando avevo 17 anni. Che botta di ricordi.

Di colpo ho iniziato non solo a sentire la musica del 1991, ma ho iniziato anche a provare altre sensazioni, mi sembrava quasi di sentire gli "odori" del Kursaal, di vedere la gente, le luci, i divanetti, la pista che in seguito mi avrebbe visto protagonista e che invece mi incuteva ancora timore. Avrei avuto voglia di allargare le braccia e mettermi a volare nei ricordi, ma, dal momento che ero in Piazza del Duomo, mi sembrava eccessivo e così ho solo chiuso gli occhi per qualche istante.

Ero al Kursaal, di sopra, dopo la prima parte della serata passata al Parco a parlare colle ragazze, da Cavanna a prendere un gelato, e poi di sotto in sala giochi a fare un paio di partite. Con un amico stavamo decidendo se valeva la pensa investire duemilalire a testa per prenderci una "birradaquattromilalire", cifra che ci sembrava spaventosamenta alta. Era ovviamente una Ceres, che non mi piaceva (e non mi piace tuttora), ma era l’unica che "faceva figo". Per poi tenerla in mano un tempo lunghissimo, un po’ per uno, e bere gli ultimi sorsi quando ormai è calda.
E poi, quando i più piccoli dovevano tornare a casa, tutti sui divanetti, a ridere, scherzare, provare a ballare (come ho detto andare in pista ci sembrava ancora eccessivo). E il periodo migliore era dopo le undici e mezza, quando metteva la musica che di li a poco avrebbero chiamato "Techno", e "We need Freedom" era uno dei pezzoni, conosciuto da tutti più semplicemente come "fridom". Andavo in discoteca con i pantaloni belli, le scarpette  e la camicia, ma non ditelo in giro: non erano ancora i bei tempi, quelli sarebbero partiti dall’anno dopo, ma di quelli vi parlerò un’altra volta. Il 1992 è un capitolo della mia vita, è una pietra miliare. Le cose che ho fatto le ho fatte "prima del 1992" o "dopo il 1992". Ma come dico, è un’altra storia.

La canzone è finita. Ora il bianco aggeggio di Steve Jobs mi fa ascoltare Bon Jovi, è meglio che me ne torni a casa, sono le nove passate e ho  fame.

ps quella della foto è la copertina del secondo singolo di Antico, a mio parere ancora più bello.

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Corse estive

Ecco cosa faceva mia mamma, classe 1929, durante le giornate della scorsa estate….

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Nostalgia canaglia

Ieri mi ha telefonato Maurizio e mi ha fatto notare che era l’ultimo giorno del Notting Hill Carnival, la festa più grande d’Europa! Che nostalgia. Sarei dovuto andare…. Purtroppo sono i tempi condizionali dei verbi che ti fregano. Comunque solo a distanza di tempo mi accorgo che il mio inglese in effetti era migliorato, a Brallo c’era Alicia, una ragazza di Bristol che faceva la baby sitter e ci parlavo benissimo (beh magari se fosse stato un cesso non sarei riuscito ad esprimermi, la necessità aguzza l’ingegno)

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Lasagne al sugo di tordo

(Lasagne co e turdeire)

Ingredienti per la pasta fresca: 500 g di farina, quattro uova, olio, acqua.

Ingredienti per il sugo di tordo: tre tordi o cesene, un cucchiaio di cipolla tritata, olio, aglio, una carota, cinque palline di ginepro, mezzo bicchiere di vino bianco, sale, pepe, una noce di burro, parmigiano.

Preparazione della pasta: impastare gli ingredienti sulla spianatoia; appena il composto risulta omogeneo fare delle sfoglie con il mattarello o con la macchina, tagliare delle strisce con larghezza a piacere.

Preparazione del sugo: spennare bene i tordi con acqua calda. Tagliare le interiora e bruciare i peli rimasti, lavare con cura. Spolpare i tordi e tritarli a dadini. Soffriggere tutte le verdure, aggiungere i tordi, sfumare con il vino bianco. Cuocere per circa mezz’ora ed alla fine aggiungere le bacche di ginepro.

Cuocere la pasta per dieci minuti in acqua bollente già salata, scolare e condire con il sugo. Mantecare con il burro e un cucchiaio di parmigiano.

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Quello che mi resta

Quello che mi resta dei tuoi giorni sono queste note tristi che si inseguono nell’aria e disegnano il tuo viso.
Quello che mi resta dei tuoi giorni è quell’ultimo sorriso regalato un momento prima di andare via.
Quello che mi resta dei tuoi giorni è solo la malinconia.
Quello che mi resta dei tuoi giorni è la smania di uscire anche se so che non c’è nessuno fuori che m’aspetta.
Quello che mi resta dei tuoi giorni è la fretta di riuscire a dormire ogni notte senza ripensare a te.
Quello che mi resta è il ricordo dei tuoi baci su di me.
Quello che mi resta dei tuoi giorni è il rimpianto disperato di non averti fermato quando stavi andando via.
Quello che mi resta dei tuoi giorni sono le parole dolci che mi riempiono la gola e che oramai non posso dirti.
Quello che mi resta dei tuoi giorni è il desiderio di riaverti.
Quello che mi resta dei tuoi giorni è il nulla dei tuo scarno addio senza parole senza baci come se fosse normale.
Quello che mi resta dei tuoi giorni è la triste sicurezza che non mi è mai importato nulla di chi di noi avesse torto.
Quello che mi resta dei tuoi giorni è solo il senso d’esser morto

