(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Author: Fabio Page 153 of 176

Via Cavour a doppio senso

Stamattina la sorpresa: Via Cavour a Voghera è diventata a doppio senso di marcia. Noi commercianti (e i residenti) lo sapevamo da tempo che prima o poi si sarebbe arrivati a questo, a causa dei lavori che avrebbero dovuti essere svolti in Via Garibaldi.

Dove sta il problema? Nel fatto che questo cambiamento non da poco non è stato adeguatamente segnalato, anzi si può tranquillamente dire che non è stato segnalato affatto. Io non so chi sia il responsabile che dovrebbe controllare queste cose, ma probabilmente non è neanche venuto a vedere il disordine che si è creato nella via. Ora vi spiego: come hanno fatto a trasformare la via da senso unico a doppio senso? Semplice, hanno tolto il cartello di senso unico e hanno posizionato delle transenne lungo il lato dove prima si parcheggiava. Stop. Tutto qui.

Infatti molta gente non ha letto il microscopico cartello che accompagna le transenne che impone il divieto di sosta (e aggiunge: Via Garibaldi chiusa per lavori) e ha parcheggiato. Molta gente, uscendo da via Cernaia, controlla, come al solito, se arriva qualcuno da destra e svolta in Via Cavour: non si sogna neanche che potrebbe sopraggiungere qualcuno dalla direzione di Piazza Duomo!!! O forse, nella testa del responsabile, dovrebbe vedere il cartello che indica il doppio senso di marcia, apposto colpevolmente solo nel tardo pomeriggio in un posto che non lo vedi neanche se lo guardi??? E come mai per tutto il pomeriggio non si è quasi visto lo straccio di un vigile? Solo due vigilesse che hanno abbozzato un mezzo giro e hanno fatto spostare un’auto in sosta. Ma che senso ha? Ma come minimo dovrebbe stazionare almeno un vigile fisso per tutta la prima settimana. Ma come minimo! Ma veramente pensano che la gente dall’oggi al domani capisca che una via che da anni è a senso unico adesso di colpo sia a doppio senso? Senza una segnalatica verticale adeguata e una segnaletica orizzontale inesistente??
Tra l’altra è un cambiemaneto che durerà fino a fine novembre, pertanto avrebbe dovuto essere pianificato un po’ meglio.
Mah.. non so che dire, solo oggi in poche ore ho visto due o tre incidenti evitati veramente per un soffio. Speriamo bene. Spero che la polizia locale non sia utilizzata solo per fare multe.

Al giudice di Voghera

Il buon Salvatore Ferrante è tornato alla carica, e a partire dalla notte di Venerdì scorso ha distribuito la terza puntata dei suoi manifestini. La novità è che da questi iniziamo a capirci un po’ di più. Ecco il testo:

