(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Author: Fabio Page 129 of 176

Lo stemma di Voghera

Tratto da "Voghera nel Cuore", a cura del Comune di Voghera, Assessorato al Turismo, 2004


II Comune di Voghera, secondo la ricostruzione del conte Antonio Cavagna Sangiuliani posteriore al 1871, al tempo della Dieta di Roncaglia (15.12.1154), mostrando fedeltà all’imperatore Federico Barbarossa, assunse a proprio stemma l’aquila imperiale in campo dorato con sbarre bianche e nere e, secondo altre fonti, anche rosse, con l’iscrizione che termina con le parole Signo Sacrati Imperii Durabit Viqueria tempore longo si sciet vivere cauta.
Lo stemma, a forma di scudo, recava nella parte superiore, in campo oro, un’aquila imperiale unicipite poggiante su un attraversamento fasciale costituito da tre bande nere e tre bianche fra loro alternate, occupante la parte centrale, mentre la parte inferiore è costituita da campo rosso.
Al di sopra dello stemma campeggiava una corona turrita a cinque torri uguali, significante la presenza di fortificazioni. Nel linguaggio araldico le bande nere rappresentano la fazione ghibellina, quelle bianche, la fazione guelfa; l’aquila imperiale poggia sulla pace delle fazioni della comunità (il campo rosso).
Con decreto dato in Milano il 19 gennaio 1608 da Filippo III di Spagna, la Contea di Voghera venne elevata a Marchesato e infeudata a Don Petrus Enriquez Azevedo, conte di Fuentes, come risulta dal diploma originale conservato nell’archivio di Stato di Milano.
Il marchese di Fuentes aggiornò lo stemma di Voghera dandogli forma ovale, inquadrandolo in una cornice barocca, sormontata da una corona marchionale a tre gigli intercalati da due punte argentate, mentre nei due fori inferiori erano incastonati alternativamente rubini, perle e smeraldi.
Negli anni ’30 del XX secolo lo stemma fu riconosciuto dalla Consulta araldica in forma di scudo, mantenendo l’aquila imperiale in capo oro, sormontata dal fascio littorio poggiante su fasce convesse alternate nere ed argentee con sottostante campo inferiore rosso e la corona marchionale, sovrastante. Sotto lo scudo figurava un nastro azzurro con l’iscrizione Signo Sacrati Imperii durabit Viqueria e un ramo di alloro intrecciato con uno di quercia, legati, al centro, con nastro rosso.
Con l’avvento della Repubblica Italiana, viene tolto il fascio littorio.

Una fotografia

"Una fotografia per portarti via con me.Un ingenua illusione,di poter catturare un momento che duri in eterno…"

Migliorarsi la vita

Moooolti anni fa ero abbonato alla rivista Millionaire, diretta dal funambolico ed elettrizzante Virgilio Degiovanni.
Il mese scorso ho preso il nuovo numero e ho trovato un suo editoriale molto interessente, in risposta ad un lettore che lo accusava di essere un "venditore di illusioni".  Eccone alcuni punti:

[…] la vita non è un sogno né i sogni aiutano a vivere meglio. Ma trasformare la vita in un sogno è possibile. Ci sono persone che pensano che tutto sia deciso e altre che provano a cambiare il loro destino. Noi amiamo quest’ultimo tipo di persone. Che siano imprenditori o navigatori, poeti o meccanici. Il successo che ci piace non è la ricchezza finanziaria fine a se stessa, ma fare della propria vita ciò che si desidera. È possibile? Si. […]
[Ognuno può decidere] se gli basta l’indispensabile per godersi paesaggi mozzafiato o preferisce diventare il più ricco del cimitero.
Avere successo mettendosi in proprio non è facile e nulla è scontato. E pochi ci riescono perché, come nel Monopoli, sono ugualmente importanti le carte degli “imprevisti” e delle “probabilità”. Ma se si è preparati e si conoscono le regole principali, nulla è impossibile. L’Italia non è il Paese più facile del mondo dove fare impresa, lo dicono anche le statistiche internazionali. In ogni caso intraprendere e mettersi in proprio non è obbligatorio. Si può accarezzare l’idea tutta la vita e vivere felici lo stesso senza farlo. Si può farlo e miseramente fallire. Ma magari riuscire in altri tentativi. Prima di pensare a fatturare “milioni su milioni”, se vuole un consiglio, focalizzi un suo talento particolare. E lavori su quello senza risparmiarsi. Il resto verrà da solo. Ho iniziato a intraprendere alla fine del 1987. Capitale da me personalmente impiegato: 7 milioni di lire, 3500 euro di oggi. Non ho mai ricevuto un vero e proprio finanziamento bancario in vita mia. E non mi sono mai ritenuto un eroe.
 

