fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

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Mario Baratta – Sesta puntata

Finalmente la gita poteva essere di più giorni, e decidemmo per la costiera amalfitana. Splendidi posti. In un primo momento la nostra scelta era stata Roma. In quel periodo c’era stata la prima Guerra del Golfo e molti genitori avevano timore di possibili attentati, quindi molti nostri compagni non sono venuti in gita. Peccato. Il viaggio come al solito è stato massacrante (in corriera…) però la gita veramente divertente.

Avevamo l’abergo a Sorrento, vicino al porto. Ci siamo divertiti. Mi ricordo che siamo stati in una discoteca, "La Mela", a ballare. A pensarci adesso, chissà come eravamo ridicoli. Mi ricordo che c’era Sabrina, che se non sbaglio in questo periodo si sposa o si è sposata: congratulations. Ragazza carina dolce e intelligente, ma una volta mi ha lasciato sconcertato quando, mentre parlavamo di un compito in classe io gli confessai che non avevo intenzione di studiare e lei mi disse che era impossibile, che se avessi voluto prendere la sufficienza avrei dovuto passare il weekend sui libri. Me lo disse in tono perentorio, ma come fosse ineluttabile, come se non ci fossero alternative. In realtà ce ne sono, e la mia storia scolastica e universitaria è lì a dimostrarlo.


(clicca per ingrandire)

E poi c’era Lorenza, che "da grande" ha scritto un libro di racconti: "Il sole alle spalle" ( "Con il sole alle spalle, basso sull’orizzonte, l’ombra si allunga sul sentiero,e te la vedi ben bene. I difetti s’ingigantiscono, come sotto una lente, e non puoi più fingere di non riconoscerli. Le qualità son sempre di minore entità rispetto a quello che credevi; però son lì, nessuno te le leva.Così, metti tutto in bilancia e ci fai quattro conti "). Sai una cosa Lorenza? Posso fare una critica al tuo libro? Scrivi con uno stile troppo volutamente complicato: tutti quegli aggettivi e tutte quelle elisioni !!! Per la carità, ame personalmente piace parecchio, ma dopo un po’ odora di ragnatele e vecchia polvere. Non è una critica negativa, beninteso, magari tu volevi proprio che fosse così. E’ bello dove scrivi "Credere solo a quel che si vede e non veder più quello in cui s’era creduto. Lasciare che s’alllontani, magari vecchio e rassegnato. Sentire il peso dell’inutilità sopra a tutti i sogni e formarsi l’erroneo convincimento che l’inutilità stia nei sogni e, nel peso, la vita."
Al Baratta era la secchiona della classe. Titolo che le altre studiose (Elena, Daniele e anche Sabrina) non potevano soffiargli per manifesta inferiorità: se loro avevano la media dell’otto, Lorenza in molte materie aveva addirittura nove. In My Honest Opinion fatica sprecata. I professori andavano in visibilio per lei, perché non dava tutti quei grattacapi di quelli che studicchiano e non sanno mai rispondere alle oziose domandine. Né simpatica, né antipatica, dopo tanti anni assieme ormai imparavi a conoscerla e sapevi che non avrebbe mai aderito ad una protesta anti compito in classe o cose simili. Ovviamente anche in Italiano andava benissimo, nei temi penso che avrà sempre fatto la prima traccia, quella di letteratura. Io facevo sempre l’ultima traccia, quella di attualità, quella che Bono diceva di mettere solo per quegli scribacchini miei pari che non avevano studiato letteratura e/o non avrebbero saputo scriver d’altro. Ancora adesso non mi sognerei neppure lontanamente di fare un tema di letteratura, scriver cazzate di attualità è così divertente, nessuno può dirti se le tue opinioni sono giuste o sbagliate… in quanto tali.

Ormai la mitica classe, quella che in prima era composta da bambinetti timidi e gentili, considerata una delle classi migliori dell’istituto, stava mutando in quella che due anni più tardi sarebbe stata considerata una delle peggiori classi (insomma i più rompicazzo). Ottimo direi.
Ormai in terza non ti ponevi più domande del tipo "sarà giusta la scelta che ho fatto per le superiori?", ma non ti ponevi ancora domande sulla maturità o sul post-diploma. E’ un anno di transizione.

