fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Vetrine spaccate

Era il luglio 2001. Io da qualche tempo ero un frequentatore di un forum creato da due amici, dove l’argomento principale avrebbe dovuto essere l’Oltrepo, ma in realtà si parlava un po’ di tutto. Era, per capirci, una bacheca, un antenato delle discussioni su Facebook (si lo so che molti di voi lo sanno cos’è un forum… ma molti non lo sanno!). In quel periodo si parlava del G8 che si stava svolgendo a Genova, delle proteste dei No-Global e della morte del ragazzo, Carlo Giuliani.

Mi rimarrà sempre in mente una discussione con Red Star, a cui ho pensato anche in questi giorni, quando Roma è stata messa ferro e fuoco dai famigerati Black Bloc.
Io sostenevo che la protesta, qualunque essa sia, è più che legittima, è uno dei diritti fondamentali che ogni democrazia deve sostenere. Diverso è il discorso di chi sfasciava vetrine e bruciava auto e cassonetti. Quando usi la violenza, soprattutto a danno di chi non c’entra nulla, passi inevitabilmente dalla parte del torto, anche se le tue posizioni sono le più giuste del mondo. Eh si, perché che senso ha demolire l’auto di uno sventurato, magari con problemi ben più grossi dei tuoi? L’unico risultato è aggiungergli problemi, e fare in modo che anche se lui prima la pensava come te, adesso non vede l’ora che venga un celerino a picchiarti col manganello.

Red Star sosteneva invece che, in questo mondo dove i media parlano di te solo se fai qualcosa di "eccezionale", fuori dalle righe, l’unico metodo per farsi realmente sentire, per farsi notare, è quello di compiere quegli atti. Non credevo alle mie orecchie… pardon.. ai miei occhi. In pratica mi diceva che spaccare le vetrine era giustificabile, anzi giusto, visto che era l’unico modo di farsi sentire. E quindi anche tirare estintori, pietre, molotov… Pazzesco. Io allora gli rispondo di immaginarsi uno che ha un negozio, e magari parteggia anche per la protesta, quando si ritrova la propria attività distrutta da quelli che lui pensava fossero suoi amici. Il tizio mi risponde che in realtà i black bloc distruggono solo i negozi delle catene multinazionali, che sono assicurati e non patiscono più di tanto. Ma che discorso del ca..volo è? Allora io dico che è giusto ammazzare gli anziani, tanto hanno poco tempo da vivere, oppure che è lecito violentare quelle che vano in giro in minigonna, visto che se la sono cercata, o magari che va bene rubare alle banche, tanto hanno tanti soldi!!! Ma questo qui è matto. Vuoi la guerra? E allora gli propongo la seguente scena: io mi metto nella mia vetrina del mio negozio con un bel fucile in mano, in attesa. Il primo pirla che arriva e mi spacca la vetrina io prendo la mira e…pum! Lo faccio secco. Perché ricordiamoci che anche il diritto alla proprietà è un diritto sacrosanto. Visto che qui giustifichiamo tutti, giustificheranno anche me, no?? Eh no! Io difendo un mio falso diritto padronale, non posso uccidere il teppista… pardon… il bravo ragazzo che non ha fatto mai male a nessuno… ha solo rotto una vetrina, poverino. Anzi, facciamolo santo.

Visto che su di me la tattica non funziona, provo a girarla su di lui: tu hai un’auto? Saresti contento che i tuoi amichetti la incendiassero? Diresti: va beh ragazzi, fa lo stesso, va bene così, viva la revolucion! ?? Sapete cosa mi rispose?
"Ma comunque non stiamo li a fare ipotesi senza senso, tanto tu il negozio ce l’hai a Voghera, e a Voghera di sicuro non faranno mai una manifestazione i Black Bloc, quindi stai tranquillo"

Finchè ci saranno queste teste in giro ci saranno sempre questi disastri. E infatti anche l’altro giorno abbiamo visto… bravi, complimenti. E poi gridate al complotto, ma fatemi il piacere… Prima poi succede il fattaccio e poi si va a piagnucolare "era un bravo ragazzo". Si come no: col berretto in testa, la sciarpa in faccia e la mazza in mano. Ma vaaaaaaaaaa……………..


Quel Bravo Ragazzo de Er Pellicca lancia un estintore sapendo benissimo che difficilmente la polizia glia avrebbe sparato addosso, per non creare nuovi martiri.

