(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Author: Fabio Page 144 of 176

Panorama

Guardate che bella giornata che c’era domenica scorsa a Brallo. Si sovrastava la coltre di nebbia che offuscava tutta la pianura e si vedevano nitidamente le alpi. Per ingrandire cliccate sulla foto.

Minervino

Nel 2005 vi parlavo di alcuni espedienti per copiare a scuola in questo articolo. In realtà è roba vecchia, guardate cosa ho trovato su un "Topolino" del 1969:

Sky mi avete rotto!

Adesso ve lo spiego bene a voi di Sky: non me ne frega niente.
Non me ne frega niente della televisione, la guardo pochissimo.
Se fosse x me non pagherei neanche il canone RAI.
I canali terrestri mi soddisfano già ampiamente, siccome
non me ne frega niente dei film (me li guardo al cinema o in dvd)
non me ne frega niente delle partite (preferisco vedermele al bar in compagnia)
Oltretutto ho anche il decoder per il Digitale Terrestre, pertanto
non me ne frega niente della vostra offerta
non me ne frega niente dei vostri abbonamenti e infine
non me ne frega niente dei vostri due mesi in regalo.
Vi ringrazio per l’interessamento, vi ringrazio per l’insistenza, vi ringrazio per le continue offerte,
probabilmente qualcuno vi avrà detto che sono un teledipendente.
Lo ero quando andavo alle superiori, ora, come mi piacerebbe che aveste capito,
non me ne frega niente.

Pertanto, se mi telefonate ancora una volta, vi spezzerò le falangi manderò il malocchio via telefono. Chiaro?

Cartoline dall'Italia

Prima cartolina: la monnezza di Napoli. La scorsa settimana sentivo su Radio24 un tizio, non ricordo se era stato un prefetto o un responsabile della spazzatura a Napoli, che sosteneva (davanti ai giudici in un procedimento giudiziario quindi presumibilmente abbastanza attendibile) che solo il 20% di chi lavorava in quel settore compiva realmente gli incarichi assegnatigli. Molti abitavano parecchio lontano e quindi non si presentavano neanche al lavoro, altri erano lavoratori socialmente (in)utili e quindi non veniva assegnata loro alcuna mansione, altri ancora si rifiutavano categoricamente di lavorare, punto e basta. Tutti coscienti del fatto che non li avrebbero licenziati. Solo una sparuta minoranza lavorava.  Dal celeberrimo libro di Saviano apprendiamo che la camorra ha per anni utilizzato campi di proprietari consenzienti (che si beccavano dei soldi) per discariche abusive. E adesso ci si scandalizza se la Lombardia non vuole accollarsi i rifiuti della Campania?? Che faccia tosta! Sul Corrierone di ieri c’era un commento di non so chi (scusate, le mie fonti sono un po’ vaghe, ma non è che giro con carta e penna!!) che si indignava di questo e diceva che "siamo tutti meridionali di qualcuno" e faceva notare che mandiamo la spazzatura anche in Germania. Peccato che si è dimenticato di dire che non ce la mandiamo gratis, ma a pagamento, la cosa è un tantino diversa….


Seconda cartolina
: dopo il Dalai Lama, non vogliamo neanche più ricevere il Papa. Grazie a una "sessantottina" di professori pistoloni, maleducati, arroganti e snob, l’università Sapienza ha perso l’occasione per fare bella figura. Io nei miei ragionamenti sono sempre molto laico e mi chiedo: non sei d’accordo con il signor Giuseppe Ratzinger? Va bene, siamo in un paese democratico e civile, discutine con lui. Se invece non gli vuoi parlare, non mi sembra un bell’esempio di correttezza, anzi è un segno di chiusura e paura del confronto. E questi sarebbero professoroni universitari? Gente che ha paura del dialogo? Ma mi faccia il piacere…

Via Dal Verme

Stavolta, lo ammetto, sono arrivato in ritardo. In questi giorni volevo fare un post su quello che è successo, e sta succedendo, nella via dove abito, ma sai com’è: pensaci oggi pensaci domani, e nel frattempo la Provincia Pavese mi ha preceduto e di articoli ne ha scritti ben due. Uno proprio ieri, addirittura in prima pagina:

