fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Ricordate gli SMS?

Quando si usavano ancora solo ed esclusivamente gli SMS, mi ero abituato a tenere i più belli.
Belli per me, perché avevano un significato: mi facevano sorridere, ridere, riflettere.
Ogni anno, il 31/12, scrivevo su questo blog la classifica coi più belli dell’anno.
Oggi, rileggendole, ho deciso di fare una classifica dei dieci migliori di quegli anni. 
Se volete leggerli tutti ecco quelli del 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011


TOP TEN SMS 2005-2011

10 – (2011) Il cartello di fuori serve a fare pubblicità? :-) (lo avevo dimenticato)

9 – (2008) Ho saputo..(aveva saputo)

8 – (2007) Ieri una timida lettrice del mio blog mi ha detto che scrivo molto bene… Grazie fabio per la bella figura che mi hai fatto fare!il tuo clone. (il mio clone una volta copiava quello che scrivevo, adesso scrivo direttamente per lui)

7 – (2005) Sono il papà della barista, mi stavo chiedendo una cosa… ma tu domenica in pizzeria cosa CAZZO c’entravi?!?!“ (scena epica)

6 – (2007) sei nello scatolone?? mi chiami alle tre di notte!?!? (quando mi inscatolavo al sabato mattina)

5 – (2006) Anteprima orione: è morto fidel castro. gloria all’ultimo eroe comunista. (è morto dieci anni dopo)

4 – (2009) Ciao ho cambiato numero di telefono questo è quello nuovo. L’altro lo puoi cancellare xche non lo uso più. a presto ciao ciao" (si va bene… ma chi sei? avava mandato questo messaggio a tutta la rubrica!)

3 – (2007) Buongiorno,sono la malattia…Non credere di fregarmi andando a fare gli esami,io sarò sempre lì… (gli amici ti incoraggiano sempre)

2 – (2007) Vieni+dove+vendono+le+birre+a+sinistra+del+palco+++marco (e ci siamo pure trovati)

1 – (2005) Fabio ma come cazzo è che c’è lolli da ivo (troppo lunga da spiegare)

SUPERPREMIO TOP  – (2005) Vorrei essere con voi nel meraviglioso mondo della musica (questo non è un sms, è L’SMS!)

 

 

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5 anni fa

Il 2016 sta per finire, un altro anno che se ne va. Ne ho già messi in cascina un po’. Pensa a 30, 20, 10 anni fa… e anche solo a 5 anni fa, come in questa foto. Sono cambiate un po’ di cose in 5 anni. Alcune le ho perse, altre guadagnate, è la vita che bilancia le cose. Tra i guadagni c’è senz’altro la salute, che fortunatamente non mi ha (ancora) abbandonato e gli Amici. Tanti c’erano e si sono confermati tali, e questo è un guadagno consistente. Altri li ho trovati in questi ultimi anni. Ricordo sempre le parole di Francesco, che era in camera con me in ospedale nel 2014 che, facendomi notare che non passava giorno senza che qualcuno mi venisse a trovare mi disse: "devi essere orgoglioso dei tuoi amici, perché l’amicizia non si compra" Infatti l’ho scritto con la A maiuscola. C’è un’altra cosa che inizia con la A maiuscola, faccio solo presente al destino che io non ho vinto nessun iPhone all’Esselunga, né in altre lotterie di Natale, quindi se si vuol mantenere fede al proverbio mi aspetto qualcosa nel 2017. BUON ANNO A TUTTI
#bepositive

 

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#oggiunagioia

Bebe Vio con le sue "gambe coi tacchi": che donna!

E voi di cosa vi lamentate? Lei ha perso gambe e braccia…. ma poi ha vinto le olimpiadi!

#oggiunagioia

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3 cravatte

Questo 2016 sta per tramontare e il ricordo più bello è dato da tre pezzi di cravatta. Non sono della stessa cravatta, ma di tre cravatte diverse.
La prima è quella del matrimonio di Oriana e Fabio.
La seconda è quella del matrimonio di Michela e Matteo.
La terza quella del matrimonio di Paola e Umberto.

 

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La lottatrice col velo

Turchia, la lottatrice con il velo
che non piace ai conservatori

Kübra Dagli, campionessa di taekwondo, è stata attaccata:
«Piedi nudi, testa coperta, le cosce e i fianchi esposti, sei solo una merce»

articolo del Corriere della Sera

 Il rispetto delle donne parte anche da questo. 

In Italia discutiamo sulla libertà delle donne di vestirsi come vogliono senza dover correre il rischio di essere molestate (fisicamente o psicologicamente), qui si insulta un’atleta per quello che fa.

Mi piacerebbe conoscere l’opinione delle mie amiche.

E mi fa amaramente sorridere che, girando pagina del Corriere, leggo che la Boldrini è andata a manifestare in Calabria per difendere la dignità delle donne.

