(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Author: Fabio Page 115 of 176

Business in rete

Una volta c’era Internet. Quando mi hanno spiegato cos’era ne sono rimasto subito affascinato. D’altronde già a metà degli anni ’80 il mio professore di Tecnica delle medie (Dario Volo) mi aveva parlato di computer che si collegano ad altri computer in remoto e si scambiano informazioni. Mi sembrava fantascienza, ma lui diceva che era già realtà, anche se solo per pochi. Quando, circa 10 anni dopo, la realtà della Rete ha cominciato a diffondersi (tra gli addetti ai lavori) ho avuto la fortuna di poterla provare all’Università: che figata.

La funzione preminente di Internet, quella che ha fatto sì che riscuotesse tale successo, era indubbiamente il World Wide Web (da alcuni tuttora chiamato “Internet”). In realtà Internet è il nome della rete a cui sono connessi tutti i computer. E una volta che sono connessi che si fa? Ci si possono scambiare email, file e appunto navigare su siti Web. Oppure telefonare, condividere, chattare, ecc.
Io usavo internet per scambiare le poche email con i pochi che avevano un indirizzo di posta elettronica. Praticamente solo coi miei compagni di corso. Io ne avevo ben 2: tordi at odino.unipv.it e nessuno at jetai.unipv.it
E soprattutto per navigare, in quell’ora concessa dalle 13 alle 14 nelle aule di Grafica Avanzata. Leggevo sui giornali di informatica qualche articolo interessante, mi segnavo gli URL su un fogliettino e poi andavo a visitarli. Inimmaginabili le velocità di oggi: da quando digitavo l’indirizzo a quando potevo vedere la semplice paginetta passavano anche alcuni minuti.
Il must era Yahoo. Sembrava (ed era) una grande cosa: tu cercavi qualche sito e su Yahoo potevi trovarlo, indicizzato in una qualche categoria. Poi è apparso Altavista, che ha spiazzato tutti. Il più rapido ed efficiente motore di ricerca. Dopo qualche tempo era diventato talmente completo che gli altri motori non li si considerava neanche più, bastava cercare su Altavista.
Il mondo del web era quello: siti e motori di ricerca che ti permettevano di arrivare ai siti. Stop. Poi è venuta la moda dei Portali, ovvero siti-raccoglitore, dove poter trovare di tutto per cominciare la navigazione: oroscopo, meteo, ricerca siti, email, ecc. Sembrava il nuovo modello di business, molti ne sono sorti, molti si sono modificati (Yahoo ad esempio è diventato un portale), molti sono poi scomparsi. Arianna, Lycos, Virgilio, Yahoo,  e poi WorldOnLine, Caltaweb, Kataweb, Infinito, ecc.
Ad un certo punto è arrivato Google. È stata come la bomba atomica. Per prima cosa ha ucciso Altavista diventando di fatto il numero uno delle ricerche: velocissimo e molto affidabile, niente più tempo perso a cercare tra risultati inutili. Molta gente ha sottovalutato il fenomeno Google, e non mi riferisco a persone comuni, o qualche addetto ai lavori, o a qualche espertone o presunto tale, mi riferisco ai giganti dell’informatica, uno per tutti Microsoft. Tutti quei signori hanno pensato: ma si questi due ragazzotti di Google hanno inventato IL motore di ricerca per antonomasia (tant’è che è nato il neologismo “gugolare”)? Bene, bravi, grazie…e chi se ne frega. Solo che i due ragazzotti non si sono limitati (si fa per dire) a creare lo stato dell’arte della ricerca sul web, ma nel tempo hanno aggiunto una serie quasi infinita di strumenti accessori: la posta elettronica, le mappe, le traduzioni, le anteprime, i libri, i newsgroup, i video (Google è proprietaria di YouTube, dopo aver tentato inutilmente di lanciare Google Video), ecc. E tutto questo a che pro? Molti si chiedono: ma Google come fa denaro? Insomma che modello di business ha? Semplice. Loro offrono agli utenti finali i solo servizi, gratuitamente, cercando di essere i migliori, in modo che il maggior numero di utenti possibile utilizzi  questi servizi. E poi? E poi ci schiaffano dentro la pubblicità. Potrei essere smentito, ma credo che Big G sia il primo venditore di pubblicità al mondo. Non male no? E poi hanno altri sistemi: vendono tecnologia, know how, ecc.