Al giudice di Vogherà dico: " Mia sorella Alfonsa è cattiva, è bugiarda e con la complicità di nostro fratello Giuseppe ha organizzato un cinema". Se la legge è uguale per tutti, chiedo vengano concesse a me e al mio avvocato tutte le domande necessarie per controinterrogare i cattivi bugiardi. Volete la verità? Con fatti e documenti? Nella denuncia mia sorella afferma che sono un buono a nulla e che non ho mai partecipato fattivamente per la famiglia. Ho pagato il viaggio in inghilterra a lei. Tanto lei e la sua operaia, la badante hanno in regalo una macchina da caffè di non poco costo uguale a quella che voi giudici e avvocati avete utilizzato nel vostro corridoio prodotta e brevettata dal fratello fannullone. Alfonsa dice che la polizia ad ottobre le ha consigliato di cambiare la serratura. Voglio ricordare che io ad agosto 3 mesi prima bussavo al cancello chiamando mia madre ad alta voce sperando che la badante scendesse ad aprire. Allora o è bugiarda mia sorella oppure la polizia ha sbagliato data e contenuto del verbale. Per ultimo voglio ricordare che l’ultima volta che ho fatto visita a mia madre, lei stessa mi ha detto per il mio bene di non andare più a trovarla. Si vede che quando me ne andavo doveva rendere conto a chi l’aveva resa schiava. Tutti i pomeriggi mandavo una donna per mia sorella disabile. Sono sempre stato presente per i più deboli della mia famiglia e alla morte di nostro padre ho ceduto la mia eredità a mia sorella gratuitamente. Lei è andata ad abitare nella stessa casa di mia madre al piano inferiore. Litigavano sempre e io facevo da pacere. Mia madre si lamentava sempre di avere firmato dei documenti e di non sentirsi più in casa sua. Quando la mamma si è aggravata ho comperato una carrozzella che mia sorella ha detratto dalle sue tasse. Tutte le sere cercavo di andare a Voghera e per due o tre ore portavo mia madre alla stazione, al Villaggio, dalla sua amica a Pombio e alle feste in via Emilia e piazza Duomo. Tutto quello che potesse darle la forza per stare ancora 20 ore su una sedia come in un carcere o peggio. Credevo mia madre meritasse un po’ di attenzione. Lei ha fatto una vita molto dura allevando 6 figli tra i quali una disabile. Mia sorella Alfonsa ha licenziato Elena la badante ucraina perchè sapeva e parlava troppo. Ha falsamente denunciato me per non essere osservata nella sua cattiveria. Faccio presente che gli altri fratelli non frequentavano la casa di mia madre e che nulla hanno a che vedere con le cattiverie dei due attori. Preciso che da 35 anni non rivolgo la parola a mio fratello Giuseppe e lui ha colto l’occasione per condividere la cattiveria di mia sorella. Colgo l’occasione per comunicare al due falsi accusatori che la smettano di farmi altre cattiverie perché mi è già costato molto in soldi e tempo. Quando la madre potrà vedere il proprio figlio senza che questi venga denunciato? Informo e suggerisco agli abitanti della zona di venire ad assistere all’udienza dal giudice di pace il 24 maggio alle ore 10. Sono consapevole e responsabile delle mie affermazioni. Ferrante 0383/61732 – 3482942448 Sal_fer di Salvatore Ferrante – Produzione macchine caffè espresso sorvegliato speciale perché confinante con i carabinieri di di Casei Gerola

Come andrà a finire???

A volte scrivo… sul computer o su un qualsiasi quaderno e mi sento come Cyrano

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza; godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura. E andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ ignoranza dei primi della classe. Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli? L’arrivismo? All’ amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco! Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti, venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte tanto ci sarà sempre (..un Bertoncelli, un prete…) chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco!
Ma quando sono solo con questo naso al piede che almeno di mezz’ ora da sempre mi precede si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore; non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso d’ essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, ma dentro di me sento che il grande amore esiste, amo senza peccato, amo, ma sono triste perchè Rossana è bella, siamo così diversi, a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi…
Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un’ altra vita; se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito, guardatevi nel cuore, l’ avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada, ma in questa vita oggi non trovo più la strada. Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un’ ombra e tu, Rossana, il sole, ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano, se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo…Cirano…….(ovviamente era Cirano di Francesco Guccini)

Verdi

Magari sono distratto, magari anzi probabilmente ne capisco poco di politica, ma mi spiegate a cosa serve in Italia il partito dei Verdi?? In teoria dovrebbero occuparsi (soprattutto) di argomenti che riguardano l’ambiente. Nella realtà mi sembrano (correggetemi se sbaglio anzi, "se mi sbalio mi corigerete") un partito della sinistra radicale E BASTA. Quindi… che senso ha? Ce ne sono già troppi (in questo momento almeno tre, PRC, PDCI, Sinistra Democratica). Boh…. era solo una riflessione…

Rimozione forzata

Anche ieri pomeriggio, giovedì, è andata in scena a Voghera nei parcheggi del castello davanti a Via Cavour (quindi davanti al mio negozio) la rimozione forzata del giovedì pomeriggio.

Da quando stanno sistemando la parte di Piazza Duomo che non avevano toccato l’anno scorso, il mercato è stato parzialmente spostato qui, in Piazza Liberazione. Questa piazza la conosco benissimo, ci lavoro davanti da 10 anni. E da sempre è in pessimo stato. Lo sfondo è di terra e ghiaia, pertanto basta un pioggerella per rendere la piazza un pantano o peggio una palude. Per non parlare delle buche ammazza-marmitte che si creano in continuazione.

