(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Author: Fabio Page 126 of 176

Alla mia età

Sono stato al forum di Milano a vedere il concerto di Tiziano Ferro. Non sono un gran frequentatore di concerti. In vita mia ne ho visti qualcuno di genere rap (il migliore in assoluto il 31 maggio 1997, leggete l’articolo del corriere del 1 giugno 1997), 4 o 5 di Vasco e altrettanti di Guccini. L’input di vedere Tiziano Ferro è venuto da mia sorella, e così abbiamo organizzato. Non sono un cultore della musica italiana, però questo cantante mi è abbastanza piaciuto fin dalle prime canzoni, e poi l’ultimo album è proprio carino.

Così, detto fatto, ci siamo andati. Devo dire che è proprio bravo sul palco, è un "animale" da palcoscenico. Ovviemante anche la scenografia, bellissima, ha fatto la sua parte, ma lui si muove bene, coinvolge, insomma dal vivo è decisamente bravo. Consigliato.

Tendenze della distribuzione

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Ottava puntata – Tendenze

La caratteristica comune che può essere riscontrata in questi ultimi anni di sviluppo del moderno sistema distributivo al dettaglio è senza alcun dubbio una sempre crescente pressione competitiva tra le imprese del settore. Concorrenza sia di tipo trasversale, tra formati di imprese appartenenti un tempo a settori ben distinti e non interagenti sotto il profilo competitivo, sia di tipo verticale, coinvolgendo la filiera a monte della distribuzione. Accrescimento del livello concorrenziale che può essere imputato principalmente alla spinta di quattro diverse tipologie di forze riconducibili (S. Castaldo, “L’innovazione di marketing dell’impresa commerciale: una ricerca esplorativa” in Micro & Macro Marketing, Il Mulino, Dicembre 2001):

  • Ad un’innovazione della regolamentazione legislativa (eliminazione della licenza e delle tabelle merceologiche e introduzione della disciplina europea)
  • Ad una interdipendenza competitiva (tendenza alla globalizzazione e introduzione in Italia di grandi catene straniere che non hanno trovato molti vincoli all’ingresso nel mercato, accrescimento della concorrenza verticale – negozi gestiti dai produttori – e orizzontale – marche private)
  • Allo sviluppo tecnologico (diffusione dell’ITC, commercio elettronico)
  • All’evoluzione della domanda (maggiore consapevolezza del cliente, sensibilità alla dimensione esperienziale dello shopping)

I dati attuali e le previsioni indicano, per i prossimi anni, una considerevole crescita dei punti vendita del grande commercio a scapito del commercio tradizionale.
Nella sostanza dei fatti, ciascuna forma distributiva soddisfa esigenze differenti, tali per cui agli occhi della grande maggioranza delle persone la media e grande distribuzione e il piccolo commercio tradizionale sono parti inscindibili e complementari di un medesimo sistema.

 