Hanno tentato di entrare anche nel campo dei Social Network, qualche anno fa, con Orkut, ma non ha avuto successo. Io ero ovviamente iscritto. Cercavi i tuoi amici, creavi collegamenti, condividevi informazioni. Già sentito? Certo, Zuckemberg mica ha scoperto l’acqua calda inventando Facebook, è stato solo (si fa per dire) il più bravo a convincere milioni di utenti ad utilizzarlo. E ha guadagnato un sacco di soldi. Come, direte sempre voi?  Più o meno col solito sistema: con la pubblicità. Un sito come il suo, visitato quotidianamente da milioni e milioni di persone, ha un potenziale enorme. Per di più che, quando un utente visita il suo sito, lui sa chi è, che gusti ha, chi frequenta, che contatti ha, ecc. Pazzesco!!! Un potenziale enorme in termini di valore. Quel ragazzo ha in mano i dati di milioni di persone. E non dati insignificanti o quasi, come quante volte prendono l’autostrada, ma dati personalissimi e (si fa per dire) privati: chi è amico di chi, i gusti, le tendenze, ecc. Roba che vale miliardi di dollari (o euro, se preferite). E’ riuscito a creare un mondo dentro a FB: ormai non ci si scambiano più email via posta elettronica, ma via FB. Non si chatta più con Messenger o Skype, ma su FB. Non si condividono più i video su Youtube, ma su FB. Non ci scambiano più le foto, si pubblicano su FB. Quasi paradossale e allucinante, ma assolutamente vero. Ricordate 1984 di Orwell? Con la differenza che li la gente era obbligata, noi invece siamo contenti di pubblicare in piazza i cazzi nostri. E ora Zuckemberg sta cercando di portare FB fuori da FB. Il primo passo è stato quello del tasto “Mi piace”, che da poco tempo campeggia su numerosissimi siti (tra cui il mio, anche io sono dentro il maledetto ingranaggio). Puoi dare la tua preferenza a qualsiasi cosa e questo verrà segnalato su FB.
E poi è allo studio un sistema di pagamenti (simile a Paypal) che diventerebbe il sistema di pagamento standard (e probabilmente obbligatorio) su FB. Altre vagonate di dollari che entrerebbero nelle sue tasche. In che modo? Semplice, per ogni transazione ci sarebbe una seppur piccola percentuale da devolvere a Facebook. Semplice, magari anche poco geniale, ma efficacissimo sistema.
Molti colossi, tra cui Google, hanno paura di questa “uscita” di FB dal proprio sito. Paura della concorrenza nel fatto di poter far soldi con gli utenti in rete.
Altri invece sono riusciti a “sfruttare” FB per far soldi loro stessi. Prendi per esempio l’ideatore di Farmville, uno dei giochini a cui puoi giocare all’interno di FB. Io non l’ho mai provato, ma pare che sia un giochetto in cui devi gestire una fattoria: semini grano, coltivi fragole, pascoli pecore, ecc. Ma probabilmente lo conoscete già, visto che un feisbucchiano su 5 giù lo fa. Iscriversi e giocare è gratis, ma per fare acquisti è possibile usare la carta di credito. Si acquistano beni virtuali: un cane, una gallina, un trattore, ecc. Pensate che sia una pirlata? Beh sappiate che nel 2010 è previsto un introito di 450 milioni di dollari. Si avete letto bene. La casa produttrice di Farmville (e di altri giochi come Mafia Wars, Zynga Poker, ecc) ha 775 dipendenti e vale 4,6 miliardi di dollari. Altro che pirlata! Ora bisogna vedere fino a che punto il famelico Zuckemberg permetterà a questi signori di guadagnare “alle sue spalle” senza versargli il pizzo una percentuale…

ventuno e quindici

Volevo scrivere qualcosa, ma adesso che ho aperto la pagina.. non so come farlo.
Andrò a caso, come al solito.