Ma la domanda fonamentale che tutti da sempre si chiedono è: ma chi cavolo era Mario Baratta? Su Wikipedia c’è anche una pagina dedicata a lui: http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Baratta

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Mario Baratta – Quinta puntata

Ecco la nuova puntata sulle mie avventure all’Istituto Mario Baratta di Voghera. In due parti, la seconda sarà domani….

Era il 1990. Eccoci in terza finalmente. Earavamo circa a metà dell’opera. Era stata l’estate dei mondiali in Italia, quelli di Schillaci, quello organizzato da Montezemolo e vinto dalla Germania Ovest di Matthaus, dell’Italia battuta agli stramaledetti rigori in semifinale dall’Argentina di Maradona (proprio a Napoli!).

Iniziavano le materie specifiche, come Tecnica CommercialeRagioneria, Inglese veniva declassato a materia poco importante. Il professor Bono lasciava il biennio per trasferirsi al triennio, perchè c’eravamo noi (grande!). Insomma il gioco si faceva duro. E infatti qualcuno ci lasciò la pelle (scolasticamente parlando). Il mio storico compagno di banco, Fabio, adottava uno strano metodo di comportamento: visto che andava maluccio, si demoralizzava e non si impegnava, col risultato di andare ancora peggio. Alla fine aveva parecchie materie insufficienti e saltò parecchie lezioni, e fu bocciato (riuscì a farsi dare l’insufficienza anche in storia, signori!!! – come direbbe Marco).
Mi ricordo che in primavera la Zucchy doveva spiegare il Bilancio, di cui ci aveva preannunciato l’importanza (con un po’ di sano terrorismo psicologico come sapeva fare lei). Proprio quel giorno furono scelti due alunni a caso da ciascuna classe per essere spediti in palestra a fare un test anonimo su "i giovani e il razzismo". In condizioni normali gli estratti a sorte sarebbero stati contenti di perdere due ore di lezione, ma in quel caso no. I fortunati furono il mio socio Fabio e Marco. Quest’ultimo non voleva partecipare e allora io (che di saltare ragio non m’importava) mi ofrii di sostituirlo. Al ritorno in classe i nostri compagni ci dissero: "Il bilancio è veramanete un casino, mettetevi subito a studiarlo", ma noi ovviamente non gli prestammo attenzione. Quando mancava una decina di giorni al fatidico super-compito-in-classe iniziai a studiare e mi accorsi che era realmente complicato. Suggerii di fare altrettanto al mio compare, ma quello, più pigro di me, non lo fece fino al giorno prima. Risultato: prese 1 !!! E da li seguì la parabola discendente che lo portò alla bocciatura.
Un altro candidato alla perdita dell’anno era Fabrizio, che aveva un tot di materie col voto negativo. Ma lui ce la mise tutta, se non proprio nello studio almeno nelle public relations, facendosi interrogare e controinterrogare (neanche fossimo stati ad un processo fiume), insistendo e trafficando. Ottenne la sufficenza vincolata al superamente di 4 esami di riparazione a settembre. Notare che la leggenda diceva che oltre le tre materie era bocciatura assicurata: fenomeno! Alla pizza di fine anno aveva già salutato tutti come fosse un addio, e invece per fortuna ce lo siamo ritrovati in classe anche gli anni successivi. Anche perchè altrimenti avrebbe rinunciato agli studi, visto che sarebbe stata la sua seconda bocciatura.

(fine prima parte)

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Vacanze 2000 – 4 – Ancora Cassis…

Terza parte delle mie avventure in Francia / Spagna nel agosto 2000 con Lorenzo.
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Giovedì 24 agosto 2000

La scorsa serata sotto l’effetto del vinello (doveva essere il Tavernello locale, ma con l’aggiunta di benzene.. risultato: un gusto accettabile e amabile ma con il potere di dinamite) siamo stati in grado di mangiare il "toc de porc ammuffit" che loro chiamano "salame".
La notte è proseguita e sotto l’effetto della dinamite liquida ci siamo appropinquiati al porticciolo.. non contenti durante la discesa ci siamo scolati altre due birre. Ok, eravamo pronti per importunare le tipette locali.
Se pensavamo che il martedì sera a Cassis ci fosse poca vita è perchè non avevamo ancora visto il mercoledì. Tuttavia il divertimento non poteva mancare. Se la storia del tagliere di salame non aveva funzionato la sera prima, siamo diventati un po’ più espliciti e abbiamo conosciuto un po’ di ragazze e ragazzi. La nostra ottima conoscenza delle lingue straniere non ci ha permesso lunghi discorsi, ma non ci siamo arresi.
Come nelle favole di Cenerentola, anche a Cassis la vita notturna finisce a mezzanotte e l’ultimo spettacolo lo abbiamo dato noi cantando "satisfaction" con un intrattenitore locale.

