(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Author: Fabio Page 142 of 176

Lettera d'addio

Mi fanno male i giorni, mi fa male il colore, il calore, i profumi e le sorprese.
Continuo a non voler capire per evitare di odiare, ormai lontano dagli altri, lontano da me stesso e lontano dalla vita.
Ho smesso di immaginare quella vita che so bene che non mi appartiene.
Io sono solo , almeno quando mi ricordo di esistere.
Spero un giorno potrete perdonarmi, so che lo farete … queste sono le ultime righe che vi scrivo e l’ultimo saluto a chi mi ha voluto bene

…no non vi preoccupate, non le ho scritte io ‘ste cose…

Sono fuori dal tunnel la la la

Mi devo ripetere, come ho scritto qui il Tunnel di Milano è veramente un bel posto. Uno dei pochi posto dove mettono della musica elettronica come si deve. Proprio ma proprio bella. E poi se devo dirla tutta in quei posti ti aspetti delle coatte invece c’erano solo belle ragazze. Ottimo.

Briançon

Sono appena tornato da un week-end a Briançon, nella regione delle Alte Alpi in Francia, organizzato dallo Sci Club Voghera.
Ci siamo divertiti, abbiamo trovato due giornate buone. Sabato c’era un bellissimo sole, anche se al pomeriggio la neve era un po’ marcia. Abbiamo sciato di brutto tutto il giorno, per tutto il comprensorio. Alla sera eravamo stanchini, ma abbiamo fatto un giro x il paese. Domenica invece c’era coperto, ma almeno la neve teneva un po’ di più.

Giudizio: il comprensorio non è male, è abbastanza vasto, anche se non credo che lo sopporterei per un’intera settimana. Diciamo che è il posto giusto per fare due o tre giorni. Il prezzo "normale" (noi avevamo il ridotto) costa 38 euro e iniziano ad essere tantini. Il paese "vecchio" non è male, peccato non averlo potuto visitare di giorno, sembra proprio carino. Non è possibile che alla domenica non ci siano autobus di linea che portano agli impianti !!! Il nostro albergo era parecchio distante e abbiamo dovuto attendere un’ora alla fermata !!! Scandaloso.
Il mangiare, beh… se sono sopravvissuto a Londra posso resistere everywhere, però diciamo che a casa mia mangio meglio. Non perchè non siano cose di qualità, semplicemtne perchè non sono cose che amo mangiare. Io nel cibo sono "difficile" nel senso che a me piacciono cose semplici semplici: pasta al ragù, bisteccazze, patatine, frutta, dolce, caffè. Non tutte quelle cazzate astruse…. Sai quei personaggi che passano le mattine a cucinare specialità? Ecco, purtroppo io alle specialità preferisco le normalità. Avete presente le locande dei camionisti dove si mangiano cose semplici? Ecco per me sono le migliori in assoluto… forse avrei dovuto fare il camionista…
Tornando a Briançon, ci siamo proprio divertiti, abbiamo fatto un po’ i cretini, come fossimo in gita delle superiori, abbiamo sciato, ci siamo trovati bene e… niente, arrivederci alla prossima !

Negozi di vicinato

Furio Colombo scriveva nel 1996 su "La Repubblica":

Se si spengono le luci dei negozi qualcosa scompare per sempre, finisce la vita urbana così come l’abbiamo conosciuta per secoli. la bottega è il luogo in cui un mondo minimo di adulti e di bambini, di anziani e di giovani, di più e meno agiati si incontrano, si conoscono, si scambiano non solo beni ma anche notizie e cultura e sono il luogo piccolo e solido in cui si forma la vita sociale delle città.

Perchè la gente va nei negozi nel 2008? Da più di cento anni è stata inventata la formula del libero servizio, vale a dire luoghi dove puoi servirti da solo, senza che nessun commesso o venditore ti assilli per proporti l’acquisto. Eppure i negozi resistono ancora, anche se tra mille difficoltà. Perchè?

Il negoziante conosce ciò che vende. Se devi acquistare un prodotto, sei conscio del fatto che un negoziante ha aperto il proprio punto vendita per passione, perchè interessato, e quindi è sicurmanete più competente di te o di un qualunque commesso provvisorio della Grande Distribuzione.

Esiste ancora un rapporto di fiducia tra cliente e l’esercente. Vai spesso in quel negozio, conosci il venditore, ti fidi di lui, dei suoi consigli, della sua merce.