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Made Expo

La scorsa settimana sono stato a Milano al Made Expo, la fiera dell’edilizia, design e architettura. Da profano, anzi da profanissimo, vi dirò le mie impressioni. La prima cosa che salta agli occhi è che la parola d’ordine è: isolamento. Ci sono i sistemi per isolare il tetto, le pareti, gli infissi, i pavimenti, i cassonetti, i cortili, ecc.

Gli infissi ormai hanno tutti almeno 3 vetri, di diverso spessore e con intercapedini d’aria. Sono inoltre costruiti in modo che non passa uno spiffero neanche accompagnato dalla guida alpina più esperta. I muri esterni sono straisolatissimi: 10, 15, 20 e più centimetri di materiale isolante, con sopra l’intonaco. Ho visto sistemi costruttivi che permettono facilità e rapidità di posa, accompagnati da perfetto isolamento. Questo è fatto coi materiali più disparati: la vecchia lana di vetro è scomparsa, ora ci sono dei polistiroli di vario tipo, oppure sughero oppure truciolato di legno compresso.

Una cosa particolare l’ho scoperta per la realizzazione dei cortili: grazie a degli speciali strumenti si fa molto prima, si risparmia materiale e il cortile rimane isolato dall’umidità e fa defluire l’acqua. Ottimo. Chissà se tutte queste cose poi nella realtà funzionano come promettono. Poi ho visto i coppi fotovoltaici: sono tegole con già inserito un piccolo pannello per la produzione di energia elettrica. In un altro settore ho visto dei laterizi molto strani, erano mattoni di forme particolari che permettevano un circolo dell’aria con funzione, indovinate un po’, di isolante. Un espositore mostrava addirittura un metodo molto strano per le pareti esterne: venivano ricoperte di vegetazione! C’era addirittura il basilico! Altrove ho scoperto che i coppi non vengono più adagiati direttamente sul tetto, ma rialzati in modo da far circolare l’aria. E poi ho visto tanti sistemi di riscaldamento: a parete, a pavimento… addirittura a soffitto!

E poi e poi e poi… e poi tante altre cose, tra cui le ditte che costruiscono le case prefabbricate in legno "chiavi in mano", con addirittura l’impianto elettrico già bell’e pronto. Comodo se uno vuol costruirsi un bungalow in poco tempo. Oppure la presa d’aria che non fa passare i rumori. Oppure… insomma ho visto tante cose, che magari per un esperto del settore sono normalissime, ma per me erano tutte cose nuove, quindi ho imparato qualcosa in più. 

 

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Paperoga

Paperoga è un personaggio dei fumetti di Walt Disney. E’ il cugino di Paperino, e lo coinvolge sempre in qualche impresa assurda. Eh si, perché Paperoga è un po’ svampito come Pippo, confusionario più di Paperino, ma talvolta un pelino meno sfortunato. Adora buttarsi sempre in un qualche corso per corrispondenza dei più improbabili, per poi credere di essere un genio nella materia. A questo punto va dal cugino e con qualche artifizio riesce sempre a farsi aiutare, per finire inesorabilmente a creare qualche casino (di cui sarà inevitabilmente Paperino a prendersi le colpe maggiori). Tra l’altro è suo collega alla redazione del Papersera, il quotidiano di zio Paperone.

Paperoga è talmente stravagante e ingenuo che non riesce a diventare mai antipatico, anche quando combina i disastri più impensabili, riuscendo (quasi) sempre ad uscirne indenne. Ha i capelli lunghi (ma i pepari hanno i capelli?) coperti sempre dall’inseparabile cuffione rosso che fa pendant con la maglia dello stesso colore. E’ molto simile al personaggio di Sgrizzo, che però è ancor più esasperato nei tratti di disastro vivente.

Altri personaggi che ruotano intorno alle avventure di paeroga sono Paper-Bat, il supereroe mascherato e sgangherato (è sempre lui, travestito); il suo gatto Malachia e il suo nipotino Pennino, coetaneo di Qui, Quo e Qua.

Recentemente sono state pubblicate nuove avventure del papero marinaio Moby Duck. Quando ero piccolino il suo aiutante mozzo era Paperotto, ora è stato sostituito da un certo Paper Hoog, che nel nome e nel carattere assomiglia molto a Paperoga.

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Google Street View a Voghera?