Ma cosa è successo? Come vi ho scritto in questo post, c’è un fabbricato, nell’angolo tra via Dal Verme e via Calvi, che è un po’ sfortunato. Fino ad una paio di anni fa al piano terra c’era un negozio di abbigliamento. Una notte ha preso fuoco l’ultimo piano. Qualche tempo dopo il negozio si è trasferito e l’immobile è stato venduto. I nuovi proprietari hanno iniziato le opere di ristrutturazione, evidentemente non condotte a regola d’arte, visto che ad un certo punto è in parte crollato.
Da quel momento niente si è più mosso, e lo stabile è rimasto nella situazione in cui era, vale a dire mezzo diroccato. Negli ultimi mesi è diventato meta di personaggi strani, gente senza dimora, che lo utilizzavano come giaciglio e come, si dice, centro di smistamento e spaccio di droga. Non so quanto ci sia di vero in quest’ultima affermazione, ma che era, seppur recintato, abitualmente frequentato da loschi figuri era sotto gli occhi di tutti. Io stesso un giorno mi son preso la briga di entrare e ho trovato un tizio che sonnecchiava tra le macerie e l’immondizia.
Fatto sta che circa un mese fa i tecnici del comune sono venuti li e hanno pensato bene di dire: "Hey ragazzi, qui è pericolante" e hanno addirittura transennato l’intero incrocio. Si avete capito bene, le due vie diventavano impraticabili, sia in auto che a piedi. Beh sicuramente è un modo per allontanare il pericolo e lavarsi la coscienza.
Chiudendo del tutto il passaggio si è creato ancor più viavai all’interno dell’edificio: ormai è chiaro che tutta quella gente non va li per farsi un giro. Oddio, magari è tutta brava gente, non bisogna affidarsi alle impressioni, ma vi assicuro che le impressioni sono davvero brutte!!! Ieri sera mentre rincasavo dal lavoro c’erano un paio di carabinieri che, armi in pugno, cercavano di sbirciare all’interno. A dire tutta la verità sembravano parecchio titubanti ma posso capire che l’ipotesi di una coltellata per un normale stipendio da carabiniere non andrebbe giù neanche a me.

Quindi volevo rivolgere un’appello alla cittadinanza: aiutateci. Se la casa è pericolante, abbattiamola! Ogni cittadino vogherese dovrebbe passare di li e portarsi via un mattone, che ne dite? In questo modo nel giro di un pomeriggio avremmo risolto tutti i problemi.
Grazie a tutti quelli che vorranno partecipare.

Iniziativa popolare: un mattone per via Dal Verme !!! A proposito, per quelli che fanno le solite battute cretine, sappiate che i Dal Verme erano i signori di Voghera, mica baubau micio micio. Capito?

Scuola clandestina

E’ di questi giorni la polemica Moratti (ex ministro dell’istruzione) – Fioroni (ministro dell’istruzione). Il sindaco di Milano non vuole i clandestini (o meglio i loro figli) negli asili della città. Il ministro insorge. Io do ragione al ministro (quello attuale), il quale si appella ai diritti umani includendovi il diritto all’istruzione. Io che non viaggio ad un livello così aulico mi limito ad osservare che, seppure io sia contrario ovviamente a qualunque forma di "sdoganamento" dei clandestini (che, in quanto tali, contravvengono alle leggi), uno dei metodi migliori per l’integrazione degli stranieri (clandestini e non) parte proprio dai figli.

Un bambino straniero che va a scuola (o asilo) è un bambino più "integrato" (non riesco a trovare un sinonimo per questa brutta parola). Oltretutto è un bambino più istruito e questo non guasta di certo. Una famiglia con figli che vanno a scuola è più "integrata". Se è clandestina questo non sopperisce alle proprie mancanze, ma cmq migliora la convivenza, anche in vista di una possibile uscita dalla clandestinità. perchè se una famiglia mi dimostra che cmq manda i figli a scuola tutto mi lascia pensare che voglia "integrarsi". E questo uno stato moderno lo deve non solo accettare, ma promuovere. Chi viene in Italia per vivere onestamente, lavorare, studiare, pagare le tasse, rimanere qui (e NON mandare TUTTI i soli all’estero) non solo deve essere accolto, ma accolto bene.

