fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

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Dik Dik a Voghera

Voghera, 21 giugno 2012: DIK DIK Potete sentire anche la voce delle groupies che cantavano a squarciagola dalle ultime file.

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Virginio Giacomo Bono

Oggi vi parlerò di Bono. No, non quello degli U2, ma di quello di Voghera!
E’ stato mio professore di Lettere e di Storia alle superiori, durante tutti e cinque gli anni passati al "Baratta". Era un po’ il nostro tutore, quello che ci ha portato dalla prima classe alla quinta, quello che ci conosceva meglio.

Bono è uno studioso e soprattutto un appassionato dell’arte e della storia locale. A dir la verità è un appassionato dell’arte in senso generale. Anzi, a onor del vero debbo dire che, in termini ancor più generali, la sua è una passione per il bello, che sia l’arte in tutte le sue svariate forme, o che sia un paesaggio, un modo di vivere, un’emozione.
Detto questo, posso ora dire che VGB è anche uno studioso di arte e storia locale!

Per esempio ha curato il lavoro di Alessandro Maragliano e soprattutto la revisione del Dizionario Vogherese-Italiano e delle sue poesie dialettali. Alcuni lo indicano addirittura come il suo erede ideale, ma io non azzardo tanto, perchè so che il Professore si schernirebbe per questo paragone, ma anche se non lo scrivo diciamo che un po’ lo penso…

La sua attività è sempre rivolta a recuperare, sviluppare, spiegare, il patrimonio culturale locale: dalla scrittura, alla pittura, architettura, poesia, storia. Negli anni le sue pubblicazioni, i suoi articoli, i suoi libri e i suoi interventi hanno avuto come oggetto il Marchesato di Casei e Cornale, la storia di Voghera e dei suoi monumenti e dei suoi edifici importanti, il pittore Paolo Borroni, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Pietro Bisio, Piero Leddi e soprattutto l’unica grande avanguardia italiana del secolo scorso: il Futurismo creato da quel Filippo Tommaso Marinetti, figlio dell’avvocato Enrico di Voghera. Sempre riguardante il movimento futurista ha scritto di Tullio Crali, della corrispondenza tra Marinetti e le sue collaboratrici di Godiasco, e un libro anche sul pittore vogherese Ambrogio Casati (nota simpatica: esiste una pagina su wikipedia in inglese, ma non nella versione italiana!).

Oltre ai libri sui pittori, ha scritto anche a proposito anche delle opere che altri pittori hanno lasciato o realizzato in zona, come quelle dei fratelli Boxilio, del Bramantino, di Lorenzo Toma, di Boccioni, e tanti altri ancora.

E poi ancora ha scritto della tradizione del carnevale vogherese, de "Il Giornale di Voghera", del Papa Pio V di Bosco Marengo, delle tradizioni contadine, e… insomma qui l’elenco si fa lungo, e avevo iniziato a scrivere questo non certo per fare un mero e arido elenco, ma per tentar di spiegare ciò che anima questo scrittore.

Quando ero a scuola Bono "predicava" una vita tranquilla, senza la minima frenesia, atta ad ammirare le vecchie cose. Un gentiluomo d’altri tempi.

Quando ero suo alunno, come ho già scritto, mi dava la sufficienza in italiano perchè scrivevo delle castronerie, ma le scrivevo in modo abbastanza corretto e quindi era "costretto" a dare un 6 alle mie farneticazioni linguistiche. Ora invece, sapendo che ogni tanto segue questo blog, credo che perdoni i miei – spesso grossolani – errori di forma e di sostanza, e lo ringrazio molto per questo !

Questa è una torta a forma di Castello Visconteo esposta durante la Fiera dell’Ascensione 2012

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Pronostico Irlanda – Italia

Il pronostico di Milli sulla partita di stasera.

Giuro che solitamente Millicent è ghiotta di quei croccantini, anzi: spesso sono l’unico modo per fargli fare quello che voglio. Invece quando è davanti alla videocamera accesa diventa timida e piuttosto… non mangia!!

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Pronostico Italia – Croazia

La gatta Millicent riprova a fare il pronostico sulla partita dei Campionati Europei di calcio di stasera.

 

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Qualunquemente str___i !

Altra riflessione: ci insegnano che se vogliamo la pensione dobbiamo pagare i contributi, in modo da avere da parte un gruzzoletto per quando ne avremo bisogno. Ci dicono anche che lavorando si mette via il TFR, il fondo per il trattamento di fine rapporto, in modo che quando lasciamo il lavoro ci troviamo con un gruzzoletto. Insistono dicendo che dobbiamo pagare le tasse per la sanità, in modo che, facendo tutti gli scongiuri, se dovesse succedere qualcosa, abbiamo il Servizio Sanitario Nazionale che pensa alla nostra salute. C’è anche chi si spinge a dire che è cosa buona e giusta avere delle assicurazioni (sulla vita, sugli infortuni, ecc) in modo che, in ogni evenenienza, possiamo avere un gruzzoletto che serva ai nostri bisogni. Ma se tutti noi sappiamo queste cose, mi chiedo…

Ma perchè ogni santissima volta che succede un disastro il governo italiano aumenta la stramaledetta benzina? Ma non ce l’ha un gruzzoletto da parte?

Risposta: no, perchè i signori che poggiano il fondoschiena sugli scranni alti del Palazzo utilizzano i (nostri) soldini per comprarsi la villa al mare, la laurea in Albania, l’attico in centro, le vacanze in barca a vela, le feste in Sardegna, le auto sportive, i diamanti, le discoteche, le serate a Lugano, le cene a Portofino. Anzi, quando ci sono questi disastri (come è successo a L’Aquila) ci speculano ancora sopra. Lorsignori dicono che non è così? Non si deve qualunquemente fare del qualunquismo? Bene, chi è senza peccato scagli la prima pietra!

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Governo Tecnico

C’è la crisi, dicono. E quando le cose vanno male, a chi si da (giustamente) la colpa? A chi governa. E’ una cosa da proverbi, "piove governo ladro", ma d’altronde di chi può essere la colpa? Di chi al governo non c’è? E allora mesi fa a furor di popolo è stato "cacciato" (beh formalmente si è dimesso) il Sivio, per mettere il "tecnico" Mario Monti. Ora vi racconto qualche mia riflessione.

Un "tecnico" io me lo aspetto come il "Tecnico" della Nazionale: uno che si mette lì, testa bassa, uno che se ne intende, uno che non guarda in faccia nessuno, e che porta avanti la sua idea e che fa il meglio del meglio che può. Da un Prandelli io mi aspetto che scelga gli uomini più in forma, quelli coi quali può realizzare la squadra migliore, adottanto la tattica milgiore. Da un Monti io mi aspettavo che lui facesse un semplice ragionamento, che ora vi illustro. C’è la crisi, dicono. Mancano i soldi, a tutti, e quindi anche allo Stato. E quando allo Stato mancano i soldi, cosa si può fare? La cosa più facile, ingenua, intuitiva è quella di chiederli agli italiani. I metodi? I soliti: aumento delle tasse, delle imposte, delle accise, delle gabelle e dei balzelli. Poi ci sono altri metodi, magari meno popolari… (o meglio: più popolari !) come la lotta agli sprechi e le dismissioni. Chi non vede di buon occhio questo secondo metodo? I politici, ovviamente, che direttamente, o indirettamente tramite clientele e amici degli amici, sono i principali "beneficiari" degli sprechi di denaro pubblico.

Io da un governo tecnico mi aspettavo questo! Non c’era bisogno di un governo "tecnico" per aumentare le tasse, per inventarne di nuove, per aumentare ancora la benzina!!! Questo lo può fare un qualsiasi governo politico! Da un tecnico, da uno che si vanta di essere un economista "chissacchì" mi aspettavo ben altro.

Ovvio che un governo, seppur "tecnico", deve avere fiducia dal parlamento, e quindi dalla politica. Ed è altrettanto ovvio che la politica sta facendo fare il lavoro più sporco a Monti, in modo da averne le mani pulite. Ma badate bene, gli Italiani non sono stupidi, prima o poi vi mettono le mani addosso se continuate così. La pazienza dei somari sta per finire.

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Pronostico Spagna – Italia

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Annibale

Avete presente Annibale? Quella della seconda guerra punica, quello che è venuto in Italia a piedi da Cartagine.