Sara Credo che in alcuni stati e da alcuni religioni le donne non verranno mai rispettate. Credo che ogni donna abbia il diritto di vestirsi come crede senza timore. Ma forse é utopia. Ammiro chi ha la forza ed il coraggio di essere se stessa nonostante tutto e tutti.
 
Sabrina Una donna deve essere libera di pensare,di agire,di parlare e do vestirsi come vuole. Ma purtroppo questo non è sempre possibile causa gli usi e costumi di certi state e di certo religioni
Miky Hai chieso l’opinione delle tue amiche ma credo che questo post debba far riflettere sopratutto noi maschietti: da secoli, in ogni parte del mondo e nelle forme più svariate, molti di noi provano ad arginare, isolare, ghettizzare le donne… Credo sia la forma più triste e meschina per evidenziare la paura del nostro sesso davanti a tanta tenacia, intelligenza, bellezza e manifesta superiorità femminile…
Valeria Penso che opinioni ,insulti ,complimenti e lodi debbano essere rapportati a chi li esprime …per me uomini,se così si possono chiamare ,che pensano in questo modo non sono degni ne di un monito ne di una riflessione ….quando il livello è troppo basso direi che lo snobismo è l’unica strada da seguire …
Anita Hai chiesto l’opinione delle tue amiche ma credo che questo debba far riflettere soprattutto la categoria uomini. Quelli con la U maiuscola però! Il rispetto per le donne in certi paesi purtroppo non ci sarà mai ed è incredibile e assurdo nel 2016! Ogni donna deve essere libera di vestirsi come crede e per questo non dovrebbe essere né giudicata né rischiare violenze eppure succede. Si parla anche di parità tra uomo e donna e anche qui ancora non ci siamo basta pensare che l’ONU aveva la possibilità di nominare una donna a capo della stessa ma ha scelto un uomo..e avanti così si va solo indietro!
Barbara Io credo sia soprattutto questione di buonsenso.. e finché un velo genererà reazioni sia da una parte (pro) sia dall’altra (contro) … la strada è ancora lunga…
 

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La Rovere Grossa è caduta

Ne avevo parlato in questo articolo.  E anche in questo articolo. Sto parlando della millenaria rovere che stava a Pieve di Montarsolo, frazione del comune di Corte Brugnatella (PC).
Da qualche anno aveva, come dire, l’encefalogramma piatto. Orta è proprio caduta. Che triste: ha aspettato mille anni per morire proprio nel 2016. Caduta, schiantata al suolo. Riassorbita dopo tanto tempo dal sottobosco circostante. 
Quante volte sono stato sotto i suoi rami, per una breve sosta. Era rassicurante sapere che lei era lì "da sempre". 

Foto di Gabriele Malaspina

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Siro del Brallo – Puntata 16 – Pregola

Pregola un tempo era capoluogo del Comune. Siro ci racconta quando e come ci andava.

 

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Il vecchio e il mare

"Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce."

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W la democrazia (forse)

Evviva la democrazia.
La democrazia è bella!
La democrazia è fondamentale.
La democrazia è progresso.
Occorre rispettare la democrazia.
In Italia siamo democratici.
In Europa siamo democratici.
In Occidente siamo democratici.
L’Unione Europea è basata sulla democrazia.
Il popolo è chiamato alle scelte.
Il popolo ha sempre ragione.
La maggioranza determina le scelte.
Evviva la democrazia.
L’arma del popolo sta nel voto democratico.
Nel Regno Unito c’è chi vorrebbe uscire dall’Unione Europea.
Ah ah ah che ridere.
Tanto non ci riusciranno mai.
Comunque che ci provino.
Facciano un referendum.
Siamo in democrazia.
Toh lo fanno veramente.
Tanto non vincono.
Toh hanno vinto.
Escono dall’Unione Europea.
Populisti.
Ignoranti.
Non capiscono un cazzo.
Snob.
Gli inglesi sono gente strana.
Non si meritano niente.
Di sicuro la loro economia andrà male.
Perle ai porci.
Evviva la democrazia.
Per fortuna che in USA ci sarà un presidente donna.
E democratico.
Trump non ha scampo.
Chi ha un minimo di sale in zucca vota Clinton.
E noi sappiamo che in democrazia vince chi prende più voti.
Cioè la Clinton.
Ehi ha vinto Trump.
Impossibile.
Ma chi lo ha votato?
Razza di ignoranti.
Bifolchi.
Populisti.
Capre!
Avranno ciò che si meritano.
Dovrebbero togliere il voto a certe persone.
Ma dico io, ma come si fa a votare Trump?
Inconcepibile.
Li avranno drogati.
Li avranno circuiti.
Adesso l’economia avrà un tracollo.
Ma non pensiamoci.
Pensiamo a casa nostra.
Pensiamo all’Italia.
Fortuna che qui si fanno le riforme.
Come dice una canzone:
"Riforme ci vogliono….riforme!"
"Perchè il partito ti può aiutare…"
L’Italia è proiettata verso il futuro.
Con questa riforma.
Magari è perfettibile.
Ma meglio farla che non farla.
Gli italiani di sicuro vogliono fare un passo avanti.
Sarebbe inconcepibile la servile accondiscendenza alla vecchia politica votando no.
Quindi è sicuro.
Vincerà il si.
Anche perchè altrimenti.
Crollano le borse.
Si vota.
Vince il no?
Assurdo.
Ci vergognamo di essere italiani.
Ignoranti.
Populisti.
Arraffoni.
Mafiosi.
E’ stato un voto personale.
Senza entrare nel merito.
E’ stato un voto "contro".
Non è giusto.
Li avranno ingannati.
La gente non si informa.
Vota per simpatia.
A certa gente non dovrebbero neanche permettere di votare.
Buzzurri.
Se ne pentiranno.
Evviva la democrazia.