Ieri ho visto questa automobile girare per Voghera. Probabilmente stava facendo le riprese per Google Street View

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Siro del Brallo – 2

Seconda puntata dei racconti di Siro del Brallo: il suo vero nome, il suo paese di origine, la sua famiglia, le scuole, il suo arrivo a Brallo, i primissimi passi nel commercio, l’incontro con la futura moglie.

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Scorciatoie da tastiera

Utilizzando il computer, ci sono tanti comandi che per essere avviati devono ricevere un click del mouse… ma alcuni si possono attivare anche tramite la pressione di una serie di tasti. Queste sono le cosiddette "scorciatoie da tastiera". Quando sono utili? Specialmente quando stai scrivendo, o comunque stai usando la tastiera: in questo modo se conosci i tasti giusti risparmi tempo nel compiere queste operazioni.

Esistono per tutti i sistemi operativi e per tutti i programmi. Eccone alcuni (non sono validi sempre e comunque, diciamo che sono applicabili alla maggioranza delle applicazioni nella maggioranza dei sistemi operativi. Ogni software fa storia a sé)

ESC è il più famoso, serve a chiudere la finestra attiva, a uscire dai programmi, ecc.

F1 apre la guida

F2 rinomina il file o la cartella selezionata in quel momento

e per i tasti del mouse? Il tasto sinistro è sostituito da INVIO, mentre il tasto destro da MAIUSC + F10.

per chiudere la finestra attiva si usa il celeberrimo ALT + F4, ma ancora più famoso è il trio CONTROL + ALT + CANC, che apre la finestra di controllo per la gestione delle applicazioni, oppure, in casi  estremi, il riavvio dell’intero sistema operativo

Ma il mouse viene usato anche per aprire i menu. Con la tastiera come si fa? Facilissimo, con ALT + SPAZIO

E quel maledetto tasto "Windows" a che cosa serve?  In combinazione con altri tasti a qualcosina serve, vediamo come (ovviamente sui sistemi Windows):

WINDOWS + R apre la finestra ESEGUI
WINDOWS + E apre ESPLORA RISORSE (attualmente chiamata COMPUTER)
WINDOWS + F apre la finestra di ricerca
WINDOWS + M minimizza tutto
WINDOWS + D mostra desktop
WINDOWS + B passa alla barra delle applicazioni

Poi ci sono quelle cose che non potete non sapere: le combinazioni più comuni con il tasto CONTROL (che è quello con scritto Ctrl, per intenderci!!! Una volta ad un amico spiegavo di premere CONTROL + ALT + CANC  e lui non riusciva perchè sulla tastiera aveva scritto CTRL + ALT + DEL… santa pazienza…)

CTRL + X taglia
CTRL + C copia
CTRL + V incolla
CTRL + Z annulla
CTRL + Y ripristina oppure "fai ancora una volta l’ultima operazione fatta"

E per cancellare? Sapete che si usa CANC, ma fose non sapere che con CANC + CTRL cancellerete un’intera parola. Allo stesso moda funziona il tasto BACKSPACE che cancella un carattere, mentre CTRL + BACKSPACE cancella un’intera parola.

A volte succede che, mentre stiamo scrivendo, dobbiamo muovere su e giù il mouse per selezionare il formato di ciò che stiamo scrivendo. Anche qui ci viene in aiuto la tastiera.

CTRL + G grassetto
CTRL + I corsivo (i sta per italico)
 

…ma poi ce ne sono tantissime: in pratica ogni programma usato ha le sue "scorciatoie", quindi io vi invito ad imapare ad utilizzare quelle dei programmi che usate di più. Per esempio io per navigare uso Firefox e per esempio uso CTRL + T per aprire una nuova scheda, CTRL + N per aprire una nuova finestra, CTRL + R per ricaricare la pagina

ecc.

Come fare ad impararle? Semplice, nel menu, a fianco del comando c’è anche indicato l’eventuale combinazione di tasti equivalente.  Per esempio per aggiungere questa pagina ai preferiti premete CTRL + D !!


Se non avete abilità nelle dita potete usare questo strumento…

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Dei delitti e delle pene

Ieri hanno liberato Amanda e Raffaele. Assolti in appello per non aver commesso il reato. E tutti gli altri? In questi ultimi anni ci sono stati (ahimè) tanti delitti che hanno dato adito alle chiacchiere da bar: colpevoli o innocenti? Adesso farò anche io i miei ragionamenti ignoranti da bar.