 

Cartelli postali

Giorni fa ho visto questo cartello su una cassetta delle lettere. Mi ricordava molto quello che avevo messo io fuori da mio negozio.

 

Rivoluzione


Giacomo Balla 1912
Dinamismo di una cane al guinzaglio

Tempo fa chiacchieravo con Franco e parlavamo del fatto che ci sono un sacco di lavori che si stanno perdendo. Ma non stavamo parlando della congiuntura sfavorevole che, in questo periodo, mette a repentaglio (o addirittura elimina) parecchi posti di lavoro. Il nostro era un discorso più ampio. Lui sostiene che le nuove tecnologie rubano lavoro ai lavoratori in quanto, per fare un lavoro che prima richiedeva molti addetti ,oggigiorno, sempre più, ne bastano molti meno. In gergo si dice che la tecnologia aumenta la produttività. Vuol dire che a parità di dipendenti si rende di più, e quindi, per mantenere la stessa produzione, occorrono meno dipendenti. E quindi, secondo il mio interlocutore, si perdono posti di lavoro (e fin qui gli do ragione, è oggettivamente vero) che non vengono in nessun modo rimpiazzati. E su questo non sono per niente d’accordo. A parer mio il suo è un discorso sicuramente sorpassato.
La storia insegna: ai tempi della rivoluzione industriale gli operai licenziati si rivoltavano contro i loro ex datori di lavoro bruciando le fabbriche e distruggendo le macchine. Ma questo è servito a fermare il progresso? No, anzi alla fine è stato il progresso che, bonariamente, ha migliorato la vita delle persone. E la gente che lavori fa? Altri. Portando il discorso ai giorni nostri, io credo ad esempio che la produzione, in Italia, abbia vita breve. Le grandi attività produttive sono destinate, chi prima ci dopo, a terminare. Rimarranno piccole produzioni di qualità e di nicchia. Su questo siamo molto forti. Ma sulle grandi produzioni di massa non possiamo più competere. E quindi? Gli operai che faranno? Faranno altro. Così come ogni giorno muoiono tanti lavori, ne nascono tanti altri. L’uomo moderno ha delle esigenze che solo 50 anni fa era impensabile avere, sia perché non esistevano, sia perché non si avevano le possibilità. Ora può permettersele grazie al tenore di vita attuale. E quindi ci sarà gente che gliele fornisce. Ogni minuto nascono lavori che prima non esistevano, in qualunque settore: nei media, nell’informatica, nella comunicazione, nei servizi economico-finanziari. Ma anche nell’agricoltura, nell’artigianato, nell’edilizia, e in mille altri settori.

Certo, il mio è un discorso accademico, come quelli che fanno i grandi professoroni che parlano per massimi sistemi e non escono mai dal proprio studio ovattato. Io mi rendo perfettamente conto che se andiamo nello specifico, se analizziamo ogni situazione, le cose sono molto più difficili. Se sei un operaio di 50 anni e ti lasciano a casa, è difficile che ti reinventi come esperto del factoring o decidi di aprire un asilo-nido o cose simili. Magari hai anche dei figli in età “di spese” (cioè… sempre !!!). E li son dolori.
Il mio era solo un discorso generale, per dire che il mondo del lavoro non è destinato a scomparire per colpa delle nuove tecnologienulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma
 

 

nessuno è qui (1992)

Io non sono nessuno
e sono contento
perché so di poter essere
migliore di molti
che sono qualcuno
perché so di essere
migliore di molti
che si credono qualcuno
perché so di esistere
al contrario di qualcuno
 

