fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Dollari

Il regista Sergio Leone a metà degli anni ’60 ha realizzato tre film considerati dei capolavori nel suo genere, passati alla storia come la "Trilogia del dollaro". Sono film contraddistinti dall’avere in comune il genere (il famoso spaghetti western), uno dei protagonisti (l’uomo senza nome, interpretato da Clint Eastwood) e le eccelse musiche di Ennio Morricone. Tutti e tre questi film contengono delle scene epiche, soprattutto quelle verso la fine. Eccole:

Per un pugno di dollari (1964) :

 

Per qualche dollaro in più (1965) :

 

Il buono, il brutto, il cattivo (1966) :

 

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Miss Margherita 8

Prima di lasciare la parola a Miss Margherita per questa nuova puntata di recensioni, vorrei tentare di addolcirla dedicandole una canzone. E quale canzone se non questa?

Mi scuso fin d’ora con gli amici napoletofoni (coloro i quali parlano napoletano) se ho sbagliato qualcosa nel testo:

Io t’encuntraie, n’a vocca rossa comm’ na cerasa, na pelle profumata e’ fronne rose. Io t’encuntraie.

Volevo offrirti, pagandolo anche a rate, nu brillante e’ quindici carate.

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza ca pummarola n’coppa, ca pummarola n’coppa

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza ca pummarola n’coppa, a’pizza e niente cchiù.

Io te purtaie addo’ ce stanno e’meglio ristorante, addo’ se mangia mentre o mare canta, io te purtaie.

Entusiasmato da tutto st’apparato ordinaie nu cefalo arrostuto

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza ca pummarola n’coppa, ca pummarola n’coppa

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza ca pummarola n’coppa, a’pizza e niente cchiù.

Io te spusaie. O vicinato e a folla de pariente facevano nu sacco e cumplimente. Io te spusaie.

All’improvviso tra evviva e battimani arrivaie na’torta e cinque piane.

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza ca pummarola n’coppa, ca pummarola n’coppa

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza ca pummarola n’coppa, a’pizza e niente cchiù.

E pigliatilla a’pizza a’pizza a’pizza ca pummarola n’coppa,ca pummarola n’coppa

E pigliatilla a’pizza a’pizza a’pizza ca pummarola n’coppa a’pizza e niente cchiù.

E ora ecco le recensioni di questa ottava puntata:

La Scala di Voghera (PV)
Pizza
: normale, condimento nella norma
Locale: ben tenuto, nella norma
Personale: versione "Adams"
In una parola: NELLA NORMA
p.s. consigliabile in occasione della Fiera dell’Ascensione

Movie Stop  di Montebello della Battaglia (PV)
Pizza: succose anche se in versione "Cameo"
Locale: tematico "cinema"
Personale: tecnologico
In una parola: PIZZA BUONA MA NON "DA CINEMA"
p.s. difficile calcolare preventivamente i prezzi visto che subiscono una maggiorazione percentuale

Osteria del Mare di Spotorno (SV)
Pizza
: sottile, ma pomodoro annacquato
Locale: carino
Personale: orientale e all’avanguardia
In una parola: ORIENTALEGGIANTE

Obika di Milano (Brera) (MI)
Pizza
: ricercata e attenta a valorizzare la qualità degli ingredienti rigorosamente DOC e DOP
Locale: decisamente fashion e di design finalizzato a farsi distinguere dal tradizionale quanto scontato arredamento da pizzeria
Personale: giovane e cordiale
In una parola: FASHION
Insomma un’elegante vetrina di prodotti rigorosamente Made in Italy

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Tomplayer su Carminat TomTom

Molti di voi hanno un navigatore TomTom. Io ce l’ho integrato nella mia auto: è una versione apposita creata in collaborazione con Renault e si chiama Carminat Tom Tom.