Il comune che fa? Prima ogni qualche mese, adesso, per esigenze di mercato, ogni giovedì pomeriggio, fa spianare la piazza con ruspe e rulli. Il risultato? Perfettamente inutile.

Voi direte: non sei mai contento, è già una bella fortuna che ti abbiano sistemato il mercato proprio davanti al negozio, non lamentarti. Ma io mi lamento del fatto che vedo continui disagi (macchine rimosse, parcheggio chiuso, per non parlare della nube di polvere che ha alzato il ruspista di ieri, pareva di essere nel deserto, dovrò spolverare a manetta) e spese inutili da parte del comune. Il comune si difende dicendo che non ci può fare niente, la piazza è vincolata dalla Sovraintendenza alle Belle Arti, e quindi non è possibile asfaltare. Bisogna aspettare un futuro futuribile quando la piazza sarà sistemata. Per fortuna che sono qui solo da 10 anni e questi discorsi li sento solo da 10 anni. Chissà che stufa ne hanno i residenti di tutta quella polvere.

Qui lo dico e qui lo ribadisco: le Belle Arti sono uno di quegli enti che io vorrei vedere chiusi o ristrutturati (come la SIAE, e tanti altri….). Ditemi voi se è meglio un asfalto provvisorio o un pantano schifoso e polveroso permanente. Valli a capire, tanto, come al solito, non ci devono vivere o lavorare loro! Ditelo a quelli che fanno il mercato, chissà come gli si impolvera la merce nelle giornate ventose. E guai se cadessero per terra.

Abele chiamato Caino

Dopo aver "inondato" Voghera con i volantini segnalati QUI, Salvatore Ferrante ha compiuto una seconda missione per distribuire dei nuovi comun icati che dicono così:

Abele chiamato Caino.

Cercavo un avvocato coraggioso. Non mi serve più, perchè dicono che ho diritto di difendermi, però devo stare zitto. Così l’unico a non parlare sono io! Volevo dimostrare che sono Abele ma loro vogliono che stia zitto "Caino". Io mi sento Abele e voglio far vedere i documenti che dimostrano la mia ragione. Loro però dicono: "Vieni Caino che ti portiamo al patibolo". "La legge è uguale per tutti". Loro hanno avuto tanto tempo per mettersi d’accordo a infilarmi in un pozzo. Io chiedo molto meno tempo per dimostrare la mia innocenza e la loro falsità e cattiveria. Chiedo che mi venga concessa l’autodifesa per dimostrare quanto bugiardo è il testimone.

Il 24 maggio alle ore 10 davanti al giudice di pace di Voghera mi succederà quello che potrebbe capitare a voi. Volete che cambiano le cose? Venite a vedere!

Ferrante 0383/61732 348/2942248

Cosa sarà successo? Che gli succederà? A parte qualche congiuntivo sbagliato la storia è interessante ma misteriosa. Il 24 maggio sapremo.

Ancora uncorrect, ancora immigrazione

Leggo qui su Repubblica:

Aiuto, sono di sinistra
ma sto diventando razzista

GENTILE Augias, ho 49 anni, vivo a Roma, lavoro al Quirinale, ho studiato, leggo buoni libri (credo e spero), mi interesso di politica, leggo ogni giorno 2 quotidiani, guardo in tv Ballarò e Matrix e voto a sinistra, sono stato candidato municipale per la Lista Roma per Veltroni. Cerco di insegnare alle mie figlie i valori della tolleranza e della nonviolenza, dell’importanza dell’istruzione, delle buone letture e dello studio, l’etica del lavoro e del sacrificio per ottenere qualcosa di duraturo e vero nella vita.
Lotto ogni giorno, al loro fianco, contro la cultura del nulla e dell’apparire, contro i Tronisti e le Veline e i Grandi Fratelli.