Sono ben altri i servizi che non si devono dare gratuitamente. Un esempio: i mezzi pubblici. Se salgo io sul treno senza biglietto mi multano e se non pago mi denunciano alla Polfer. Se lo fa un gruppo di XXXXXX (inserire una nazionalità a piacere) non gli fa niente nessuno. Questi sono i razzismi che non sopporto, quando per fare i bravi passiamo per essere dei coglioni.

Ausiliari del traffico

Sulla "Provincia Pavese" di questi giorni c’è un articolo sulle multe comminate ai vogheresi. Anche ieri a Pavia ho visto due signorine, con il loro bel gilerino giallo fosforescente che staccavano qualche multarella per quelli che avevano lasciato "un minutino" l’auto in divieto nelle vie del centro.

Alcune considerazioni sparse. Primo: in Italia non c’è la cultura della legalità (è questo è risaputo). Leggevo su Focus che la condanna sociale delle varie trasgressioni non è uguale dappertutto. In Italia infatti parcheggiare in divieto è considerato una cosa normale, anzi spesso una cosa di cui vantarsi. Per questo poi ci sentiamo vessati se fioccano le multe per divieto di sosta. In Olanda al contrario la sosta selvaggia è una cosa di cui vergognarsi (come e peggio di viaggiare senza biglietto) e nessuno mai se ne vanterebbe. Arrivati a questo punto non so se la "tolleranza zero" sia il metodo migliore per far cambiare idea agli italiani, soprattutto perchè i soldi rapinati incassati con le multe non si sa dove vanno a finire. Sarebbe bello un bilancio comunale in cui si dica: abbiamo raggrannellato 500 mila euro di multe (a Voghera pare che le contravvenzioni siano state più di 12 mila lo scorso anno, fate voi i conti… io sono stato al ribasso) e li abbiamo spesi per… che ne so… nuovi parcheggi magari?? Non sarebbe male. Acquisto di un nuovo autobus?? Non sarebbe male. certo che se scorprissi che le multe servono solo ad aumentare stipendi mi incazzerei anche io "un attimino"…

 


(dal sito Molfettalive.it)

Seconda considerazione, puramente linguistica: leggo sul De Mauro – Paravia che "ausiliario" come aggettivo significa "che è di aiuto, di sostegno, che ha una funzione di supporto: truppe ausiliarie, soldati ausiliari | impianto a., secondario" mentre come sostantivo "chi viene assunto per coadiuvare il personale effettivo con mansioni non di responsabilità: agli ausiliari è affidato il compito della pulizia delle stanze | bidello: la scuola ha due nuovi ausiliari ". Ecco ora chiedo a voi attenti lettori: ma perchè sulle pettorine gialle (o arancioni) c’è scritto "Ausiliari del traffico" ?? Che ausilio danno al traffico? Nessuno. Potevano chiamarli "Ausiliari delle multe" visto che è il loro unico scopo dichiarato. Volevano un nome più altisonante? Io proporrei un esotico "Multeur", che fa molto finto-francese. À bientôt

Mario Baratta – Ottava puntata

Dicevo della gita. I primi giorni che l’Aprea sostituiva la Maione, io pensavo fosse una supplente di passaggio, pertanto mi sono trincerato dietro i due massicci amici e non mi sono neanche fatto vedere. Mi ha visto per la prima volta solo dopo qualche lezione (giuro !!!) e non credeva assolutamente che fossi di quella classe, non si capacitava del fatto che non mi aveva proprio mai visto dopo una settimana di lezioni !!! Quando si è convinta ha cominciato a tartassarmi, mi faceva sempre leggere, uscire alla lavagna… Ma ben presto ha cambiato obiettivo, focalizzandosi su quello studente che non c’era mai in classe, e quando c’era faceva casino: Andrea.