Oltre al navigatore…sarebbe bello poter utilizzare il piccolo monitor per fare altro… magari per vedere un film. Si può fare. Ovviamente è una cosa da non fare, per molti motivi. Per prima cosa non è salutare avere un film che scorre, magari mentre l’auto è in movimento. E poi il TomTom non è stato pensato per quello, quindi se lo fate magari succedono dei disastri e si danneggia il vostro navigatore. Detto questo, se volete farlo, chiaramente quindi solo a scopi didattici, per vedere cosa può fare la vostra auto, si può fare così:

  • Prendete una SD vuota, più è grande più audio/video potrete copiarci.
  • Scaricate l’ultima versione di Tomplayer (per esempio questa)
  • Copiate il contenuto della cartella DISTRIB sull’SD
  • Copiate i vostri file audio nella cartella "audio" (e chi se ne frega, per ascoltare gli mp3 avete la presa USB, spero bene!!!!)
  • Copiate i vostri file video nella cartella "video" (prima di farlo leggete tutta la guida)
  • Inserite una chiave USB nell’apposita presa (non verranno riprodotti i file della chiavetta ma è necessaria per abilitare l’uscita audio)
  • Inserite l’SD nella presa sul navigatore (consiglio di farlo a schermo completamente spento)
  • Accendete l’autoradio, attendete qualche secondo e comparirà la welcome page di Tomplayer.
  • Premete il joystick al centro, e selezionate i brani o i video che preferite.

Schermata principale

Da sinistra a destra trovate le seguenti icone:

  • Ascolta i file audio
  • Vedi i video
  • Riprendi audio o video dall’ultima riproduzione.
  • Impostazioni (skins, opzioni …)
  • Informazioni su Tomplayer
  • Esci

Selezione file audio

Selezione file video

E’ possibile la navigazione ad albero della memoria, cioè è possibile selezionare i file, entrare in una cartella o risalire l’albero cliccando su folder up. Per selezionare i file che si desidera riprodurre, è sufficiente fare clic (premendo il joystick) su di essi.
Da sinistra a destra nella parte bassa dello schermo trovate:
Il pulsante shuffle abilita/disabilita la riproduzione casuale delle playlist (solo per audio)
Il pulsante Play avvia la riproduzine
I tasti di scelta rapida per selezionano/deselezionano tutti i file nella cartella corrente (solo per audio)
Il pulsante cancel/exit

Una volta avviata la riproduzione troverete i comandi comuni a tutti player audio/video, che varieranno a seconda dell skin selezionato. Qui di seguito un esempio:

Tasti rapidi del joystick

Navigazione nei menu:
|__ –> diminuisce luminosità
__| –> aumenta luminosità
BACK –> torna alla modalità precedente
MAP –> avvia riproduzione

Joystick:
UP –> alto
DOWN –> basso
RIGHT –> dx
LEFT –> sx
ENTER –> conferma selezione
Rotella –> muove il cursore dx/sx nei menu e a alto/basso nella playlist
Per uscire dalla modalità di scorrimento nella playlist premere Back

Durante la riproduzione:
|__ –> diminuisce luminosità
__| –> aumenta luminosità
BACK –> torna alla modalità precedente
MAP –> conferma selezione
DEST –> muto
REPEAT –> diminuisce volume
LIGHT –> aumenta volume
MENU –> visualizza menu (video) o abilita la selezione pulsanti (audio)
DOWN –> prossimo brano
UP –> brano precedente
RIGHT –> avanti 10 secondi nella riproduzione
LEFT –> indietro 10 sec nella riproduzione
Rotella –> avanti/indietro 10 secondi nella riproduzione

Nel menu del video o nella modalità selezione audio:
MENU o BACK –> nasconde il menu del video o disabilità la modalità selezione audio
LEFT –> navigazione dei comandi presenti
RIGHT –> navigazione dei comandi presenti
ENTER –> aziona il comando selezionato
|__ –> diminuisce luminosità
__| –> aumenta luminosità

Per uscire dallo screen saver premere il tasto MENU

Resume

Per riprendere la riproduzione dell’ultimo file audio/video

E’ possibile anche selezionare "Autoresume" che permette all’accensione il riavvio automatico dell’ultimo file riprodotto.

Scelta delle opzioni

Per la configurazione di:

  • Audio skin
  • Video skin
  • Altro

Selezione skin audio

Selezionare lo skin preferito premendo sul nome del file, un’anteprima comparirà a sinistra.

Per configurare lo skin prescelto premere il tasto Play

Selezione skin video

Selezionare lo skin preferito premendo sul nome del file, un’anteprima comparirà a sinistra.