La grande e media distribuzione è particolarmente apprezzata per la vasta gamma di prodotti che essa propone, per la possibilità, che essa dà, di scegliere in totale autonomia e con calma, per prezzi percepiti generalmente come più contenuti rispetto alle altre forme di distribuzione. Del dettaglio tradizionale, viceversa si apprezza particolarmente il rapporto di fiducia che si instaura tra venditore e cliente, l’assistenza diretta del venditore, l’elevata qualità dei prodotti. Una più efficace convivenza e una complementarietà tra le differenti forme distributive pertanto è possibile.
A fronte del calo del numero dei piccoli punti vendita si denota una crescita delle forme associative tra dettaglianti al fine di ottenere la necessaria forza per stare sul mercato ed economie di scala a livello d’acquisto, di gestione, di vendita, di comunicazione. Lo scenario evidenzia la continua tendenza verso la concentrazione del commercio al dettaglio a seguito delle possibili economie di scala raggiungibili (approvvigionamenti più consistenti e quindi a migliori condizioni, gestione finanziaria unitaria, gestione sistemi informativi, economie di scala di vendita, ecc.). Con il dettaglio più concentrato e rinforzato aumenterà la pressione nei confronti dei fornitori, per avere prezzi più competitivi, maggiore qualità, più servizi, ma anche all’interno del dettaglio stesso.
Questa crescita si concretizzerà simultaneamente in alcune direzioni ben definite: ampliamento delle superfici di vendita, introduzione del libero servizio per quel tipo di prodotti che lo consentono, perdita di considerevoli quote di mercato da parte dei negozi indipendenti in favore della grande distribuzione, soprattutto di grandi magazzini, ipermercati, supermercati, ricorrendo a negozi interni e corner con un’ampia gamma offerta sia a livello di fasce di prezzo che di stile, continua crescita di catene di negozi, sia quelli gestiti dalle imprese produttrici (negozi monomarca), di negozi in franchising, di catene varie, infine nuove tipologie di vendita (vendita per corrispondenza, vendite per telefono, vendita on-line).
Ci troviamo così davanti due ambiti ben precisi e differenziati del commercio al dettaglio, quello tradizionale indipendente e quello organizzato ed associato (grande distribuzione e distribuzione organizzata).
Il dettaglio presenta oggi notevoli punti di debolezza sul fronte organizzativo, ma nel suo insieme registra a livello quantitativo una considerevole cifra di affari. Il commercio indipendente risulta molto vario (negozi tradizionali multimarca, negozi di proprietà delle imprese produttrici, negozi monomarca esclusivisti, shop in shop o corner, ecc.) ma si caratterizza per l’approvvigionamento che viene fatto regolarmente e prevalentemente presso le imprese produttrici o presso grossisti, per la conduzione per lo più familiare con minimo personale impiegato, per prezzi spesso superiori a quelli del commercio associato, per l’elevata specializzazione di vendita in talune categorie di prodotti.
Anche se il commercio indipendente registra oggi un continuo calo dei punti vendita mantiene le quote di mercato. Ciò significa che il consumatore continua a prediligere per i suoi acquisti boutiques e negozi di abbigliamento, dove riesce ad avere ancora un valido supporto da parte del personale di vendita. Il punto vendita diventa una delle motivazioni che invoglia l’acquisto del consumatore, e difatti il negozio specialistico tradizionale è l’unico che mantiene e talvolta rafforza le sue posizioni. La sua validità sta nella profondità e varietà dell’assortimento che può offrire al consumatore sempre più esigente e sofisticato, alle competenze che può mettere a disposizione del cliente e alla cura e attenzione verso quest’ultimo.

La maggiore difficoltà per la grande distribuzione sarà infatti quella di dare un servizio adeguato al cliente. Questi punti vendita proprio per la loro forza dovuta a qualità, prezzo e vasto assortimento porteranno la battaglia concorrenziale ad un livello tale che difficilmente i piccoli negozi, in particolare in alcuni settori, riusciranno a competere con loro, come quello dell’abbigliamento di massa.

Estate degli anni '90

Poi le cose presero un’altra piega
Rigoni comprò a credito del materiale rubato
Non pagò
e non credo avesse intenzione di farlo
Piombarono di notte a casa i creditori
ubriachi fradici
Sfondarono la porta d’ingresso a calci
e lo massacrarono di botte
Perse del sangue
l’uso della mandibola per qualche giorno
e per un paio di settimane
la voglia di vivere
Ma quell’estate era stata formidabile
Eravamo al massimo della forma
Io e Leo avevamo portato a casa una cassa di champagne
trovata in qualche angolo durante lo sgombero di una cantina
Bottiglie già scadute
che andavano alla testa appena dopo due sorsi
Passavamo i pomeriggi in cucina
Il sudore ci colava addosso
Rigoni teneva banco
le guance infuocate
Eravamo la cornice di un romanzo medievale
Noi
gli eletti

riuniti in una casa che cadeva a pezzi
immersi nel silenzio dei pomeriggi d’agosto
e fuori
fuori la peste

(erano i Massimo Volume – Stagioni. Ma potremmo essere stati noi…)

Doppio invadilo

Ieri sera sono andato a fare la spesa all’Esselunga. Proprio vicino all’entrata ci sono due parcheggi per invalidi. E’ arrivata un’auto e ha parcheggiato esattamente in mezzo, occupandoli entrambi. L’auto aveva l’apposito cartoncino con il simbolo della carrozzina, ma sono scese due donne, presumibilmente madre e figlia, che non sembrava avessero problema alcuno. Hanno chiuso la loro bella macchinetta e sono entrate a fare la spesa. Che tristezza. E notate bene che l’Esselunga ha tantissimissimi posteggi, ha anche il piano interrato. La solita storia sul malcostume italiano?