Ma questo è un altro discorso e quindi torno subito a me ed alla mia richiesta di aiuto.
A 49 anni sto diventando un grandissimo razzista e non riesco a sopportarlo.

Non c’è stata una molla scatenante, un atto di violenza compiuto verso di me o la mia famiglia o amici, ma un continuo stillicidio di fatti letti, di violenza vista, di sicumera da impunità, di moralità calpestata, di identità violata e violentata, di fatti raccontati da persone sconosciute su un tram o una metropolitana.
Ad una signora anziana che ha tossito (forte e ripetutamente) sul tram la giovane ragazza slava seduta davanti a lei ha detto: "Se sei malata devi scendere, vecchia!!". Alle mie rimostranze sia la ragazza che il suo accompagnatore hanno semplicemente risposto: "Tu che c.. o vuoi, fatti i c.. i tua", proprio così tua, alla romana.

Altro giro sul tram, affollato. Sale una vecchietta, si avvicina ad una ragazza di colore, la più vicina all’entrata e seduta tra altre 2 persone anziane e, gentilmente, le chiede il posto: prima non risponde e poi, all’insistenza dell’anziana biascica un "vaffanc.. vecchia puttana". Il vecchietto seduto si alza per darle il posto: io intervengo per dire che non è giusto, lei è giovane e può benissimo alzarsi per una vecchietta. Quella si alza, mi guarda, dice qualcosa e poi mi sputa la gomma americana che ciancicava: l’ho presa per il colletto e l’ho sbattuta fuori dal tram, alla fermata. Tutti ad applaudire ma io mi sono vergognato come un ladro per la mia reazione ed alla fermata successiva sono sceso.

Lavorando al Quirinale ogni tanto vado a comprare un panino in piazza Fontana di Trevi: ho sventato 2 borseggi da parte delle zingarelle. Ad un turista di Palermo ho fatto recuperare tutto il bottino che gli era stato trafugato e, appena mi accorgo della loro presenza di branco in caccia, avverto la polizia che staziona alla fontana: nessuno si muove perché devono stare vicino alle moto o alle macchine.
Ed allora capisco che Fontana di Trevi è terra di nessuno, tra decine di venditori di pistolette che fanno le bolle di sapone e di quegli aggeggi rumorosissimi che si lanciano in aria e fanno il verso dei grilli mentre le bande imperversano.

Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorità? Perché devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimità, quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi?

Perché se chiedo l’espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann?
Perché lo schieramento politico che mi rappresenta, se io chiedo certezza delle pene e della detenzione, mi risponde con Mastella che nomina direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia quel Nuvoli Gianpaolo che, secoli fa ormai, ai tempi di Mani Pulite, ebbe a dire di Borrelli "se il procuratore fosse condotto alla forca sarei in prima fila per assistere all’esecuzione"?

Perché quando Fini, allora competitor di Rutelli a sindaco di Roma, propose di spostare i campi nomadi fuori dal Gra di Roma, tutti noi della sinistra (quindi me incluso ed in prima fila) gridammo "tutti i fascisti fuori dal raccordo" ed ora, a più di quindici anni di distanza, prevale l’idea del mio sindaco e del prefetto di compiere in tutta fretta questa operazione smentendo così, sostanzialmente, tutta la politica fin qui seguita dell’integrazione e dell’accoglienza solidale?

Perché devo sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, di giorno e di notte, giovanissime prostitute schiave senza che a qualcuno, di destra prima e di sinistra ora, sia venuto in mente di vietare la prostituzione in strada cambiando semplicemente la legge in vigore? Però se i cittadini delle zone interessate scendono in strada e reclamano, con le ronde e con le fiaccole, un minimo di decenza ed anche di lotta alla schiavitù ecco subito le anime belle gridare al fascismo ed al ritorno delle camicie brune.

