fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Mario Baratta – Ottava puntata

Dicevo della gita. I primi giorni che l’Aprea sostituiva la Maione, io pensavo fosse una supplente di passaggio, pertanto mi sono trincerato dietro i due massicci amici e non mi sono neanche fatto vedere. Mi ha visto per la prima volta solo dopo qualche lezione (giuro !!!) e non credeva assolutamente che fossi di quella classe, non si capacitava del fatto che non mi aveva proprio mai visto dopo una settimana di lezioni !!! Quando si è convinta ha cominciato a tartassarmi, mi faceva sempre leggere, uscire alla lavagna… Ma ben presto ha cambiato obiettivo, focalizzandosi su quello studente che non c’era mai in classe, e quando c’era faceva casino: Andrea.

Il primo giorno della gita andiamo a visitare Firenze. Dopo una veloce colazione e un teatrino di Marco che faceva il vigile in mezzo alla strada, siamo saliti sulla cupola del Brunelleschi. Altro aneddoto. Salendo  sulla scaletta che porta in cima avevamo davanti un gruppo di scandinavi. Il primo della nostra comitiva a era Giancarlo, che, biondo, pallido e occhio azzurro, pareva nordico anch’egli. Ad un certo punto incrociamo dei ragazzini che scendono, facendo commenti ad alta voce ai vichinghi. Quando arrivano a Giancarlo uno dice: "Guardate questo che faccia". Il Condor (così era soprannominato), puntandgli il dito in una sua tipica mossa poco snodata (insomma rigida) gli dice "Sarà bella la tua". Anche qui c’è poco da ridere, ma mi sto rivolgendo a chi conosce i personaggi citati e riesce ad immaginarsi la scena….
Alla sera amara sopresa: la prof  non ci fa uscire dall’albergo. Noooooooo. "Dai prof, ci faccia uscire". "No, non se ne parla neanche !". Allora che succede? In qualche stanza si tirano fuori delle bottiglie di vodka e qualcuno (Fabrizio) inizia a versarmene qualche bicchiere: risultato, dopo poco ero già sbronzo. Nel frattempo andiamo di sotto e troviamo la prof preoccupatissima, perchè Andrea aveva lasciato l’albergo senza dire nulla. "Tranquilla prof, lo cerchiamo noi" "Grazie, grazie" …e così ce ne siamo usciti anche noi. Troviamo Andrea dietro l’albergo che stava contrattando con dei ragazzi del posto: voi ci date le riduzioni per una discoteca per il giorno dopo, così veniamo tutti e potete provarci con le nostre compagne… hehehe che stronzi che eravamo. Ovviamente poi la cosa si è saputa e le ragazze si sono incazzate parecchio, ma tanto la prof non ci faceva andare comunque.
Tornati in hotel ho ripreso a bere, col risultato di essere proprio ubriaco. Il mio compango di camera, Giancarlo, mi ha opportunamente chiuso in camera e quasi costretto a dormire, per evitare ulteriori disastri.
Il secondo giorno, dopo una visita ad un giardino appena fuori, sulle colline, siamo tornati in Piazza della Signoria. Io e qualche altro stolto furbacchione dove andiamo a mangiare? In un ristorante sotto palazzo vecchio: ottimo! Spendiamo un sacco di soldi, anche perchè ci abbuffiamo di fiorentine. Anche la seconda sera la prof non ci fa uscire, ma stiamo tranquilli. La terza sera siamo a Poggibonsi, è sabato sera. Convinciamo la prof, anche perchè è un piccolo paese e non può succederci niente di male. Troviamo una discoteca, ma è chiusa. Ci spiegano che, vista la vicinanza con Siena, i ragazzi al sabato vanno tutti lì, ma visto che siamo in tanti ce la aprono solo per noi!!