Per configurare lo skin prescelto premere il tasto Play

Menu opzioni

Permette la configurazione di:

– Default paths (NON per Carminat)

– Screen saver

– Diaporama (visualizzatore di immagini)

– FM transmitter (NON per Carminat)

– Small text: cambia la dimensione del font nella schermata di selezione dei file audio/video.

Configurazione screen saver

Abilità/disabilità lo screen saver e ne configura il ritardo di attivazione.

Configurazione diaporama

Attiva/disattiva il visualizzatore di immagini

Seleziona la cartella dove le immagini sono state salvate

Seleziona il ritardo tra le immagini riprodotte

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Manca money

Il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, ne ha inventata un’altra. La notizia non è certo una novità, ma in Italia la cosa non è ancora molto risaputa, quindi ve la dico: si tratta di Square. Vai sul sito, crei un account, lasci i tuoi dati e ricevi a casa un piccolo, piccolissimo lettore di carte di credito, che puoi applicare al tuo smartphone. A cosa serve? Semplice, ad accettare pagamenti con carta da credito da parte di chi non ha la possibilità di "permettersi" un POS, sia per la burocrazia necessaria, sia per il fatto che lo userà poco o niente.

Vi faccio un esempio: ho un hobby, produco manufatti e vorrei venderli. Ormai moltissime persone utilizzano la carta di credito, e io perdo un sacco di potenziali clienti. Come faccio? Semplice, con l’aggeggino di Square potrò accettare pagamenti con la carta! E’ un po’ come succede con Paypal per i pagamenti via internet, solo che con Square siamo nella vita di tutti i giorni. Basta una commissione alla società di Dorsey e il gioco è fatto. Geniale, no?

Anche Google si è buttata nel business dei pagamenti. Google Wallet funziona così: tu scarichi l’apposita app sul tuo smartphone e, diciamo così, memorizzi le tue carte di credito. Quando trovi un negozio che aderisce al rpogramma di pagamenti tramite smatphone, ti basterà avvicinare il tuo giocattolino elettronico preferito (cioè il telefonino, come si diceva una volta) ad un sensore, per poter effettuare il pagamento. Questo sistema usa la tecnologia NFC (ne ho parlato anche in questo articolo), che permette la comunicazione tra apparecchi elettronici a breve distanza, quindi bisogna avere un cell che supporti tale sistema.Mi sembra che finora l’unico sia il Samsung Nexus S.

Per ora qui nel Belpaese questi sistemi non sono ancora utilizzabili, ma ne frattempo pare che Paypal si stia incazzando parecchio….e comunque il risultato sarà che spariranno i portafogli e i bei biglietti da centomila saranno solo un pallido ricordo… ve li ricordate i "Caravaggio" ?? Maledetta tecnologia!! Mentre il telefono farà sempre più cose e quindi diventerà sempre più indispensabile. Adesso fa anche da lettore di carte di credito e… da carta di credito lui stesso. La prossima? Aprirà la porta di casa!

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La forza della natura

C’è la crisi. Ci si arrabbia: si fa fatica a trovare lavoro, si guadagna meno, ci sono meno garanzie. Tutto questo è malinconico, triste, ma fa proprio arrabbiare.

E poi basta guardare la tv e si sentono solo brutte notizie: omicidi, stupri, rapine, rapimenti, furti, scippi, truffe.

Per non parlare della politica e dell’economia internazionale: fallimenti, paure, disastri

Ma (purtroppo) c’è di peggio. In queste ultime settimane anche in Italia la forza della natura ha fatto delle vittime. Quando perdi la tua attività… deve essere devastante: il tuo mondo, la tua vita, tutto cancellato. Quando perdi la tua casa, ancora peggio: il tuo mondo, la tua vita, cancellato. Ma c’è ancora di peggio: c’è chi ha perso la vita. E se i soldi persi sono, in qualche modo, con una fatica sempre più gravosa, recuperabili, se la vita può ricominciare in qual che modo… la morte, quella… è irreversibile. Non si può ricostruire, non si può ricominciare. La morte è irreversibile.

E quindi la crisi, i soldi, i guadagni, il lavoro, la casa, diventano, di colpo, problemi di secondaria importanza.

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Tavolozze autunnali

Ecco qualche foto che ho scattato lo scorso weekend nei dintorni di Brallo.

 

Per vederle meglio basta cliccarci sopra.