Sta crescendo ogni giorno di più l’intolleranza, sta montando l’odio per lo straniero e nessuno fa nulla per spegnere queste pericolosissime braci. Centinaia di persone come me, che hanno sempre litigato con tutti per difendere chi entra in questo Paese, che si sono battute come leoni contro l’intolleranza e la violenza xenofoba, sono stremate e ridotte, ormai, alla schizofrenia. Io voglio spegnere quelle braci prima che si trasformino in un incendio di rancori e violenza, non voglio lasciare più il monopolio della legalità alla destra e quindi non capisco, perché dare il voto locale agli immigrati, dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, quando in nessun grande Paese dell’Europa Occidentale questo avviene.

So benissimo, come tutti gli italiani, che in Italia, ogni giorno, mille e più reati, anche odiosissimi, vengono compiuti da miei connazionali, nessuno crede veramente che la sicurezza venga messa a repentaglio solo dagli immigrati, non voglio e mi opporrò con tutte le mie forze al dagli allo straniero. Ma voglio legalità, voglio la cultura della legalità in questo benedetto Paese, voglio che chi sbaglia paghi.
Claudio Poverini

Se Nicolas Sarkozy ha conquistato l’Eliseo è anche per come ha affrontato prima da ministro dell’Interno, poi durante la campagna elettorale il tema dell’immigrazione. Con durezza, diciamolo. Senza negare, almeno a parole, una tradizione d’accoglienza che si vuole generosa, ma senza risparmiarsi l’elenco dettagliato di tutti i casi in cui i nuovi arrivati saranno immediatamente espulsi. La sua è stata una campagna visibilmente di destra appoggiata dai media e dall’industria ma, anche alla luce della lettera
che pubblichiamo (necessariamente tagliata) ciò che dobbiamo chiederci è: sul punto specifico dell’immigrazione dove si collocano oggi i confini tra destra e sinistra?

Ricordo perfettamente gli anni in cui ‘Law and Order’, slogan della destra americana, era stato adottato nelle campagne elettorali fasciste: ‘Legge e Ordine’. Dobbiamo avere il coraggio di dire che non è più di destra ammettere che la criminalità e il disordine sociale rappresentano un problema grave per l’equità della nostra convivenza. Non è di destra sostenere che l’immigrazione deve essere controllata, o chiedere agli immigrati di farsi carico di una serie di responsabilità civili, ivi compreso (per fare un esempio) l’obbligo di apprendere la lingua nazionale. Non è di destra reclamare una cultura della legalità che valga per tutti.

Al contrario, la cultura della legalità (a ogni livello – qui il discorso sarebbe lungo) è ciò di cui abbiamo più bisogno per evidenti ragioni di giustizia. Non si possono lasciare impegni così delicati alla destra che li assolverebbe a modo suo, con brutalità cieca anche senza arrivare alle cannonate che qualcuno minacciava tempo fa. È la sinistra che deve farsene carico ed è un carico pesante, forse il compito più difficile che oggi debba affrontare. Bisogna cominciare a dirlo con parole forti e chiare, con lucidità di visione, con il coraggio di chi sa innovare, prima che la denuncia del signor Claudio Poverini venga sommersa nel caos di episodi sempre più frequenti di rigetto, di intolleranza. Perché a quel punto la battaglia l’avrebbero persa tutti, gli immigrati e i cittadini.
Corrado Augias


(7 maggio 2007)

Cronaca di una domenica mattina di festa

Mi ricordo un giorno. "Comunque non è questo il modo di fare, disse il commerciante all’uomo del pane, domani sarà festa in questo
stupido paese, ma non per noi che stiamo a lavorare".  L’uomo del pane fece finta di niente e se ne andò tranquillamente perchè aveva tante cose da fare, e poi lui non ci poteva fare niente.
 