Iniziamo proprio da Perugia: il 1 novembre 2007 la studentessa inglese Meredith Kercher viene uccisa. Chi è stato? Mentre i due ex fidanzatini sono stati assolti, il loro presunto complice (anzi secondo alcune ricostruzioni il principale autore del delitto) Rudy Hermann Guede è stato già condannato in via definitiva a 16 anni. Secondo me è andata così: erano tutti fatti come dei bianconigli, volevano combinare qualcosa di  un po’ più spinto, Meredith non ci stava e alla fine è successo il fattaccio. E’ anche possibile che Amanda fosse talmente stonata che magari non si ricorda neanche bene cosa è successo, e che quindi dentro di se pensi di essere innocente… fatto sta che qui siamo di fronte ad un’ingiustizia: se sono colpevoli non li dovevano liberare e se sono innocenti non dovevano tenerli 4 anni in carcere!

Poi c’è il caso di Avetrana: il 26 agosto 2010 Sarah Scazzi viene uccisa. Secondo me è stata la cugina Sabrina con la complicità della madre (e quindi zia di Sarah) Cosima. Lo zio Michele è stato poi costretto ad aiutare le due arpie a nascondere il cadavere. Per la carità, le sue belle colpe ce le ha anche lui, ma io dico che l’omicida è donna.

E Salvatore Parolisi? E’ stato lui ad uccidere la moglie Melania Rea il 20 aprile 2011? A mio parere è stato lui: aveva paura che qualcuno sgamasse le sue tresche con le reclute. O magari lei lo aveva già messo alle strette e lui ha dato fuori di matto.

Delitto di Cogne: la mia versione è la seguente. La Franzoni, a causa di una delle tante misteriose zone oscure del nostro cervello (chiamatela depressione, raptus, malattia mentale… boh?) ha ucciso suo figlio. Poi lo ha letteralmente cancellato dal suo cervello. Lei è pienamente convinta di non essere stata. E’ in totale buona fede, dentro di sè sa di non essere stata. E invece è stata lei. Che bizzarrie succedono nella materia grigia…

E poi c’è lui: Stasi, imputato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi il 13 agosto 2007. E’ lui? Non è lui? Io mi sono fatto mille idee, ma non ne ho ancora una definitiva. Qui manca il movente, che negli altri delitti si può trovare, per quanto strano possa essere. Qui no, non è mai stato trovato. Voci, pettegolezzi, ma mai una cosa concreta.

"Meglio l’erba del vicino che… il vicino di Erba". In questo caso nessun dubbio, credo: Olindo Romano e la moglie Rosa Bazzi sono i colpevoli della strage di Erba, l’undici dicembre 2006. E Azouz Marzouk, il vicino di casa così odiato dai coniugi assassini l’ha scampata bella.

Invece non ci sono ancora indagati ufficiali per l’orrendo delitto di Yara Gambirasio, scomparsa quasi un’anno fa e poi trovata morta, uccisa.

Cavoli quante brutte storie, a scriverle tutte mi è venuta la nausea…

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Casteggio DOC

C’è in giro un nuovo vino: il Casteggio. In realtà non è nuovo, si faceva già in passato, ma adesso c’è la denominazione ufficiale.

A partire dalla vendemmia 2010 potrà fregiarsi della dicitura "Casteggio DOC" quel vino prodotto a Casteggio e nei comuni limitrofi, invecchiato in botti di rovere per almeno un anno e lasciato riposare in bottiglia. Ma quali sono le regole precise? Vediamole grazie al sito "Wine Break" dell’amico Emanuele Bottiroli.

Il Casteggio Doc, base Barbera (minimo 65%) si può produrre, secondo il disciplinare, solo sul territorio di 7 Comuni: Casteggio, Borgo Priolo, Corvino San Quirico, Montebello della Battaglia, Calvignano, Oliva Gessi e Torrazza Coste. Produzione massima 8.5 tonnellate per ettaro. Il Casteggio Doc dev’essere invecchiato almeno 2 anni e, superati i 3 anni di affinamento, potrà fregiarsi della dizione “riserva”. Il suo colore è rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l’invecchiamento; odore intenso, etereo, delicato; sapore: secco, corposo, armonico; titolo alcolometrico volumico totale minimo 12,50% vol; acidità totale minima  4,5 per mille; estratto non riduttore minimo: 25,0 grammi/litro.