Queste sono le firme dietro alla foto

Aneddoto: quando il DJ va in cosolle dice: "Ragazzi di dove siete?" "Provincia di Pavia" "A si? Cashba o Hyppodrome ?" (nota: sono anzi erano due discoteche, una a San Martino Siccomario, che dopo si chiamerà Vertigo e dove attualmente c’è un Cash & Carry all’ingrosso, l’altra era sulla strada dal Bivio Colussi a Rivanazzano e dopo si chiamerà Maskara, Pacha, Velasquez + Cafè Latino e attualmente è sede della Conbipel). A questo punto Marco si avvicina e scopre che era un tizio che aveva fatto il DJ a Voghera!! Quanto è piccolo il mondo! Fatto sta che quella sera due della nostra classe dovranno essere riportati in stanza quasi di peso, per aver abusato di un cocktail a base di blue Curaçao. Il giorno dopo, a Pisa, erano ancora ingranati e hanno comprato due lecca-lecca giganti per poi frantumarseli in faccia. Ma Pisa è successa un’altra cosa.
La prof ci provava con Andrea. Giuro! Ci siamo buttati tutti per terra, sul prato, all’ombra della Torre, quando la prof ha iniziato a fare la cretinetta con Andrea. Strappava l’erba e gliela lanciava, oppure giocava con le stringhe delle scarpe… mah… senza parole.

Alla fine della quarta, se non ricordo male, non abbiamo perso nessuno per strada. E poi c’è stata la mitica (per me) estate del 1992. Ma questa è un altra storia, l’estate ’92 per me è talmente significativa che non basterebbero 10 post a raccontare il perchè. Alla prossima !

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Mario Baratta – Settima puntata

Ragazzi nel 1992 eravamo in quarta. La quarta A ragionieri. Eravamo quasi "grandi". Molti di noi avevano la patente in quanto avevano un anno in più. Quante volte mi hanno dato dei passaggi fino in stazione: Marco, Fabrizio, ecc. Intendiamoci, io qui uso i nomi di battesimo che non usavo praticamente quasi mai, ma lo faccio più che altro per un certo rispetto per la privacy dei miei compagni. Dovrei dire ex-compagni, ma per me saranno compagni per sempre. Se penso alla scuola io penso al Baratta.

Quell’anno mi mancava il mio abituale compagno di banco, Fabio, pertanto non sapevo con chi sistemarmi. Siccome tutti erano già accoppiati, mi sono ritrovato Andrea. Penso che a conti fatti era la peggior soluzione possibile. Non aveva mai niente: niente libri, niente quaderni, penne, astucci, fogli… nulla di nulla. Usavamo in due quello che portavo solo io.
Fortunatamente non era quasi mai in classe, perso com’era a gironzolare per la scuola. Andrea era un personaggio strano. Egoista, egocentrico, pieno di sè, divertente, spigliato, spiritoso e belloccio. Era l’idolo delle primine. Piaceva anche a quelle un po’ più grandicelle, ma molte non lo avrebbero mai ammesso. Per 5 anni ha tirato a campare. Non era per niente stupido, ma non studiava una mazza, e alla fine faceva i salti mortali per non essere bocciato. E ci riusciva regolarmente. Questo lo ha probabilmente portato a deliri di onnipotenza (non ci voleva molto) e si è comportato nello stesso modo durante l’esame di maturità, uno show che gli è costato la bocciatura. Ci ho litigato mille volte in quei 5 anni. Però in fondo avevo una certa ammirazione per lui, per il suo essere così disinvolto come io non ero affatto. Era fondamentalmente un pirla, con tutte le accezioni che ha questo termine, ma magari col tempo è migliorato, non lo vedo da qualche anno. Di solito a trent’anni si matura un po’. Grazie a lui siamo riusciti ad andare in gita in quinta, non finirò mai di ringraziarlo per questo.