Bella questa, eh? A me piace un sacco…

Queste tre le ho fatte sulla strada che porta a Pregola, la prossima invece rappresenta un Bambi sopra Corbesassi. E’ un… boh? Capriolo? Cerbiatto? Cervo a primavera? Stambecco? Daino? Alce? Gnu? Bufalo? Renna? Bue Muschiato? Va beh.. quello li insomma.

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Big Brother is watching you

Domande sul "Grande Fratello" televisivo:

1) Perchè i concorrenti sono sempre e tutti vittime di isteria collettiva improvvisa e cronica? Urlano sempre. Entrano nella casa: "AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHH". Gli fanno una sorpresa: "AAAAAAAAAAAAAAAAAH". E che due palle!

2) Pianto facile. Anche i più duri, dopo tanto tempo (o anche dopo poco tempo) nella casa sono facilmente soggetti alle lacrime. Basta che gli si dica: "mamma" e giù pianti ininterrotti. Il fatto è che c’è gente che piange alla prima puntata!

3) Non si può neanche più dire che il GF sia "TV spazzatura" in quanto, ahimè, ormai c’è di ben peggio in giro (come i telegiornali che mi fanno vedere il cadavere di Geddafi insanguinato all’ora di cena). Detto questo, non mi spiego nel modo più assoluto quelli che dicono ai propri parenti "spero che tu sia orgoglioso di me". Ma orgoglioso di cosa, scusa? Come se io andassi a Domenica In e dicessi "la mia famiglia sarà orgogliosa di me". Stanno partecipando a un programma televisivo, non hanno mica dimostrato alcunché !!

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Etichette delle scarpe

Dopo il post sulle etichette di lavaggio e affini, oggi vi parlerò delle etichette obbligatorie che devono esserci sulle calzature destinate alla vendita al consumatore finale. 

Molto spesso ci sono solo dei simboli, senza nessuna scritta, pertanto è importante conoscere il significato di queste immagini.

Nell’etichetta ci saranno tre simboli che rappresentano le tre parti della scarpa, accomganati da simboli che indicano il materiale usato. Eccoli:

simbolo di tomaia TOMAIA: è la superficie esterna della calzatura, attaccato alla suola esterna.
simbolo rivestimento tomaia e suola interna RIVESTIMENTO TOMAIA E SUOLA INTERNA: fodera e sottopiede che costituiscono l’interno della calzatura.

simbolo suola esterna

SUOLA ESTERNA: superficie inferiore della calzatura, attaccata alla tomaia e soggetta ad usura e che costituiscono l’interno della calzatura.

I materiali usati possono essere i seguenti:

simbolo di cuoio e pelle CUOIO E PELLE
Indica la pelle od il pellame di un animale che conservi la sua struttura fibrosa originaria, debitamente conciato in modo che non marcisca.
I peli o la lana possono essere asportati oppure no.
Il cuoio è anche ottenuto da pellami o pelli tagliati in strati o in segmenti, prima o dopo la conciatura.
I fogli composti da particelle fibrose, pezzetti o polveri (derivanti da pelli o pellami disintegrati meccanicamente o ridotti mediante procedimenti chimici, prevedendo anche l’utilizzo di elementi leganti) non sono considerati cuoio.

L’eventuale strato di rivestimento del cuoio non può essere superiore a 0.15 mm.

simbolo di cuoio pieno fiore CUOIO PIENO FIORE
Indica la pelle che comporta la grana originaria della pelle, quale si presenta quando l’epidermide sia stata ritirata, e comunque senza che alcuna pellicola di superficie sia stata eliminata mediante i procedimenti di sfioritura, scarnatura o spaccatura.

simbolo di cuoio rivestito

CUOIO RIVESTITO
Si tratta di prodotto nel quale lo strato di rivestimento del cuoio (o l’accoppiatura a colla) non supera un terzo dello spessore totale del prodotto, ma è comunque superiore a 0.15 mm.
simbolo di materie tessili MATERIE TESSILI naturali e sintetiche o non tessute
Si tratta dei prodotti disciplinati dalla legge 883/1973 (che recepisce la direttiva 71/307/CEE), dal D.P.R. 515/76 regolamento di esecuzione della legge 883/73, dalla legge 669/86 (che recepisce la direttiva CEE n. 83/623) e dal D.M. 12.10.1987 (che recepisce la direttiva 87/140/CEE).
simbolo di altre materie ALTRE MATERIE diverse da quelle descritte

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Android

Il nome di Andy Rubin assomiglia molto alla parola Android. Rubin è a tutti gli effetti il papà del sistema operativo installato sulla maggior parte dei cellulari in questo momento: Android, appunto.