Siamo in un bel giorno di primavera. La primavera insiste la mattina. Dalla mia cucina vedo il mondo tondo, sempre diverso, sempre ogni mattina, sin dal giorno prima.
Mi sveglio con in bocca un gusto amaro che fa schifo. Chissà cosa è stato, sarà colpa  quello che ho bevuto. Mi alzo dal letto e penso al mio povero fegato spappolato. Mia madre mi vede e mi dice "Devi andare dal dottore a farti guardare, a farti visitare. Hai una faccia che fa schifo, guarda come sei ridotto, mi sa tanto che finisci male". La guardo negli occhi, con un sorriso strano, eppure la vedo, forse ha ragione davvero.
Ma fuori c’è la festa del paese e vado a fare un giro. Non l’ho neanche detto che già mia madre mi corre dietro con il vestito nuovo. Viaaaa! La fuga è veloce: mi metto le scarpe che sono già in strada. Che bella giornata, non bado alla gente che mi guarda sconvolta: ormai ci sono abituato, sono vaccinato, sono controllato. Si pensa ormai addirittura in giro: è chiaro che sono drogato.
La festa ha sempre il solito sapore, il gusto di campane, non è neanche male. C’è chi va a messa e c’è chi pensa di fumare come aperitivo, prima di mangiare. Fini s’è alzato da poco, e non è ancora sveglio, ed è talmente scazzato che non riesce a parlare nemmeno.

La sera che arriva non è mai diversa dalla sera prima. La gente che affoga nell’unica sala: LA DISCOTECA. Ci vuol qualcosa per tenersi a galla sopra questa merda. E non m’importa se domani mi dovrò svegliare con quel gusto in bocca.
(ovviamente era: Vasco Rossi, Fegato Spappolato)

Dollari personalizzati

Volete la vostra foto al posto di quella di Giorgio Washington sulle banconote americane? O sui pounds inglesi al posto della Elizabeth? O sui soldi iracheni o israeliani o brasiliani o neozelandesi? Questo è il sito che fa per voi:

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Basta caricare la foto, posizionarla al meglio e il gioco è fatto!

Politically uncorrect 3 – Immigrazione

Si fa tanto parlare di immigrazione. A me sembra che molti ne parlano a sproposito, e guarda caso sono sempre quelli che con gli immigrati non hanno mai a che fare, quindi parlano per dare aria alla bocca.

Domenica leggevo su La Stampa ancora delle critiche verso chi, come me, ritiene che un reato sia da considerare più grave se compiuto da un immigrato. Spiego meglio questa posizione: vuoi venire in Italia per lavorare? Ok, tieni il permesso di soggiorno per lavoro. Mi dovrai dimostrare che stai lavorando. Fin qui tutto bene. Compi un reato? Benissimo, se è grave ti schiaffo dentro, nessuna scusa. Se non è grave: FUORI DALLE BALLE, te ne torni a casa! Dalle alte parti si fa così.

Provate a fare i furbetti negli USA. O in tanti altri stati. Invece in Italia siamo vogliamo così tanto far vedere che noi non siamo razzisti, che arriviamo ad avere un razzismo al contrario di fatto. Un gelataio non fa uno scontrino da un euro? Cattivone, facciamolo chiudere! Un immigrato vende le borse di Luis Vuitton false? Poverino, lascimolo fare, in fondo non ha ammazzato nessuno, e poi è povero, lo fa per sfamarsi. Una vecchietta si dimentica di timbrare il biglietto del treno? Zac, 10 euro di multa. Un immigrato non ha neanche il biglietto? Poverino, lasciamo stare, non avrà neanche i soldi per il biglietto e poi magari se gli diciamo qualcosa lui e la sua cricca composta da 28 persone si incazza… E allora lasciamo stare anche coi piedi sui sedili….
Ma allora perchè dovremmo essere tutti onesti? Mi spiegate il perchè?

Ripeto una cosa che ho già scritto in passato. Quando sono stato all’estero io mi son guardato ben bene da fare il pirla, ho sempre rigato più che dritto perchè sapevo di essere in un paese straniero, ben conscio del fatto che se avessi fatto lo stupido loro sarebbero stati nel pieno diritto di tirarmi due schiffi. Invece a me sembra che qui molti stranieri se ne freghino e noi li lasciamo fare, abituandoli male. E poi chi ci va di mezzo? I soliti onesti che vengono qui e si fanno il culo, ma sono malvisti solo per il fatto di essere stranieri.