In quarta invece andammo in Toscana. Probabilmente non ci voleva accompagnare nessuno, non mi ricordo di preciso, fatto sta che alla fine ci portò la Aprea. Era una prof molto giovane, originaria di Napoli, che da noi faceva la supplente della Maione (economia e diritto – solo in una scuola pazza come quella italiana possono mettere lo stesso docente a insegnare due materie diverse come economia e diritto…). Ma prima vi racconto un’altra cosa: io e Andrea eravamo all’ultimo banco in fila centrale, il più bello della classe, in quanto i prof  ti vedono pochissimo. Inoltre davanti a me avevo due energumeni abbastanza ben piazzati che mi oscuravano completamente alla visuale dei professori. Stefano e Marco. Il primo era un ragazzone allegro e simpatico, più alto della media. Ci ritrovavamo spesso al mattino alla fermata del bus alla stazione dei treni. Io abito li vicino e ne approfittavo per raggiungere il Baratta coi mezzi, visto che per i primi 4 anni non si era mai visto un controllore ! Nell’attesa si rideva e si scherzava con Stefano e i suoi amici. Adesso lo vedo ogni tanto, visto che lavora a Voghera e abita nella zona. Quando lo incontro in giro e sono con qualcuno dico "quello lì era un mio compagno di classe" e quasi nessuno ci crede: "Sembra molto più vecchio di te". Non prendertela Stefano, mi capita spesso, e non solo con te. I casi sono due: o sembro effettivamente più giovane (grazie, grazie… mi autoincenso), oppure ho compagnie molto bugiarde…
Marco era considerato un altro belloccio della classe, anzi anche della scuola. Lui negava e magari nega tuttora, ma in fondo era così. Era fenomenale per il suo modo di fare: come gesticolava, come si muoveva e soprattutto per le mitiche frasi che usava. Niente di particolarmente originale, era il modo in cui le diceva che ti faceva piegare. Sentite questa: un suo classico modo di dire era "Signoriiiiiiiiiii" e una volta la professoressa Coda, di Inglese, gli voleva far tradurre una lettera commerciale che iniziava con "Dear Sirs". Lui attacca e fa: "Signorii"…. e giù tutti a ridere. Si lo so, detta così non fa per niente ridere, ma se i miei compagni se la ricordano sono sicuro che in questo momento stanno sorridendo. Anche Marco lo vedo ogni tanto, anzi mi ha anche rifilato venduto un telefono…


[…continua domani]

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Il tizio più fortunato del mondo

…pare che comunque io sia davvero il tizio piu’ fortunato del mondo: anni di dipendenza dalla droga in piena epidemia, circondato da morti viventi.
Ma io no, io sono negativo: è ufficiale. E quando il dolore se ne va comincia la vera battaglia: depressione, noia, ti senti così schifosamente giù che vuoi farti fuori da solo…

…Tommyyy!
…Tommyyy!
…Tommy sono Mark, apri!

… tutto bene??

…esci spesso Tommy??

…non segui le partite?
no.
ah, neanch’io veramente.

hai fatto il test?
si
pulito?
si
che bello
mi dispiace Tommy.
ne hai un po’?
no, l’ho fatta finita.
beh fammi un prestito, sto aspettando un assegno

grazie mark
non ci pensare

…non ci pensare, non è un problema, non per me comunque. Certo è facile fare filosofia quando lo stronzo con la merda nel sangue è un altro…

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LEGGIMI ! TI PREGO!

Il titolo del post è solo per attrarre l’attenzione. Vorrei fare un esperimento. Vorrei "contare" quanti sono i miei lettori/lettrici del blog. Molti li conosco, anche perchè quando li incontro me lo dicono.

Quindi: chi legge questo blog più o meno abitualmente sarebbe così gentile (dai, almeno per una volta) lasciare un commento, solo per scrivere il proprio nome (e magari un messaggino sarebbe gradito, ma non indispensabile).

Grazie mille, amici.

Fab

ps buon 2008 in ritardo a tutti

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Senatur

Ecco chi ho incontrato l’altro giorno all’autogrill Brianza Sud: il senatur !!!

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In ritardo… ma auguri

Le armi

Le armi non sono solo le bombe,le armi possono essere pensieri, atteggiamenti e pregiudizi che si trovano nella mente degli uomini.I pregiudizi possono uccidere, il sospetto può distruggere,la ricerca insensata di un capo espiatorio può travogere come una catastrofe adulti, bambini e anche i bambini non ancora nati.

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Roma 2008

Eccomi di ritorno dal capodanno a Roma. Voto 7. Premio come Uomo Cornetta detto "Cornelio", vince un cesto dalla Vodafone, professor Katanga. Motivazione: in 3 giorni avrà ricevuto e fatto almeno 178 telefonate. Premio come scassamaroni numero uno: professor Katanga. Motivazione: forse un rinoceronte in camera sarebbe stato più discreto. Premio come frase del 2008 maestro Varni detto "Giancarlo" con "Chi non muore si rivede". Premio come bufala 2008 maestro Tordi e la sua Fanta al peperoncino. Premio ristoranti economici la città di Roma, se volte farvi spennare venite qui sotto le feste. Premio voce più triste del capodanno maestro Tomasoni. Premio ultime maestrate 2007 al gran maestro duemilasette Orione. Motivazione: Bracciano, Pomellato, Piazza Bologna.

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Il classificone

Eccoci arrivati alla consueta annuale classifica degli SMS. Come ogni 31dicembre eccovi i messaggini migliori del 2007. (Alcuni nomi sono stati censurati per la privacy). Partiamo dalla posizione 14.

14 per la serie "Quante scuse hanno le donne": Ciao gioia bella!Mi è arrivato stanotte il tuo mex!Son tornata ieri sera dalla svizzera,sarà x quello!
13 prima di un concerto: Fanculo! tu quel finocchio d c., vasco rossi, 50euro e tutti gli indiani meledetti del mondo! buon concerto
12 un amico in para: Ho la macchina piena di gufi…e sono anche aggressivi!  situazione di merda’..perché mi trovo sempre in queste situazioni maledette!
11 ero in super ritardo: cazzo tordi muoviti porca troia
10 dopo una seratina tranquilla: sei nello scatolone?? mi chiami alle tre di notte!?!?
9 mentre ero in vacanza: Siete già in terronia coppia di terroni?
8 il mio clone: Ieri una timida lettrice del mio blog mi ha detto che scrivo molto bene… Grazie fabio per la bella figura che mi hai fatto fare!il tuo clone.
7 un amico spiritoso: Buongiorno,sono la malattia…Non credere di fregarmi andando a fare gli esami,io sarò sempre lì…
6 una domanda legittima: Fabio ma che ci fa m. in macchina col computer vicino al negozio?fa la guardia al negozio?
5 questo è un sms mitico davvero: Puoi fare un salto al galassia oggi a comprarmi la macchina x fare pane a trenta euro marca DPE alice? Oggi non posso
4 uno dei tanti sms in rima (da maestri): Con la pizza margherita guarda e stringile le dita… con la pizza capricciosa dille che sembra na rosa… Ma se vuoi un seratone vieni a bere con l’orione…

entriamo sul podio:

Medaglia di bronzo per: Vieni giù dai monti, alla spiaggia ci sono le sorelle figazza. (purtroppo non potevo…!!!)
Medaglia d’argento per: Vieni+dove+vendono+le+birre+a+sinistra+del+palco+++marco (questo sms mi è arrivato da numero sconosciuto, era il cell di un altro tizio, ma il bello è che ci siamo ritrovati davvero!! In mezzo a migliaia di persone…..)
Medaglia d’oro per: Si.. Già pensato esplico nei sposi giorni.Pineta 3 giusto? O dal verme ma non so numero… :) (se capite cosa voleva dire me lo spiegate? io non l’ho ancora capito adesso!!!)

Buon annnooooooo!!!!

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Michel

Ti ricordi, Michel dei nostri pantaloni corti, delle tue gambe lunghe magre e forti e della rabbia che mi davano correndo tutti i giorni un po’ più svelte delle mie.
Ti ricordi, Michel dei nostri soldatini morti, nella difesa eroica dei bastioni e seppelliti in una siepe con onori militari inventati lì per lì.
Ti ricordi, Michel del banco nero in terza fila, che ascoltò tutte le risate, di due bambini che vivevano in un sogno che non si ripeterà.
Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel.
Ti ricordi, Michel che a me piaceva Garibaldi, ma tu dicevi che era un buffone e che senz’altro non poteva sostenere il confronto con il tuo Napoleone.
Ti ricordi, Michel di come ti prendevo in giro, per l’erre moscia che ti era rimasta, solo ricordo della Francia e della tua prima casa, dei tuoi amici di lassù.
Ti ricordi, Michel di come era esclusiva la tenerezza che ci univa, e accompagnò la nostra infanzia fino ai giorni della nuova realtà.
Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel.
Ti ricordi, Michel di come a me dispiaceva, quando parlavi sempre di ragazze e delle voglie che avevi con due occhi un po’ sottili che non conoscevo più.
Ti ricordi, Michel di quando i mei capelli corti, ti davano fastidio e dicevi, che se non la piantavo di fare il bambino tu con me non ci saresti uscito più.
Ti ricordi, Michel quel giorno che facemmo a pugni tornando a casa dalla scuola, con la cartella appogiata a una colonna a due passi dal palto.
Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel.
Ti ricordi, Michel il giorno che morì tua madre, che tu piangevi tanto che anche il cane che ti voleva così bene non aveva il coraggio di avvicinarsi un po’.
Ti ricordi, Michel che tristi erano quei giorni, io non sapevo proprio cosa dirti e che confusione avevo in testa e che stupore sul tuo viso e che voglia di partir.
Ti ricordi, Michel quei due saluti alla stazione e i lacrimoni venir giù, quando la macchina comincia a far pressione tu dovesti salir su.
Ti ricordi, Michel che fretta che avevano tutti, far partire la vettura, mentre lento il tuo vagone se ne andava ritornava la paura.
Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel. Ti ricordi, Michel.

Claudio Lolli

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Obi

Già solitamente il periodo del natale non mi piace, non chiedetemi il perchè…
Tutti gli anni mi ritrovo, in compagnia dei miei amici, nella tristezza e nella malinconia.

A tutto questo quest’anno si aggiunge un fatto: stamattina ho trovato la mia micia, Obi, morta. Come sia successo, che importa, tanto ormai è morta. Beh, per quanto possa valere vorrei dire, come epitaffio, che è stata una ottima compagna di giochi in questi tre anni e mezzo in cui ci siamo fatti compagnia a vicenda.
Sicuramente mi mancherà.

Come dice il mio amico Carlo, i blog son fatti per metterci le foto dei propri gatti, anche se questa non è un’occasione delle migliori.


Io e Obi Wan, quando era "giovane", due anni fa.


(Clicca per ingrandire)

Questa l’ho scattata esattamente un anno fa.

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Buon Natale

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Mangia che diventi grande

La gente è fuori di testa. Anzi no.
Io, sono io fuori di testa. Così almeno ristabiliamo le parti. In questio giorni, come ogni anno, non si fa che parlare di cenone. E’ addirittura imbarazzante. Si imbarazzante. Anche stasera ho visto un po’ del TG1 e TG5 e i servizi erano incentrati sul mangiare, sugli acquisti, sulla cena, sul pranzo.
Guarda, ringrazio Dio per non avere una famiglia che ha come occupazione principe del Natale quella di strafogarsi di cibo.
Sarà che, è risaputo, non sono certo un buongustaio, nel senso che a me piacciono cose semplici. Avete presente quelli che provano tutti i ristoranti, e in ogni ristorante provano le specialità?? Ecco, io sono il contrario, a me non me ne frega niente. Il mio sogno è il risotto alla milanese o gli spaghetti alla bolognese. Stop. Tutto il resto lo sopporto, nel senso che se mi piazzi davanti un qualche piatto speciale posso anche mangiarlo, ma preferirei di sicuro un acosa normale come la pasta o la pizza.