Chi l'ha vista?

Questa foto è stata scattata a Voghera. Chi sa dirmi dove si trova?

La distribuzione

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Settima puntata – La distribuzione

Qui inizia la seconda parte, relativa alla distribuzione.

Il canale di distribuzione è il percorso che un prodotto segue nel suo trasferimento dal produttore al consumatore o all’utilizzatore finale.
La distribuzione produce il servizio commerciale, definito come “l’insieme di attività necessarie a mettere a disposizione dei consumatori i beni che questi desiderano nei tempi, nei luoghi e nelle modalità desiderate”  (G.Aiello, “Domanda e offerta di servizi commerciali”, Corso di Retail Marketing 2004-2005, Università di Firenze).
Questa definizione, caratterizzata da un’ottica “industriale”, evidenzia essenzialmente il ruolo logistico dell’intermediazione, ma il riferimento alle “modalità desiderate” suggerisce come questo servizio possa essere personalizzato e differenziato attribuendo al distributore un possibile ruolo di marketing autonomo rispetto all’industria.
Nello scenario attuale, dove sempre di più il valore di un prodotto è funzione, oltre che delle sue caratteristiche intrinseche ed estrinseche, anche dei tempi, dei luoghi e dei modi attraverso i quali viene reso disponibile, il ruolo della distribuzione risulta cruciale, in particolare nel settore moda.
I prodotti passano attraverso dei canali distributivi che assumono un ruolo determinante nel raggiungere il consumatore; in particolare essi sono la forza vendita (venditori dipendenti dall’azienda, rappresentanti, agenti, importatori, distributori, concessionari) e il canale distributivo operante sul mercato (ingrosso, grande distribuzione, distribuzione organizzata, dettaglio, vendite per corrispondenza, vendite on-line, outlet, negozi monomarca, ecc).


Questa non c’entra: è la cinghia di distribuzione !!!

Buon compleanno

BUON

COMPLEANNO

SCRICCIOLA !

Borse da regalo

Ho notato una particolarità. Perché fare acquisti in un negozio piuttosto che in un altro? Per la borsa. Mi spiego meglio: girare per la città con, oppure farsi vedere con, o meglio ancora fare un regalo con… è tutta questione di immagine. Con… con cosa? Ma con le borse del negozio in questione. Cioè spesso si preferisce fare acquisti in determinati negozi, e non in altri, quasi (ripeto: quasi) mettendo in secondo piano l’oggetto acquistato, solo per il fascino, lo stile, lo status-symbol che la borsa "griffata" ci regala.

Fa pensare "io compro da XXX", quindi l’oggetto che ho comprato è sicuramente figheggiante. Questo è marketing spicciolo da quartiere, ma credetemi che in provincia (e non solo) funziona. Vuoi mettere la maglietta simpa presa alle bancarelle e la stessa maglietta presentata in una borsa del negozio tal dei tali? E beh…

Parco Palustre di Lungavilla

Finalmente anche io sono stato al famoso o famigerato Parco Palustre di Lungavilla. Dopo averne sentito tanto parlare, ci sono finito quasi per caso. E’ un parco che tra tra Lungavilla, Porana e Pizzale. Ci sono numerosi laghetti e dei sentierini che li collegano. Da Lungavilla si va verso la stazione e si seguono i cartelli. Al contrario, se si arriva da Porana, dopo la stazione si trovano i cartelli.

E’ pieno di pescatori che cercano, come sempre con alterne fortune, di acchiappare qualche pesciolonzo, e ci sono anche tanti turisti, come noi, che sono li per fare un giretto. E’ piacevole sapere che a poca distanza ci sia un posticino così carino. Bravi, bravi.

Analfabetismo di ritorno

Dopo il post sul modo di scrivere SMS, ho letto da qualche parti la tesi che potrebbe scomparire l’uso del corsivo a causa dell’uso smodato di SMS. Secondo me è una cazzata. Io, per esempio, li scrivo in corsivo e, se posso, uso le maiuscole e le minuscole.