Claudio Lolli – 1972

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Vacanze 2000 – 7 – Tossa de Mar

Lunedi 28 agosto 2000

Abbiamo saltato un giorno di diario perchè non ci stavamo più dentro. L’altro ieri sera (sabato) abbiamo girato per San Feliu per vedere il posto. Ci è venuta sete ma abbiamo tristemente constatato che in catalano (piccola parentesi: sembra che in Spagna ci siano due lingue: catalano e castigliano) Bar significa "devi assolutamente mangiare, poi, se hai sete, puoi anche bere". Peccato che sulle liste le bevande non siano assolutamente segnate. Ci siamo fermati in un barino a prendere 2 birre e un panino, poi siamo tornati al camping che chiudeva alle 12 per le auto. Ieri mattina ci siamo alzati tardi e per questo motivo abbiamo fatto una colazione leggera (1 litro di latte + nescafè + biscotti a volontà). Abbiamo sistemato (si fa per dire) la macchina e ci siamo pure lavati le magliette. Poi siamo partiti per Tossa de Mar. 23 km di curve sul mare, dove però si prendeva la radio Rai2. Il paesaggio era molto panoramico, appena arrivati ci siamo subito lanciati in una "manolata" scalando gli scogli vicino alla spiaggia. Era pieno di pittori. Dopo aver mangiato in un paesaggio da quadro siamo prima saliti verso un castello che aveva una strana caratteristica: come i paesi dei film western, aveva integra solo la facciata, dietro era com-ple-ta-men-te diroccato. Ci siamo messi a girovagare per il paese alla ricerca di una fontanella e dei risultati di Formula 1 (che tuttora non sappiamo). Infine un mezzo riposino sulla spiaggia e poi siamo tornati al camping. Alla sera siamo andati a mangiare la paellas di carne in una caratteristica trattoria. Il piatto era molto unto anche se buono e l’abbiamo innaffiato con due bottiglie di vino bianco e due bicchieri di Fernet Branca che probabilmente era stato aperto da Cristoforo Colombo. Anche la cuoca lo ha definito "medicinal". A questo punto abbiamo gironzolato x il paese per poi tornare prima della mezzanotte. Qui il terrone italiano gode ancora di stima e rispetto reverenziale: abbiamo incontrato due ragazzini che si stavano accendendo una canna e, quando uno dei due si è accorto che eravamo italiano ha avuto una reazione di paura quasi fossimo stati poliziotti, ha fatto cadere con forza il cannone dalla mano dell’amico.

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ADSL

Dai primi di luglio sono su a casa al Passo del Brallo, e per collegarmi ad internet uso il portatile utilizzando il tradizionale modem 56k. Oggi sono di passaggio a Voghera e… che bella l’ADSL !! In confronto sembra un sogno. Ormai dopo anni di utilizzo non ci si fa più caso ai vantaggi e avevo dimenticato le lentezze estenuanti della linea tradizionale. Cercare una cosa con Google diventa un’impresa. Leggere la posta (per gente come me che ne riceve un sacco) è un affare da un’oretta. E poi ti accorgi di quanto sono "pesanti" certi siti. Insomma la navigazione deve essere "a colpo sicuro", non puoi permetterti di navigare senza meta, altrimenti dopo 3 ore sei ancora lì e non hai combinato niente….
Invece oggi mi sono letto la posta, ho letto tutte le notizie, ho cercato dei negozi on line che mi interessavano, sto aggiornando il blog, ecc. ecc. Il tutto in neanche mezz’ora!!!
Grazie Fastweb