Invece vedi in giro la gente che in questi giorni compra di tutto, il patè (ma che cavolo è il patè??), il salmone e tutte quelle cazzate li. Che palle. E ci sono quelli che passano la sera del 24 a mangiare e poi ci sono quelli che passano il giorno di Natale a mangiare.
Ok, lo ammetto, io sono anticonvenzionale e magari misantropo, vivo in una famiglia che non ha mai festeggiato in questo modo le ricorrenze e ho gli amici più cari (o più sfigati, vedete voi) che sono nella mia stessa situazione. Quindi noi il giorno di Natale mangiamo a casa come fosse un qualunque altro giorno dell’anno e poi nel primo pomeriggio ci troviamo per girare come dei deficienti, quasi senza meta, visto che la gente normale e ricnhiusa in casa con le zie, i cugini, i nonni, i ravioli di brasato, il cotechino, la zuppa inglese e la grappina. Però sono sicuramente più contento così, che stare tutto il pomeriggio a gozzovigliare (e ad ascoltare tutti i piani per i preparativi e poi ad osservare tutti i preparativi, mi verrebbe l’angoscia). Alcuni non ci credono, ma è vero: io di solito a Ntale mangio le stesse cose degli altri giorni, lo scorso anno la sera del 24  per esempio un bel piatto di riso del giorno prima riscladato. E allora? Che male c’è? A me il riso riscaldato piace!

Potrei dire la solita storia che il Natale non è questo, ecc. ecc. che siamo in una società consumistica che pensa solo a riempire la pancia, ma non lo dico, non perchè non sia vero o sia scontato e già detto troppe volte da tanti, ma perchè non è questo di cui sto discutendo. Non sto entrando nel merito, ma sto parlando del metodo.
Ma a voi durante l’anno non danno da mangiare?? Ma perchè la gente ha le fisse di andare nei posticini, nei ristorantini a mangiare mangiare mangiare? Posso capirlo se fossimo la generazione di quelli che hanno vissuto la guerra e le ristrettezze della fame, ma noi siamo nati già grassi! Boh??

Cmq, per evitare inutili diatribe, mi dichiaro colpevole e accetto di essere io quello strano. Il problema mio è questo: quest’anno, il 25 dicembre alle ore 15,  io e i miei soci cosa cavolo facciamo????

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Lode a google docs

Avete mai provato Google Docs? No? Per chi non l’avesse mai fatto dico solo che è una specie di "Office" (o di OpenOffice.org), con la sola differenza che non occorre scaricare nulla, si lavora on line, basta avere un account Google.
L’idea è buona, si hanno a disposizione lo strumento di videoscrittura, il foglio elettronico e lo strumento per creare le presentazioni.
Una altra interessante caratteristica è la possibilità di salvare i propri documenti on line e di poterli utilizzare dove e quando si vuole (a patto di avere una connessione alla rete), oppure di condividerli. Il rovescio della medaglia è dato dal fatto che ovviamente non è un sistema indicato per lavorare su documenti importanti !

Qualche giorno fa stavo lavorando su un documento di testo (utilizzando la suite di Microsoft) su un computer che non era il mio, con l’idea di salvare il lavoro su una chiavetta USB. Purtroppo, dopo un’ora di lavoro, il programma non ne vuole sapere di salvare il file, adducendo un qualche strano inesistente errore. Ovviamente non era il primo salvataggio, ma a quel punto come potevo essere sicuro della consistenza del file che avevo su chiavetta? Oltre a questo, non ne voleva proprio sapere neanche di salvare il documento sul computer locale. Panico. E se la mia copia fosse stata corrotta??
Così mi viene la brillante idea di aprire Firefox, andare su docs.google.com e salvare il tutto. Che bello.

Grazie Google.

ps ovviamente dopo un sano e onesto riavvio, tutto ha ripreso a funzionare come prima. La conosceta la barzelletta dei tre ingegneri quando si ferma la macchina in panne? L’ingegnere meccanico inizia a teorizzare di smontare il motore pezzo per pezzo e ricostruirlo in modo più ottimizzato, quello chimico inizia a pensare ad un nuovo propellente più efficiente, mentre l’informatico dice: "Ma no, guardate che se scendiamo dall’auto tutti e tre e poi risaliamo, si sitema tutto e la macchina riparte!"

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Pazzi

Non so chi l’ha detto, ma è una frase che mi piace:

"Chi non si adegua alle convenzioni sociali viene chiamato pazzo"


TASHUNKA WITCO

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