Il negozio è ancora un posto dove poter fare quattro chiacchiere in questo mondo dove viviamo isolati in mezzo a milioni di persone. Ha una fortissima rilevanza sociale.

Il negoziante se può farti un favore te lo fa, magari interessatamente (per farti tornare), ma te lo fa. Può farti credito, può cambiarti la merce, può darti un consiglio utile, ecc.

Che triste sarebbe un luogo privo di negozi. Senza vitalità. Con poca sicurezza (non avreste un po’ più paura a passare in una via non illuminata dalle vetrine e non rallegrata dal vociare e dalla presenza dei negozi??)

Ecco cosa ha scritto la mia amica Mary Cavallone sul periodico Buone Nuove (già un titolo così è da premio, finalmente qualcuno che cerca di fare informazione positiva, senza riempire le pagine di disgrazie) dell’Officina Dei Sogni (vedi il blog):

"Mi succede spesso di andare in giro a portare il nostro giornale e fermarmi a parlare con qualche commerciante di niguarda. Chiacchiera e richiacchiera salta sempre fuori la fatica di avere un’attività: questi centri commerciali ci stanno soffocando, i clienti non sanno nulla di come vanno le cose, non so se arrivo a fine mese, e tante questioni comuni a moltissima gente. Qualche mese fa ho iniziato a promuove una campagna a favore dei piccoli commercianti, pubblicando una locandina con 10 buone ragioni per fare la spesa nei negozi del quartiere. L’iniziativa è piaciuta ma quando ho chiesto a qualcuno se mi pubblicavano degli articoli le risposte sono state tutte abbastanza evasive; non ho tempo, non sono capace di scrivere un’articolo, domani vediamo, etc… Bene. Ora io vi dico: il gruppo umanista di Niguarda vuole promuovere un progetto tutto per voi. Ma per fare questo bisogna avere il coraggio di dire "ci sono anch’io" e insieme creare qualcosa di mai fatto. Io non so ancora fin dove possiamo arrivare, ma sono sicura che tanti di voi hanno molto da dire. Prendiamo coraggio e insieme iniziamo a farlo"

Ecco le 10 buone ragioni per comprare nei negozi del quartiere:
1 – Perchè sono nostri vicini
2 – Perchè sono vicini a casa
3 – Perchè i politici rispondono agli interessi delle catene multinazionali (grandi supermercati, centri commerciali ecc.) e promuovono leggi che asfissiano il piccolo commerciante
4 – Perchè al momento di sistenere le attività di quartiere, sono loro i primi ad appoggiare (ad esempio tornei sportivi, giornali di quartiere, raccolta di fondi per associazioni, ecc…)
5 – Perchè sono sempre più pressati dalle tasse
6 – Perchè senza di loro i nostri quartieri sarebbero bruttissimi
7 – Perchè è nei negozi di quartiere che si mantiene la relazione tra i vicini
8 – Perchè vi troviamo un trattamento personalizzato e un servizio migliore
9 – Perchè senza di noi come clienti molti negozi dovrebbero chiudere ed aumenterebbero la disoccupazione e la crisi
10 – Perchè tutti vogliamo un quartiere più degno e più umano

Brava Mary. Approvo tutto in pieno.
(ora che ti ho lodato, un appunto: ma non eri tu quella che dicevi che il mio libretto, tratto dal blog, conteneva errori di ortografia? Da che pulpito viene la predica? Io sono cosciente del fatto che scrivo come parlo, mi va di farlo, spesso non rileggo e mi piace molto così. Spero che "niguarda" con la minuscola e "un’articolo" con l’apostrofo siano errori di battitura, ma coi tempi dei verbi e la punteggiatura non è che sei molto messa bene anche tu, eh? E poi, intanto che mi ricordo, mi devi ancora una pizza, ti ricordi la scommessa del chinotto ? Saluti e baci ci vediamo a Pasqua…. in pizzeria !!)