Google Thrush

E’ stato annunciato da poco un nuovo rivoluzionario servizio di Google, il famosissimo motore di ricerca che da anni ci delizia con nuovi e utili (non sempre) tools. Questa volta vuole stupirci con il servizio Google Thrush, che funzionerà così:

Avete presente che in quasi tutti programmi per navigare, sia Internet Explorer, che Firefox, Opera, e lo stesso programma di Google, Chrome, è presente una barra di ricerca dove, inserendo il testo da cercare, si viene indirizzati sulla pagina di ricerca di Google? Ebbene, utilizzando quella barra si accettano formalmente tutte le regole imposte dalla Grande G, tra cui l’utilizzo di tale strumento, da parte loro, per le più svariate finalità. Ebbene, e qui sta la notizia: utilizzando tale barra, si attiva un controllo Active X (per il browser Microsoft) o AJAX (per tutti gli altri) che in pratica indicizza tutti i file all’interno del vostro computer.

Quindi in futuro, se Google proseguirà con questo che finora è solo un esperimento, si potrà cercare un file, una foto, una canzone, un documento, all’interno di milioni di computer collegati in rete. Certo, questo è molto entusiasmante, ma pone un grossissimo problema di privacy. Non tutti potrebbero essere contenti che le proprie foto personali vengano viste da chicchessia…

Da quando ho letto la notizia su un blog  ho notato che il link relativo a questo servizio:

http://labs.google.com/thrush

è stato sospeso, forse sommerso da ondate di sdegnati utenti.

Voi che ne pensate?

Fabio il giorno 2 aprile 2009 ha aggiunto:

Lo so, non sono stato molto originale, ma ora posso ammetterlo che si trattava di un pesciolone di aprile…

Facebook è per le persone anziane

In questo articolo apparso sul Time viene proposta una tesi per cui FB sarebbe adatto alle persone di una certa età. Non ci credete? Ecco le motivazioni per te che non sei più giovane:

  1. FB serve per trovare persone di cui hai perso traccia. I non-giovani hanno molta più gente di cui si sono perse le tracce di un giovane, che è ancora in contatto coi suoi amici, compagni di scuola, ecc.
  2. Stai ancora aspettando che qualcuno ti telefoni, ma quelli che prima ti chiamavano adesso chiedono la tua amicizia su FB
  3. Non hai foto in cui sei ubriaco ad una festa mentre tieni bottiglie di birra in posizioni suggestive…
  4. FB non è solo un social network, è una rete aziendale.
  5. Sei pigro. Lavori, hai famiglia e figli e il tempo per cercare notizie da altri è poco.
  6. Sei abbastanza vecchio per fare in modo che le foto della scuola o della colonia estiva non ti rappresentano, per riconoscerti dovresti essere taggato.
  7. Hai dei figli. ogni genitore vuol mostrare le foto dei propri figli. FB è il modo milgiore per farlo.
  8. Sei troppo vecchio per ricordarti indirizzi email
  9. Non capisci come si usa twitter. Non lo conscepisci. FB è molto più semplice.
  10. Non sei cool, ma non ti importa. C’è stato un momento in cui non era bello esserre su FB, ma quel tempo è lontano

 

PV News

Ragazzi è on line la mia nuova creazione: PV News, una aggregatore di notizie della provincia di Pavia.

In pratica è un sito che raccoglie le notizie dei siti di news della provincia di Pavia. Cliccando sulla preview si apre la pagina del sito da cui proviene la notizia. E’ un po’ come leggere tanti giornali insieme, una specie di rassegna stampa (tenicamente si tratta di un "aggregatore")

E’ un sito amatoriale e quindi un esercizio di tecnica, però finora il suo lavoro lo svolge bene. Le fonti non sono tantissime e la grafica è quella che è, ma il tocco artistico è un dono che certo non ho. Ovviamente consigli e critiche sono benvenuti. Fatemi sapere.

Tristezza

Interrogo la tristezza e scopro
che non ha il dono della parola;
eppure, se potesse,
sono convinto che pronuncerebbe
una parola più dolce della gioia.