Posso solo lasciarmi andare e pensare a quanto è fantastrabiliante condividere la vita con te. Si non c’è dubbio alcuno ormai (o, come diremmo noi, i tempi non sono per nulla sospetti): nella mia vita c’è stato un cambiamento veramente e indubbiamente significativo, anzi decisamente netto, da quando siamo io e te. Non riesco, neanche sforzandomi, a pensare al singolare; non posso che includere in questo singolare anche te. Per la lingua italiana dovrei parlare di plurale, ma io con te mi sento parte di una singolarità, come fossimo una cosa sola. Caspita! Non mi era mai successa questa cosa. È proprio così, credetemi, è proprio la sensazione di essere in una favola, il un film, in un racconto. Questa sensazione l’ho avuta due anni fa, ed è più viva che mai. Anzi ora è molto più consapevole, visto che è passato del tempo.

E poi posso pensare a questo secondo anno insieme e far affiorare un mucchio di ricordi. Non è stato un anno piacevole, vero piccola? O meglio, ci sono stati dei momenti brutti. Per quelli che si vogliono fare i fatti nostri (e non li sto certo condannando, d’altronde sono io che mi sto facendo i fatti miei in pubblico!!!) voglio rassicurare che parlo di altro e precisare che non c’è stata nessuna “crisi” tra di noi. Siamo talmente belli che praticamente non abbiamo mai fatto una litigata “seria”, sempre piccole cose, della serie “l’amore non è bello se non è litigarello”. Ma assolutamente mai quelle cose che potrebbero mettere in dubbio il nostro amore. Per dirla come mi è stato detto da qualcuno: “Ma in due anni non vi siete mai lasciati? Mai? Incredibile…”. Eh no, miei cari, siamo troppo i migliori e pertanto ci becchiamo e ci scontriamo, ma sempre parlandone e sempre cercando di capire le posizioni l’uno dell’altra. E anche questo è stato un fattore di crescita molto importante, capirsi sempre più, trovare anche i punti meno piacevoli dell’altro per capirli o superarli. Forte no?
Dicevo che tante cose sono successe in questo anno. Molte belle, qualcuna spiacevole, tante fantastiche..e poi quelle brutte brutte. Noi eravamo “io e te” in tutti i casi. Quando mi tiravi su il morale, quando eri felice e abbronzata in quel ristorante sulle colline liguri, quando ti accompagnavo a casa, quando ti son venuto a prendere in stazione per portarti a Tortona, quando ti scendeva un rivolino malinconico di lacrime, quando.. vedi cavoli, non so seguire un filo logico, mi vengono in mente tanti di quei momenti che mi si affollano nella mente e non riesco neanche ad elencarli.. Epifania a Milano, Ristò a Tortona, la scuola guida, la scelta del profumo, le fotocopie in copisteria e i megalibroni, Pasqua a Montallegro, Chiavari e la fontana di luci, e aspettarti sotto casa, oppure da Tigotà, e ogni singola volta, ogni volta che spunti da quella curva o esci da quel portone, ogni volta che mi sfoderi quel tuo sorriso, che fa pendant con i tuoi occhioni coccoloni e adornati dai tuoi ricci che fan da cornice… beh cavoli, il mio cuore ogni santa volta accelera i battiti. Non sarà pericoloso? O magari è una buona ginnastica cardiaca, dovrei chiedere ad un dottore.