Via Bligny 42

Gli anni scorsi frequentavo parecchio Milano alla sera, tant’è che tra amici è nata l’idea balorda di affittare un microappartamento in società da usare per fermarsi a dormire se capitava di fare tardi. Ingenuamente pensavamo di cavarcela con 500 / 600 euro al mese, ma non trovavamo neanche un box per quella cifra.
Cerca sui siti, cerca nelle inserzioni delle agenzie, ma…. nulla. Solo cifre pazzesche: monolocali a partire da 1000 euro. Alla fine troviamo un sito con questa inserzione: "Affittasi monolocale in zona centrale di Milano, 350 euro al mese". Ottimo, direi. Il mio socio telefona e la telefonata si volge più o meno così:

"Buongiorno, vorrei delle informazioni sul monolocale in affitto"
"Certo, si trova in Via Bligny 42, se vuole andare a vedere lo stabile, così se poi le interessa mi richiama"
"No, ma a me interessa di sicuro, si può andare a vederlo?"
"Ecco si, lei vada a vedere il palazzo, poi se è proprio ancora interessato ci risentiamo"
"Ma.. perchè è messo male?"
"Noooooo, l’appartamento è piccolino, ma in ordine: tavolo, sedie, letto e… stop. Però il palazzo non è messo benissimo. Facciamo così: lei lo va a vedere e poi, se è ancora interessato, ci richiama"
"Va bene, a risentirci"

Beh diciamo che è molto strano questo comportamento: di solito prima di rivelarti l’indirizzo…. ti ci portano loro, altrimenti l’affare sfuma. Boh? Decidiamo di fare una piccola ricerca su internet e cosa scopriamo? Ecco cosa: !!!!

"Omicidio nella casbah di viale Bligny. Tunisino accoltellato. Il quartiere: «Violenze e spaccio: non ne possiamo più»"
"Nel fortino di viale Bligny 42 lo spaccio è porta a porta"
"«Cinquanta a casa mia». Casa mia è viale Bligny 42, la casbah in pieno centro, il Bronx nel cuore della città, la via Anelli di Milano pronta a esplodere come e più di quella di Padova"
"Milano: Violentarono Connazionale, Arrestati Due Curdi"
"È successo nel cosiddetto «palazzo della droga» di via Bligny 42, dove spesso intervengono le forze dell’ordine anche per indagini sul terrorismo."
"È finita con cinque arresti, due italiani fra cui un transessuale e tre egiziani, la notte a base di cocaina e sesso di due operai"

e altri articoli di questo genere…. capito adesso perché nessuno vuole questi appartamenti ??

Someglio

Vorrei parlarvi oggi di una frazione del comune di Brallo di Pregola: Smegi o, come si dice in italiano, Someglio.
Fonti: testo tratto da http://www.oltrepeat.com, foto su Flick di Libertyplace e video su Youtube di cirilvio.

Someglio si trova a 768 m. di quota nel comune di Brallo di Pregola (PV) e la chiesa, parrocchia di Colleri, secondo le più recenti ricerche storiche risale ai secoli XII e XIII.

Si ritiene che sia stata la chiesa che serviva al culto di tutta la zona dell’alto Appennino pavese, una vera ‘Pieve’ per i fedeli sudditi dei marchesi Malaspina che dominarono a lungo le valli dello Staffora e dell’Avagnone fino all’estinguersi del feudalesimo. L’edificio posto in un punto strategico della strada su cui transitava il commercio del sale e delle spezie che da Genova, per la Val Trebbia, portava a Milano, ebbe fin dall’inizio il proprio cimitero (un tempo attiguo alla chiesa e diviso da essa dal portichetto di sinistra).

Dal punto di vista artistico possiamo notare che la parte esterna dell’edificio ha conservato il suo aspetto originario e ora anche la facciata è stata riportata in pietra a vista come il campanile romanico, di rara bellezza, coperto di lastre di pietra locale, come anche tutto il resto dell’edificio che ci riporta al tipico stile Malaspiniano.

Caratteristici sono i due portichetti che delimitano l’area della chiesa e del vecchio cimitero. I muretti di cinta sono stati restaurati nel 1979 mentre l’oratorio è stato risistemato nel 1985.

L’interno è ad unica navata e la pavimentazione in sassi locali, mentre l’altare maggiore è in pietra. Vi si trovano anche due dipinti ad olio raffiguranti in uno S. Fermo (venerato il 9 agosto) e nell’altro i Santi Gervasio e Protasio con S. Ambrogio.

Il crocefisso sopra l’altare è di epoca indefinita in legno locale e rivestito di un leggero strato di gesso. Il fonte battesimale è in sasso locale corroso dal tempo passato sotto terra, dove venne trovato durante gli scavi per il restauro.