Bello, mi piace come idea. Per prima cosa è bello veder rinascere un nome, tra i vini, che circolava tanti tanti anni fa, il "Casteggio". Poi è bello perchè è un nome forte, è un nome che caratterizza il territorio. Il "Bonarda", il "Barbera", lo fanno dappertutto. Il Casteggio, ovviamente, solo a Casteggio (un po’ come il Salame di Varzi che si fa solo a Varzi – e zone limitrofe). E poi mi piace che ci siano iniziative di questo tipo, che valorizzino i prodotti del nostro territorio: ogni idea è un passo avanti, e un’idea realizzata significa che di passi ne sono stati fatti tanti. E poi mi piace perchè.. è buono! Non ci credete? Beh, per ora, visto i tempi tecnici, non è ancora possibile trovare bottiglie in commercio con la denominazione corretta, quindi dovrete aspettare ancora un pochino, oppure gustare quello degli anni precedenti al 2010, sempre prodotto nello stesso modo. Alla salute!

 

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Tordi viaggiatori

Potrei avere un futuro come portalettere!

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La folie Almayer

Ecco qualche recensione di qualche film che ho visto:

RATATOUILLE (2007). La storia di un topolino che, invece di rovistare tra la spazzatura come i suoi simili, ha il grande sogno di diventare addirittura chef. Un sogno che potrebbe realizzarsi… Carino, la morale è che credendo fermamente nei propri sogni magari prima o poi si avverano.

THE SOCIAL NETWORK (2010). E’ la storia, magari un po’ romanzata, della nascita di Facebook. Si parte da un programmatore geniale, Zuckerberg, un’idea geniale, degli amici e di un sito che ben presto diventa un successo planetario. Storie di innovazioni, tradimenti e litigate. Il film è bello, a me è piaciuto molto.

KUNG FU PANDA 2 (2011). Il primo mi è piaciuto di più, però anche qui ci sono delle scene molto divertenti. Non dico che è più tragico, perché Po riesce a sdrammatizzare sempre tutto con una battuta delle sue, però è meno immediato. La qualità dell’animazione e i dettagli sono strabilianti. Non so dirvi del 3D perché io non guardo film in 3D :-)

AAA CERCASI MARITO. Non c’è molto da dire: classica commedia americana. Una tipa si scoraggia perchè tutte le amiche del college col tempo si sposano e lei rischia di rimanere l’unica zitella. Il lavoro va alla grande, ma per il momento non riesce a trovare l’uomo giusto… finchè…

C’E’ CHI DICE NO (2011). Commedia italiana con Luca Rgentero, Paola Cortellesi e e Paolo Ruffini. Tre ex compagni di scuola si ritrovano e si accorgono che gli altri fanno carriera grazie a raccomandazioni e spintarelle, mentre loro sono quelli che ci smenano sempre. Allora decidono di fare qualcosa… Il film è divertente, fatto bene. Se vi capita guardatelo: non è un film da cineteca, ma vi farà passare una bella serata.

Questo è quanto, per adesso. Ma il titolo cosa c’entra?  E’ il titolo dell’opra di Magritte qui sotto, del 1951.

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Porte Aperte al Castello Visconteo

Qualche malalingua dice che io mi lamento sempre. Beh, stavolta non mi lamento affatto. In questa ultima decina di giorni a Voghera c’è stata la manifestazione "Porte aperte al Castello Visconteo di Voghera", dal 16 al 25 settembre. E’ stata la seconda edizione, dopo il successo dello scorso anno, ed è stata ancor più in grande stile.

C’era ovviamente il castello aperto, con la possibilità di visitare alcune mostre all’interno e quindi, per chi non avesse avuto ancora occasione (come me), visitare il castello stesso. Ci sono state presentazioni di libri, concerti, rievocazioni storiche, ecc. E durante le due domeniche anche il mercatino in Via Cavour  con sfilate di figuranti in costume, falconieri (mi è piaciuto un sacco), sbandieratori, ecc. Insomma: proprio una bella festa, organizzata bene e ben riuscita, niente da dire. Una bella occasione per vivere il vecchio maniero in parte ristrutturato e il giardino realizzato lo scorso anno. L’augurio è che si possa sfruttare tutto questo anche in altre occasioni durante l’anno: visto che sono stati spesi dei soldi per "mettere a posto il castello", sfruttiamolo! Un po’ come succede a Pavia.

Visto che non mi lamento sempre?

