(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

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Telecom VS Wind = Twitter

Su Twitter, Telecom Italia contro Wind 1-1, palla al centro.

Ricordate la storia che avevo raccontato a luglio sui problemi che avevo avuto con la linea Telecom Italia che avevo risolto grazie al servizio clienti su Twitter?

Beh recentemente ho avuto un piccolo disguido con la linea mobile Wind (mi hanno maldestramente fatto spendere 3 euro non dovuti) e ho provato a chiamare il 155. L’operatore ha detto che sarebbe andato tutto bene il giorno successivo, cosa che non è stata così. Mi sono sentito un po’ preso in giro e ho riciamato. Un altro operatore ha detto addirittura che era colpa mia, avrei dovuto agire per tempo, che non sapeva dirmi perchè il suo collega mi aveva rassicurato e che non esisteva un numero per il servizio reclami. Allora ci ho riprovato e ho scritto su Twitter:

@WindItalia avete un pessimo servizio clienti al 155, sappiatelo!E visto che siete 1compagnia telefonica almeno mettete un numero x reclami!

Risultato: dopo pochissimi minuti mi hanno scritto:

@fabiotordi Ciao, se hai bisogno di domandare qualcosa, scrivi pure a noi :)

Dopodichè gli ho scritto un DM (Direct Message = messaggio privato) spiegandogli la situazione, ma non si sono mai più fatti sentire. Dopo settimane ho riprovato a twittare in pubblico per due volte, ma stavolta… neanche uno straccio di tweet, niente!

Credevo ormai che per bucare il muro di gomma non sarebbe bastato neanche il becco di un tweet!

E invece… un pomeriggio mi squilla il telefono: sono loro! La gentilissima operatrice Wind si spertica in scuse e mi dice che ora provvederanno a rifondermi dei 3 euro! Se io avessi un altra linea wind me li accrediterebbero lì, ma non ce l’ho. Allora, se avessi una linea fissa Infostrada me li scalerebbero dalla bolletta, ma non ce l’ho. A questo punto non rimane che mandarmi un assegno. Mi chiede quindi i dati. A questo punto mi dichiaro soddisfatto così ! Le spiego che un assegno di 3 euro sarebbe più un dispetto che un favore: mi arriva la raccomandata, devo andare i posta a ritirarla e poi in banca a ritirare i 3 euro. E voi sapete come sono rompiballe le banche quando devi ritirare un assegno e non sei correntista. Quindi va bene così: sono soddisfatto.

W Twitter !!!!

Guadagnare con le foto

Questo è un articolo dedicato a tutti i miei amici fotografi. Ovviamente parlo per quelli che non lo fanno per professione….oppure anche a quelli (un arrotondamento potrebbe non fare male, no?)

Magari sono servizi che conoscete già , ma ve li segnalo lo stesso. Sono siti che permettono di guadagnare con le vostre foto: ti iscrivi, mandi le tue foto e se qualcuno le acquista… guadagni!!
Ci sono diversi siti con diverse modalità. Solitamente accettano solo foto di alta qualità (come il latte granarolo).

Io ho provato a mandare qualche mia foto, ma le hanno scartate: errori nell’esposizione, disturbi, luce sbagliata, ecc. Insomma errori da fotografo della domenica come me, che fa fotografie algi amici che fano le boccacce e senza pretesa di far foto "belle", quelle da farci un quadretto. Voi che invece ne siete capaci e che ne avete voglia, ecco i link. Tentar non nuoce, l’iscrizione è gratis, basta solo mandargli le foto e chissà… magari si vendono!!

FOTOLIA
http://it.fotolia.com/

DREAMSTIME
http://www.dreamstime.com/

123RF
http://www.123rf.com/

iSTOCKPHOTO
http://italiano.istockphoto.com

SHUTTERSTOCK
http://www.shutterstock.com/


Sara, Manu e Lorenzo

Sempre più Google

Secondo me Google è destinato a diventare ancora più "potente" (non che ne avesse bisogno). Già adesso lo utilizziamo per le nostre ricerche, per le mappe e gli itinerari (Google Maps), per la posta elettronica (Gmail), per la ricerca di immagini, per trovare prodotti da acquistare (Google Shopping), per sbirciare nei libri (Google Libri), per vedere i video (YouTube), per sapere le notizie (Google News), per condividere documenti (Google docs), per le traduzioni, per navigare (Chrome), per organizzare le foto (Picasa), ecc ecc.