Castrazione chimica

In questi giorni stavo seguendo le discussioni about la storia dei pedofili e delle relative contromisure. Si fa tanto discutere dell’inasprimento delle pene. Ma fatemi il piacere, la soluzione è semplice è sotto gli occhi di tutti. Secondo voi quei personaggi agiscono per un qualche razionale motivo? No. Quindi cosa volete che gliene importi della pena? Loro in quei momenti sono colti da raptus, quindi il carcere è l’ultimo dei deterrenti. Hanno degli impulsi sessuali che non riescono a tenere a freno. E allora? E allora: castrazione chimica. Gli fanno delle belle punturine che gli tengono a bada gli impeti animali. Dite che non si può fare? Che lede i diritti? Che sono discorsi da fascista? Sapete cosa vi dico? Ma chi se ne frega, anzi sarei contento che chi la pensa così si mettesse in contatto con le famiglie che hanno subito questo dramma, poi mi dice cosa ne pensa. La soluzione c’è, basta adottarla. Fa del bene alla comunità, togliendo un pericolo e fa del bene anche allo stesso individuo, in quanto gli toglie la possibilità di fare danno.

Carneade, chi era costui??

Sono le 2 e 20, sono appena tornato dalle mie peregrinazioni notturne, accendo la tv, guardo televideo, come sottofondo sento la voce di Marzullo e quindi una domanda sorge spontanea:

MA CHI CAZZO SONO?

Intendo quelli che hanno vinto il festival di Sanremo. Giuro che prima di oggi non li avevo mai sentiti e prima di stasera non sapevo neanche che fossero al festival. Ha ragione il Monfa: ma come diamine si fa a chiamarsi "giòditonno" ?? Il festival della meteora, dai Jalisse in avanti…

Io avrei votato Tricarico e il sempre mitico Frankie. Oppure gli Elii se fossero stati in gara.

E va beh… buonanotte.

La banca digitale

Ieri sono stato alla filiale della mia banca, la BRE. Si vede che dopo innumerevoli rapine nelle varie filiali della zona, stanno cercando di prendere delle contromisure. La novità è che per entrare devi appoggiare il dito su un “coso” che registra le impronte digitali.
A parte il fatto della palese violazione della privacy, in quanto manca (o non è ben visibile) il cartello che spiega tutto questo… ma si sa che l’Italia è il posto dove si fanno le leggi solo per il gusto di non applicarle. Allo sportello mi hanno detto che dopo una settimana vengono cancellate. Si come no, come se io non avessi lavorato anni fa per il sistema informatico di una grande banca: non si cancella mai nulla. Ovviamente all’utente si giura e spergiura che tutti i suoi dati sono stati cancellati… ma secondo voi?? Al giorno d’oggi i dati personali sono talmente importanti che ci si può permettere di cancellarli??
A parte questo discorso, il sistema delle impronte digitali mi sembra accettabile e discreto: non fa perdere tantissimo tempo e spero che così venga eliminato quel fastidissimo sistema che non ti permetteva di entrare se avevi oggetti metallici in tasca che per chi come me ha sempre una paio di cellulari, monete, due o tre mazzi di chiavi ecc. è veramente una seccatura. Il fatto è che, per quegli utenti che non capiscono il meccanismo, la porta viene aperta lo stesso, per poi spiegargli, una volta dentro, come funziona il sistema. Bene, se io fossi un rapinatore farei finta di non capire e mi farei aprire. Ma si, magari poi la cosa migliora, staremo a vedere…