Kahlil Gibran

Notte di marzo

E’ da poco passata mezzanotte di questo giorno di Marzo. Nei giorni scorsi sembrava essere arrivata di brutto la primavera, ma il tempo pazzerello da copione ci ha fatto lo scherzetto e abbiamo tirato fuori ancora i piumini dall’armadio. Un anno fa ero in dirittura d’arrivo per la laurea in economia. Giorni fa un’amica mi ha detto, parlando di studi universitari: "tu hai già data, e forse fin troppo"… boh, senza false modestie che non mi sono congeniali (perlomeno in questi discorsi notturni tra me e me)… a me non sembra. Cioè io ho sempre fatto quello che mi sentivo di fare, non mi sembra di aver fatto mai l’impresa eccezionale (quella di cui parla J Ax degli Articolo31 in questa canzone.. qualcosa di "unico e di grande"). Boh… Elisa mi dice che sono più forte di quello che penso di essere, può darsi.. Io non dico che non ho fatto nulla nella mia vita, tuttaltro, a me sembra di aver fatto un sacco di cose, tantissimissime. E altrettanto tantissimissime vorrei farne ancora, anzi mooooooooooooooooooooolte di pù (ma mooooooolte). E’ che… beh forse è proprio questo il punto. Per quella strana convenzione sociale, quel abituale modo di pensare, le "imprese eccezionali" sono, appunto, eccezionali e quindi soggette ad eccezione. Io non la penso così: ci sono tante cose che si possono fare semplicemente utilizzando un modo di pensare diverso dal solito. "Think different", ci dice quel genio di Steve Jobs. E perchè lui è un genio? Proprio per quello, perchè lui riesce a vedere le cose anche dove non ci sono, ad utilizzare le cose in modo diverso. Il lettore mp3 è già stato inventato? E lui inventa l’iPod, un concetto differente di ascolatare gli mp3. Il telefonino l’ha inventato guglielmomarconiitalianopremionobelnelmillenovecentonove? E lui lo reinventa con l’iPhone, che non è un telefonino, è un concettonuovo. Io non pretendo e non sono certo un genio, ma mi piace moltissimo questo approccio alla vita che mi circonda: think different. Vuoi fare una cosa? Falla. Non è fattibile attraverso i canali tradizionali? Inventati un "hack". Sapete cos’è un hack? E’ un "trucco", o meglio è un metodo per un diverso utilizzo delle cose. E’ da quel termine che deriva la parola "hacker". Gli hackers sono persone che utilizzano strumenti (solitamente o prevalentemente  informatici) in modi per i quali non erano stati pensati. Un po’ come faceva mecgaiver nei telefilm. E a me piace vivere così: mi viene un’idea? Vedo se riesco a realizzarla, sfruttando quel po’ di fantasia che Madre Natura mi ha regalato per trovare soluzioni alternative. Se riesco bene, altrimenti non mi cruccio: sto benissimo già come sto.

E due anni fa? Beh nel 2007 ero preoccupato per cosa fare nella stagione estiva, visto che avevo deciso di non ripetere l’esperienza all’estero del 2006 (per nmila motivi). nel 2006 mi preparavo ad andare in Inghilterra (contavo di non andare a Londra dove invece poi sono finito), nel 2005… boh? forse pensavo agli esami dell’università. And so on… E nel quipresente 2009? Beh ragazzi, innanzitutto diciamo che sono una persona felice. Si felice, in fin dei conti ho tutto ciò che una persona potrebbe desiderare. Ho l’ottimismo (Giannniiiiiiii l’ottimismo volaaaa). Ho la salute. Ho la mia famiglia. Ho i miei amici. E ora ho anche Elisa. Cazzo ragazzi (e scusate il turpiloquio, ma quando devo sottolineare una cosa mi viene quasi spontaneo) ora ho proprio tutto.