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39938

No, non è un CAP, nè un numero di telefono. Sono gli abitanti che potrebbe avere presto Voghera. Secondo Wikipedia gli abitanti dell’antica Iria sono esattamente uno in meno, ma in questi giorni un signore che ha attualmente il domicilio in Via dei Prati nuovi ha chiesto al giudice di Pavia, una volta scaduti i termini della sua forzata dimora presso tale albergo, di poter trovare casa in zona, visto che avrà la libertà vigilata. Il signore è siciliano, ma l’aria oltrepadana lo aggrada a tal punto da lasciare la sua amata terra per trasferirsi qui. D’altronde il babbo, Totò, è in "vacanza" e il rapporto con gli amici, si sa, dopo un po’ che non li frequenti non è più lo stesso di una volta. Quindi perchè non approfittare dell’ospitalità di questa ridente cittadina di pianura? Il suo paese d’origine è in collina, ma anche qui potrà farsi dei bei giretti tra le vigne, se crede.


Veduta di Voghera di qualche annetto fa. Potete vedere il castello e le ciminiere in lontananza

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Etichette di lavaggio

Etichette queste sconosciute: tutti noi abbiamo notato, nelle etichette interne dei capi di abbigliamento che acquistiamo, degli strani simboli. Siete sicuri di conoscere il significato di ciascuno di loro? Eccoli:

Innanzi tutto ecco il significato dei principali simboli di manutenzione

Vaschetta: per il lavaggio a umido
Trangolo: per il lavaggio al cloro

Ferro da stiro: per la stiratura

Cerchio: per il lavaggio a secco

 

A questi simboli si aggiungono dei segni grafici: 


Trattamento non ammesso: la croce posta su uno dei segni grafici indica che il trattamento non deve essere eseguito.

Trattamento moderato: la barra sotto il segno grafico indica che il trattamento dovrebbe essere eseguito in modo moderato.

Trattamento molto moderato: la barra tratteggiata indica un trattamento molto moderato.

 Parliamo del lavaggio:

lavaggio a macchina:
• temperatura massima di lavaggio 60°
• azione meccanica normale
• risciacquo normale
• centrifugazione normale
lavaggio a macchina:
• temperatura massima di lavaggio 60°
• azione meccanica ridotta
• risciacquo a temperatura gradualmente ridotta (per immissione graduale di acqua fredda)
•centrifugazione ridotta

lavaggio a mano:
• non lavare a macchina
• temperatura max di lavaggio: 40°
• tempo di lavaggio breve
• comprimere e, se necessario, strofinare molto delicatamente
• risciacquare molto delicatamente
• non torcere

il prodotto tessile non sopporta il lavaggio in acqua

 

 

Ora vediamo il candeggio:

possibilità di trattare con prodotti a base di cloro
il prodotto tessile non sopporta il trattamento con cloro

 Ma i nostri capi preferiti si possono stirare? E come?

il prodotto tessile non sopporta la stiratura
temperatura massima della suola del ferro: 110°C, interporre panno umido
temperatura massima della suola del ferro: 150°C, interporre panno umido
temperatura massima della suola del ferro: 220°C, umidificare il tessuto

 

C’è anche chi ha l’asciugatrice. E’ possibile utilizzarla? Vediamo:

asciugatura a temperatura moderata
non può essere asciugato a macchina
asciugatura su superficie piana

 

E cosa dire del lavaggio a secco? Sarà possibile effettuarlo? Ecco la tabella dei simboli: 

lavabile a secco con tutti i solventi normalmente utilizzati nel lavaggio a secco
lavabile a secco con percloroetilene, monofluoro-triclorometano, idrocarburi, con i normali procedimenti (il tricloroetilene o trielina non deve essere impiegato)
lavabile a secco con i solventi indicati al punto precedente, ma con una severa limitazione di aggiunta d’acqua e alcune restrizioni per quanto riguarda l’azione meccanica o la temperatura di asciugatura, o entrambe le cose
lavabile a secco con idrocarburi e trifluoro-tricloroetano, con i normali procedimenti
lavabile a secco con solventi indicati al punto precedente, ma con una severa limitazione di aggiunta d’acqua e alcune restrizioni per quanto riguarda l’azione meccanica o la temperatura di asciugatura, o entrambe le cose
il prodotto tessile non sopporta il lavaggio a secco

 

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Aneddoti 17

Prima considerazione: perché c’è un sacco di gente che entra, saluta a malapena (ma solo se li saluto io per primo) e si fionda nell’altro reparto, nel posto più lontano? Se capitasse una volta sola penserei che quel qualcuno ha intenzioni furtive, ma visto che succede spesso e volentieri…beh spero che non siano tutti ladruncoli!!!