Università di bamboccioni

Leggevo stamane un articolo del Corriere della Sera dove si diceva che solo il 30% degli studenti universitari in Italia si laurea in tempo, tutti gli altri restano fuoricorso. Io una mia idea sul perchè ce l’ho. Uno dei motivi è la ripresa dei refrain del ministrone Padoa Schioppa: i bamboccioni. E’ innegabile che tantissimi studenti, arrivati alla maturità (o come si chiama adesso) non hanno intenzione di fare il salto nel mondo del lavoro. Primo perchè non ne hanno voglia: hai 19 anni e non ti va di andare a lavorare. Secondo perchè non ne hanno bisogno, paga papà. Terzo perchè sia lo studente che i genitori sono dell’idea che con il titolo di studio di scuola superiore non puoi trovare un lavoro che ti soddisfi appieno, o magari ribaltare il discorso e dire che con un titolo universitario è più facile. Un mix di questi motivi porta il giovine ad iscriversi a qualche ateneo, magari con poca voglia, giusto per provarci e intanto dilatare un po’ i tempi. Nella mia vita ne ho conosciuti tanti, tra amici e colleghi di studio, che hanno usato l’università come "parcheggio", nell’attesa di "diventare grandi". E così l’iter universitario si trasforma in un percorso dai tempi quasi lassativi: ogni tanto un esamino, tanto per giustificare l’appartenenza al mondo degli studenti. Ma di motivo ce n’è un altro, che si lega anche al primo motivo: troppi esami con la riforma universitaria del 3+2 (lo spiego per chi non la conosce: i corsi di laure sono di 3 anni. Finiti quelli hai in mano la Laurea di primo livello. Se vuoi la Laurea Specialistica devi fare altri 2 anni). In pratica come hanno fatto? Hanno preso gli esami che c’erano prima, li hanno divisi e spalmati e ne hanno aggiunti altri. Vi faccio l’esempio del corso di laurea che sto seguendo io: Laurea di primo livello in Marketing e e-Business all’Università di Pavia. Ci sono circa 40 esami. Si avete capito bene: quaranta. Da sostenersi in 3 anni. Questo perchè l’anno accademico, che va da settembre a giugno, è diviso in quattro "quadrimestri" (lo scrivo tra virgolette in quanto durano meno di due mesi cascuno, tolte tutte le vacanze e i periodi dedicati agli esami) e per ogni quadrimestre ci sono almeno 4 corsi. Capite benissimo che è dispersivo. Se un ragazzo non ha una volontà di ferro, una passione incrollabile, un’ambiente che lo sprona allo studio, come fa a seguire (magari anche bene) così tanti corsi? Anche se mi vengono a dire che sono più facili (singolarmente) di una volta: ma certo, ci mancherebbe, un corso che prima richiedeva tre o quattro mesi di insegnamento non può certo venir ridotto in un mese e mezzo. Ma questo non semplifica le cose, la testa dello studente è tempestata di troppe cognizioni diverse l’una dalle altre, contemporaneamente. Si rischia di studiare un po’ di tutto, ma male. Se invece si volesse fare le cose per bene (come Locatelli. Questo riferimento lo capisce solo chi ha più di 30 anni), magari ci si dedica solo ad un paio di corsi al quadrimestre, lasciando perdere gli altri. E così si accumulano i ritardi, e alla fine si resta fuori corso. Questa è la mia critica. Detto questo, posso egoisticamente dire che per me è stato meglio così in quanto lavorando ho poco tempo da dedicare agli studi, e quindi esami più "piccoli" mi vanno meglio, anche se sono più numerosi. Infatti ci ho messo quasi 6 anni per fare il corso di 3 anni, però, forse ma forse, sono (quasi) arrivato alla fine. Anzi adesso è meglio che vada avanti a scivere un po’ la tesi, visto che sono già le 9 e trenta.

Brava, brava, brava!

Mi raccomando, cari italiani, alle prossime elezioni votate ancora Prodi, eh?
Stranamente, nel corso dell’ultimo anno, quando si parlava di Prodi tutti ne dicevano male. Tutti. Scusate, ma allora chi l’ha votato?? Io no di sicuro.
Strano eh? Chissà come mai.
E adesso Veltroni viene a fare il saputello, a dire di votare lui che cambierà le cose. Proprio domenica sentivo alla radio veltroni che diceva "porteremo il cambiamento". Cambiamento? Vogliono far passare in secondo piano che, a parte Prodi, tutti gli altri sono gli stessi del governo precedente. Beh… "a parte Prodi" forse non dovevo scriverlo, visto che è il presidente del Partito Democratico!
Bravi, voi cascateci un’altra volta, mi raccomando. Votate Veltroni. Si ma poi velo tenete!!! Non venite a lamentarvi, non vi voglio più sentire.

Un po’ come quelli che non votano. Troppo comodo: chiunque vinca, loro non l’hanno votato e quindi si sentono in diritto di criticare… patologia da opposizione. ma piuttosto allora votate… che ne so…. Casini oppure i Socialisti… oppure Forza Nuova.. o quello che volete voi…

Code is poetry

Un uomo con la bombetta è arte? Forse no. Una mela? probabilmente no. Un uomo con la bombetta con il viso nascosto da una mela diventa arte.
Un quadrato, delle linee? Se sono disposte da un’anima diventano arte.
Due manichini sono artistici? Dipende.