Cavoli, sto pensando a tante ma tante cose successe in questo anno. Non posso e non voglio scriverle tutte, anzi neanche più una, perché in fondo sono nostre e le conosciamo bene. Guarda, io sono uno innamorato della vita, ma se così non fosse, se ci fosse anche un solo motivo per vivere, saresti tu. Dici che mi sto sbilanciando troppo? Chiaramente quest’ultima frase serve a stemperare un po’ la serietà di quello che ho scritto prima. Lo sai, se faccio un discorso serio poi mi intestugginisco e allora devo uscirne con una battuta.

Però una cosa di quest’ultimo anno la voglio ancora ricordare. Una per tutte. Che bello che è stato il giorno della tua laurea. E sai perché mi è piaciuta così tanto? Per due motivi. Il primo è che sono orgoglioso di te, per quanto hai fatto, per come l’hai fatto e per quello che sei. Insomma perché credo in te. Ci ho creduto e ci credo sempre. Direi che è fin troppo facile, perché so quanto vali. Insomma al Punto Snai probabilmente non accetterebbero mie scommesse su di te, perché io so quanto sei in gamba e quindi non vale…

E il secondo motivo è che è troppo bello quando ci sono tante persone che sono li perché ti vogliono bene, no? Non sono lì perché non avevano niente da fare, o perché qui o perché là. Erano li, semplicemente, banalmente, perché ti vogliono bene. Ed erano e sono contente e fiere di te. Al di là del fatto dei risultati, sia che tu sia un genio sia che tu sia un’ignorante. Sia che tu sia una figa spaziale sia che tu sia un rospo. Sia che tu sia la nipote di Bill Gates sia che tu sia l’ultima dei poveri. Semplicemente perché sei Elisa.
L’amica, la morosa, la sorella, la figlia, la nipote.

Chiaramente parlo per gli altri, io c’ero solo perché sei un genio (mai come Tua Sorella – lo scrivo in maiuscolo perché è un nome proprio) e perché sei una gnacca e perché sei più ricca di Berlusconi. Ah, non sei più ricca di Berlusconi? No, davvero? Beh allora ti mollo….

Scherzo piccola. Ecco, sono partito con l’idea di fare un bel post, per scriverti tante cose belle, e mi sono arenato in questi discorsi con poco senso. Posso fare un riassunto di tutto questo strampalatissimo discorso? Sono bravissimo nelle sintesi (quando voglio, e SOLO quando voglio):
 

Ti amo!
 

Donna – Italiano

Tempo fa avevo raccolto alcune traduzioni dalla lingua "Donna" alla lingua "Italiano". Clicca qui per leggerla.

Questa è una seconda puntata.

Non ho niente = Sono incazzata nera!
Non sono gelosa = Se anche solo me lo guardano le ammazzo!
Non m’importa più niente di lui = Ma quando mi chiama?
Ti sta davvero bene, cara = Oddio, ma cos’è quella roba?
Cinque minuti e scendo = Sto per entrare nella doccia
Fai come vuoi = Provaci e sei morto
Abbiamo bisogno = Voglio
Mi dispiace = Ti dispiacerà
Mi faccia provare la S = Ho la L abbondante
Dobbiamo parlare = E’ finita
Ho freddo = Abbracciami
Ho bisogno di una pausa di riflessione = Ho un altro
Esci pure coi tuoi amici, non c’è problema = Volevo stare con te
Basta me ne vado = Fermami
Capisco = Sei uno stronzo
Sono solo stanca = Mi hai rotto, portami a casa
In questo momento non me la sento di avere una storia = Non te la dò
Non voglio nulla per il mio compleanno, solo te = Voglio un super regalo (e tu sai già cosa) e una super festa a sorpresa con la torta alla nutella
Ma che bel vestito, peccato costi troppo = Me lo regali?
Sono single per scelta = Non mi caga nessuno
Sono già fidanzata = Sparisci dalla mia esistenza, illuso