Andrew, detto Andy, ha un record personale: ha lavorato per Apple, Microsoft e ora Google. Niente male, eh? Lui dice che Apple e Google si assomigliano un po’: entrambe hanno una mentalità quasi da startup, hanno sempre voglia di innovare. Microsoft invece punta su prodotti in cui la sua posizione di mercato è già consolidata e offre raramente grandi innovazioni.

Io penso che Apple sia sempre un passo avanti (e questo non è detto sempre che sia un bene), cerchi prodotti che funzionino in futuro, li realizzi nel migliore dei modi (per loro, ovviamente), li crei in modo da tenere sempre legati i consumatori all’azienda (ad esempio:le app di iPhone le puoi scaricare solo dal loro market, dove sono presenti solo app controllate e certificate da Apple). Poi riesce a dare a questi prodotti un appeal che altri non hanno….e se lo fa pagare profumatamente.  E questo fa si che anche con fette di mercato ridotte Apple fatturi tantissimo. Molto spesso non inventa nulla, anzi. Tutte cose già inventate da altri. Ma le sanno vendere benissimo, ed è questo che conta. Microsoft è un’azienda tradizionale: fa prodotti vendutissimi e punta su quelli. Ogni tanto li rinnova un po’, in modo da migliorarsi e stare sempre al passo del mercato. E i fatti gli danno ragione: vende tanto e fattura tanto. Google ormai sforna quasi settimanalmente un nuovo prodotto: mappe, libri, email, ricerca immagini, ecc ecc. In questi giorni è uscito pubblicamente Google+, il social network della grande G (una specie di Facebook, per intenderci). Ogni tanto scopro qualche servizio di Google che non conoscevo: ieri ho conosciuto il metodo per cercare un’immagine simile a quella che gli passi tu. Quindi Google innova tantissimo, "butta via" un sacco di soldi in servizi che magari non escono mai dalla fase beta (e magari neanche alfa), ma quelli che fa sono veramente avantissimo. Cito ancora una volta quanto mi è stato utile Google Libri per la mia tesi di laurea.

Una di queste tante innovazioni è proprio il sistema operativo Android.


Andy Rubin

Nel 2003 (preistoria) Rubin fonda Android Inc. con l’idea di sviluppare un sistema operativo per cellulari, che secondo lui sarebbero diventati sempre più sofisticati fino a diventare quasi dei computer. Ci aveva visto lungo! Lui stesso qualche anno prima aveva realizzato una specie di smartphone, ma i tempi non erano ancora maturi. Due anni dopo si presenta da Larry Page e Sergey Brin e gli offre il uso prodotto. I due credono nel progetto (beh se c’è una ditta che vede avanti e cerca sempre dei buoni business nuovi, quella è proprio Google), acquistano Android, danno pieni poteri a Rubin… e anche un sacco di soldi per portare avanti il progetto.

Soltanto tre anni fa il mercato era dominato da Symbian, fresco acquisto di Nokia. Il 65% dei cellulari venduti nel 2008 aveva quel sistema operativo. Android era al 3%. Sono passati tre anni e nel 2011 Android la fa da padrone col 35%.

La sua forza? E’ un sistema open source, a differenza di quasi tutti gli altri. Non ha controlli sulle applicazioni, a differenza di Apple iOS, che può scaricarle solo dal controllatissimo (e molto redditizio) Apple Store. Tant’è che esistono attualmente oltre 300 dispositivi sul mercato che montano Android. Io per esempio sono un felice possessore di un Samsung Galaxy Next e devo dire che mi trovo benissimo. Dicono che la qualità delle applicazioni Apple è ancora lontana, ma io trovo comunque tantissime applicazioni. Un piccolo esempio delle app che ho istallato: Televideo, Pagine Gialle, eBay, Facebook, Gmail, Twitter, RssDemon, ilMeteo, YouTube, Google+, Angry Birds, Barcode Scanner, Bubble Blast 2, YouTube, PCMReconrder, gReader, PhotoLab, RockPlayer, RssDemon, SoundHound… Insomma, c’è di tutto. Provare per credere.

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Vorrei

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Aneddoti 18

Primo giorno di apertura a settembre, entra un tizio.

"Posso provare quella giacca da un euro?"
"Certo, eccola"

Il tizio si specchia un attimo, poi con una nonchalance incredibile, prende la porta e se ne va lungo Via Cavour. Rimango basito un attimo… penso che magari sta guardano la giacca alla luce del sole. Poi vedo che se ne sta proprio andando. Non ci credo: mi sta portando via una giacca da… UN euro ??? Esco per vedere se realmente se ne sta andando e in quel mentre il tizio fa retromarcia (dopo aver fatto circa una decina di metri) e torna dentro.

"No, ho cambiato idea, non mi sta bene, è piccola, non la prendo"

e se la toglie

"Ok, va bene"

e il tizio stava li ad aspettare…

"Ha bisogno qualcosa?"
"Si, non la prendo più la giacca"
"Ho capito… e quindi ?"
"Mi devi restituire un euro"
"Guardi che non l’aveva pagata"
"Ah, non l’avevo pagata?"
"No"
"Va bene"

Prende la porta e se ne va.

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————————————–

Un venerdì a mezzogiorno entra una ragazza.

"Ciao, ho un buono di 30 euro, avevo riportato delle cose"
"Va bene"
"Ok, allora ti ricordi, no?"
"Sinceramente no, ma sai com’è, capita spesso che qualcuno abbia dei resi e noi gli facciamo il buono, guarda pure se c’è qualcosa che ti interessa"

Quando stiamo per chiudere per pranzo le chiedo se ha trovato qualcosa. Mi dice che vuol prendere qualcosa per il moroso. Una felpa, una paio di jeans. Benissimo, vieni pure alla cassa. Eh no, adesso vuol guardare qualcosa per lei. Noooo, ho già capito, questa qui mi fa stare qui fino all’una solo per fare un cambio. Eh va beh il cliente ha (quasi) sempre ragione. Allora prende tre magliettine per lei. Ok, si va? No, deve vedere le scarpe, sempre per lei. Finalmente andiamo alla cassa. Abbiamo abbondantemente superato il valore del buono, quindi c’è da pagare la differenza.
Tragedia: è senza soldi, devo aspettarla mentre va a ritirare al bancomat in Piazza Duomo. Ok, la aspetto, abbiamo fatto 30 e facciamo pure 31. Allora si mette a rovistare nella borsetta. Non disponendo di portafogli ha tutto buttato li a caso: documenti, fogliettini, fazzoletti, ecc. Ma del bancomat non c’è traccia. Cerca cerca e cerca, ma non c’è. Nooo, e per fortuna che se n’è accorta qui, altrimenti l’avrei dovuta aspettare per niente.

"Facciamo così, passo oggi pomeriggio"
"D’accordo"
"Inizio a prendere la merce in cambio del buono da 30 euro, il resto passo oggi a pagarlo"
"Si ma me lo devi dare il buono"
"Ah si? Non ce l’ho, ce l’avrò a casa"
"Senza buono non ti posso dare la merce. Facciamo una bella cosa, intanto che cerchi il bancomat cerchi anche il buono e ci vediamo oggi pomeriggio"
"Certo, alle tre e mezza sono subito qui"

Ovviamente arriva alle sei e mezza, coi soldi in contanti, ma… senza il buono!

"Eccomi, ti pago la merce in più e prendo tutto"
"Si, ma mi devi dare il buono"
"Ah, non ti fidi?"
"Non è questione di fiducia, altrimenti a cosa serve il buono?"
"Mamma mia, non ti fidi, e va beh… vengo domani col buono"

Ma secondo voi quanta pazienza devo avere con questi personaggi ?? Per la cronaca è tornata il giorno dopo con ‘sto benedetto buono…

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Il negozio

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Trentunesima puntata

Se si spengono le luci dei negozi qualcosa scompare per sempre, finisce la vita urbana così come l’abbiamo conosciuta per secoli. La bottega è il luogo in cui un mondo minimo di adulti e di bambini, di anziani e di giovani, di più e meno agiati si incontrano, si conoscono, si scambiano non solo beni ma anche notizie e cultura e sono il luogo piccolo e solido in cui si forma la vita sociale delle città” .
(Da un articolo di Furio Colombo, giornalista, scrittore e politico  su “la Repubblica”, 1996)