Oggi abbiamo preso conoscenza delle usanze francesi. Qui in Francia le strade sono quasi tutte a 3 corsie… come fanno? Semplice: su una strada dove possono passare al massimo due veicoli ci disegnano 3 corsie, il bello è che loro ci credono… Però per lo meno rispettano i pedoni..se i francesi venissero in Italia rischierebbero di fare la fine dei ricci e delle rane.

L’ottima organizzazione del campeggio ha fatto si che si creasse un quartiere di tende di italiani.
lo sport nazionale di Cassis è il gioco delle bocce, con una piccola variante, sembrerebbe un gioco a tappe, il terreno usato non è più utilizzabile. Risultato? Vengono in tenda a giocare a bocce.
I francobolli: la colla impiegata nel francobollo è il bostik. Il valore è un mistero.

A Fabio (che sarei io, NotaDelBlogger, questa puntata era stata scritta dal Lorenzo) è morto il materassino, si sgonfia in maniera subdola e alla mattina si trova per terra. Mentre sto scrivendo Fabio gonfia, ha trovato anche mezzo franco. A proposito qui le monete vanno di brutto e qualsiasi resto te lo danno in monete. Qui su tutto c’è scritto "mer", tanto è vero che sulla boa al largo c’era una "merd".

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Eins Zwei , Polizei

Eins, zwei, Polizei

Drei, vier, koin idea

Fünf, sechs, alte gags

Sieben, acht, gute Nacht.

Eins, zwei, Polizei

Drei, vier, koin idea

Fünf, sechs, alter gags

Neun, zehn, schlafen geh’n.

Ja Ja Ja was ist los, was ist das?

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Il lavoro del blogger

Molti mi chiedono perchè scrivo un blog oppure mi consigliano di scrivere su questo o quell’argomento. Vorrei rispondere a tutti con questo post.
Io sono abbastanza un grafomane, cioè mi piace scrivere. Non mi piace scrivere cose impegnate, anzi amo scrivere esattamente quello che mi viene in mente in quel preciso istante, senza stare lì ad aggiustare la costruzione delle frasi e i tempi dei verbi, ecc. Per questo scrivo un blog. E’ come tenere un diario. Un secondo ma non meno importante motivo è proprio il fatto che ogni giorno scopro sempre nuovi lettori. Ogni tanto incorntro un amico che mi dice "ma lo sai che leggo il tuo blog?". Oppure sento via email persone che non sento da tanto tempo… e scopro che mi seguono tramite il sito. Oppure gente che magari prima non conoscevo. Insomma ho un piccolo seguito (i miei 40 lettori, come mi piace dire) e sento un po’ il "peso" di questa attenzione verso di me. Ovviamente mi fa piacere, ma a volte vorrei poter scrivere tutti i giorni per poterli accontentare. Il fatto è che spesso non ho tempo. Mi capita di pensare una cosa e di volerla scrivere, ma poi passa l’attimo, passano le ore, i giorni, e quella cosa non mi "prende" più come prima, la magia sfiorisce e… non la scrivo.

Per quanto riguarda gli argomenti… beh…. ripeto, sono assolutamente a caso! Quando ho voglia di dire una cosa (ma quante volte ho scritto "cosa" in questo post???), che sia una canzone, una polemica, una foto, una barzelletta…. la scrivo. Tutto qui. Ma forse è bello per quello.

Ho anche un clone! (Davide questo NON scriverlo nel tuo blog !!!!)

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Sballi ravvicinati del 3° tipo

E centomila occhi si voltarono

a guardare il cielo
con un sospiro leggero,
                                                                       da quella parte sì, è da quella parte che
sarebbero venuti…loro

(vasco)
l’ aveva detto il vecchio pazzo
che abitava il monte
nessuno aveva dubitato
delle sue parole
                                             avevano bisogno di loro
                                         sarebbero venuti in volo.