Chi la fa l’aspetti…

Le cose che porta il cielo

Questo è un libro che mi è stato regalato da mio cugino Andrea, un bel po’ di tempo fa. Io sono sempre in arretrato coi libri, ma prima o poi li leggo ,tranquilli.
E’ stato scritto da un ragazzo africano che vive in USA, Dinaw Mengestu,  e parla di un immigrato africano che vive in USA. E’ un libro abbastanza triste e malinconico. Il tizio in questione se la passava abbastanza bene in africa, prima che un qualche rivoluzionario un po’ assassino e un po’ dittatoriale uccidesse suo padre. E così viene spedito in America, da uno zio, per "fare fortuna", o comunque per vivere meglio. I primi tempi li passa a far niente e vivere di speranze, poi si decide ad aprire un negozio di alimentari. Ma anche quella sarà una vita fatta di sogni, pochi soldi, e speranze che si riducono sempre più col passare delgi anni. Un barlume di vita viene da una donna che viene ad abitare vicino a casa sua. Bianca e ricca. Ma non funzionerà….

Sono ricercato

L’altro giorno stavo guardando le statistiche di questo sito. E’ sempre interessante sapere da dove provengono i visitatori. Spesso arrivano qui facendo delle ricerche in qualche motore di ricerca (ovviamente Google in primis). Ma cercando cosa? Ecco la classifica delle parole e frasi più cercate da chi poi arriva a visitare fabiotordi.it (tra parentesi i miei commenti):

Magritte
droga (quindi Google mi da del drogato?)
saw
atollo (atollo???)
lettera ad un’amica
fabio tordi (si, lo ammetto, sono io)
suicidio (a però!)
kowalski
isola deserta (e dai…)
analfabetismo di ritorno     
elisa ( ;-) )  
pinguini madagascar     
lettera ad un amica (stavolta senza apostrofo)    
cinghia di distribuzione     

E ora tutte le altre che seguono:

Non so perché ma quando penso a lui i miei pensieri no (ma che cavolo vuol dire??)
piramide di maslow
kapferer
carini e coccolosi
PINGUINO MADAGASCAR
boh
(questa è bellissima…)
gt-s5230
passo del brallo
magritte opere
prisma di kapferer  
bernini
frasi di solitudine
alta moda
VERBALE DI PERQUISIZIONE
londra
surrealismo magritte
tordi
pantani
La piramide di Maslow
zang tumb tumb
bernini opere
kowalski pinguino
(tra i punguini, maslow e kapferer faccio un successone!)
anfetamine (anche ocn le droghe)
i pinguini di madagascar carini e coccolosi
dylan dog
autovelox     
prisma kapferer     
audiocassette     
malattia da facebook     
guccini     
viale bligny 42     
cane     
quelli che     
fortunato depero     
scala di maslow     
i pinguini di madagascar Soldato     
iutub       
il sonno dalì     
ettore e andromaca de chirico     
artisti futuristi     
filmografia recente     
depero     
carino e coccoloso     
magritte immagini
(anche con Magritte)
surrealismo     
SINDROME DA FACEBOOK     
bligny 42     
esempi di concept store     
same govi     
samsung GTS 5230     
dolce remi     
samsung gt-s5230     
cirano     
Giorgio Morandi     
samsung gt s5230     
colazio     
le migliori di vasco     
metilenediossimetamfetamina     
rive gauche varzi     
gerarchia dei bisogni di maslow     
malattia di facebook     
mare dei caraibi     
piramide dei bisogni di Maslow     
pinguini di madagascar     
cartoni droga     
MASLOW PIRAMIDE DEI BISOGNI     
sindrome facebook     
frasi su se stessi     
mar dei caraibi     
cartelli cani     
silenzio     
depero opere     
don chisciotte     
maurizio cattelan     
golosastro     
illusione     
manetta     
andrea fumagalli     
skipper madagascar     
pantani foto     
fumetti droga     
stemma voghera     
gt s5230     
barambani     
ispettore manetta     
pregola    
pinguino kowalski      
solitudine frasi     
magritte quadri     
stappj
(ma chi è quel matto che ha cercato stappj)
quadri di magritte     
autovelox foto     
kapferer prisma     
dylan dog immagini     
tordo     
foto autovelox     
foto pantani     
campari     
tordi matti ricetta     
magritte bicchiere     
verbale perquisizione     
autostrada dei fiori     
audiocassetta     
Plesiosauro     
"same govi"     
dollari personalizzati     
suicidio immagini     
salvador dalì sonno     
DISEGNI DI METAFISICA NATURA MORTA     
malaspina     
lettera ad un’ amica     
gli amanti Magritte     
SALVATORE FERRANTE VOGHERA     
ferrante salvatore voghera     
aquila imperiale     
medico pazzo
(uno cerca medico pazzo e finisce sul mio sito, certe parole sono proprio strane)
pinguini di madagascar soldato     
immagini magritte     
lettera ad un amica     
same-govi     
colosseo stilizzato     
postemobile problemi     
la piramide dei bisogni di maslow     
tarako     
giornata di sole     
il sonno Dali     
gt-s5230 samsung     
magritte sogno     
brallo tennis     
samsung gt s 5230     
iutub porno     
foto saw     
nave affonda     
immagini droga     
brallo di pregola     
analfabeti di ritorno     
piramide dei bisogni      
musica gagliarda     
arte futurista     
commissario basettoni     
scrittura creativa     
De Pero opere     
gadget tecnologici     
pc rotto     
i pinguini di madagascar rico     
kowalski madagascar     
e lasciatemi divertire analisi     
sculture bernini     
chimico pazzo     
birra     
virgilio degiovanni     
altan     
patente c     
distribuzione     
matrice swot