Giorgio Morandi – Natura morta metafisica
 

Questi sono solo esempi, per cercare di spiegarvi perchè il codice è poesia. Per codice intendo il codice di un programma, si insomma quella serie quasi interminabile di astrusi comandi che i presunti cervelloni danno in pasto agli ammassi di rame e silicio. Come fa una cosa che è figlia della matematica ad essere assimilata alla poesia? Orrore. Se è questo quello che pensate non avete capito nulla. Per prima cosa vi assicuro che la matematica e l’informatica sono parenti tanto come la ginnastica e la latteratura. Certo, se fai ginnastica sarai un letterato più attivo, ma puoi benissimo essere un appassionato di letteratura senza dover fare ginnastica!!! E poi…

E poi… quando con delle pennellate di enigmatici geroglifici riesci a dare vita a figure, disegni, animazioni, movimenti, quando con delle note sottoforma di simboli grafici riesci a far suonare, a far vibrare l’anima di un inanimato computer, o creare movimento, far nascere sensazioni, dubbi, conclusioni…. Voi non conoscete che emozione. Come il bambino che costruisce con anonimi pezzi di Lego un bel robot semovente. Che bello.
Ti metti li e, pezzo dopo pezzo, con fatica, con tanti errori e ripensamenti, riesci a far fare cose strabilianti. Dai un pizzico di vita, un pizzico di fantasia, di sapere, di incantesimo. Forse allora è vero, code is poetry, o forse no, it’s a kind of magic:

il codice è magia !

Henry Charles Bukowski (1920 – 1994), poeta e scrittore statunitense

L’unico atto poetico necessario è la scrittura della poesia, e tutto quello che viene dopo è propaganda.

Le due più grandi invenzioni dell’uomo sono il letto e la bomba atomica: il primo ti tiene lontano dalle noie, la seconda le elimina.

Mi guardai intorno. Non c’era nessuna donna, lì in quel caffè. Ripiegai sulla cosa che sta al secondo posto in graduatoria: sollevai il mio bicchiere e lo scolai.

Frozen? L'abbiamo inventato noi!

Leggo su il Corriere della Sera: "Immobili, centinaia di persone si sono bloccate di colpo, all’improvviso, contemporaneamente alla stazione Termini, rimanendo ferme, come «in stand by», per tre minuti di fila sotto lo sguardo attonito dei passanti: chi stava baciando la fidanzata, chi allungando il braccio per dare la mano al collega appena arrivato, chi guardava l’orologio. Tutti fermi, come congelati davanti agli occhi increduli di pendolari e turisti in una sorta di un due tre stella collettivo. Ma tutta la gente che sfrecciava loro intorno, di qua e di là, per contrasto sembrava quasi più assurda di questa massa di improvvisate statue viventi. L’adunata è partita via web, dal blog Frozen Termini, nato apposta per lanciare l’iniziativa appena 48 ore prima. Risultato: un’installazione vivente che strappando un sorriso ha spezzato il ritmo serioso e serrato della vita metropolitana, mostrandone il lato paradossale. Ma anche in questo caso come nei flash mob, a dare l’esempio sono stati gli americani"…(segue).

Falso! Rivendico l’originalità del gesto, anche a nome del mio fratello Jim Christian L.
Anzi, ammetto pubblicamente che noi l’abbiamo a nostra volta copiato da una campagna pubblicitaria della Diesel abbastanza vecchia, perlomeno antecedente al 1994.  Ecco le prove:


Qui a Rimini estate 1997


Qui alla discoteca Rolling Stone di Milano nel 2003 (una delle nostre ultime "Ice Action", per fortuna direbbe qualcuno)

Anche se, devo ammetterlo, la loro azione congiunta e coordinata, oltretutto in un ambiente non avvezzo a stranezze (noi ci siamo sempre "esibiti" in 2 e quasi sempre in discoteca) è riuscito proprio bene, come potete vedere dal filmato: http://www.youtube.com/watch?v=VcdjZS3Qlq0

Cervello

Noi in pratica siamo il nostro cervello. Cioè noi siamo dentro la nostra materia cerebrale, siamo formati da neuroni. Riceviamo impulsi dalle altre parti del cormpo o dall’esterno e le elaboriamo. E’ come se noi fossimo il nostro cervello: tutte le conoscenze e tutte le sensazioni le proviamo a partire dal cervello.
Suoni, sensazioni tattili, luci, colori, caldo/freddo, ecc. Ma noi, la nostra "coscienza" (non quella morale) dove sta? Nel cervello. Che strana cosa.
Adesso vi faccio un esempio stupido che in poschi capiranno: è come quando l’Aliante Slittante entra in Mazinga Z. In pratica Mazinga Z è Rio Kabuto che lo comanda. Allo stesso modo se a noi mancassero braccia gambe, vista, udito e quant’altro, saremmo sempre "rinchiusi" nel cervello. Che costa strana.

Page 142 of 176

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén