Lodevole iniziativa di alcuni professori italiani. Non ho riferimenti alle notizie, ma se fate una piccola ricerca li trovate. Mi riferisco a quei docenti che si sono messi li e hanno scritto dei libri di testo, per poi divulgarli liberamente. Gli studenti possono fotocopiarli, stamparli, scambiarli, anche usarli al gabinetto, volendo…
L’idea è questa: le case ditrici, per fare business, ogni anno cambiano appositamente qualcosina nelle edizioni dei libri, rendendoli presto obsoleti. E quindi le scuole, (e talvolta i genitori) non vogliono adottare un libro "vecchio", preferendo spendere per quello "nuovo". Vi rendete conto che in alcune materie è fisicamente impossibile che ci sia qualcosa di cambiato da un anno all’altro, ma neanche in 10 anni. L’Italiano è l’esempio più classico. In matematica escono magari nuovi studi e nuove formule, ma credo che siano talmente complicate che neanche al master di matematica se ne accorgano, figuriamoci alla scuola dell’obbligo. Per la storia vale lo stesso discorso, una revisione del libro ogni decennio sarebbe sufficiente. Per la geografia magari qualche aggiustatina ogni tanto serve, ma anche qui arriva il bello: questi libri sono rilasciati con una licenza che permette ad altri autori, che abbiano le capacità di farlo, di integrare, perfezionare, migliorare e modificare i libri in questione.
Così le famiglie si recano in copisteria e con relativamente pochi euro possono comprare tutti i libri di testo. La trovo un’idea fantastica. Le uniche barriera alla diffusione potrebbero essere solo due. Una che condivido: si dovrebbe avere le capacità di vagliare se sono comunque libri di testo adatti al corso che si intende svolgere. E una abbastanza triste: gli inciuci che le scuole potrebbero avere coi rappresentanti delle case editrici (da non sottovalutare). Ma la strada adesso è aperta!!!


Io credo k1palloncino,
Io non capisco quelli che ce l’hanno coi cinesi. Ci lamentavamo degli stranieri che “vengono qua a non far niente”, no? E quindi a me personalmente fa piacere che ci siano degli stranieri, che partono da molto lontano e vengono qui a farsi il culo, a lavorare, a impiantare attività. Tanto di cappello. Una volta si diceva appunto che gli stranieri fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Questi invece fanno anche i lavori che gli italiani farebbero. Ripeto: tanto di cappello. E poi ci sono quelli che ci vedono sempre sotto qualcosa di losco e di marcio. Un po’ come quelli che ce l’hanno con gli ebrei perché magari hanno i soldi. Gran brutta cosa l’invidia, capisco che è meglio starsene tutto il giorno al bar a far niente e criticare gli altri invece che rimboccarsi le maniche e spremersi le meningi… Chissà perché se una persona ha successo in famiglia, tra gli amici, nel lavoro… ci deve essere sempre qualcosa di sporco. Eh si, gran brutta cosa l’invidia… per fortuna è un sentimento al quale sono abbastanza immune. A me piace un sacco essere chi sono, il lavoro che faccio, la famiglia che ho, gli amici che reputo tali, la vita che ho fatto, la vita che faccio, il posto in cui abito, la morosa che mi sopporta… perfino il mio gatto rompipalle !!! Tutte cose che mastecard non potrà mai comprare.
Immaginate di vedere una foto, un’istantanea. Siamo in un campo nomadi. Sporcizia dappertutto. Gente che vive come non sarebbe dignitoso lasciarli vivere. Che brutta foto eh? Ci sarebbe da indignarsi. Come è possibile lasciare che delle persone vivano in tale stato? Bisognerebbe fare qualcosa, aiutarli in qualche modo: integrazione è la parolina magica. E invece no, il cinico e un po’ bigotto cittadino medio borghese del cazzo vorrebbe addirittura espellerli. Che ingiustizia, che viltà, che mancanza di amore cristiano. Persino su wikipedia c’è scritto:




Da oggi nel mio blog troverà spazio una nuova rubrica, a cura di Miss Margherita, un’eminenza nel campo della pizza, colei che potrebbe scrivere la guida Michelin delle pizzerie, il Gambero Rosso della pummarola, il Cucchiaio d’Argento delle Quattro Stagioni, ecc. Ovviamente sarà 