Altri sostengono che, a causa di questo nuovo modo di scrivere, cioè l’utilizzo di SMS e di email, porti ad una scrittura molto meno formale e molto più simile alla lingua parlata, da cui mutua la scorrettezza grammaticale dovuta all’approssimazione e al poco peso che si dà alla forma. Questo impoverimento della lingua utilizzata è definito analfabetismo di ritorno. Perché "di ritorno"? Perché ormai tutti siamo alfabetizzati, le scuole dell’obbligo ci hanno insegnato a leggere e scrivere. Il problema sta nella perdita graduale di queste capacità dovuta alla pressoché nulla passione per la lettura che hanno gli italiani (si, ok, sto generalizzando, non è proprio così… ma quasi) che disdegnano i quotidiani, leggono solo periodici di massa e aborrono i libri. e soprattutto a queste comunicazioni scritte che non hanno i crismi formali e quindi permettono licenze nell’utilizzo della lingua. Volete un esempio? Io stesso scrivo questi post quasi "di getto", faccio largo uso di segni inusuali come le virgolette, i puntini di sospensione, i punti esclamativi, ecc. Rileggo poco e senza dubbio incappo in ripetizioni, cambio dei tempi dei verbi, scorrettezze lessicali e grammaticali. Ma tant’è: nessuno mi deve dare il voto, è come se scrivessi il mio diario e quindi non mi va di fare il puritano linguistico.

Ma, in realtà, non era di questo che vi volevo parlare oggi.

Volevo estendere il discorso ad un altro aspetto che ormai permea la nostra vita quotidiana: le nuove tecnologie. A mio parere, così come se una volta erano sufficienti le scuole elementari per ritenersi sufficientemente istruito e ora quasi tutti portano a termine gli studi superiori, una volta era sufficiente saper scrivere e far un po’ di conto per ritenersi alfabetizzati, ora è necessario saper fare uso delle tecnologie. Mi spiego in modo chiaro: 70 anni fa se non sapevi scrivere o leggere incontravi parecchi problemi, non solo nel mondo del lavoro, ma anche nella vita quotidiana. Oggi se non sai spedire o ricevere un’email, se non sai cercare un’informazione con Google, non sai spedire un sms, non sai cosa sia YouTube e cose simili… incontri oggettivamente dei problemi, sul lavoro e anche nella vita privata. Se non hai dimestichezza con le tecnologie sei un po’ tagliato fuori. Quanto questo aspetta incida nella nostra vita dipende dal nostro lavoro, dalle nostre abitudini e dalle nostre frequentazioni. Fatto sta che sempre più dovremo nostro malgrado abituarci a queste novità (novità per chi ha più di 20 anni, gli altri ci sono nati in mezzo) (e soprattutto parlo per VOI: io sono abituatissimi, anzi non vedo l’ora che esca una cazzata nuova per adoperarla subito.)

Le politiche di prezzo

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Sesta puntata – Le politiche di prezzo

Rispetto alle altre leve del marketing mix , il prezzo si caratterizza per il fatto che, nella sua determinazione, i fattori esogeni (struttura del mercato, concorrenza, ecc.) pesano in misura molto più rilevante. Ciò è ancora più vero nel marketing della moda. In molti settori il prezzo si rapporta ai costi, alla qualità, alla concorrenza; nella moda diviene una variabile “aleatoria”, collegata soprattutto alle aspettative cui il prodotto è destinato.
La moda è il risultato di un bisogno postmoderno di consumare, prima che oggetti, significati( L. A. Giancola, “La moda nel consumo giovanile”, Franco Angeli, 1999) . Il prodotto deve essere in grado di comunicare un mondo d’appartenenza, mantenendo funzionalità ed efficienza.

Il livello del prezzo deve essere attentamente curato al fine di evitare che il prodotto venga banalizzato. Un abito di moda, offerto con un prezzo basso, potrebbe essere ritenuto dal consumatore non più “di moda”, oppure un falso o un prodotto di scarsa qualità: il consumatore è convinto che il prodotto moda abbia un maggiore valore rispetto ad altri beni e desidera pagare questo prestigio che gli assicura. Dietro la cifra scritta sull’etichetta, quindi, non c’è soltanto la logica dei costi.

Zero Tituli

Molti si aspettavano un post sulla vittoria dello scudetto da parte dell’Inter

Ma voi che non siete interisti non potete capire cosa significhi essere interisti. Essere orgogliosi di tifare una squadra con una storia così grande e soprattutto un cuore così grande.

E non mollare mai. Non mollare mai negli anni più bui. Non mollare mai quando non si vinceva  niente e si è anche rischiato di andare in serie B (rischiato, ma non ci siamo mai andati, nè per colpa nè per demerito, siamo gli  unici). Non mollare mai quando si vinceva quasi tutto ma poi mancava la zampata finale. Non mollare mai quando al bar tutti sfottevano gli interisti. Non mollare mai, perchè abbiamo un sogno nel cuore.

E adesso che abbiamo il 17mo scudetto nessuna ripicca. Non ho brama di sbandierare al vento le bandiere. Sono contento, certo, contentissimo. Perchè so che i sogni, se non molli mai, possono avverarsi.

Perchè io con la spilla del Football Club Internazionale Milano ci giravo anni fa. E la sfoggiavo rigorosamente ogni lunedì, anche e soprattutto se avevamo perso.

"E quanto son cambiato da allora e l’eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi più,
bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà:
tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent’ anni fa!
" (Francesco Guccini – Eskimo)

Gente da ipermercato

Tempo fa ho partecipato ad un’assemblea pubblica dell’Associazione Commercianti di Voghera. Durante la serata è venuta fuori un’idea interessante, che mi ha fatto pensare. Con tempo ci ho riflettuto e in realtà è vero: ci sono i "clienti da negozio" e i "clienti da supermercato".

Mi spiego meglio: ci sono quelli che preferiscono comprare nei negozi e quelli che preferiscono comprare nei centri commerciali. La distinzione non è netta né assoluta: chi preferisce i negozi magari frequenta anche i grandi magazzini e viceversa, ma c’è sempre un posto preferito. La generalizzazione non è assoluta, in quanto è probabile che per certi articoli si preferisca l’acquisto in un negozio e per altri in un centro commerciale.

Perché si preferisce un negozio? Ovviamente sono vari motivi: hanno articoli che il centro commerciale non ha, offrono assistenza (praticamente inesistente nei centri commerciali), danno più sicurezza psicologica, permettono di fare quattro chiacchiere, sono facilmente raggiungibili senza uscire dalla città, ecc.

Perché si preferisce un centro commerciale? E’ facilmente raggiungibile in auto (cosa che i centri delle città non riescono più ad offrire), si trova tutto concentrato in un solo posto, i prezzi sono più convenienti, ecc.

Quindi la realtà è questa. Si può fare di tutto e di più per cercare di vitalizzare i centri storici, favorendo la clientela dei negozi, ma c’è un limite fisiologico, i clienti da supermercato non ci verranno comunque. Così come ci saranno quelli che preferiscono sempre rivolgersi presso un negozio tradizionale piuttosto che un grande centro. Ma, come ho detto, la distinzione non è netta, ci sono anche quelli che fanno acquisti presso i negozietti dei centri commerciali.

Io personalmente faccio gli acquisti "mirati" (quelli di una certa entità e comunque NON d’impulso o di necessità) presso i negozi tradizionali. Se so già esattamente cosa voglio comprare (ad esempio un libro, un gadget tecnologico, ecc) mi rivolgo anche a canali online. Se devo fare la spesa, per riempire il frigo, vado nel primo posto che mi capita (negozi, piccoli supermercati, grandi supermercati, ipermercati). Se voglio "fare un giro" vado nei grandi centri commerciali. Perché? Perché non c’è nessuno che mi rompe le scatole, che mi parla, che mi assilla. Io giro e gironzolo, mi ci perdo, ritorno sui miei passi. Mi piace decidere da solo quello che voglio comprare senza addetti alla vendita. È per questo che non sopporto fare la fila presso i banchi (quello del pane, il salumiere, ecc). Allora tanto varrebbe starmene in città.