Lìimmagine è "L’interpretazione dei sogni" di Magritte.

Tacuén

Seconda puntata tratta dall’Agenda Vogherese. la prima la trovate cliccando qui.

Voghera venne illuminata per la prima volta nel 1820 con 28 fanali a olio. I bracci portanti vennero fabbricati a Volpedo da un Bernardelli su disegno di G.P Salvi e le lampade a Pavia da un certo Tabarino. Consumavano un’oncia e mezza d’olio all’ora e l’illuminazione venne appaltata per 3000 lire annue, escluso i mesi d’estate e i pleniluni degli altri mesi.

Anzichè esporre il nome della ditta si usava mettere un’insegna che indicasse l’oggetto del commercio. Quella dei cappellai era un cappello a cilindro di latta e il dentista Cademartori aveva esposto un enorme dente di legno dipinto. Le bettole usavano esporre delle frasche o delle corone di foglie verdi.

La leva militare o circoscrizione era ià in uso nel 1615 ed era fatta in città per la sua stessa difesa scegliendo un certo numero di uomini divisi successivamente per squadre. Al loro comando vi erano persone con conoscenze nel campo della milizia con gradi di: maestro di campo, sergente maggiore, capitano, tenente e alfiere.

Una grida del 15 marzo 1613 del feudatario Amedeo Dal Pozzo, marchese di Voghera, istituiva una multa di 50 scudi a chi cacciava senza il uso permesso facendo seguito a quella di Giovanni Galeazzo Visconti del 1393.

A circa metà del 1800, comparve il fustagno per confezionare gli abiti maschili e per le donne un tipo di stoffa di lino e canapa chiamata la "quadrettina". Il nome era derivato dal fatto che la stoffa, tranne qualche caso in cui era confezionata a righe, il disegno predominante erano quadretti di colore bianco e blu e blu e bianco e nero. A Voghera veniva fabbricata nello stabilimento tessile di Cristoforo Pedamonti e le operaie venivano chiamate "i quâdârtinèer"


Piazza Meardi con la Birraria Casema (cartolina del 1925)

La chiesa di San Giuseppe sorgeva in Piazza Duomo all’inizio di Via Santo Stefano, ora via Cavour, e fu demolita nel 1887. Sul limitare c’era la famosa preda dâl cumpàs, pietra del compasso. Era una lastra di marmo forata al centro che, come vuole la leggenda, servì a nostro Signore come appoggio del suo compasso per tracciare la circonferenza della Terra. "Â Sân Giüsèp s’â scondâ âr scadâlet".