Il primo giorno della gita andiamo a visitare Firenze. Dopo una veloce colazione e un teatrino di Marco che faceva il vigile in mezzo alla strada, siamo saliti sulla cupola del Brunelleschi. Altro aneddoto. Salendo  sulla scaletta che porta in cima avevamo davanti un gruppo di scandinavi. Il primo della nostra comitiva a era Giancarlo, che, biondo, pallido e occhio azzurro, pareva nordico anch’egli. Ad un certo punto incrociamo dei ragazzini che scendono, facendo commenti ad alta voce ai vichinghi. Quando arrivano a Giancarlo uno dice: "Guardate questo che faccia". Il Condor (così era soprannominato), puntandgli il dito in una sua tipica mossa poco snodata (insomma rigida) gli dice "Sarà bella la tua". Anche qui c’è poco da ridere, ma mi sto rivolgendo a chi conosce i personaggi citati e riesce ad immaginarsi la scena….
Alla sera amara sopresa: la prof  non ci fa uscire dall’albergo. Noooooooo. "Dai prof, ci faccia uscire". "No, non se ne parla neanche !". Allora che succede? In qualche stanza si tirano fuori delle bottiglie di vodka e qualcuno (Fabrizio) inizia a versarmene qualche bicchiere: risultato, dopo poco ero già sbronzo. Nel frattempo andiamo di sotto e troviamo la prof preoccupatissima, perchè Andrea aveva lasciato l’albergo senza dire nulla. "Tranquilla prof, lo cerchiamo noi" "Grazie, grazie" …e così ce ne siamo usciti anche noi. Troviamo Andrea dietro l’albergo che stava contrattando con dei ragazzi del posto: voi ci date le riduzioni per una discoteca per il giorno dopo, così veniamo tutti e potete provarci con le nostre compagne… hehehe che stronzi che eravamo. Ovviamente poi la cosa si è saputa e le ragazze si sono incazzate parecchio, ma tanto la prof non ci faceva andare comunque.
Tornati in hotel ho ripreso a bere, col risultato di essere proprio ubriaco. Il mio compango di camera, Giancarlo, mi ha opportunamente chiuso in camera e quasi costretto a dormire, per evitare ulteriori disastri.
Il secondo giorno, dopo una visita ad un giardino appena fuori, sulle colline, siamo tornati in Piazza della Signoria. Io e qualche altro stolto furbacchione dove andiamo a mangiare? In un ristorante sotto palazzo vecchio: ottimo! Spendiamo un sacco di soldi, anche perchè ci abbuffiamo di fiorentine. Anche la seconda sera la prof non ci fa uscire, ma stiamo tranquilli. La terza sera siamo a Poggibonsi, è sabato sera. Convinciamo la prof, anche perchè è un piccolo paese e non può succederci niente di male. Troviamo una discoteca, ma è chiusa. Ci spiegano che, vista la vicinanza con Siena, i ragazzi al sabato vanno tutti lì, ma visto che siamo in tanti ce la aprono solo per noi!!

Queste sono le firme dietro alla foto

Aneddoto: quando il DJ va in cosolle dice: "Ragazzi di dove siete?" "Provincia di Pavia" "A si? Cashba o Hyppodrome ?" (nota: sono anzi erano due discoteche, una a San Martino Siccomario, che dopo si chiamerà Vertigo e dove attualmente c’è un Cash & Carry all’ingrosso, l’altra era sulla strada dal Bivio Colussi a Rivanazzano e dopo si chiamerà Maskara, Pacha, Velasquez + Cafè Latino e attualmente è sede della Conbipel). A questo punto Marco si avvicina e scopre che era un tizio che aveva fatto il DJ a Voghera!! Quanto è piccolo il mondo! Fatto sta che quella sera due della nostra classe dovranno essere riportati in stanza quasi di peso, per aver abusato di un cocktail a base di blue Curaçao. Il giorno dopo, a Pisa, erano ancora ingranati e hanno comprato due lecca-lecca giganti per poi frantumarseli in faccia. Ma Pisa è successa un’altra cosa.
La prof ci provava con Andrea. Giuro! Ci siamo buttati tutti per terra, sul prato, all’ombra della Torre, quando la prof ha iniziato a fare la cretinetta con Andrea. Strappava l’erba e gliela lanciava, oppure giocava con le stringhe delle scarpe… mah… senza parole.