Vignetta di "Vignette di AGJ" http://vignetteagj.blogspot.it/2016/06/imbecilli.html

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Gran Premio del Passo del Brallo

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Rime

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Cinquantunesima puntata (le altre le trovate guardando qui)

Uno strumento molto utilizzato è stato quello dei cartelli in rima. Si tratta di cartelli che hanno come scopo principale quello di illustrare il prezzo della merce, ma per farlo utilizzano una breve frase in rima. Questo strumento è stato molto apprezzato dalla clientela, che si incuriosisce davanti a questi cartelli e si sofferma davanti alle vetrine, o all’interno del negozio, per leggerli, anche se l’articolo esposto non è di loro interesse. L’iniziativa dei cartelli in rima è nata prendendo spunto da un’idea molto simile che mia mamma Rita aveva utilizzato per molti anni nel proprio negozio, ed ha avuto talmente successo che è diventato un punto fermo della politica d’immagine di Piazza Affari. 

I cartelli in rima attirano l’attenzione della clientela potenziale 

Il passante, o il cliente, si diverte a leggere queste frasi e rimane più facilmente impressionato dagli oggetti in vendita.
Ecco riportati alcuni esempi di scritte apparse ultimamente su questi cartelli:

  • La felpa della Kappa a questo prezzo non mi scappa.
  • Sulla neve sono un portento e con il prezzo non ti spavento.
  • Per la montagna e la città qui costa quasi la metà.
  • Senza rimpianto: costo poco e valgo tanto !
  • Che colore interessante, ed il prezzo è invitante.
  • Il modello Peuterey piace a lui e piace a lei.
  • A scuola di bellezza son promossa, son giacca calda bella e rossa.
  • Il cappotto è proprio bello ed il prezzo è sempre quello.
  • Il maglione è caldo ma leggero, non mi sembra neanche vero.
  • La manica è staccabile, il piumino è formidabile.
  • Per comprarmi spendi poco denaro, sono bello e poco caro.
  • Il maglione morbidino, costo solo un ventino.
  • La giacca è molto bella, costa meno della mortadella.
  • Ma che linea elegante, un modello che piace a tutte quante.

Un caro amico, Giovanni, dice sempre che a suo parere la particolarità di questi cartelli non sta tanto (o non solo) in quello che c’è scritto, ma sul dove sono stampati: quasi sempre carta riciclata, che rende ogni foglietto davvero unico. L’espressione usata è "fogli della focaccia", per intendere che sull’altro lato potrebbero realmente esserci pagine di qualunque tipo.

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Emozioni

Domandarsi perché quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore. E stringere le mani per fermare qualcosa che è dentro me ma nella mente tua non c’è. Capire tu non puoi tu chiamale se vuoi…emozioni

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Il mitico Rolling Stone

Che onore!

Andate sul sito www.rollingstonemilano.com

e scendete in basso fino a dove inizia con "…UN ALTRO MITO CHE SE NE VA’.

è riportato un articolo che avevo scritto nel febbraio del 2009, questo:

www.fabiotordi.it/blog/?p=674

 

 

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25 anni dopo

Più o meno nel 1991..o anche dopo, o magari anche prima…si andava in giro a far disastri, al Trebbia in bici, in Cròsa a far grigliate, in giro in scooter, al Colletta, da Cavanna, al Kursaal, nella sabbia di Normanno o sulle rotoballe della Bula, i bottiglioni della Linda, il parco giochi, e così via…

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Ringrazio mio padre e mia madre

Mi è capitato di vedere la trasmissione RAI "Giovani e Ricchi"

http://www.raiplay.it/video/2016/09/Giovani-e-Ricchi-628060d6-6764-485c-b108-adc1f2873559.html

E’ una specie di "documentario" sulla vita di alcuni giovani rampolli di alcune famiglie benestanti italiane. Benestanti è dire poco, diciamo schifosamente ricchi. Questa non è sicuramente una loro colpa, però è oggettivo che sono decisamente e oggettivamente viziati, anzi viziatissimi.