Âr dì drâ rèssiâ, il giorno della sega. Era costume mandare a conoscenti e amici delle piccole seghe di carta dipinte o dorate. Per un dono importante la sega era d’oro o d’argento. I bambini cercavano di attaccarle agli abiti dei passanti; come succede ai giorni nostri il giorno 1 aprile.

Il 1 aprile 1918 è una data storica per lo sviluppo delle ferrovie a Voghera. Dopo un decennio di utilizzo a scopi militari, l’OGR di via Lomellina torna alla sua funzione originaria: la riparazione di carrozze ferroviarie.

Per avere una piccola nozione sulle paghe corrisposte in tempi lontani se ne riportano alcune. nel 1521 gli operai mutatori dal Comune a demolire un fortilizio in riva al Po vennero pagati 4 soldi al giorno e i loro garzoni 2. Nel 1390 un professore di grammatica guadagnava 10 fiorini d’oro all’anno e il direttore delle scuole 20.

Alla domenica delle palme si andava in chiesa (come si usa ancora oggi) per ricevere la rimuliva, il ramo d’ulivo benedetto che veniva appeso sopra il letto con la candela della madonna Candelora (Seriölâ) per evitare il maltempo.

Giochiamo?

Siete in ufficio? Non vi passa? Volete un diversivo? Che ne dite di un bel giochino? Tranqui, non dovete istallare niente, si gioca tramite il browser che utilizzate comunemente per navigare, quindi quando arriva il capo potete chiudere tutto facilmente.

Seguendo questi collegamenti ipertestuali link ne troverete parecchi… ma parecchi tanti !!!

Addicting Games

BGames

Flashgames

Wii Flash Games

Gamesvine

FreeWorldGroup

Miniclip

Top Games 1000

BubbleBox

Playrelax

Videogiochigratis.it

Tannhäuser

Se dovessi salvare una sola scena di un solo film, indubbiamente sarebbe questa….

Io ne ho … viste cose, che voi umani non potreste immaginarvi.

Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione …
e ho visto i raggi B, balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come … lacrime … nella pioggia.

È tempo … di morire.

 

nessuno

 

 Io sono nessuno! Tu chi sei?
Sei nessuno anche tu?
Allora siamo in due!
Non dirlo! Potrebbero spargere la voce!

Che grande peso essere qualcuno!
Così volgare – come una rana,
che gracida il tuo nome – tutto giugno
ad un pantano in estasi di lei!

 

E. Dickinson

 

Babau

Provate a immaginare o, forse, a ricordare… è notte fonda e voi siete nel vostro letto, in una camera illuminata solo dal fioco alone argenteo della Luna, un pulviscolo iridescente che si posa sugli oggetti e ne disegna a malapena il contorno, lasciando tutto il resto nelle più nera oscurità. Il silenzio è assoluto, eppure nelle orecchie batte una pulsazione, come il rintocco di una campana a morto che si spegne lontano… Forse è il sangue che scorre nel corpo, forse è l’aria che entra ed esce dai polmoni, chi può dirlo? Sapete soltanto che siete stati abbandonati su quel piccolo materasso, fragile zattera al centro di un oceano di tenebra che cerca d’inghiottirvi, e che, in quell’acqua color dell’inchiostro, nuotano invisibili abominii. Come squali famelici, disegnano intorno a voi un cerchio che si stringe un poco a ogni giro. Attendono l’occasione, è solo questione di tempo. Ed è allora, quando il sudore già vi stringe in un sudario gelido e le pupille si dilatano fin quasi a scoppiare… è allora che, dall’angolo più buio della stanza, come dal più cupo e inospitale recesso dell’universo, giunge una voce rauca e profonda, che vi chiama per nome. Lui conosce il vostro, ma anche voi conoscete il suo: Babau.

L’immagine è "Il Babau" di Dino Buzzati, 1970. Il testo è di Gianmaria Contro, Almanacco della Paura 2010.