Primo aneddotino: entra una signora e mi dice:
"Vedo che in tutti  cartelli hai scritto <<Piazza Affari>>. Cosa vuol dire Piazza Affari?"
"Signora, è il nome del negozio…"
"Ah ecco, anche perchè qui siamo in Via Cavour"

Seconda considerazione: perchè se io scrivo a caratteri cubitali "Giacca di Pelle 90 euro" e sotto ci metto una camicia con un cartellino microscopico che recita "Camicia 10 euro" la gente si convince che la giacca di pelle costi 10 euro? E’ una cosa che succede sempre, sempre, sempre!

Aneddotino: una signora entra dicendo: 
"Mi dia quella magliettina che ha fuori a 1 euro, sarà cinese, sintetica, si romperà subito, ma per un euro…"
"No signora, è 100% cotone e, come può leggere dall’etichetta, è addirittura Made in Italy. Inoltre prima le vendevo a 10 euro, ma sono le ultime quattro…"
"Ah si? La vendeva a 10 euro? Allora le compro tutte e quattro!"
Morale: che sia bella di qualità non gliene frega niente, le importa solo che prima fosse costata 10 euro…

Una signora lascia 50 euro in acconto di merce del valore di 160 euro, dicendo che sarebbe passata il giorno dopo. Passa dopo una settimana e dice che non vuole più la merce. E tu cosa fai? Se non le rendi l’acconto (come sarebbe giusto) perdi il cliente, finisci per litigare ecc. ecc. Se glielo rendi passi per fesso e dai bruttissime abitudini ai clienti. Allora cerchi di farle capire che ti sta arrecando un danno: la merce l’ho tenuta da parte per lei, se adesso non la compra più, io che faccio? Allora prende altre cose per 100 euro e mi da i 50 euro di differenza. Oggi torna e mi dice che vuol passare domani cambiare ancora i prodotti… per giunta con altri che costerebbero 140 euro, quindi 40 euro in più che lei non ha intenzione di tirare fuori. Ma tutti a me capitano? Quindi domani ci saranno da fare discussioni….

E poi è capitato di quelli che vogliono pagare con assegno, magari con assegni non propri, dicono che sono assegni del "datore di lavoro" da incassare o cose simili… Una volta arriva un tizio, compra per circa 100 euro e vorrebbe darmi un assegno intestato a non-so-chi, firmato da non-so-chi, del valore di 500 euro…e voleva il resto!!!

E quando ho messo una pelliccia di lapin in vetrina a 100 euro una signora entra, la misura, la rimisura, si guarda allo specchio, si gira e si rigira e poi dice "beh si non mi sta benissimissimo, ma a questo prezzo la prendo, qualche volta la metterò, poi la regalo". "Ha ragione signora, a questo prezzo le conviene. Bene, sono 100 euro". "Come 100? Non c’è scritto un euro???". Capito? Non solo pensava che una pelliccia potesse costare un euro, ma si faceva anche dei problemi a comprarla a quella cifra!!!

Regole quasi-matematiche sui clienti NON compranti:
– Se un cliente entra all’orario di chiusura quasi sicuramente non comprerà
– Se un cliente entra dopo l’orario di chiusura sicuramente non comprerà: alle tue domande risponderà con monosillabi, girerà per mezz’ora per poi accorgersi dell’ora tarda e congedarsi dicendo che tornerà con calma. E no, cazzo: mi hai fatto stare qui e adesso compri !!!
– Se un cliente ti dice di tenergli della merce perchè deve fare una commissione e torna subito ha il 50% di probabilità di tornare
– Se un cliente dice che torna il giorno dopo non tornerà per nessun motivo il giorno dopo. Questa è una regola ferrea, succede anche coi clienti in buonafede che magari tornano due giorni dopo, ma mai mai mai il giorno dopo.
– Se un cliente ti sta aspettando quando vai ad aprire e magari sbuffa perchè lui "è li dalle 9" (quando c’è scritto sulla porta che il negozio apre alle 9 e 30) quasi certamente non comprerà nulla. Nella maggior parte dei casi entra, ti chiede qualcosa di assurdo (del tipo "Maconi oggi è aperto?" (ndFabio, Maconi è il negozio vicino al mio) oppure "Avete i camici da infermiere in pile con interno in velluto?" o cose simili e poi esce in tutta fretta lamentandosi ancora del tempo perso
– Se un cliente ti ordina qualcosa non te la comprerà mai, ma dico mai e sottolineo mai. Tu gliela procuri e lui nella maggior parte dei casi non si farà mai più rivedere. Se per disgrazia si fa vivo l’articolo che gli hai procurato avrà qualche infinitesimale differenza da quello che aveva chiesto lui, oppure ha semplicemente cambiato idea, tutto qui.