Dunque, Cartagine era dove più o meno adesso c’è Tunisi. I cartaginesi avevano a quei tempi (circa 200/300 anni prima di Cristo) il predominio sul Mar Mediterraneo (in conflitto con la Grecia) quando, ad un tratto, si accorsero che i Romani, dopo aver conquistato la penisola italica, avevano intenzione di mettersi anche a dominare sui mari, e la cosa non gli andava molto a genio.

Allora litigarono, e fu la cosiddetta Prima Guerra Punica (dal nome in latino con il quale venivano chiamati i cartaginesi: Punici, derivato da Phoenici, in riferimento alle origini fenicie del popolo) che vide sconfitti proprio i cartaginesi (nonostante questo bisogna dire che anche Roma subì pesantissime perdite). Allora il generale Amilcare, suo figlio Annibale e suo genero Asdrubale (che fantasia nei nomi, eh?) per distrarsi si trastullarono con la conquista della penisola iberica, dove fondarono Cartagena. Alla morte di Amilcare e Asdrubale, i capo dell’esercito diventò, appunto, Annibale.

Siccome era ancora molto incazzato coi romani, decise di fare una cosa mai vista: prese su baracca e burattini e puntò verso Roma. E fu la Seconda Guerra Punica. Partì da Cartagena a maggio del 218 con circa centomila uomini e 37 elefanti. Roma era lontana e durante il tragitto deve combattere con tante popolazioni e conquistare tante città. Quindi un po’ di uomini li perde sui campi di battaglia e altri li lascia a difendere il terrotorio. Ad agosto passò i Pirenei con la metà dei soldati e sempre 37 elefanti. Nell’attuale Francia trovò dei Galli che gli diedero una mano per combattere il comune nemico, ma nel frattempo i romani vennero a sapere che lui è li e gli andarono incontro.

Annibale non volle lo scontro, perchè il suo scopo era arrivare in Italia e sobillare le popolazioni oppresse a ribellarsi a Roma. Allora allungò il giro, superò le Alpi e piombò nella Pianura Padana. Ma vi rendete conto di cosa è stato capace? Non fu certo una passeggiata, ma un’impresa epica compiuta addirittura d’inverno: chissà che effetto faceva sulle popolazioni che lo vedevano passare!!! Tu sei lì, nella tua bella e tranquilla pianura e ti vedi passare un esercito di mori con… degli elefanti! Pazzesco. Sarebbe un’impresa straordinaria oggi, figuriamoci duemila e passa anni fa!

Una volta arrivato nella penisola italica, seguì il Po e si scontrò la prima volta coi romani dalle parti di Vigevano, presso il Ticino (la prima T). I Romani stavano antipatici a parecchia gente, tra cui i celti, chiamati dalle nostre parti "Galli", che erano stati conquistati da Roma e non vedevano l’ora di disertare e aiutare Annibale. Solo che avevano il braccino corto e non si prodigavano certo nello sfamare l’esercito cartaginese. Allora Annibale "comprò" la grande dispensa romana di Casteggio, e poi si avviò verso Piacenza, dove l’esercito di Scipione si era rifugiato, passando sui monti. La leggenda dice che è passato proprio sul monte Lesima, dalle mie parti. Il toponimo Lesima deriverebbe proprio da una presunta ferita alla mano del condottiero punico: "Lesa Manus". La seconda battaglia fu nei pressi del fiume Trebbia, la seconda T. Gli africani diedero una suonata ai romani, che si ritirarono con le pive nel sacco (si salvarono in 10 mila su 20 mila).


(immagine tratta da Wikimedia:
http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Percorso_di_invasione_di_Annibale.png?uselang=it)

Annibale scese in terre etrusche puntando verso Roma. Ormai si sentiva la vittoria in tasca, anche se quasi tutti i suoi elefanti erano nel frattempo morti e lui stesso si era ferito gravemente ad un occhio. Quando furono vicino al lago Trasimeno (la terza T) diedero un’altra ripassata all’esercito romano: botte da orbi e ne uccisero un bel po’. A Roma la notizia fece non poca paura, e allora decisero di dare pieni poteri a un mio omonimo Quinto Fabio Massimo. Nel frattempo il nostro Annibale si rese conto che non aveva un esercito attrezzato a porre assedio a Roma, allora cambiò tattica: cercò di convincere le varie popolazioni a ribellarsi a Roma. Si rese ben presto conto che più si avvicinava alla Città Eterna e più trovava popolazioni a lei fedeli. Si recò quindi nel Sud Italia, ma anche qui non ebbe troppa fortuna con i vari popoli. Quando si trovava in Puglia ci fu un’ulteriore battaglia, a Canne, anche questa ampiamente a suo favore. Annibale continuava a vincere, ma il suo esercito, lontanissimo da casa, si assottigliava sempre più. Questo gli permetteva di dominare i territori meridionali, ma non di sferrare l’attacco decisivo all’odiata Roma. Difatti l suo avversario venne appellato come il "Temporeggiatore". Stette lì parecchi anni. Figuratevi che partì dalla Spagna nel 219 a 28 anni e rimase in Italia fino al 203 a 44 anni !!! Dopodichè tornò in patria, dove subì la grande sconfitta nella terza guerra punica da parte di Scipione l’Africano (figlio del già citato Scipione).

La sua vita volse alla fine in modo complicato. Si mise in politica, ma fu ostacolato fortemente, e così scelse l’esilio. Andò a Tiro in Libano, a Efeso in Turchia, a Creta, in Armenia, in Anatolia (ma dove diamine sarà l’Anatolia??), e nuovamente in Turchia dove si uccise per non essere consegnato vivo ai Romani.
Sicuramente fu un condottiero eccezionale, uno dei più grandi della storia.

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Aggio o signoraggio

Conoscete il significato del termine "aggio" ? Dice il dizionario Treccani:
In finanza, la percentuale sulle somme riscosse per conto dello stato, dei comuni e delle province, che gli esattori comunali e i ricevitori provinciali delle imposte sono autorizzati a trattenere a compenso del loro servizio.

Lo sapete che Equitalia ha l’aggio del 9% ?
(fonte: sito di Equitalia http://www.gruppoequitalia.it/equitalia/opencms/it/faq/index.html)
Adesso capite perché non gliene frega niente di cartelle pazze, ricorsi, proteste, e cose simili? L’unica cosa interessante è incassare. E percepire l’aggio.

——————————————-

Altra riflessione: parliamo della compensazione dei crediti. Cerco di spiegare. Una ditta può avere dei crediti nei confronti dello stato (nelle sue svariate forme): rimborsi da ricevere, sovvenzioni, oppure semplicemente crediti dovute a fatture emesse verso un ente pubblico. Contemporaneamente hai dei debiti: tasse da pagare, multe, contributi, ecc. E allora non sarebbe giusto fare in modo che queste cose si compensino? E invece (quasi sempre) no: il suddito contribuente deve pagare, POI, DOPO, FORSE, MAGARI, viene pagato dallo stato padre, padrone e signore. Mah…

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Miss Margherita 11

A tavolaaaaaaaa!!! E’ tornata Miss Margherita e ci inviata a cena. Cosa si mangia? Ma che domande: pizza !!! Ecco le nuove proposte:

Da noi due di Milano (MI)
Pizza
: gigante, consigliabile per i più affamati
Locale: arredo normale, ottima location
Personale: normale
In una parola: EXTRA POTENT

La nostra esperta è stata quindi sui Navigli a Milano. Ma che ne dite di questa pizza "romana" ?

E se adesso andassimo al mare?

Bella Napoli di Rapallo (GE)
Pizza
: classica
Locale: marittimo
Personale: napoletano DOC
In una parola: EVERGREEN

Questa pizza non le è dispiaciuta. Allora proviamo a fare un salto in Piemonte, in un posto rinomato:

Officina della Pizza di Tortona (AL)
Pizza
: nonostante il nome altisonante del locale, si inorridisce alla vista del forno elettrico (l’anti-pizza per tradizione); apprezzabile la scelta di impasti.
Locale: spartano
Personale: gentile
In una parola: PIZZA AL SAPORE DI SOFFICINO dal rapporto qualità prezzo non equilibrato

Caspiterina! La nostra Miss ne ha per tutti: se la pizza non la soddisfa, sono guai. Proviamo l’ultima pizzeria di oggi, a Voghera

Poco di Buono di Voghera (PV)
Pizza
: piccola ma gustosa
Locale: decisamente spartano, versione "festa della birra"
Personale: gentile, ma servizio non rapidissimo
In una parola: PIZZA DA CENA INFORMALE E LOW COST

E con questa, rimandiamo l’appuntamento con la nostra miss alle prossime recensioni. W la pizza !!!!

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Telecom VS Wind = Twitter

Su Twitter, Telecom Italia contro Wind 1-1, palla al centro.

Ricordate la storia che avevo raccontato a luglio sui problemi che avevo avuto con la linea Telecom Italia che avevo risolto grazie al servizio clienti su Twitter?

Beh recentemente ho avuto un piccolo disguido con la linea mobile Wind (mi hanno maldestramente fatto spendere 3 euro non dovuti) e ho provato a chiamare il 155. L’operatore ha detto che sarebbe andato tutto bene il giorno successivo, cosa che non è stata così. Mi sono sentito un po’ preso in giro e ho riciamato. Un altro operatore ha detto addirittura che era colpa mia, avrei dovuto agire per tempo, che non sapeva dirmi perchè il suo collega mi aveva rassicurato e che non esisteva un numero per il servizio reclami. Allora ci ho riprovato e ho scritto su Twitter:

@WindItalia avete un pessimo servizio clienti al 155, sappiatelo!E visto che siete 1compagnia telefonica almeno mettete un numero x reclami!

Risultato: dopo pochissimi minuti mi hanno scritto:

@fabiotordi Ciao, se hai bisogno di domandare qualcosa, scrivi pure a noi :)

Dopodichè gli ho scritto un DM (Direct Message = messaggio privato) spiegandogli la situazione, ma non si sono mai più fatti sentire. Dopo settimane ho riprovato a twittare in pubblico per due volte, ma stavolta… neanche uno straccio di tweet, niente!

Credevo ormai che per bucare il muro di gomma non sarebbe bastato neanche il becco di un tweet!

E invece… un pomeriggio mi squilla il telefono: sono loro! La gentilissima operatrice Wind si spertica in scuse e mi dice che ora provvederanno a rifondermi dei 3 euro! Se io avessi un altra linea wind me li accrediterebbero lì, ma non ce l’ho. Allora, se avessi una linea fissa Infostrada me li scalerebbero dalla bolletta, ma non ce l’ho. A questo punto non rimane che mandarmi un assegno. Mi chiede quindi i dati. A questo punto mi dichiaro soddisfatto così ! Le spiego che un assegno di 3 euro sarebbe più un dispetto che un favore: mi arriva la raccomandata, devo andare i posta a ritirarla e poi in banca a ritirare i 3 euro. E voi sapete come sono rompiballe le banche quando devi ritirare un assegno e non sei correntista. Quindi va bene così: sono soddisfatto.

W Twitter !!!!

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Non sono pazza

Qualche tempo fa mi è arrivata un’email da una mia amica che diceva più o meno così (gli asterischi li ho messi io…)

Help
Mi è successo ancora!!!
Da m******@******.it a m******@*******.it
e poi tutta una scritta strana in lingua bohhhh
Ma come può essere???????
Domanda unica: visto un bel chisssssenefregaaaaa,
a questo punto :è pericoloso?
Se si, help me please
se no, ok grazie fiuuu
Baci a te e Eli
La tua amica diversamente informatica(politicaly correctly)

L’ho riletta pù volte e ogni volta ridevo da solo…. Poi mi ha spiegato che in precedenza mi aveva mandato un’altra email (che evidentemente non mi è mai arrivata, oppure è finita nell’antispam).

Però questa è proprio forte: sicuramente se facessi la classifica delle email dell’anno finirebbe di sicuro al primo posto !!!

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Pane e Bugie – 2

…segue da ieri…

Qualche considerazione economica:

"Secondo le Nazioni Unite e la FAO, entro il 2050 la richiesta di cibo nel mondo raddoppierà. Chi sostiene che c’è abbastanza cibo per tutti e che basta ridistribuirlo fa un’affermazione priva di prospettiva, oltre che banalmente ingenua ed economicamente sciocca. Sarebbe come dire che il problema della povertà non sono i soldi: infatti ce ne sono abbastanza per tutti, si tratta solo di ridistribuirli. Facile vero? Come ho fatto a non pensarci prima! Il problema non è ridistribuire il cibo. L’agricoltura non è un’attività che si svolge per beneficenza. Lo scopo dell’agricoltore è il profitto. Forse che voi lavorate gratis? Invece si devono mettere i poveri del mondo nelle condizioni di produrre il loro cibo e di migliorare le loro condizioni di vita."

"L’Italia dipende dall’estero per il 40 per cento del grano duro, per il 70 per cento del grano tenero, per il 25 per cento del mais, per il 90 per cento della soia e per il 50 per cento delle carni. Ogni anno la nostra bilancia agroalimentare è in rosso per circa dieci miliardi di euro. Non è certo coltivando cipolla di Tropea biologica (per carità, ottima) o lenticchie di Castelluccio (ottime pure loro) che possiamo pareggiare i conti."

"Secondo un’analisi della Coldiretti il vino dall’Australia per giungere sulle tavole italiane deve percorrere oltre sedicimila chilometri con un consumo di 9,4 chili di petrolio e l’emissione di 29,3 chili di anidride carbonica. Che senso ha tuonare contro il vino (per altro ottimo) importato dall’Australia e poi compiacersi per le vendite di vino italiano negli Stati Uniti? Forse che ci vanno a nuoto le bottiglie di vino italiano a New York?"

Perchè comprare prodotti della zona?

"Altra faccenda invece  è il discorso di chi dice: Non mi interessa l’efficienza energetica, compro local perché mi piace di più, perché voglio sostenere l’economia locale, perché per me è meglio dare un euro al contadino italiano piuttosto che a quello cileno e così via. Mi sta benissimo. basta non giustificare questi comportamenti, difficilmente riconducibili a indagini scientifiche, parlando di emissioni di anidride carbonica e di energia. Se si afferma che <la spesa a km 0 riduce le emissioni di CO2 e il consumo energetico> è di dati numerici che si sta parlando. L’affermazione è verificabile in linea di principio, e quindi i numeri finali possono dire se la frase è vera o falsa. I numeri non si interpretano: parlano da soli."

E infine una frase che riuassume un po’ tutto il discorso:

"Pensavate che i pompelmi senza semi, i mandarini senza semi e così via fossero stati selezionati nel corso dei secoli da contadini con il cappello di paglia, la camicia a scacchi e un filo d’erba in bocca, come vuol l’immaginario popolare? Scordatevelo. Scienziati in camice bianco, maschera e tuta sterile hanno manipolato gli embrioni di quelle piante, sottoponendole all’azione della colchicina o di altri procedimenti mutageni, al fine di ottenere delle varietà commercialmente interessanti."

Finisco citando i due blog di Bressanini:

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/
http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/dbressanini/

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Pane e Bugie – 1

Vi prego, leggete questo libro. E’ scritto da Dario Bressanini, chimico, divulgatore scientifico e scrittore.

Da chimico, quindi da persona che "ne sa", ci spiega cosa c’è di vero e cosa invece è pura propaganda (e talvolta menzogna) nelle campagne a fare dei prodotti "biologici", "naturali", "grezzi", o come altro li vanno a chiamare. Spiega, in modo molto terra terra e senza mai usare paroloni astrusi, che una molecola è una molecola e che a volte quello che dice la pubblicità (o i giornalisti che cavalcano l’onda, o alcune organizzazioni) non è proprio da prendere come oro colato, anzi!

Ripeto: vi prego di leggerlo, è una delle letture più interessanti che abbia mai fatto.

Come faccio spesso, vi segnalo qualche passo del libro che mi sono sottolineato:

"Questo libro è una sorta di <vaccino> contro i pericoli della cattiva informazione a tavola. Ciò che mangiamo ogni giorno è al centro di messaggi contraddittori che ci lasciano confusi e talvolta persino spaventati".

"La disinformazione ha molte facce: si traveste da leggenda urbana che continua a propagarsi di bocca in bocca, di sito in sito, e trae credibilità proprio dall’ampia diffusione, di cui si autoalimenta."

L’autore vuol porre l’attenzione sul fatto che l’opinione pubblica è contraria agli OGM per una non meglio precisata pericolosità, ma non è per nulla informata sul fatto che ben altri esperimenti sono stati condotti sulle piante alimentari negli ultimi cento anni. Sostiene che in realtà gli OGM sono molto controllati e quindi sani, da molti punti di vista.

"Ogni anni arrivano sul mercato tantissime nuove varietà vegetali, frutto di selezioni mirate assistite da tecniche biotecnologiche. Anche se si tratta a tutti gli effetti di manipolazioni del DNA, gli organismi che ne risultano non sono OGM perchè, secondo la definizione dell’Unione Europea, sotto tale sigla sono compresi soltanto gli organismi che derivano da modificazioni mirate effettuate attraverso la tecnica del DNA ricombinante. Tra le manipolazioni che non ricadono legalmente sotto la categoria degli OGM ci sono quelle ottenute con le radiazioni nucleari: raggi gamma, raggi X, raggi alfa, raggi beta e fasci di neutroni lenti. Sembrano più l’armamentario di Mazinga e di Goldrake che strumenti dell’agricoltura."

"Dopo la seconda guerra mondiale iniziano i cosiddetti <usi pacifici dell’energia atomica>. Nelle nazioni più avanzate e in quelle in via di sviluppo molti giovani ricercatori cominciarono a utilizzare le radiazioni nucleari con l’obiettivo di modificare le caratteristiche delle piante esistenti."

"Nel 1984 il Creso (varietà di grano ottenuto incrociando grano irradiato con fasci di neutroni, NotaDiFabio) rappresentava il 53,3 per cento del mercato italiano di semi certificati di grano duro ed era coltivato su 430.000 ettari."

"La pasta ovviamente non è radioattiva, ma nessuno lo aveva mai messo in dubbio. Le radiazioni sono soltanto servite per indurre una mutazione nella prima pianticella. Negli ultimi settant’anni sono state create più di 2200 varietà mutanti."

"A differenza degli OGM, che sono molto controllati, le piante prodotte per irraggiamento possono essere coltivate senza nessuna autorizzazione specifica."

"Per coerenza, chi vuole bandire gli OGM in nome di una visione romantica e arcaica dell’agricoltura e rifiuta le varietà inventate da scienziati in camice bianco e mascherina dovrebbe comportarsi nella stessa maniera nei confronti dei prodotti ottenuti da semi mutati con radiazioni. Ad esempio la COOP, che è contraria agli OGM, non dovrebbe venderli. Niente più pompelmi rosa sui banconi della frutta o spaghetti di grano duro Creso sugli scaffali!"

"Nel caso degli OGM poi si fa leva sull'<innaturalità> del processo di generazione di nuove varietà contrapposto alla <naturalità> dell’evoluzione lasciata a sè stessa, mentre nel caso della mutagenesi da radiazioni la stessa argomentazione viene usata in favore dell’intervento umano. Ci sarebbe una modificazione genetica cattiva (quella degli OGM) perché effettuata in modo mirato dall’uomo, e una modificazione genetica buona (quella delle radiazioni) perché casuale e incontrollata."

"Quindi le piante modificate dalle radiazioni sono OGM? Dipende dall’interlocutore a cui rivolgete questa domanda: dal punto di vista legale no, non lo sono. I burocrati di Bruxelles hanno definito con precisione le tecniche di modifica del genoma che qualificano gli OGM. Tuttavia, volendo badare più alla sostanza che alla forma, sì, queste piante sono OGM, nel senso che indubbiamente sono state geneticamente modificate dall’uomo. Certo, non in modo preciso come accade con le tecniche per produrre gli organismi transgenici, ma il DNA di queste piante è stato effettivamente trasformato. In modo solitamente sconosciuto, tra l’altro."

"La domanda che invece mi faccio è perché gli attivisti anti OGM non si battano anche contro queste tecniche. La risposta è banale: perché non c’è la <cattiva multinazionale americana> da combattere, perché una tale battaglia non accrescerebbe il consenso politico, non sarebbe utilizzabile come tecnica pubblicitaria e di marketing, non attrarrebbe fondi e firme ai banchetti, non aiuterebbe nessuno a sentirsi in lotta <per la causa> e quindi non alimenterebbe quel senso di autocompiacimento che è uno dei motori psicologici di un certo attivismo fine a sè stesso."

"Prima di approvare un OGM viene fatto uno screening sull’allergenicità della proteina espressa nel gene inserito. Se è <potenzialmente> allergenica, l’OGM non viene approvato. Punto. Se la stessa procedura venisse seguita per i normali cibi dovremmo ritirare dal mercato fragole, soia, arance, kiwi, cioccolato, noci, uova e molti altri prodotti che sappiamo essere non <potenzialmente> ma sicuramente allergenici. Questo è uno dei motivi per cui si dice che gli OGM sono più sicuri degli alimenti tradizionali."

"Insomma, una sostanza chimica non è potenzialmente più cancerogena solo per il fatto di essere stata sintetizzata in laboratorio, e una sostanza naturale non è necessariamente più benigna perchè l’ha prodotta la natura. Questo fatto va contro il diffuso pregiudizio secondo cui ciò che è naturale è anche benefico. Sarebbe bello che fosse così, ma purtroppo è solo un luogo comune, ampiamente sfruttato dal marketing (e vi giuro che mi fa una rabbia!)."

"Siccome nella scienza l’onere della prova sta in chi fa delle affermazioni, se qualcuno sostiene che il cibo biologico è più nutriente lo deve dimostrare, e quel che emerge dalle ricerche condotte sino a ora è che questa dimostrazione non è stata trovata."

"C’è chi l’ha buttata sul lato economico: <Il comparto bio è in forte crescita. In questo modo lo si danneggia>. Forse, e allora? Da quando in qua la correttezza scientifica si basa sui dati di vendita? Se cerchi di convincere il consumatore a comperare i tuoi prodotti basandoti su messaggi scientificamente non dimostrati ti devi aspettare che prima o poi qualcuno ne verifichi la veridicità. Anche il mercato degli oroscopi e quello dell’omeopatia sono in forte crescita. Forse che uno scienziato non dovrebbe dire nulla che possa danneggiare un settore? Perchè non ribaltiamo la prospettiva  e diciamo invece che, se si fa credere al consumatore che ci sono dei benefici ma questi non sono affatto dimostrati dalla ricerca scientifica, si danneggia il consumatore?"

"Spesso ci si dimentica dell’altra faccia della medaglia, e cioè che molte nuove varietà agricole una volta non esistevano. In più, praticamente tutte le varietà agricole che coltiviamo e consumiamo, a parte poche eccezioni, non esistono allo stato selvatico e non sopravvivrebbero due stagioni se non fossero continuamente coltivate (avete forse mai visto un peperone selvatico in un bosco?)."

…prosegue domani…

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Aspetti esteriori

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Trentacinquesima puntata

Gli aspetti esteriori del negozio rappresentano un importante strumento di vendita perché, oltre a consentire l’identificazione del punto vendita, creano come si è visto l’immagine del negozio stesso.
Ad esempio un negozio specializzato di centro città, rivolto a soddisfare esigenze di status (boutiques, articoli da regalo) tende ad enfatizzare il duplice ruolo delle vetrine, quello di informazione del mix merceologico offerto e quello di attrazione per acquisire nuovi clienti.
L’immagine del punto vendita deve sempre essere pensata in modo coerente con il target di consumatori a cui ci si rivolge in modo da indurlo a entrare, curiosare e, se possibile, acquistare.


Vetrina di un negozio a Londra durante i saldi

Un punto vendita comunica all’esterno tramite tre strumenti principali: l’insegna, l’ingresso e le vetrine.

L’insegna, assieme al design di tutta la parte esterna del punto vendita, serve a comunicare immediatamente e sinteticamente l’immagine del negozio attraverso il marchio, il nome, i caratteri usati, i colori, i materiali, l’illuminazione, i messaggi.
Anche l’ingresso ha un ruolo comunicativo: in base alle suggestioni che vuole evocare può essere spazioso, ampio, senza vincoli architettonici oppure più complicato, in modo che il cliente abbia la sensazione di un’esclusività.
Le vetrine, come si è detto, hanno lo scopo di mostrare i prodotti in vendita, ma anche di comunicare lo stile del negozio. Gli articolo possono essere esposti sistematicamente oppure disposti ad arte, possono essere tanti (per concentrarsi sulla varietà o sul prezzo) oppure pochi e valorizzati, magari con abili giochi di luce (per concentrarsi sullo stile ed eleganza). Il loro scopo principale è quello di fare entrare il cliente all’interno del punto vendita, pertanto dovranno colpire favorevolmente il soggetti appartenenti al target cercato.


Il nome e l’insegna sono da sempre un aspetto fondamentale per un punto vendita. La Rinascente, prima grande magazzino italiano, deve il suo nome a Gabriele D’Annunzio.

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