Ma adesso ci sono due strumenti, molto potenti: Andoid e Google Plus. Seguite i mio ragionamento:

  • Sempre più persone avranno un cosiddetto smartphone (che sia un telefonino, un tablet, oppure un altro tipo di dispositivo, come lo schermo di un navigatore satellitare)
  • Il sistema operativo leader del settore sarà sempre più Android (perchè è aperto a tutti)
  • Andoid è molto integrato al "sistema Google" (e non potrebbe essere altrimenti, visto che è fatto da Google)
  • Google Plus ha la potenzialità per diventare un Social Network in forte ascesa, perchè sarà molto facile dal cellulare condividere: foto, messaggi, posizioni, canzoni, email, ecc.

Microsoft ha avuto finora la leadership nei sistemi operativi, e anche nel software per ufficio, Facebook è IL social netowrk per eccellenza, ma chi è che è in grado di unire tutte queste cose e aggiungere quelle che ho elencato prima? Big G. Che ormai è un concorrente potenziale di TUTTE le ditte che operano nel mondo dell’informatica: sia che producano software, gestiscano siti, fabbrichino hardware (non dimentichiamoci che la casa di Mountain View è proprietaria del marchio Motorola e produce telefonini.. beh ormai è anacronistico chiamarli "telefonini", visto che telefonare è una delle tante cose per i quali vengono utilizzati)

Google fa tutto! Vedremo come va a finire

Fabiobook

Dopo 4 anni questo blog cambia grafica. Devo dire che a me la grafica precedente piaceva molto (e poi negli anni l’avevo personalizzata parecchio), ma per motivi anche un po’ tecnici coi quali non sto a tediarvi, ho deciso di cambiare. Vi dico solo che, visto l’alto numero di modifiche che avevo apportato, non era quasi più compatibile con le nuove versioni di WordPress, il "motore", su cui gira fabiotordipuntoit. Già in versione beta ho ricevuto critiche sul fatto che il nuovo stile fosse troppo facebook-like, ma sinceramente a me la cosa non spiace: è più pulita.

Spero che possa piacere anche ai miei lettori, visto che io scrivo per me stesso, ma anche per voi: è divertente e piacevole incontrare ogni tanto qualche amico o conoscente che mi dice: leggo il tuo blog ogni tanto / spesso / sempre. Negli ultimi tempi mi capita spesso, è un buon segno.

Fatemi sapere se vi piace e datemi suggerimenti, idee, consigli, critiche!!!

PVN – News e notizie dalla provincia di Pavia

PV News, l’aggregatore di notizie di Pavia e provincia, si è rinnovato. Abbiamo lavorato per rendere il sistema di ricerca notizie più efficiente e una grafica che mostra le notizie più recenti inserite in una griglia.

In questo modo con un rapido colpo d’occhio potete avere un’idea di cosa è successo nella nostra provincia, in base alle notizie delle testate on line.

A proposito: se avete altre testate locali da suggerire da utilizzare come fonti di notizie scrivete a redazione@pvnews.it

Connectify

Mi capita di navigare col pc portatile usando una chiavetta TIM. Mi sono chiesto: posso sfruttare la connessione anche con un tablet o con lo smartphone? Se avessi un Mac non ci sarebbe problema, il sistema operativo permette di condividere la connessione. Ma con Windows? La risposta è Connectify, un simpatico software che fa quello cercavo.

Lo si trova qui: www.connectify.me
L’ho istallato, ho scelto un nome per la rete, una password e l’ho avviato: fatto! E adesso quando sono connesso col netbook sono connesso anche col cell :-)

Molto comodo, no?

Turna indre in dal futuro

Per quelli della mia generazione Ritorno al Futuro è un film immancabile, mitico, imperdibile, che sappiamo praticamente a memoria.