E centomila cuori cominciarono

a sondare il cielo
                                                      con un sospiro leggero,
da quella parte sì, è da quella parte

che sarebbero venuti…loro
non c’ era che aspettare fino all’ alba

                                                                con pazienza e rassegnazione
avrebbero risolto tutto quanto loro
senza fare il minimo rumore

(gnacche)

avevano bisogno di loro
sarebbero venuti in volo.

                                                             E centomila mani cominciarono
ad alzarsi verso il cielo

si stava già facendo giorno

e non era arrivato nessuno.
                                                            Non si poteva più aspettare…invano
                                                       qualcuno già diceva
che non esistevano nemmeno…….

……..dovevano fare da loro.
Fu allora che presero…

…il volo…

(giocatori di calcio a San Siro)

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I've got the power

Американская фирма Tranceptor Technology приступила к созданию компьютера “Персональный спутник” !

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L'impero dei falsi

Tutti sanno che ci sono in giro un sacco di prodotti falsi. Ma tutti pensano che ci si fermi solo alle griffe di abbigliamento.

Sbagliato!

Riccardo Staglianò ha fatto una ricerca e ha scritto un godibilissimo libro ("L’impero dei falsi"). E’ stato in Cina, a Hong Kong e nell’entroterra, è stato a Napoli, ha seguito le merci contraffatte nel loro viaggio verso i mercati occidentali (e non solo). E ha scoperto che tutto ciò che può avere un mercato ha anche qualcuno che lo produce falso.
Finchè si tratta di cinture o magliette tutto bene (si fa per dire…), ma quando ad essere falsi sono le medicine o i ricambi degli aerei…brrrr….

Eppure è così: fabbriche che fanno extraproduzione e vendono il surplus attraverso propri canali (non si può neanche parlare di falso: i produttori sono gli stessi!!!!), produttori di tartufi falsi (si avete letto bene!), spacciatori di acqua sporca che millantano proprietà antimalariche (e conseguente morte di migliaia di persone), cinesi che acquistano imprese di scarico nel porto di Napoli, pirati di DVD che vendono su ebay, ecc.

Datemi retta: è un libro proprio ben fatto, scritto bene, documentato. Vi farà aprire gli occhi su tanti aspetti meno noti. Ad esempio perchè le grandi marche non vogliono che ci siano troppe inchieste sui falsi? Perchè Dubai non fonda il suo business sul petrolio ma sul re-export? Come si compra e come si vende il prodotto falso nei mercati all’ingrosso cinesi? Perchè la camorra ha abbracciato questo nuovo business (beh perchè è redditizio e comporta molti meno rischi di altri, come droga, armi, ecc.) ??

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Vacanze 2000 – 3 – Cassis

Terza parte delle mie avventure in Francia / Spagna nel agosto 2000 con Lorenzo.
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Mercoledì 23 agosto 2000

La spiaggia e il posto non è male. Cassis è un piccolo paese di mare tipo Camogli. Di sicuro è caro come posto. Il camping è in cima al paese, il mare (ovviamente) è in fondo. Li separano circa 2 o 3 km di pendenza 15%. I nostri vicini di tenda sono due bauscia di Genova con l’Audi TT. Fanno i figaccioni e poi vanno in tenda. Ieri sera ci siamo fatti gli spaghetti innaffiando con un’orribile bottiglia di rosato francese. In realtà ne avevamo comprate 2, ma una si è rotta durante il trasporto.
Alla sera abbiamo fatto i nostri 300 giri a piedi sulla riva per finire a bere un Cointreau e un Grand Marnier per 50 franchi (15.000 lire). Cercavamo un "tagliere per il salame", ma tutte le tipette intervistate non ci sono state di aiuto. Neanche una bella niocca che parlava l’italiano meglio di noi, ma non conosceva il salame.
Stamattina, dopo la colazione a base di latte e nescafè, ci siamo avventurati in stile Manolo o Messner sulla scogliera vicino alla spiaggia che passa sotto ad un castello. Siamo approdati in una spiaggia sassuta e bisunta, ma molto caratteristica. Per tornare siamo sbucati in un parcheggio. Dopo poche centinaia di km di salite siamo arrivati al campeggio.
Al supermercato abbiamo scoperto un’altra usanza francese: il prosciutto si vende a fette, di circa mezzo etto. Al pomeriggio sotto la road star del sole ci siamo abbrustoliti per benino. Ora dobbiamo cenare con spaghetti, salame (chissà che buono) e vino che , se tutto va bene, è peggiore di quello di ieri, ma è un litro e mezzo. La serata si prospetta "fluorescente".