Differenziazione e segmentazione del mercato

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Quinta puntata (questa settimana va "in onda" il mercoledì)

Nel gioco competitivo del settore un ruolo importante viene assunto sia dalla differenziazione sia dalla segmentazione del mercato, due strategie di prodotto strettamente collegate.
Con la politica di differenziazione del prodotto l’azienda si propone di rendere il proprio prodotto differente da quelli offerti dalle aziende concorrenti. In questo modo l’azienda cerca di sottrarsi alla competizione di prezzo sfruttando il fatto che, tramite la differenziazione, il suo prodotto possa risultare diverso e preferibilmente migliore degli altri.
La strategia di segmentazione parte dal presupposto che il mercato globale è eterogeneo, ma presenta comunque una serie di segmenti omogenei, ciascuno dei quali presenta desideri, motivazioni e caratteristiche peculiari (La segmentazione del mercato è il processo attraverso cui l’impresa suddivide il mercato in “gruppi”, costituiti da soggetti -individui o organizzazioni- con profili di domanda omogenei per taluni aspetti significativi, sufficientemente distinti tra loro. Essa consente di orientare l’impresa sia nella scelta della modalità competitiva, sia nell’implementazione della strategia competitiva, sia, infine, nell’allocazione tra i differenti mercati e i differenti prodotti. Cfr M. Raimondi, op. cit.). Mentre l’obiettivo della strategia della differenziazione è quello di penetrare in ampiezza in un vasto mercato, quello della segmentazione consiste nel penetrare in profondità in un mercato più limitato.

L’offerta, sulla base della tipologia di prodotto, può essere distinta nel settore moda in quattro filoni principali:

  •  Alta moda: fa riferimento ai prodotti di alta sartoria di famosi stilisti; i prezzi sono decisamente alti e i clienti sono ridotti e selezionati, normalmente si tratta di vestiti per grandi occasioni.
  • Prontomoda (detto anche prêt-à-porter): portano sempre importanti nomi di stilisti, di case di moda o d’industrie; i prodotti pur essendo d’alta qualità sono maggiormente accessibili dal punto di vista del prezzo e per questo indirizzati ad un vasto pubblico, sono capi che possono essere indossati anche quotidianamente.
  • Abbigliamento di massa: è l’area nella quale abbiamo la maggior parte dei consumatori; anche se si è in presenza di prodotti a prezzi medio-bassi, rientrano pur sempre nel contesto della moda visto che ne seguono l’evoluzione.
  • Abbigliamento sportivo: si comprendono tutte le tipologie d’abbigliamento sportivo per qualsiasi consumatore.

A lunedì prox!

Spalato… grazie a…

Dopo la cronaca  minuziosa redatta dal mio compagno di viaggio, mi sembra opportuno intervenire per concludere con i doverosi ringraziamenti.

Grazie anzitutto alla maestra Elisa che con una  abile mossa è riuscia a  liberarsi  del suo moroso affidandolo alle mie cure… Ovviamente per testimoniare la mia gratitudine le riporterò i suo prezioso cimelio (Fabio) .

A proposito… non solo Fabio ha cercato di ignorare il mare di gnocca che ci circondava immergendosi in letture quali Dylan Dog o La storia si Spalato ma  ha altresì distratto  e placato il sottoscritto…(impresa non facile)

A dire il vero buona parte del merito va alla ragazza della panchina… ma questa è altra storia…(e soprattutto altra bolletta!!!)

Ringrazio comunque il maestro Tordi Sun (il soprannome deriva dal suo caloroso legame con il sole!!!)  per aver condiviso con me questi giorni davvero belli, intensi, indimenticabili… che sono già passati alla storia come le prime "maestriadi" internazionali!!! 

Dovrei ringraziarlo anche per avermi accompagnato alle partite di pallavolo… ma mi rifiuto!!!: ditemi voi se devo dire grazie ad uno per averlo portato a vedere 12 super stanghe!!!!

Per concludere (a proposito) , e non poteva mancare, un grazie ad Angie, Dodo, Anita, Matea, Sanja…insomma le "mie" pallavolste..

Speroche che la nostra Spalato vi sia piaciuta… ed ora 9 ore di rientro…

Maestro Miky Orione

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