Qui trovate la versione in dialetto oltrepadano: grandissimo! "Prosim sabat da sera at fò andà a cà fora di ball". Ecco il trailer e uno spezzone. Nel canale YouTube di ThelegendofSkizzo ne trovate altri

Google Street View a Voghera?

Ieri ho visto questa automobile girare per Voghera. Probabilmente stava facendo le riprese per Google Street View

Il web è morto

Mesi fa lessi su Wired un articolo che mi ha fatto pensare, riguardante l’utilizzo sempre minore del web a scapito di altre forme di "trasmissione dati" via internet.

Cercherò di spiegarmi meglio per i non addetti ai lavori. Internet, in sè, è una connessione tra computer. Tutto qui. Avendo tanti computer collegati tra loro, sono stati inventati tanti utilizzi. Per esempio uno dei più famosi, e dei più utilizzati, è la posta elettronica: tu invii un messaggio ad un utente che ha un account su un determinato computer. Ad esempio puoi mandarla a me (fabio) che sto (@) sul computer "fabiotordi.it". Poi ci sono tanti altri utilizzi di internet. Il più famoso, il più usato, quello che ha fatto fare il grande salto e quello che tutti chiamano con una sineddoche addirittura "internet" è il world wide web, comunemente abbreviato in web. Nato dall’intuizione di Tim Berners-Lee nel 1989, è un sistema che permette agli utenti di ricevere sul proprio computer delle "pagine" formate principalmente da testo e immagini e "navigare" tra queste pagine con un sistema di ipertesti. Lo so, per chi sa già tutto sono tedioso a manetta, per chi non ne sa niente sono palloso come una lezione di diritto pubblico al pomeriggio dopo aver mangiato pesante…quindi passo oltre.

Comunque…lo sapete tutti cosa è il web, no? Ha fatto dei passi da gigante: siamo partiti con le pagine statiche, immutabili. Siamo passati attraverso i siti che cambiano in modo automatico senza dover riscrivere il codice, come questo blog, ad esempio. Siamo arrivati a pagine complesse che si modificano addirittura durante la visione, senza dover cliccare nulla (cito un esempio per tutti: Facebook).
Ora però il vecchio web sta perdendo terreno. Avete un pc? Pensate a quante cose potete fare, su internet, senza usare il web: spedire email, chattare su qualche IM, telefonare via Skype… il tutto senza aprire mai Firefox (o Internet Explorer, o Chrome, o Opera, o Safari..). Avete un tablet? Uno smartphone? Allora farete ancora più cose senza aprire il browser: utilizzerete le app! Io per esempio ho un tablet Android: per la posta ho un’app, per fb ho un’app, per il meteo ho un’app, per vedere le webcam ho un’app, ecc. ecc. Praticamente non navigo quasi mai (perchè lo trovo oltretutto scomodo).

Se tutto va in questa direzione il povero vecchio web perderà terreno. Ma, secondo me, al contrario di quello che dice Wired, non morirà mai.

This blog is not a toy

Ecco una mia personalissima antologia dei post più belli del 2010 di questo blog: non sono belli in assoluto, ma per me hanno un significato particolare.

 

Incipit era una cosa che avevo nel cassetto da anni e anni e anni

Gocce di neve e polvere di cioccolato a volte è difficile anche solo cercare di descrivere il mio amore x lei.

Livello videogioco eravamo io e Christian, con velocità di pensiero cento per cento rendimento.

Mater Morbi (1) e Mater Morbi (2) una delle storie di Dylan Dog che mi ha shockato di più

Oltrepo con l’accento sono anni che la meno con questa storia…

Cognomi le classifiche non ufficiali dei cognomi.

Racconto d’estate l’avevo scritto io nel 1999 !! (segue ne: Quel fantasma per amico)

Iodio Tutte le cose che non sopporto

1992 E’ stato un anno importante.

Miss Margherita Una nuova rubrica che ha avuto successo. Curata da Miss Margherita

Targa al castello di Voghera quante storie e quante parole per una targa…

Forteweb chiude questa è una notizia che non avrei voluto dare, ma ormai…

Don Mario Grandi il primo articolo di un’altra ospite ormai abituale di questo blog: mia mamma !

   

 

Il caso Yoox

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Ventinovesima puntata

Yoox.com è un outlet on line che si è affermato rapidamente nel mercato. Yoox è uno “stocchista” virtuale di griffe e accessori d’alta moda con oltre 100 marchi top, italiani ed internazionali; nato a Bologna alla fine del 2000 da un’idea di Federico Marchetti, nel 2006 ha fatturato 70 milioni di euro. Yoox.com consente l’acquisto tramite Internet di capi d’abbigliamento della passata stagione con sconti del 50%. Nel primo trimestre dopo lo start up (settembre-dicembre 2000) un milione di utenti ha visitato il sito, 15 milioni di pagine viste, oltre 6 mila ordini per 3,5 miliardi di fatturato. Il modello di business a metà strada tra l’on e l’off line ha raggiunto il punto di pareggio dopo due anni. I risultati ottenuti da Yoox sono ancor più interessanti in considerazione del fatto che lo start up è avvenuto in un momento non favorevole per le attività di e-commerce B2C. Yoox è riuscito dove altri hanno fallito, dimostrando che è possibile vendere abiti e scarpe griffate, rispettando business plan e previsioni di crescita e, fatto più importante, generando fatturato. Il sito offre vantaggi a monte e a valle: consente ai fornitori di smaltire gli stock invenduti, riducendo i rischi di penalizzazione dell’immagine di marca rispetto alle altre soluzioni, la promozione non è centrata sul prezzo ma su forme di comunicazione che non alterano il posizionamento dei prodotti venduti on line.


Il sito Yoox

L’idea è semplice: Yoox compra da show-room, negozi e distributori di merce invenduta e la ripropone, fotografata e catalogata, sul proprio sito per un mercato ben più grande ed eterogeneo, cioè di tutti coloro nel mondo che hanno un accesso al web. Le camicie rimaste totalmente invendute in una boutique di Parigi potrebbero essere acquistate da un americano, un austriaco o un inglese e consegnate in tempi brevi. Yoox ha offerto per i consumatori il vantaggio di trovare capi di grande qualità e prestigio, a prezzi inferiori, comodamente da casa, con le garanzie sui tempi di consegna (2/3 giorni al massimo) e sulla sicurezza dei pagamenti, con la possibilità inoltre di restituire il prodotto, senza dover fornire spiegazioni .

Anche altri attori hanno tratto dei vantaggi: i negozi, i magazzini delle aziende, degli show room, delle aziende licenziatarie (Yoox ha oltre 100 fornitori, soprattutto italiani e francesi) possono smaltire il non venduto o vendere nuove produzioni create ad hoc per Yoox, così da sfruttare la capacità produttiva in eccedenza, creando un mercato che prima non esisteva. Yoox consente agli operatori di allungare il ciclo di vita dei prodotti al di là delle stagionalità tipiche del settore, senza svalutare il marchio, e di testare nuovi segmenti di consumatori, senza conflittualità con la rete distributiva tradizionale vendendo prodotti diversi, in quanto della passata stagione, a consumatori diversi, quelli che acquistano on line.
Le aziende hanno sempre dovuto scegliere tra aprire il proprio outlet (che, oltre a sminuire l’immagine del brand, può generare il pericolo di cannibalizzazione delle vendite presso i negozi già esistenti), o vendere il loro invenduto a grandi stockisti, perdendo il controllo sul come e dove i loro prodotti saranno venduti . Yoox offre alle case di moda un’alternativa assai migliore: vendere l’invenduto dell’anno precedente senza ripercussioni negative sull’immagine del brand tramite una formula di comunicazione e di servizio che rispetta il posizionamento delle case di moda; evitando di creare rivalità con i negozi tradizionali, rivolgendosi ad un target tendenzialmente diverso con un prodotto diverso.
Yoox non definisce mai il proprio business come quello di un outlet on line, affermando che il progetto di comunicazione non è basato sul prezzo: parte dal prodotto, accuratamente selezionato, mai in grandi quantità, talvolta raro ed esclusivo, direttamente presso i fornitori (non utilizza intermediari come molti altri siti web), per poi passare al servizio, curato nei minimi dettagli, e solo alla fine considera il prezzo. Yoox nasce dunque da un’idea semplice ma di elaboratissima attuazione: il sistema di ordine, magazzino, imballaggio, spedizione e pagamento è complesso, soprattutto in funzione di una distribuzione a livello globale, con la differenziazione dei mercati (alcune marche non possono essere vendute in certi paesi). Secondo l’amministratore delegato Marchetti la ricetta del proprio successo è composta da quattro ingredienti: l’apertura verso mercati esteri (che contribuisce per il 65% del fatturato), la convenienza dei prezzi (sconti medi del 50% su quelli di listino), la possibilità di reso gratuito (11% degli acquisti, a conferma della qualità dei prodotti) e, infine, investimenti pubblicitari limitati (8% del fatturato), dato che la metà dei clienti arriva ancora grazie al passaparola.
Il progetto Yoox è stato sviluppato affinché racchiudesse in sé rigore ed innovazione artistica, tecnologia all’avanguardia ed emozione, secondo un concetto di sperimentazione e ricerca estetica, che porta a definire Yoox un concept store virtuale.
Yoox ha una presenza operativa in Europa, Stati Uniti e Canada, Giappone e sta inoltre pianificando una presenza localizzata anche in Russia, Cina, Taiwan e Sud Corea.


Fonte: Yoox gennaio 2006

Gli strumenti di marketing utilizzati da Yoox differiscono, spesso in modo netto, da quelli utilizzati da imprese che operano nel mondo “reale” e non in quello “virtuale” della rete. Il Web ha potenziato le possibilità di conoscenza della propria clientela, con la conseguente opportunità di aumentane la soddisfazione delle esigenze. Per la gestione delle relazioni con la clientela risulta molto importante il ruolo dell’Information Technology. Yoox raccoglie e ascolta la voce del cliente al fine di migliorare la relazione con esso tramite il servizio clienti via call center, posta elettronica, e un’apposita area del sito, ma anche spingendo il cliente a compilare un questionario on-line. Inoltre, dopo ogni ordine, il cliente è invitato ad esprimere un proprio parere. L’utente può essere interessato a rilasciare i suoi dati nella speranza che vengano utilizzati dall’azienda per migliorare il servizio e offrire delle forme di personalizzazione, come ad esempio l’invio di informazioni mirate, l’offerta di prodotti o servizi personalizzati.
Si scopre che da un punto di vista socio-demografico, il cliente di Yoox è un giovane tra i 20 e i 30 anni, per due terzi donne, appartenente ad una fascia di reddito medio/alta (dato il valore medio dell’ordine: 150 euro), abitante prevalentemente in aree extra urbane, dove infatti vi è una minore concentrazione di punti vendita rispetto alla grande città dove c’è un’ ampia scelta.
Nel 50% dei casi giunge al sito direttamente digitando l’URL, segno di un’elevata familiarità con il sito. Il 60% dei clienti sono clienti ripetuti, a dimostrazione di un elevato grado di fedeltà del consumatore. Molto del traffico proviene anche dai siti partner, principalmente siti dedicati alla moda e al life style, ad indicare che il target di Yoox è simile al target di questi siti, ovvero un target molto coinvolto ed interessato alla moda. Si tratta ovviamente di un target molto rilevante, dato che il tipico consumatore on line è giovane, ha un reddito medio/alto o alto ed è propenso a provare nuove esperienze. Si tratta anche di un target in continua crescita.

Per quanto riguarda la promozione, la strategia di comunicazione di Yoox è cambiata nel tempo. Durante il primo anno di vita hanno investito molto al di fuori della Rete, impiegando la quasi totalità del budget per la promozione su quotidiani e magazine di moda, con una maggiore intensità sui mercati italiano e anglosassone. Una volta che il brand si è affermato, la comunicazione si è spostata online, con maggiori investimenti sui portali orizzontali (Yahoo, Msn), motori di ricerca e partnership.
L’aspetto di stile e design di tutto il mondo Yoox è molto curato, dalla grafica del sito, all’architettura interna delle sedi di Milano e Bologna, fino alle scatole di imballaggio che arrivano al cliente tramite il corriere. Uno degli obiettivi della comunicazione è conferire a Yoox un’immagine “cool”, “glamour”, “trendy”, esclusiva, così come lo sono molti dei brand e delle iniziative promossi dal sito. Trasmettere un’immagine del genere è molto importante per un sito che si presenta come un partner delle grandi griffe della moda e non come un semplice rivenditore.

Tra gli strumenti utilizzati da Yoox per la promozione ondine c’è il keyword advertising. È uno strumento che sfrutta la possibilità, a pagamento, di promuovere link sponsorizzati quando un utente cerca determinate parole chiave in un motore di ricerca. In questo modo si hanno buone probabilità che l’utente sia interessato al link proposto. Un ulteriore strumento di marketing utilizzato è l’affiliazione. Vi sono delle piattaforme di affiliazione, che non sono altro che delle società specializzate che gestiscono tutto il network di affiliazione, mettendo in contatto il cliente che lo richiede con migliaia di altri siti, classificati secondo il settore di appartenenza, i quali possono decidere se “ospitarlo” o meno all’interno del proprio sito, attraverso ad esempio un link o un banner. Il vantaggio dell’affiliazione è che in questo caso Yoox tiene i rapporti con un solo soggetto, il network di affiliazione, il quale a sua volta tiene i contatti con numerosi siti. L’affiliante mette a disposizione banner, link di testo ed elementi grafici che il sito affiliato potrà a propria discrezione inserire nel proprio sito, ottenendo come remunerazione solitamente una percentuale sulle vendite che vengono generate dall’affiliato, meno frequentemente una quota sulla base del numero di nuovi iscritti procurati. Yoox ha sviluppato un’attività di supporto nei confronti dei propri affiliati attraverso newsletter mensili e rispondendo tempestivamente alle domande poste dagli affiliati, sia tramite e-mail sia tramite un’area FAQ del sito dedicata all’affiliazione. Grazie al network di affiliazione Tradedoubler, Yoox ha aumentato le proprie vendite oltre il 100% in un anno tra il 2002 e il 2003.
Un’altra opportunità per Yoox è la presenza all’interno dei siti comparatori di prezzo e all’interno di cataloghi elettronici, facendo sì che l’offerta del sito sia presente tra i risultati di ricerca. Anche in questo caso la remunerazione per il gestore del sito di comparazione è solitamente una percentuale sulle vendite da questo procurate al retailer.

In definitiva, i punti di forza che hanno determinato il successo di Yoox sono:

  • Management altamente preparato con molti professionisti del web ed esperti nel settore della moda.
  • Dotazione tecnologica all’avanguardia.
  • È un’azienda in continua evoluzione e rinnovamento, sia da un punto di vista tecnologico che di marketing.
  • Il prodotto di Yoox risponde alle esigenze del mercato, caratterizzato da qualità e prestigio, non presente nei negozi tradizionali, che valorizza la produzione Made in Italy.
  • Rapporto qualità / prezzo.
  • Operatività su scala globale.
  • Approccio al marketing che punta alla soddisfazione e alla fidelizzazione del cliente, facendo leva da un lato su un servizio impeccabile, dall’altro su un approccio strategico creativo che punta alla creazione di un legame emozionale con il cliente.

Sulla base di tali punti di forza Yoox ha conseguito i seguenti vantaggi competitivi:

  • Un sito efficiente, gradevole e interattivo che consente una navigazione veloce e semplice, che risponde inoltre a tutte le esigenze informative dell’utente.
  • La qualità totale: i clienti utilizzano qualsiasi aspetto dell’offerta per giudicarne la qualità, dal servizio offerto, al sito, alla transazione, al post-vendita, alla consegna.
  • Immagine aziendale: Yoox è cresciuto nel tempo in credibilità, raggiungendo una buona reputazione, rendendo la decisione di acquisto della propria clientela più veloce e sicura.
  • Gamma di prodotti: Yoox presenta una gamma di prodotti molto ampia e diversificata, così da soddisfare le diverse esigenze della clientela.

Vendita on line

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Ventottesima puntata

Internet offre nuove opportunità agendo su diverse dimensioni: sia come strumento di marketing relazionale nella filiera del tessile-abbigliamento (business to business), sia come nuovo canale on-line (business to consumer). In questa sede considereremo solo la vendita on line al consumatore.

Nella maggior parte delle imprese, Internet è stato all’inizio utilizzato essenzialmente come nuovo mezzo di comunicazione, questa concezione ha portato alla creazione di un sito “vetrina” e solamente in seguito si è cominciato a pensare alle potenzialità della rete in termini di revisione dei processi aziendali di relazione e vendita.
In Italia la maggior parte delle imprese del settore dell’abbigliamento ha creato un sito vetrina, cui sono state però dedicate risorse inadeguate; le aziende del sistema moda italiano stanno cogliendo con ritardo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali, nonostante vi siano casi di successo.
Alcuni sostengono che le caratteristiche dei beni d’abbigliamento non si prestano al commercio on line ed evidenziano che le quote di mercato dell’e-commerce nel settore dell’abbigliamento sono molto risicate, sia negli USA che in Europa. Gli ostacoli alla diffusione di questi canali nel sistema moda sono riconducibili all’alta varietà, variabilità e difficoltà di descrizione e standardizzazione del prodotto e all’elevata specificità relazionale tra imprese nella filiera del sistema moda.


Uno dei tanti siti di vendita on line

Attualmente, i produttori di marca sfruttano prevalentemente la dimensione comunicativa della rete. Ai fattori generali di impedimento alla diffusione del commercio elettronico in Italia, si aggiungono fattori specifici, quale il nuovo ruolo del punto vendita nel processo di creazione di valore per il cliente. Sempre più spesso l’ubicazione del punto vendita, le dimensioni, i servizi erogati, il design, l’atmosfera, sono utilizzati dai consumatori come segno del valore del marchio.
Internet, quindi, a tutt’oggi, almeno per quei segmenti di mercato in cui il contatto col prodotto ha un’importanza fondamentale, è utilizzato solo come strumento di comunicazione. Attualmente, infatti, solo una minima percentuale dei siti web operanti nei beni di fascia alta vende in Rete, mentre la maggior parte si occupa della comunicazione del brand . Molti beni di lusso vengono venduti attraverso siti che non appartengono alla società, in indirizzi specifici per settore o in siti generici. Ciò comporta il rischio di vendere il prodotto in un sito sovrappopolato, senza il sostegno del marchio e del carattere dell’esclusività. Discorso diverso va fatto per i prodotti degli altri segmenti, per i quali l’utilizzo della Rete come e-commerce è più sviluppato (in particolare per i beni di massa e quelli dell’usato.
Eppure le vendite in rete presentano numerose adiacenze con le vendite per corrispondenza, tanto in voga prima dell’avvento di internet, ne acquisiscono i pregi e ne aggiungono altri (L. Windham, K. Orton, “Clienti e consumatori”, Apogeo, 2002) :

  • Sono acquisti di comodità, soprattutto per chi vive in luoghi nei quali non vi sono punti vendita.
  • Spesso si tratta di canali più convenienti dal punto di vista economico rispetto al punto di vendita tradizionale.
  • Evitano al consumatore lo spostamento fisico coi relativi costi addizionali.
  • Consentono un certo risparmio di tempo.
  • Offrono un’informazione trasparente sui prezzi e sugli assortimenti.

Occorre quindi cercare di sfruttare questi punti di forza, superando nel contempo le criticità. Più in generale, nel business to consumer uno dei problemi critici è rappresentato dalla capacità di attrarre il maggior numero possibile di clienti finali allo scopo di generare traffico. I primi casi di vendita on line di prodotti di abbigliamento non hanno avuto successo.
Boo.com è un caso d’insuccesso nato nel 1999, nella fase di massima espansione della new economy, fallito dopo solo sei mesi di attività nel maggio del 2000. Nell’arco di un anno vengono commessi una serie di errori di fondo, in particolare, il lancio pubblicitario off line viene fatto con troppo anticipo rispetto alla realizzazione del sito, che viene completato con quasi quattro mesi di ritardo rispetto al previsto. Il sito web è eccessivamente complesso, nonostante le immagini tridimensionali e la possibilità di ingrandire le immagini dei prodotti per valorizzare i dettagli dei singoli capi d’abbigliamento, non era sufficientemente ergonomico: l’eccessiva sofisticazione rendeva di fatto la sua fruizione estremamente lenta, quasi impossibile. Inoltre, Boo.com doveva riuscire ad operare contemporaneamente in 18 Paesi, con legislazioni, sistemi fiscali, costi logistici, intermediari e finanziari notevolmente diversi. Un ultimo rilevante errore è stata la scelta dell’internalizzazione della logistica, costruendo due magazzini, uno in Europa e uno negli Stati Uniti, le carenze di competenze specifiche nella logistica (che invece potevano essere ricercate in un partner esterno) hanno creato numerosi disservizi ai clienti.

MATRICE SWOT
Utili Pericolosi
Interni Prodotti di marca.
Mercato planetario
Problemi di logistica.
Mancanza di contatto diretto col cliente.
Esterni Sempre più gente acquista on line Il prodotto moda è difficile da vendere con questo canale

Yahoo Answer

Come cambiare la batteria di una Vespa? Perchè il salvadanaio ha la forma del maialino? Perchè non fanno l’acqua in lattina? Perchè in alcune tastiere sotto le lettere F e J troviamo un segnetto? Cosa vedere in un giorno a Venezia?

Queste e un numero quasi infinito di domande trovano risposta su Yahoo Answer.

Ve ne sarete accorti anche voi: molte volte quando avete un dubbio, una curiosità o volete risolvere un problema, cercate su Google e spesso trovate la risposta su Yahoo! Answer. Ma che cos’è?

E’ un servizio di Yahoo! (ma va?) e funziona più o meno così: ti registri e puoi iniziare a fare domande e dare risposte. Hai un certo numero di "punti" che descrescono quando fai le domande, ma salgono quando accedi al sito, scegli la miglior risposta alla tua domanda, rispondi a domande, la tua risposta viene valutata come la migliore, ecc. E coi punti che ci fai? Niente, è solo per la gloria.

Le domande sono divise in categorie e sottocategorie, e ovviamente è presente anche una maschera di ricerca. Ma è inutile che stia qui a spiegarvi, molto probabilmente ci siete già capitati qualche volta, magari cercando "Dove potrei trovare un paio di Dr Martens a Firenze?" oppure "A cosa serve il pomo d’adamo?" o ancora "Perchè gli squali non dormono mai ?" o infine "perchè i numeri di cell iniziano col numero 3? "

 

Piazza Affari Facebook Contest

E’ partito da un paio di settimane il contest di Piazza Affari su Facebook, ecco come funziona:

Diventa fan di Piazza Affari Voghera e ottieni fino a €50,00!

Dobbiamo diventare 200 entro il 31 maggio !!!!

Vai sulla pagina Facebook di Piazza Affari Voghera, clicca su "mi piace" e diventa fan.

Se il 31 maggio 2011 avremo raggiunto almeno il numero di 200 fan la promozione sarà valida e ogni fan di Piazza Affari riceverà un buono personale che darà diritto a:

  • € 50,00 di sconto per acquisti di almeno € 130,00 (quindi pagherai  solo €80,00)

oppure

  • € 30,00 di sconto per acquisti di almeno € 75,00 (quindi pagherai  solo €45,00)

oppure

  • € 15,00 di sconto per acquisti di almeno € 35,00 (quindi pagherai  solo €20,00)

oppure

  • € 5,00 di sconto per acquisti di qualsiasi importo !!!!!

Cosa aspetti? Diventa subito fan e condividi sulla tua bacheca, così raggiungiamo i 200 fan prima possibile.

Se il numero di fan sarà raggiunto prima, la promozione partirà in anticipo, quindi avrai più tempo per sfruttare il tuo buono sconto.

Il buono ha comunque scadenza il 30 giugno 2011.

Chi compra cosa?

Mi sa che il titolista del Corriere si è sbagliato…

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