Alla fine della quarta, se non ricordo male, non abbiamo perso nessuno per strada. E poi c’è stata la mitica (per me) estate del 1992. Ma questa è un altra storia, l’estate ’92 per me è talmente significativa che non basterebbero 10 post a raccontare il perchè. Alla prossima !

Mario Baratta – Settima puntata

Ragazzi nel 1992 eravamo in quarta. La quarta A ragionieri. Eravamo quasi "grandi". Molti di noi avevano la patente in quanto avevano un anno in più. Quante volte mi hanno dato dei passaggi fino in stazione: Marco, Fabrizio, ecc. Intendiamoci, io qui uso i nomi di battesimo che non usavo praticamente quasi mai, ma lo faccio più che altro per un certo rispetto per la privacy dei miei compagni. Dovrei dire ex-compagni, ma per me saranno compagni per sempre. Se penso alla scuola io penso al Baratta.

Quell’anno mi mancava il mio abituale compagno di banco, Fabio, pertanto non sapevo con chi sistemarmi. Siccome tutti erano già accoppiati, mi sono ritrovato Andrea. Penso che a conti fatti era la peggior soluzione possibile. Non aveva mai niente: niente libri, niente quaderni, penne, astucci, fogli… nulla di nulla. Usavamo in due quello che portavo solo io.
Fortunatamente non era quasi mai in classe, perso com’era a gironzolare per la scuola. Andrea era un personaggio strano. Egoista, egocentrico, pieno di sè, divertente, spigliato, spiritoso e belloccio. Era l’idolo delle primine. Piaceva anche a quelle un po’ più grandicelle, ma molte non lo avrebbero mai ammesso. Per 5 anni ha tirato a campare. Non era per niente stupido, ma non studiava una mazza, e alla fine faceva i salti mortali per non essere bocciato. E ci riusciva regolarmente. Questo lo ha probabilmente portato a deliri di onnipotenza (non ci voleva molto) e si è comportato nello stesso modo durante l’esame di maturità, uno show che gli è costato la bocciatura. Ci ho litigato mille volte in quei 5 anni. Però in fondo avevo una certa ammirazione per lui, per il suo essere così disinvolto come io non ero affatto. Era fondamentalmente un pirla, con tutte le accezioni che ha questo termine, ma magari col tempo è migliorato, non lo vedo da qualche anno. Di solito a trent’anni si matura un po’. Grazie a lui siamo riusciti ad andare in gita in quinta, non finirò mai di ringraziarlo per questo.

In quarta invece andammo in Toscana. Probabilmente non ci voleva accompagnare nessuno, non mi ricordo di preciso, fatto sta che alla fine ci portò la Aprea. Era una prof molto giovane, originaria di Napoli, che da noi faceva la supplente della Maione (economia e diritto – solo in una scuola pazza come quella italiana possono mettere lo stesso docente a insegnare due materie diverse come economia e diritto…). Ma prima vi racconto un’altra cosa: io e Andrea eravamo all’ultimo banco in fila centrale, il più bello della classe, in quanto i prof  ti vedono pochissimo. Inoltre davanti a me avevo due energumeni abbastanza ben piazzati che mi oscuravano completamente alla visuale dei professori. Stefano e Marco. Il primo era un ragazzone allegro e simpatico, più alto della media. Ci ritrovavamo spesso al mattino alla fermata del bus alla stazione dei treni. Io abito li vicino e ne approfittavo per raggiungere il Baratta coi mezzi, visto che per i primi 4 anni non si era mai visto un controllore ! Nell’attesa si rideva e si scherzava con Stefano e i suoi amici. Adesso lo vedo ogni tanto, visto che lavora a Voghera e abita nella zona. Quando lo incontro in giro e sono con qualcuno dico "quello lì era un mio compagno di classe" e quasi nessuno ci crede: "Sembra molto più vecchio di te". Non prendertela Stefano, mi capita spesso, e non solo con te. I casi sono due: o sembro effettivamente più giovane (grazie, grazie… mi autoincenso), oppure ho compagnie molto bugiarde…
Marco era considerato un altro belloccio della classe, anzi anche della scuola. Lui negava e magari nega tuttora, ma in fondo era così. Era fenomenale per il suo modo di fare: come gesticolava, come si muoveva e soprattutto per le mitiche frasi che usava. Niente di particolarmente originale, era il modo in cui le diceva che ti faceva piegare. Sentite questa: un suo classico modo di dire era "Signoriiiiiiiiiii" e una volta la professoressa Coda, di Inglese, gli voleva far tradurre una lettera commerciale che iniziava con "Dear Sirs". Lui attacca e fa: "Signorii"…. e giù tutti a ridere. Si lo so, detta così non fa per niente ridere, ma se i miei compagni se la ricordano sono sicuro che in questo momento stanno sorridendo. Anche Marco lo vedo ogni tanto, anzi mi ha anche rifilato venduto un telefono…