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Totentanz

Chi è colui così gagliardo e forte
che possa vivere senza poi morire
E da colei ch’è tutto, Madonna Morte,
l’anima sua possa far fuggire?
La Morte schifosa, la Morte lasciva!
La Morte! La Morte! La Morte che arriva!
La Morte, la Morte, dolcissima e amara,
la Morte che avanza nella notte chiara.
La Morte di pietra, la Morte di neve
la Morte che arriva con passo lieve.
La Morte che dona, la Morte che prende,
la Morte che ruba, la Morte che rende,
la Morte che passa, la Morte che sta,
la Morte che viene, la Morte che va.
La Morte che arriva con il suo dolore,
e avvolge ogni cosa con il suo fulgore.
La Morte regina senza scettro e corona,
La Morte! La Morte! La Morte in persona!
La Morte! La Morte! La Morte furiosa,
la Morte maligna, la Morte pietosa,
la Morte sicura, la Morte carogna,
la Morte che ha il muso di un topo di fogna.
Verrà la Morte e i tuoi occhi avrà
e la bellezza tua, vanità di vanità…
Verrà la Morte e porterà con sé
tutto il tuo impero, tutto, insieme a te…
Verrà la Morte e taglierà il legame
così sottile e forte, così bello e infame…
Verrà la Morte, sarà la tua coscienza,
è stata tua compagna in tutta l’esistenza…
Verrà la Morte, e a te che non sei niente
porgerà la mano, in mezzo all’altra gente…
…e tu sarai il primo, come vorrà la sorte,
a danzare con lei la danza della Morte!
La Morte bizzarra, la Morte normale,
la Morte che viene a lenire ogni male
la Morte che vive, la Vita che muore,
la Morte! La Morte! La Morte nel cuore!
La Morte ha danzato, la Morte civetta,
la Morte ti ha scelto, la Morte ti aspetta!
La Morte trionfante, la Morte gloriosa!
La Morte! La Morte! La Morte tua sposa!
Verrà la morte e a te che non sei niente
porgerà la mano, in mezzo all’altra gente…
…e tu sarai il primo, come vorrà la sorte,
a danzare con lei la danza della Morte!
Verrà la Morte, sarà la tua coscienza,
è stata tua compagna in tutta l’esistenza…
Verrà la Morte e taglierà il legame
così sottile e forte, così bello e infame!
La Morte che vive, la Vita che muore,
la Morte! La Morte! La Morte nel cuore!
La Morte! La Morte! La Morte furiosa!
La Morte trionfante! La Morte gloriosa!
La Morte bizzarra, la Morte normale,
la Morte che viene a lenire ogni male!
La Morte regina senza scettro e corona,
La Morte! La Morte! La Morte in persona!
La Morte, La Morte, dolcissima e amara,
la Morte che viene nella notte chiara.
La Morte schifosa, la Morte lasciva.
La Morte! La Morte! La Morte che arriva!
La Morte sicura, la Morte carogna,
La Morte che ha il muso di un topo di fogna.
La Morte ha danzato, la Morte tua sposa,
la Morte maligna, la Morte pietosa…

(Tiziano Sclavi)

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Vacanze 2000 – 2 – Cassis

Continua il racconto delle mie vacanze nell’estate del 2000…
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Martedì 22 agosto 2000