Tutti dicevano la classica frase: io sono un ragazzo (o una ragazza) normalissimo con una vita normalissima, che colpa ne ho io se sono parte di una famiglia ricca. Alcuni lo dicevano totalmente a sproposito, visto che facevano vite "da sogno" e assolutamente snob. Altri avevano anche amici "normali", ma con degli eccessi decisamente "particolari", come il tizio che si è fatto rivestire la Maserati di velluto nero, sostenendo che fosse una cosa normalissima. 

Tutti chiaramente con macchinoni regalati dal papi di turno perché "mio figlio si è laureato e la macchina se l’è meritata". Può darsi. Secondo me troppi vizi fanno male.

Io non sono né giovane né ricco, ma mi sento privilegiato rispetto a tanti altri, ho una casa di proprietà dove vivo e un lavoro indipendente, ed entrambe queste opportunità mi sono state date dai miei genitori, quindi "regalate", non me le sono guadagnate da zero. Detto questo…

Ringrazio i miei genitori, per non avermi mai pagato una vacanza, per avermi fatto tribulare per avere un’auto mia, che infatti ho avuto solo grazie a mio nonno Michele.
Ringrazio mio padre per avermi fatto pesare ogni singola volta che avrei speso dei soldi chiedendomi mille volte se davvero avessi bisogno di quello per cui li stavo spendendo…e talvolta me lo ripeteva talmente tante di quelle volte che desistevo, basta non sentirlo più.
Ringrazio mia madre per aver ceduto poche volte ai miei capricci di bambino per farmi acquistare qualche giocattolo, visto che avevo già quelli dei mie fratelli maggiori e comunque potevo giocare all’aperto, vivendo a Brallo.
Ringrazio mio padre che nonostante le mie richieste, non mi ha comprato la bicicletta finché non le ha comprate da vendere in negozio e quindi una era destinata a me…peccato che poi quando le ha finite ha venduto anche la mia. E questo si è ripetuto per almeno 4 o 5 volte nel corso degli anni, finché al primo anno di università ho messo da parte i soldi per comprarmene una (che infatti posseggo tuttora, visto che ho capito quanta fatica bisogna fare per guadagnarli i soldini, vendendo magliette ai miei compagni di corso).
Ringrazio mia madre e mio padre, per non avermi comprato vestiti firmati, benché avessimo un negozio di abbigliamento. E soprattutto per avermi fatto capire il perché. Questa cosa non mi ha mai pesato, in quanto in famiglia mi avevano insegnato che non importa che firme hai addosso: l’onestà, i valori, ma anche la personalità non sono rappresentati dai vestiti che si indossano. Da ragazzino era un classico che gli amici, soprattutto quelli che arrivavano "dalla città", mi dicevano: ma tu che hai un negozio, perchè non indossi le Nike, i Levis, le Lacoste? E io rispondevo che  quelli li avevano tutti, mentre io con gli stessi soldi ne avevo perlomeno il doppio. Quanti stronzi ho poi incontrato nella mia vita, che erano firmati da capo ai piedi.
Ringrazio mio padre per avermi fatto penare a comprare la TV a colori, per aver fatto in modo che ogni volta che avevo bisogno di spendere dei soldi dovessi motivargli, in modo molto insistente, la mia necessità, invece di darmi soldi così "tanto per".
Ringrazio mia madre perchè mi ha sempre insegnato che i soldi non contano niente. E me lo spiegava lei, che da ragazzina viveva in una famiglia dove i soldi non c’erano, ma c’era la dignità. Dove non c’era neanche posto per tutti a tavola e i figli più piccoli mangiavano seduti sulla scala. Dove a volte non c’era neppure da mangiare, e uno dei regali che si ricordava meglio era una mela che gli aveva donato una signora di ritorno dai campi. Lei e mio padre hanno sempre lavorato sodo, risparmiato al massimo, perchè gli erano rimasti indelebili in memoria quegli anni in cui "non c’era niente", ma spiegandomi nel contempo che l’importante era volersi bene, perchè i soldi, seppure da rispettare in quanto guadagnati con fatica,  vanno e vengono e non devono essere motivo di invidie, di litigi e quant’altro.
Ringrazio mio padre e mia madre di tutto questo e altro ancora. In modo che, vedendo quei ragazzi, quello che provo non è minimamente invidia, forse un po’ di tristezza, perchè nonostante le parole di circostanza, non si sforzano neanche di capire il valore del denaro. Si "arrendono" al fatto di essere ricchi pensando che, quindi, tutto gli sia permesso. Un peccato.

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