[…continua domani]

Il tizio più fortunato del mondo

…pare che comunque io sia davvero il tizio piu’ fortunato del mondo: anni di dipendenza dalla droga in piena epidemia, circondato da morti viventi.
Ma io no, io sono negativo: è ufficiale. E quando il dolore se ne va comincia la vera battaglia: depressione, noia, ti senti così schifosamente giù che vuoi farti fuori da solo…

…Tommyyy!
…Tommyyy!
…Tommy sono Mark, apri!

… tutto bene??

…esci spesso Tommy??

…non segui le partite?
no.
ah, neanch’io veramente.

hai fatto il test?
si
pulito?
si
che bello
mi dispiace Tommy.
ne hai un po’?
no, l’ho fatta finita.
beh fammi un prestito, sto aspettando un assegno

grazie mark
non ci pensare

…non ci pensare, non è un problema, non per me comunque. Certo è facile fare filosofia quando lo stronzo con la merda nel sangue è un altro…

LEGGIMI ! TI PREGO!

Il titolo del post è solo per attrarre l’attenzione. Vorrei fare un esperimento. Vorrei "contare" quanti sono i miei lettori/lettrici del blog. Molti li conosco, anche perchè quando li incontro me lo dicono.

Quindi: chi legge questo blog più o meno abitualmente sarebbe così gentile (dai, almeno per una volta) lasciare un commento, solo per scrivere il proprio nome (e magari un messaggino sarebbe gradito, ma non indispensabile).

Grazie mille, amici.

Fab

ps buon 2008 in ritardo a tutti

Senatur

Ecco chi ho incontrato l’altro giorno all’autogrill Brianza Sud: il senatur !!!

In ritardo… ma auguri

Le armi

Le armi non sono solo le bombe,le armi possono essere pensieri, atteggiamenti e pregiudizi che si trovano nella mente degli uomini.I pregiudizi possono uccidere, il sospetto può distruggere,la ricerca insensata di un capo espiatorio può travogere come una catastrofe adulti, bambini e anche i bambini non ancora nati.

Roma 2008

Eccomi di ritorno dal capodanno a Roma. Voto 7. Premio come Uomo Cornetta detto "Cornelio", vince un cesto dalla Vodafone, professor Katanga. Motivazione: in 3 giorni avrà ricevuto e fatto almeno 178 telefonate. Premio come scassamaroni numero uno: professor Katanga. Motivazione: forse un rinoceronte in camera sarebbe stato più discreto. Premio come frase del 2008 maestro Varni detto "Giancarlo" con "Chi non muore si rivede". Premio come bufala 2008 maestro Tordi e la sua Fanta al peperoncino. Premio ristoranti economici la città di Roma, se volte farvi spennare venite qui sotto le feste. Premio voce più triste del capodanno maestro Tomasoni. Premio ultime maestrate 2007 al gran maestro duemilasette Orione. Motivazione: Bracciano, Pomellato, Piazza Bologna.

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