Con questo non dico che mi sento appagato. O che non ho obiettivi da raggiungere. Tuttaltro. Io mi sento sempre stimolato, sempre col desiderio di raggiungere qualcosa. E oggi ancor di più. Ho altri obiettivi sempre nuovi da raggiungere. Alcuni importanti ed altri meno. E quelli meno importanti, anche se magari più appariscenti… come al solito… se li raggiungo bene, altrimenti… fa lo stesso. Ma è troppo divertente avere degli stimoli e delle idee sempre nuove… e poi mi piace pensare differente

Codice fiscale

Come si calcola il codice fiscale? Ma è semplicissimo. Il codice è formato da 16 caratteri, ognuno con un proprio significato.

I primi tre caratteri provengono dal cognome. Sono prese le prime tre consonanti. Ad esempio: da "tordi" si ricava "TRD". Se abbiamo un secondo cognome si utilizzano anche quelle. Ad esempio da  "Bini Valsecchi" si ricava "BNV". Per le donne si utilizza il solo cognome da nubile. E se uno ha un cognome con meno di tre consonanti? Semplice, dopo aver usato le consonanti si usano le vocali. Ad esempio da "Bini" si ricava "BNI". E se abbiamo un cognome con meno di tre lettere? Si mette una "x". Ad esempio da "My" (una ragazza che conoscevo si chiama così) si ricava "MYX"

I successivi tre caratteri provengono dal nome (o dai nomi se se ne hanno più di uno). Si segue questa regola: se il nome ha più di tre consonanti si prendono la prima, la terza e la quarta. Ad esempio da "Giancarlo" si ricava "GCR". Se il nome ha tre consonanti, si prendono quelle. Da "Cesare" si ricava "CSR". Se il nome ha meno di tre consonanti si aggiungono le vocali. Da "Fabio" si ricava "FBA". Se il nome è più corto di tre caratteri, anche in questo caso si aggiungono delle "x".

I cinque caratteri successivi riportano la data di nascita e il sesso. Per prima cosa ci sono due caratteri per l’anno di nascita. Da 1974 si ricava "74". La lettera successiva individua il mese di nascita. Purtroppo è un po’ complicato. I primi mesi sono facili: gennaio = A, febbraio = B, marzo = C, aprile = D, maggio = E. Poi si salta di pal in frasca: giugno = H, luglio = M, agosto = M, settembre = P, ottobre = R, novembre = S, dicembre = T. Infine c’è il giorno di nascita, composto da due cifre. Quindi se il giorno è di una cifra sola, si mette lo zero davanti. Quindi 2 aprile 1974 diventa "74D02". E il sesso cosa c’entra direte voi? Semplice, per le donne si aggiunge il numero 40 al giorno di nascita, quindi chi è nata il primo del mese avrà scritto "41" nel codice fiscale.

Fin qui tutto relativamente facile. Sapendo queste regole si può risalire alla prima parte del codice. I successivi 4 caratteri indicano invece il codice catastale del comune di nascita. E questo è difficile da sapere (bisogna cercare su internet). Ad esempio Voghera = "M109", Pavia = G388, ecc. Per chi è nato all’estero si mette una Z seguita da un codice identificativo dello stato estero di nascita.

Infine, l’ultimo carattere, è un carattere di controllo, calcolato con un particolare algoritmo che verifica se gli altri 15 caratteri sono giusti.

Ovviamente non sempre funziona. Ci sono casi in cui fai tutto il tuo bel calcolino e poi scopri che il codice non è giusto. Perchè ? Per mille motivi. Ci possono essere casi in cui il codice è già stato utilizzato e allora ne viene assegnato un altro diverso. E poi casi di errori, di problemi di assegnazione per nati all’estero (ogni giorno gli stati cambano, si dividono, si fondono…. che casino). Quindi questo calcolo non è a prova di bomba…. ma nella stragrande maggioranza dei casi funziona.

Stappj

"Stappj is an Italian beverage soda beverage company. Despite the fact that the name appears to have a Scandinavian ring to it, it has no connection to anything Scandavian. It is actually the Molisan dialectal variant of the Italian "stappa", meaning "uncork". "

Questo è quanto è possibile leggere sulla versione in inglese di Wikipedia. Ma in realtà cos’è Stappj? Cosa? Non conoscete questa pregiatissima marca di bibite? (inaudito!) Beh dovete sapere che è una linea di bibite prodotte dalla Di Iorio spa, ditta di Frosolone, in provincia di Isernia. Comprende: tonica, gassosa, lemon, orange, e addirittura l’aperitivo analcolico "stappjno", il bitter rosso, il bitter bianco (chissà che buono), il rabarbaro (gulp!), il chinotto (rulez, anzi detto da noi "spacca di brutto") e ultimo ma non ultimo il gusto caffè (mammammmiaa!!)

Dove li potete trovare? Ma che domande: nei migliori bar o negozi!

Ho i miei dubbi

Ieri il Papa Benedetto XVI ha scatenato polemiche asserendo, durante il suo viaggio in Africa, che per combattere l’AIDS non serve l’uso e l’incentivazione all’uso del preservativo, che anzi creerebbe maggior danno. Quello che servirebbe è una maggior consapevolezza e una maggior responsabilità nella sessualita.

Giuseppe, Giuseppeeeee! Che mi combini. Io capisco che lui faccia il suo lavoro, che ad una precisa domanda dell’intervistatore abbia semplicemente confermato la posizione della chiesa cattolica, da sempre avversa all’utilizzo di tale strumento. Ma, pur rispettando l’autorità del Pontefice, e pur riconoscendolo, in quanto credente, guida spirituale e religiosa, faccio veramente fatica ad accettare questa posizione. Mi sembra come minimo inadeguata una tale uscita, proprio a riguardo del continente nero, il più flagellato da questa terribile malattia. Perlomeno in questo ambito avrei ritenuto più giusto se la Chiesa "chiudesse un occhio", almeno per salvaguardare e tutelare la vita di milioni di persone. In Africa lo strumento del preservativo è pochissimo usato e l’AIDS ha una vastissima diffusione. Non sarebbe meglio fare in modo di salvare le vite, e solo dopo occuparsi di salvare le anime? L’utilizzo del preservativo non mi sembra una peccato così grave da prescindere della salute delle persone

Colazio

Non sono un abitudinario nei pasti, posso tranquillamente saltare il pranzo o la cena senza quasi neanche accorgermene… ma non posso saltare la colazione. Il mio corpo al mattino ha assolutamente bisogno di incamerare cibo, specialmente dolce.

In casa mia siamo abituati così: mio padre ha sempre preso al mattino una tazzona di latte coi biscotti, spesso anche due. Mia mamma invece predilige una tazza di caffè della moka con il pane. Non disdegna neanche qualunque roba dolce che bazzica per casa: merendine, torte, ecc. Io sono una via di mezzo: caffèlatte.

Da bambino me lo preparava mia mamma e lo "farcivo" con pezzetti di pane del giorno prima, insomma delle specie di crostini. Devo dire che è un buon abbinamento, ma da quando sono stato a Voghera con mia sorella ho "scoperto" i biscotti che mi danno quella carica ipercalorica (e iperglicemica) che mi sostenta x tutto il giorno. Per anni e anni ho fatto così: tazza di latte + caffè fatto con la moka + biscotti. I biscotti li inzuppo, mangio la parte inzuppata e butto nella scodella il resto del biscotto. Risultato: alla fine ho una mezza scodella piena di biscotti. Quindi ho abbastanza energia per stare un giorno senza altro nutrimento. Ho provato a fare colazione con altre cose, ma non funzionano. Corn flakes, altri paciughi vari… noooo a metà mattina mi viene ancora fame e inoltre non mi gusto la colazione. Sarebbe come far colazione col tè: inaudito! Il tè va bene al pomeriggio per rilassarti, al mattino ho bisogno una bomba nucleare che mi svegli e mi dia potenza (…mmm potrei provare col VOV).

Da alcuni anni, per la mia nota pigrizia (che io chiamo antisbatti) ho sostituito il caffè della moka con il Nescafè, esclusivamente quello extrastrongsuperforte. Spesso faccio colazione al bar: cappuccio e brioche. In questi casi non inzuppo la brioche, preferisco mangiarla a parte e quindi la voglio farcita, non importa di cosa, va bene tutto: crema, cioccolato, marmellata… basta che sia. E così ne approfitto per svegliarmi piano piano leggendo i giornali.

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