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Il trasformista

E pensare che Follini, fino a non molto tempo fa, era addirittura segretario di un partito di centro destra. Secondo logica, il segretario dovrebbe incarnare i valori e le posizioni del proprio partito, tuttalpiù indirizzandolo verso nuovi lidi, ma senza stravolgere quello che è. In passato abbiamo assistito a segretari che hanno modificato anche marcatamente il proprio movimento politico: il PCI che è diventato PDS, la fiamma del MSI che è diventata AN, ecc. Anche adesso sta succedendo col PD.
Altri segretari hanno traghettato i propri partiti da una parte all’altra della barricata, ma si tratta quasi sempre di piccole realtà, partiti quasi monodimesionali. Cosa che l‘UDC non è più. Quando Follini non è riuscito a spostare l’asse di navigazione verso sinistra (era evidente già allora, ora è oggettivamente lampante alla luce dei fatti) se n’è prima andato sbattendo la porta, ha fondato un proprio movimento, ha sostenuto il goveno Prodi. E fin qui tutto – si fa x dire – normale. Ormai siamo abituati (ahimè) a gente che viene eletta da un elettorato e poi, in base ad una loro interpretazione del mandarto elettorale, passano nelle file avversarie. Il problema è che qui stiamo parlando di un personaggio che era un protagonista di primo piano che, stando a capo dell’UDC, non rappresentava solo sè stesso, ma gli elettori di un intero partito. E non ha semplicemente fatto un saltino, è addirittura arrivato a piè pari nella costituente del PD.
Ma come faccio a fidarmi dei politici? Ha ragione Casini a dire che dovrebbe chiedere danni d’immagine. Io, elettore della CDL, come faccio a fidarmi dell’UDC se quando c’era Follini a capo giurava e spergiurava che mai avrebbe fatto il ribaltone e poi adesso me lo ritrovo nel Partito Democratico? Devo dire che per fortuna non è riuscito a portare con se tutto il partito (anzi proprio nessuno), ma la credibilità è minata.

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alcunluogo

Mi ricordo quanta neve cadeva, sembrava non dovesse mai smettere, andava avanti giorni e giorni. Scendeva bianca, a grossi fiocchi, e si posava dolcemente sui tetti, sulle cime degli alberi, sulla strada, sui prati già tutti bianchi. Faceva freddo lassù in inverno. La temperatura era molto bassa e soffiava un vento che frustava i visi. Le illuminazioni che adornavano le case e i giardini per le feste rischiaravano tetramente la via, e ogni persona sentiva chiaramente dentro di sé quel senso di tristezza che hanno un po’ tutti.

 

E lui era là, nella tormenta di neve, incurante del vento e del freddo. Stava pensando che se ne sarebbe andato, alla fine, però col cuore sarebbe sempre rimasto. Pensava di riuscire a fare qualcosa, pensava di riuscire ad imparare, pensava di riuscire ad insegnare, pensava di riuscire a mettere un piccolo mattone nella megalopoli del mondo. Era molto tempo ormai che ci provava.

 

Forse ci aveva sperato, aveva anche lottato, battendosi contro le sue paure, pensando di essere nel giusto, illudendosi di riuscire a continuare. Non si rendeva conto di aver contro tutti quanti, e accusava quelli che sostenevano che stava sbagliando. Lui rispondeva di essere sicuro, erano loro che si sbagliavano, loro che si nascondevano, lui invece era il più forte. Non si accorgeva di essere il peggiore uomo qualunque, aveva mille progetti, pensava di fare, di realizzare, ma il mondo andava avanti e lui rimaneva indietro. Diceva: "siete dei falliti, vivete per niente" e invece lui era il nulla perché il mondo non si accorge di chi non si integra con il mondo. I suoi sforzi erano inutili perché la gente non ti sente se non fai parte della gente. Non erano loro a vivere male, ma lui che si rodeva nelle sue convinzioni, non capiva dove e come avesse fallito. Ma un giorno finalmente aveva aperto gli occhi e si era detto: "ma che faccio, butto la mia vita ad inseguire un ideale ? perdo i miei anni vivendo lontano dalle idee degli altri, combattendo per qualcosa che potrei avere lo stesso con un po’ di pazienti recite?"

 

E scende ancora la neve, sempre più forte, sempre più forte, la gente viaggia veloce per le vie imbiancate, tutti sorridono per l’arrivo del nuovo anno che, lo sanno tutti, porterà benessere e felicità. Chissà lui dov’è finito, quel personaggio evanescente, quel maledetto Don Chisciotte che tanti mulini a vento aveva combattuto. Sarà sicuramente perito sotto la neve insieme al suo cavallo e al suo scudiero oppure si sarà rifugiato altrove, dove nessuno lo conosce, dove può predicare nel deserto. Oppure è qui fra noi, nascosto sotto pesanti indumenti, che ci spia, impazzito per aver cercato di trovare una piccola soluzione a qualche problema. Magari è cambiato o ha cambiato le sue idee, magari adesso è uno di noi o si è drogato per dimenticare, oppure è morto. La neve tutto copre e coprirà a poco a poco anche il suo ricordo nelle nostre menti.

 

E invece eccolo, è ritornato, è qui. Non si è dato per vinto, ha capito finalmente, ha capito di avere sbagliato. Aveva sbagliato nell’arrendersi, aveva sbagliato nel non impegnarsi abbastanza, nel nascondersi troppo, nel dire "non ce la faccio". Ed ora è nuovamente qui fra noi, è tornato, sì, è tornato, sentivamo la sua mancanza, sapevamo che non aveva la pazienza di recitare, anche se lui non ci conosce neanche. Perché noi non possiamo vederlo, solo sentirlo, solo cercare di intuirlo, perché lui è nessuno, e tutto il resto non conta più, ora che è tornato intende restare per molto tempo, e combattere insieme a noi.

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Commento: era il… non mi ricordo… forse il capodanno 1998 o il 1999… giù di li… ero a letto con la febbre e ho partorito questa cosa… tutto qui.

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