Porte di sicurezza

Ogni giorno, ma proprio ogni giorno, sui giornali locali e nazionali c’è una notizia di una qualche rapina in banca o in posta. Ormai non fa neanche più notizia.
E allora perchè insistono a tenere quelle fastidiosissime doppie porte? Ogni volta per andare in banca devi sottoporti al passaggio in quei portelli che si aprono e chiudono a loro piacimento e all’odiosissima voce che dice "Si prega di lasciare tutti gli oggetti metallici nella cassetta".
Tanto poi le rapine le fanno lo stesso. Alzi la mano il bancario che non è mai stato vittima di una rapina! Io non ne conosco neanche uno! Erano belli tempi in cui avevo il conto a Banca Primavera (adesso inglobata in Banca Generali). La filiale era vicinissima a casa mia, e soprattutto era aperta fino alle 20 nei giorni feriali, comodissimo! E poi era aperta anche il sabato e la domenica, con orari più ridotti. Sinceramente sono i giorni in cui uno ha più tempo per andare in banca. E poi non aveva quelle maledette porte automatiche, entravi e basta! Siccome i giochi belli durano poco, è stata comprata da Banca Generali, che ha chiuso lo sportello. Acc malediz!

Politically uncorrect 2 – Turchia

Ma voi la volete la Turchia nell’Unione Europea? Non ci porterà troppi problemi di convivenza, visto che sono un po’ razzisti e non rispettano le minoranze religiose? Ma voi volete confinare con l’Iran e l’Iraq? Sapendo che le frontiere non sono di sicuro molto sorvegliate? Tra l’altro la Turchia è in lite con Cipro, che fino a prova contraria fa parte dell’UE. E il rispetto degli armeni e dei curdi? Volete veramente la Turchia in Europa?

beh… IO NO.
Ma perchè queste cose non ce le chiedono mai? I politici, quando si tratta di cazzate di cui non ce ne frega niente, ci chiamano per dei referendum. Se la cosa ci interessa, fanno tutto loro senza interpellarci. Se per caso invece fanno il referendum e lo perdono, fanno lo stesso come volgiono loro. Ho ragione o no?

Controcampo Diritto di Replica

Domenica sera, grazie agli inviti procurati dal masetro MicOr, ho assistito alla trasmissione in oggetto. E’ la prima volta che assisto ad una trasmissione televisiva in uno studio.
Ecco le mie considerazioni:

  • La Federica Fontana è ancora più gnacca dal vivo.
  • Ti fanno andare lì alle 20, poi il programma inizia alle 23 e finisce all’una passata… che palle!
  • Mi aspettavo un ambiente più bello, invece lo studio è in un capannone di Cologno, per terra un linoleuom rattoppato e stop. Due panche legate insieme con le fascette. Chissà perchè mi aspettavo una ambiente patinato, invece…
  • I tecnici parlano tranquillamente al conduttore, tanto non sono microfonati e quindi quello che dicono non va in onda.
  • Ci sono un casino di bergamaschi.
  • Non c’è neanche lo straccio di un bar, l’unico punto di ristoro è al secondo piano dell’edificio adiacente, dove ci sono delle macchinette (ma l’acqua e ra finita): che scandalo.
  • Per entrare sembrava quasi di essere all’aereoporto: moduli da compilare, controllo dei documenti, poliziotti, raggi X, ecc.
  • Ho visto il mitico Mughini, che usciva dopo Controcampo Ultimo Minuto.
  • Prima della trasmissione ti raccomandano di non salutare, non alzarti, non fare foto, non cercare autografi, ecc.
  • C’è il classico tizio che fa fare gli applausi a comando.
  • Dietro c’era la scenografia del programma che faceva Mammuccari d’estate.

Giudizio finale: mi sono tolto lo sfizio, ma che due scatole…. da vedere c’era ben poco.