App

La stragrande maggioranza dei cellulari di oggi ha la possibilità di istallare programmi Java, oltre ai classici loghi e suonerie. Il mio non fa eccezione e pertanto ogni tanto mi dilletto a cercare qualche interessante programmino o giochino nuovo. Ho scoperto un sito ben fatto: Mobile9, dove trovare tutte queste cose.

www.mobile9.com

E’ molto comodo il fatto che puoi subito inserire il modello del tuo telefono (es: "Nokia N96"). Dopodichè possiamo navigare tra i temi, le suonerie, gli sfondi, gli screensavers, i video e tanto software Java e non.

Volete i giochini? Andate su "Java software" e selezionate "View All Java Software". A questo punto nel menu a tendina "Folder" scegliete la categoria che preferite. Ad esempio, appunto, "Games" e cliccate su "go!". Vi bastano?

Non sapete come istallarli? Beh per prima cosa dovete scaricarli sul vosto pc e poi dovete trasferirli, tramite cavetto o bluetooth, al vostro telefono. A questo punto ci cliccate sopra (sul telefono, non sul pc) e lo istallate. La procedura varia da telefono a telefono

Buon divertimento!

Tiramolla

Quando ero piccolino, ogni tanto si veniva a Voghera. Era un pomeriggio speciale, perchè, mentre mio padre faceva i suoi affari, mia mamma faceva la spesa, qualche acquisto e qualche commissione. La spesa si faceva al SuperGulliver di Via Cavour ("La Standa"… dove immancabilmente prendevo la cioccolata dalla macchinetta… a me sembrava buonissima!) e quindi passavamo sempre davanti all’edicola di Piazza Castello, dove mi aspettava il regalino: un fumetto o, come dicevo io, un "giornalino". Siccome sono abbonato a "Topolino" da tempo immemore, mi compravano qualcosa d’altro: Braccio di Ferro, Geppo, Soldino, Cucciolo o qualcosa di simile, con storie costellate da fantastici personaggi: la forzuta Nonna Abelarda, il famelico Poldo e anche… Tiramolla.

Costui è un uomo di caucciù che ha il potere di allungarsi e di trasformarsi in qualsiasi oggetto. Una specie di Mister Fantastic dei Fantastici 4, ma molto molto nostrano. A differenza dei fumetti americani, o di quelli giapponesi, quelle storie erano molto semplici, molto "per bambini". E a me piacevano un sacco. Che nostalgia…

Parole parole parole

prosopopea
figura retorica per cui si introducono a parlare persone assenti o morte, o si personificano cose inanimate o astratte.

proditoriamente
a tradimento.

cassandra
è una figura della mitologia greca. È ricordata anche da Omero come una delle figlie del re di Troia Priamo e di Ecuba. Avuto da Apollo il dono della preveggenza, prevedeva terribili sventure ed era pertanto invisa a molti. Ancora oggi il suo nome è associato a persone che preconizzano eventi nefasti.

nichilismo
la dottrina di un movimento rivoluzionario russo (secolo XIX) che, portando ad estreme conseguenze l’individualismo anarchico, si proponeva di distruggere l’ordinamento politico e sociale esistente.

sicumera
ostentata sicurezza di se.

agnato
congiunto in linea maschile

genetliaco
giorno natalizio, anniversario della nascita (in parole povere… il compleanno!)

grassatore
chi aggredisce a mano armata per derubare

orografia
distribuzione dei rilievi sulla Terra o in una data regione; anche la relativa descrizione e rappresentazione cartografica


Tintoretto – Venere, Vulcano e Marte – 1550 – Alte Pinakothek, Monaco

Mi piace

Avrete notato che da qualche tempo in fondo ad ogni post è comparso il tasto di facebook "Mi piace", come questo qui sotto:

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Nella foto c’è un tizio seduto che legge il giornale. Siete sicuri? Siete proprio sicuri? Girate testa a destra di 90 gradi…

Ho fatto un sogno

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