Aneddoti sui cambi merce ne avrei a migliaia:
– quelli che sono abbonati al cambio e regolarmente vengono a cambiare quello che hanno comprato la volta prima
– quelli che riportano le maglie che profumano di detersivo e sostengono di non averle mai indossate (una volta uno si era pure dimenticato l’etichetta della lavanderia)
– quelli che sostengono di non aver mai messo le scarpe quando invece hanno le suole sporche di terra (almeno lavale, che diamine, mi prendo proprio per fesso?!)
– quelli che sostengono di aver misurato una taglia e di essersi ritrovati nella borsa un’altra taglia (di questi, l’uno per cento ha ragione, tutti gli altri fanno talmente confusione quando provano che non sanno più neanche loro qual è la taglia giusta)
– quelli che vorrebbero cambiare merce comprata mesi prima, anche molti mesi prima !!!
– quelli che vorrebbero cambiare la merce senza riportarla nella confezione originale (insomma vanno a casa e buttano la scatola delle scarpe, tagliano le etichette,  ecc ecc e riportano il tutto magari nella carta della focaccia… e poi si arrabbiano quando non gliela cambi !!!!)
– quelli che vengono a cambiare e (come nell’esempio sopra) vorrebbero prendere qualcosa di più caro senza tirar fuori un euro
– quelli che vengono a ricambiare quello già cambiato e alla fine riprendono quello che avevano portato indietro la prima volta
– quelli che vengono a cambiare le cose da un euro, e magari no trovano nulla che li convinca e vogliono il "buono spesa"

Alla prossima… e ricordatevi che tutte queste non sono barzellette, è tutta roba vera!!!


Il negozio PIAZZA AFFARI di Fagagna (UD)

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L'ultima spiaggia

Ho letto il libro di Alex Garland, da cui è tratto il film "The Beach" del 2000 con Leonardo DiCaprio. Il libro non è male. Racconta di un ragazzo che ama viaggiare, e vivere i posti più particolari del mondo. Si trova attualmente in Thailandia quando il suo vicino di stanza, prima di suicidarsi, gli consegna una mappa di un posto speciale, una spiaggia dove una comunità di ragazzi vive a contatto con la natura, vivendo quasi esclusivamente di quello che producono e cacciano. Dopo un po’ di traversie il ragazzo, Richard, accompagnato da una coppia di francesi, raggiunge la spiaggia. Vivrà in quella comunità per lunghi mesi, durante i quali succederanno un sacco di cose. Col tempo Richard inizierà ad avere delle allucinazioni, e vedere e parlare con Duffy, l’uomo della mappa. Il finale, rocambolesco, fa si che… no non ve lo dico, altrimenti che gusto c’è?

Per quanto riguarda il film, devo dire che è piacevole anch’esso, fatto bene, ma…a volte mi chiedo perchè, probabilmente per esigenze di cinema, occorre stravolgere la trama del libro.

Capisco che non si possa seguire passo passo la trama del libro, altrimenti i film durerebbero dieci ore, occorre tagliare qualche pezzo e quindi, per far si che il racconto segua un filo logico nonostante i tagli, cambiare anche qualcosina.  Per esempio, nel libro Richard si muove spesso nelle sue peregrinazioni con un altro isolano, nel film è da solo. E fin qui è comprensibile. Quello che proprio non capisco è perché far succedere cose diverse. A Richard piace Francoise, la ragazza di Etienne. Nel film Francoise lascia addirittura Etienne e si mette con Richard. Alla fine, a fare una certa cosa che non vi anticipo, rimangono in 5, mentre nel film sono in tantissimi. Sal nel libro è una ragazza un po’ in carne. Nel film è magrissima. Fino a circa metà della storia il film è fedelissimo al libro, dopodiché si stravolge tutta la storia. Sempre bella, però è una storia diversa!!!

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