Politically uncorrect 1 – Cani

Ebbene si, faccio outing, lo ammetto: non sopporto i cani. Ok, l’ho detto, adesso voi cinofili mi starete già tempestando di vaff…, ma pazienza, in fondo è così e perchè dovrei negarlo.
Non odio i cani, tutte le bestie meritano rispetto (a parte qualche mio amico), ma mi da fastidio avermeli attorno. Ovvio, di solito faccio finta di niente, non è che scappo, ma alle volte….
Purtroppo sono tutte occasioni che sarebbero evitate se i padroni fossero persone educate. Ad esempio tempo fa stavo mangiando al ristorante e una tipa al tavolo a fianco ha legato il suo cane alla sedia e lui si è accucciato vicino alle mie gambe. Il che mi dava tremendamente fastidio, visto che stavo mangiando!!! Ma la colpa non è di sicuro del cane. Anche i cani che mi pisciano sulla porta del negozio non hanno colpe, in fondo il loro è un istinto, come è un mio istinto quello di prendere a scarpate in faccia i padroni. E quando sento notizie di cani che sbranano i bambini… brrr… penso alla mia nipotina e al fatto che vorrei insegnarle a stargli alla larga il più possibile.

Ecco cosa ha scritto Celentano ieri sul Corriere della Sera:

La piccola Alessia di nove mesi è stata brutalmente uccisa dai due rottweiler dei genitori. Ammazzata e soffocata nel giardino di casa. La casa di cui è probabile che i genitori andassero fieri della protezione dei due assassini con tanto di cartello che avvertiva: «Quest’area è difesa dai cani da guardia non avvicinatevi».
Parole che sembravan sottintendere, «altrimenti sono cavoli vostri!». E invece il pericolo non era per quelli fuori ma per quelli che stavano dentro. Mi domando quante saranno ancora le vittime che avrà sulla coscienza chi potrebbe evitare, attraverso una legge severa, che stragi di questo tipo accadano. Il ministro Turco dice che «l’ordinanza sulle razze aggressive è giusta, tocca ai proprietari vigilare sempre e dovunque sui loro animali». Ma il ministro ha dimenticato la razza più aggressiva, che non sono i cani ma i loro proprietari. Orgogliosi di essere difesi da una bestia feroce che al minimo accenno è pronta a sbranare chiunque. Per cui mettere la museruola al cane in un luogo pubblico, per il proprietario è come se gliela mettessero a lui… «Allora cosa lo porto a fare in giro il cane», dice amareggiato il proprietario, «se all’occorrenza non può azzannare almeno un polpaccio…». Per cui trovo alquanto ingenua l’ordinanza di cui parla il ministro. Quanti sono quelli che la rispettano? E se chiami un vigile per dirgli che c’è qualcuno che va in giro senza museruola, non solo lui ma anche il suo cane, il vigile si limita a una lieve ammonizione senza applicare alle due bestie nessun tipo di sanzione. Un’ordinanza inutile, quindi, fatta per un popolo che non ha passato gli esami. Gli esami dell’educazione, del rispetto delle regole, dell’altruismo non solo per le bestie ma anche verso i propri simili. Per cui signora Livia, lei si deve rimettere al tavolo e riscrivere l’ordinanza nel modo corretto per un popolo scorretto. Le alternative sono due: o si mettono fuorilegge le razze aggressive a partire dall’uomo e chi dovesse trovarsi in possesso di un cane pericoloso viene messo in galera per qualche anno o, se questo non è possibile, infliggere, oltre alla prigione, delle forti sanzioni naturalmente a seconda del reddito che uno ha: se il cane che provoca la tragedia è della Telecom, come multa dovrà cedere almeno il 30% delle azioni più la prigione. Ma soprattutto chi più di tutti deve essere punito è lo Stato che fa le leggi e non le mette in pratica.
Adriano Celentano

Ciao ciao

Ormai lo fanno tutti, lo fate voi e lo faccio anche io. Cosa?
Chiudere molte telefonate col doppio ciao, così:

"Ciao ciao"

Ci avete fatto caso? Io si, anche quando sono in giro e mi capita di ascoltare delle telefonate mi rendo conto che il "ciao ciao" è molto utilizzato. E’ come un "passo e chiudo". Spesso si dice "ciao" e poi un "ciao ciao" per chiudere definitivamente. Una mia amica usa il triplo ciao: "Ciàciàciao" (lo dice talmente velocemente che non scandisce bene), mentre un altro mio amico dice tanti ciao finche non mette giù:

"Ci sentiamo allora, ciao, ciao ciao ciao ciao ci.. CLIK"

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