
Una delle mitiche panchine di "sotto il municipio" di Brallo. Ora, come vedete, è in pensione.

Una delle mitiche panchine di "sotto il municipio" di Brallo. Ora, come vedete, è in pensione.
Uno scatolone "trasformato" in una casetta. Anche io da bambino sono cresciuto con giochi simili, che nostalgia.

Il nostro vescovo Viola dice che se ogni comune si perdesse cura di 2 profughi (tralasciando la spesso sottile differenza tra "profugo" e "clandestino") il problema sarebbe di più facile soluzione. Mi sta bene, sono d’accordo. Ad un patto: che per ogni profugo aiutato, diamo aiuto ad almeno un italiano in difficoltà. Se i patti fossero così, non ci sarebbero più persone che vivono ancora nei container dopo aver perso tutto a causa di terremoti o alluvioni. Perché visto che i soldi utilizzati sono soldi pubblici, è giusto utilizzarli anche per chi ha distribuito, col proprio lavoro, a crearli. Altrimenti lo "stato sociale" cosa ci sta a fare?
Sono nato bianco, il che fa di me un razzista.

Non so se l’amore esiste o non esiste. Non so se sono tutte stronzate, se sono convenzioni sociali, se la gente sta insieme x non stare da sola o se veramente esiste quella magia che fa superare tutto e tutti, che non si ferma davanti alle difficoltà e che dura x sempre. Magari si, magari no. Non posso dirlo, io nella mia vita non ho fatto mai niente per sempre.

Tu credi di essere forte, tu sicuramente non soffrirai, non ti renderai ridicolo, ma così non t’innamorerai mai! Tu non sei forte, tu sei SOLO! Io farò una serie infinita di cazzate, ma so di essere più vicino all’amore di quanto non lo sia tu, e preferisco essere così che essere come te! (da "La verità è che non gli piaci abbastanza ")
La gente mi dice: hai sempre una vita impegnata fai mille cose, mille idee, ma come fai? E dopo un tot di tempo: ma tu pensi solo al lavoro? Ma non hai mai tempo? La verità è che a me piace fare mille cose, e se posso le faccio…ma sono come il ginecologo: lavoro là dove gli altri si divertono. Al di là della battuta, è la mia vita. Purtroppo o per fortuna è così, vado avanti per la mia retta e magari, in una geometria non euclidea, prima o poi la mia retta intersecherá una retta parallela. Anche se scientificamente è impossibile.


Sono andato a vedere questo film. Era tempo che non vedevo un film bello al cinema. Voi direte che è da parecchio che è uscito al cine, ma a Brallo arriviamo un po’ in ritardo. E poi un film bello è bello sempre.
In alcuni tratti, specie verso la fine, è quasi di difficile comprensione, dovete sforzarvi un pochino. Ha delle citazioni di 2001 Odissea nello Spazio e questo lo rende già interessante. Ha un finale molto particolare (ovviamente non dico niente). Mi sono molto piaciute le scene nello spazio in cui il film diventava muto. Molto suggestive, specialmente le esplosioni.
Il film dura. Eccome se dura. Però vi giuro, e detto da me che sono uno che si annoia dopo mezz’ora di film anche in televisione, che il tempo passa e non te ne accorgi. Dopo due ore di film, me ne sono accorto e mi sono detto: ma come, è quasi finito? Nooooo. In realtà dura quasi 3 ore. Ma guardatelo, dico sul serio!

C’è una grande solitudine. Dentro alla case, quando la porta è chiusa, dietro alle finestre. Dentro i cuori, quando il sorriso di spegne, dietro alle foto, ai selfie, quando si spegne il flash.

Fabio si lancia per la prima volta col paracadute a Casale Monferrato da 4200 metri a oltre 200km/h. Le uniche parole che descrivono bene la situazione sono: che figata!
Siamo stati in questo ristorante spagnolo di Pavia. Non ci ero mai stato, mi si dice che è difficile trovare posto, sempre meglio prenotare oppure…essere in pochi. Abbiamo preso una paella e sangria, un classicone insomma. Era un piatto misto, pesce e carne. Come sanno quelli che mi conoscono non vado matto per il pesce (lo mangio, ma di sicuro non è uno dei miei piatti preferiti: volete mettere un piatto di pansoti alla salsa di noci o una cotoletta alla milanese fatta bene? Ma non scherziamo), ma comunque lo mangio. Eppoi (vi piace questa parola o la trovate una cafonata?) non lo mangio certo tutti i giorni, ogni tanto si può fare. Detto questo, torniamo al discorso: paella buona, locale carino e simpatico, sangria accettabile. Quindi se vi capita, fateci una scappata e non ve ne pentirete.
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