Ieri abbiamo fatto un salto in spiaggia, ripassando per Nizza, evento più unico che raro (circa 100km li abbiamo fatti a Nizza). Poi siamo tornati a cenare al campeggio, dove abbiamo scoperto che l’ape è un animale veramente bastardo, non si nutre di polline o nettare di fiori, bensì è ghiotto di prosciutto e bistecche.
Infine, non contenti, alla sera ci siamo sparati ancora un po’ di km a Nizza, di cui circa 10 a piedi. Sul lungomare c’erano solo rompicoglioni in roller o bici. La Francia ci sta insegnando uno stile di guida tutto transalpino: la precedenza è un concetto astratto, chi passa ha sempre ragione.
Stamattina, dopo un caffè in compagnia dell’ape, siamo partiti per Marsiglia, ascoltando RTL102.5. Abbiamo ritirato Mil Franc, che qui sono tanti. Siamo arrivati a Marsiglia alle 12,30 circa, ma dopo tanto girovagare a vuoto ci hanno detto che camping non ce n’erano. Allora siamo finiti nel solito paesino (Cassis), che pare bello. Il problema è stato l’attraversamento del canyon con gli allarmi elettrotecnici, le bestie feroci, i liquami tossici e il ponte levatoio, anche se il paesaggio era apprezzabile. Abbiamo fatto la pasta alle 15,30 e ora che sono le 5 siamo pronti x la spiaggia. Forse qui non ci sono api.

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De gustibus non est disputandum

Oggi, cari 40 manzoniani lettori, vorrei tediarvi con il seguente argomento: quali politici mi stanno antipatici. Non si tratta (o non solo) di antipatia politica, ma solo di antipatia "a pelle", quelli che quando li vedi in tv ti vien voglia di cambiare canale.

Il primo posto se lo accaparra ovviamente il professor Prodi, in quanto mi fa infuriare ogniqualvolta lo sento parlare. Con il suo aspetto bonario da salumiere di provincia, con quel suo modo di fare da pretello di paese, finto ingenuotto e titubante, e quel tono di voce da confessionale, mi fa cascare gli attibuti per terra.

Al secondo poto metto il pupone Rutelli. E’ un bel’om, fa la parte del figaccione rampante, uomo elegante e rispettoso, rispettabile e integerrimo. Simpatico e comprensivo. Ma, appunto, è vistosamente una recita. Si vede che il suo comportamente e il suo linguaggio sono artificiosi.

Al terzo posto metto l’ex ministro Gasparri. Non lo sopporto. Arrogante, saccente, intransigente.

Al quarto posto metto un uomo che ho sempre inserito tra i simpatici, ma da quando è presidente della camera mi ha un po’ deluso. Parlo ovviamente di Bertinotti. Solitamente quelli che svolgono quel ruolo sono un po’, come dire… super partes (secondo una dicitura in voga), cosa cui lui sempre più spesso si astiene dal fare.

Menzione speciale per Visco. Già il fatto che non hanno potuto nominarlo ministro dopo le sparate negli ultimi giorni di campagna elettorale (almeno hanno avuto un po’ di buon senso). Solo che anche come ministro-ombra (nascosto dietro la maschera funeraria di Padoa Schioppa) ha fatto danni, cosa che non riesce ad ammettere neanche sotto tortura, al contrario mostrando sempre un volto crucciato e scocciato.

Altri politici che non mi sono simpatici: Leoluca Orlando, Tabacci, Follini.

Uno dei più odiati d’Italia, Berlusconi, non mi sta antipatico. Gli riconosco due grandi difetti: a volte non perde l’occasione per stare zitto e poi soffre di deliri di onnipotenza. Per il resto, è simpatico.

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Vacanze 2000 – 1 – Nizza

Tempo fa, sistemando un cassetto, ho ritrovato un "diario del capitano", cioè gli appunti di Viaggio che scrivemmo io e il mio socio Lorenzo durante le nostre vacanze in Francia / Spagna in campeggio nell’estate del 2000. Ve le propongo, a puntate.
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Lunedì 21 Agosto 2000