Tra le tante categorie di distribuzione al dettaglio, prendiamo in considerazione quella del negozio, inteso sia come negozio tradizionale, sia come attività commerciale avviata con una delle formule innovative di cui sono già stati citati esempi.
Questo canale di vendita ha delle caratteristiche peculiari di lunga tradizione, specialmente in Italia, è caratterizzato da una propria immagine e utilizza opportuni strumenti di comunicazione per la vendita.
Alcuni degli aspetti considerati possono essere comuni anche ad altri canali distributivi, ma in questo capitolo vogliamo comunque focalizzare l’attenzione sul piccolo dettaglio.


Esterno del negozio Sportler di Brunico BZ

Sebbene negli ultimi anni la media e grande distribuzione abbia in parte offuscato il dettaglio tradizionale, quest’ultimo torna a essere percepito come elemento integrante e essenziale di un moderno sistema distributivo, in grado di soddisfare esigenze di specifiche nicchie di mercato. Inoltre il commercio di prossimità è un punto di riferimento per le fasce di popolazione più avanti nell’età, per le popolazioni dei comuni più isolati, ravviva il territorio, svolge dunque una funzione sociale e di socializzazione importante. Un po’ ovunque, inoltre, molti dettaglianti tradizionali hanno intrapreso un processo di rinnovamento e di riconversione, puntando su prodotti di elevata qualità o che si collocano in particolari settori del mercato, e su un elevato livello di professionalità e di servizio al cliente.
 

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Benny Benassi

In questo periodo nella musica dance vanno alla grande i DJ / produttori francesi: David Guetta, Martin Solveig, Bob Sinclar, ma a me piace fare un omaggio a un producer di casa nostra: Benny Benassi di Reggio Emilia. In realtà Benny Benassi non è una persona, è un "prodotto", un mix di due persone: i cugini Marco e Alle Benassi, che per un periodo di tempo si sono firmati anche come "Benassi Bros".

Marco è il volto, il personaggio, è quello che fa il DJ nelle discoteche, i Dj set, quello che ci mette la faccia. Insomma, per il pubblico è "Benny Benassi". Alle invece sta chiuso in studio e crea le canzoni che diventeranno delle hit, perlomeno negli ambienti della musica elettronica. Eh si perché Benassi (mi piace pensarlo come una persona sola) fa una musica che spesso non ha un appeal commerciale come i deejay sopracitati, è un po’ cattivello e quindi sfugge spesso alle classifiche, rimanendo confinato nell’ambito delle discoteche, difficilmente questa musica raggiunge la classifica.

Ricorderete tutti (beh forse non proprio tutti) il suo primo e più grande successo: "Satisfaction" del 2002. Quello si che è andato in classifica. Eccolo:

Dopodichè ci sono state tante altre hit, e soprattutto tante altre collaborazioni. Pensate che Benassi ha vinto un Grammy in America per il miglior Remix (ha remixato il mitico Bring The Noise dei mitici Public Enemy). Tanto per farvi capire il personaggio, nella classifica dei migliori DJ del mondo è attualmente settimo (fonte: thedjlist.com/djs/) (per la cronaca Guetta è quinto, Sinclair è 31esimo). Ha collaborato con Madonna, i Black Eyed Peas, Kelis, Planet Funk… mica baubau miciomicio, ha fatto un remix ufficiale di una canzone di Britney Spears che è stato pubblicato nel suo album (di Britney intendo). Insomma lavora ad alti livelli, e infatti frequenta i templi della musica elettronica, uno tra tutti il Ministry of Sound di London, zona Elephant & Castle dove io, modestamente… stetti!

Negli anni la sua produzione ha alternato brani cattivelli a cose più tranquille e più orecchiabili. Dall’ultimo album quindi vi segnalo la cattivella "Good Girl" e la tranquilla "Cinema"

 

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Cartoline da fronte

Stavo guardando delle vecchie cartoline… e volevo sottoporvi queste tre:

Questa mi ha colpito per la poetica.

Questa mi ha colpito per l’indirizzo!! O meglio per il nome.

Questa mi era arrivata in UK !! Che figata!!!

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