Siamo partiti alle 7.35 circa da Voghera, autostrada Casei Gerola. Direzione Genova / Ventimiglia. Quando eravamo sull’autostrada dei fiori ci siamo fermati all’Autogrill per un caffè. I chilometri scorrevano veloci e ben presto abbiamo superato Ventimiglia e siamo passati in suolo francese. Alla prima stazione disponibile abbiamo cambiato "La Centomila" in franchi (circa 321) (anzi proprio 321!). Infatti, poco dopo, abbiamo dovuto sganciare il pedaggio dell’autostrada francese.
L’idea era quelle di passare a Monaco / Montecarlo, ma il cartello dell’uscita è apparso proprio durante un sorpasso. Risultato: niente principato, per ora. Usciamo a Nizza (lo so che non si passa dal passato al presente dei verbi, ma non sto mica scrivendo i Promessi Sposi, anche prima ho iniziato una frase con infatti).
A Nizza ci siamo un po’ persi, o meglio abbiamo perso un po’ di tempo, forse perchè gli abitanti si ostinano a mettere le indicazioni in francese! Siamo infine arrivati in un paesino vicino, Villefranche sur Mer, dove la bella figliola dell’ufficio informazioni ci ha indicato il campeggio più vicino (?!). Siamo a circa 1km da Nizza, però in linea d’aria, noi siamo a 1000m di altezza. Abbiamo montato la tenda…

Ora siamo sistemati bene, abbiamo mangiato e siamo pronti per le francesine.

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Davide Van De Sfroos

Davide Bernasconi, in arte Davide Van de Sfroos (che nella sua lingua, il comasco, sta per "vanno di frodo") è in simpatico cantautore lariano. La sua musica tocca un po’ tutti i generi, dal folk al rock e la sua particolarità è proprio quella di cantare in dialetto comasco. All’inizio suona un po’strano, perchè siamo abituati a sentire canzoni in italiano, in inglese o magari in francese e spagnolo. A volte qualche lingua ancora più strana. Oppure canzoni in napoletano, in romanesco, ma quasi mai in dialetti del nord Italia. Vi ricordate i Pitura Freska?

Lui canta di contrabbandieri, di gente di provincia, di gente di confine. Le sue canzoni sono delle ballate, a volte divertenti, a volte malinconiche (come "E semm partii" sugli emigranti in america), a volte spassose (come il mini cd "Per una poma", cioè "per una mela", con tre canzoni dedicate a Noè, Adamo ed Eva e Caino ed Abele)

Ecco un piccolo assaggio (proprio da "Caino e Abele")

Una sira el Caino el veed che rüva l’Abele
Incazzàa cume el soo mea cussè che ghe s’è ruta la tele
Caino che el g’ha mea la televisiòn
el diis che al limite ghe ròla sö un canòn
Abele a bùca vèrta e scandalizzàa
el ghe diis Che vergogna, te seet anca un drugàa!
Vergogna de chii, che sèmm che dumà in düü

Quell’oltru ridendo el g’ha respundüü

La Bibbia la diis, che g’ho de fàtt la pèll,
però me g’ho un sistèma che l’è ammò püsse bèll,
tiri sö i me stràsc e voo via me
te làssi che a giügà a tennis de par te,
te làssi che a giügà a tennis de par te !

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Fai il bravo…

Con le buone maniere si ottiene tutto?
In questo mondo, secondo me, ci guadagnano solo quelli che fanno la voce grossa.
E’ triste, ma è l’amara realtà.
L’utima prova l’abbiamo avuta stamattina, quando le persone che volevano andare a Roma a manifestare contro Bush e contro la guerra, hanno bloccato le stazioni per pretendere un prezzo politico del biglietto.

Ma scusa, perchè loro si e io no? Perchè quelli che usano il treno per andare a lavorare, o per andare a scuola, devono pagare il prezzo intero, e quelli che vanno a manifestare no? Dove sta scritto? A me sembra un prepotenza e un sopruso. Soprattutto perchè viene preteso. Avrebbero dovuto accordarsi per tempo con le Ferrovie: noi vi portiamo tanti clienti e voi ci fate lo sconto. Questo sarebbe stato corretto.

E non venitemi a dire: e va beh, fallo anche tu. Le solite furbate. Complimenti per l’inciviltà. Bel modo di manifestare per i diritti, sbeffeggiando chi il biglietto del treno lo paga intero.

Fermo restando che io ritengo pienamente lecita la partecipazione ad una qualsiasi forma di protesta e/o manifestazione. La democrazia è sempre ben accetta, ma non mi piace quando il "gruppo", in quanto tale, prevarichi i diritti del singolo. Sia che il gruppo si chiami "Fossa dei leoni", sia che si chiami "Disobbedienti", sia che si chiami "Amici dei trichechi dell’Artico"

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