(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

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Metilenediossimetamfetamina

La famosa Extasy, o MDMA. ma cosa è? Come funziona? Perchè funziona?

E’ un’anfetamina, cioè un preparato chimico, con effetti stupefacenti. Quindi non è come altre droghe derivate da prodotti della natura, come l’eroina o la cocaina. E’ per questo che si parla di "droghe sintetiche".

Insomma è una roba che ti sballa, ed è per questo che si è diffusa. In realtà i motivi della sua diffusione sono anche altri. Per prima cosa costa relativamente poco. Al telegiornale dicono 60 euro a pasticca. Cazzate, la si trova anche a prezzi notevolmente inferiori, tranquillamente alla portata di chiunque. Poi non da dipendenza fisica, e quindi psicologicamente non ci si definisce "dipendenti". Infine è una droga "sociale", una droga che ti rende parte della società, invece di escluderti come faceva l’E negli anni 80. Il consumatore di extasy non si defnirebbe mai un drogato, anche se lo è.

In questo mondo siamo abituati ad avere addittivi per qualsiasi componente della nostra vita. Per migliorare nel lavoro, nella vita, nello sport, nello studio. E anche nel divertimento. E quindi… che male c’è? Gia, che male c’è? C’è che queste porcherie già fanno male di per se, e poi vengono solitamente preparate e tagliate da chimici senza scrupoli che mischiano al principio attivo un sacco di merda, che magari fa ancora più danni. C’è che un fisico non preparato, quello del "bravo ragazzo" che magari è veramente la prima volta che la assume, non si sa come può reagire a queste cose. C’è gente che è allergica a tutto, oppure ragazze ch stanno attentissime a quello che mangiano per non rovinare la linea, e poi si fidano a mandare giù ‘ste robe che non si sa nenche cosa siano…

Io non voglio fare nè il bacchettone nè il moralista, non mi frega molto della vita degli altri, non sono certo Muccioli, ognuno è libero di scegliere la propria linea di autodistruzione. Vorrei solo che si capisse che queste cose sono dappertutto, che è un fatto quasi normale, e quindi è inutile che quando succede una disgrazia i parenti escano con frasi del tipo "era un bravo ragazzo, cerchiamo il criminale spacciatore che gliel’ha venduta". Ma certo che era un bravo ragazzo, ne sono convinto, solo un po’ ingenuo o magari con la voglia di fare lo spaccone. E quello che gliel’ha venduta era un cretinetto come lui. Solo che stavolta le cose sono finite male e ci ha lasciato la pelle. Cazzo ne ho visti tanti di impasticcati. Ma tanti. Ormai riconoscevo pefettamente i sintomi e qualche volta mi è capitato di prestare soccorso a qualcuno (generalmente le tipe) che non reggeva la cala e sveniva. E allora vai a tirarle su le gambe per far defluirere il sangue, pelle fredda come un cadavere, faccia sudata ma gelida, e dargli piccoli ceffoni per farla svegliare, stando attenti che non si soffochino con la lingua. E il fidanzato tutto preoccupato, quando magari probabilmente è lui il coglione che l’ha convinta a "mangiare". Fortunatamente non ho bisogno di addittivi chimici per ballare la musica elettronica, sono stupido già al naturale!!!

Poi, ripeto, ognuno è libero di farsi di quello che vuole, c’è gente che si fa di seghe mentali…

La droga? Che paura!!!

Leggevo della ragazza morta dopo aver preso dell’ecstasi nella discoteca di Orio al Serio. Arrestato lo "spacciatore" e chiuso il locale. Mi ricordo, un po’ tempo fa, del ragazzo morto in un rave nei dintorni di Milano. Anche in quel caso polemiche e un bel "dagli addosso allo spacciatore". Mi viene in mente la storia di Pantani: tutto il gran daffare era quello di cercare chi gli aveva fornito la dose mortale.

Ma la vogliamo smettere di nasconderci dietro a un dito? Ma dove viviamo, in un altro pianeta? Io mi reputo una persona normale, un giovane quasi non più giovane, che nella sua vita ha però frequentato tanti locali pieni di giovani, in particolar modo discoteche. In questi luoghi, che non sono su Marte, ma sulla Terra, ci vanno settimanalmente milioni di ragazzi normali. Si normali, non cocaionomani o mangiatori di pasticche. Eppure queste cose girano, e continuano a girare, è facilissimo trovarle. Vi ricordate la storia di Lapo? Addirittura il nipote di Agnelli c’è cascato in queste brutte storie. E l’attore Calissano? Non contento di quello che era successo a casa sua, con la morte di una persona, c’è cascato un’altra volta. Sfortuna? Coincidenze? Non credo.
Io andavo al Vertigo, e li gente impasticcata ne ho vista parecchia, cos’ come nelle discoteche di Rimini / Riccione. Tutti drogati? No cari i miei bempensanti, ragazzi normali. Nor-ma-li. Che però reputano altrettanto normale assumere queste sostanze. Ecco l’abominio. Il fatto che ormai prendere una piccola pastiglietta il sabato sera sia la normalità. E’ facile dare la colpa alla "società", ma d’altronde… non è questa la società che ti spiega che per dimagrire basta un pillola? E che per rendere negli studi basta una pillola? E per la felicità? Una bella pillola. Per dormire? Una pillola. Anche per fare l’amore.
E così come stupirsi se per "rendere" in discoteca, per stare svegli tutta la notte, per ballare, per essere sempre attivo… conosci gente che lo fa e alla fine sei spinto a pensare che sia normale, che non ci sia niente di male.
Quindi è inutile prendersela (soltanto) con chi quella roba glie l’ha venduta. Probabilmente si tratta di un ragazzo come lei, magari un po’ meno normale, cioè magari con uno con meno scrupoli di coscienza, quindi un incoscente, uno che per arrotondare, per potersi permettere una ricarica del telefonino, vende qualche pasticchetta il sabato sera. Senza sentirsi in colpa, tanto…. "lo fannno tutti". Quindi non è (soltanto) lui quello da colpire, bisognerebbe partire da più lontano. Io la ricetta magica non ce l’ho. Se è la repressione, se è lo stroncamento a monte della produzione di questa merda, ma sicuramente bisognerebbe entrare nella testa di questi ragazzi, e anche in quella dei genotori, che reputano "normale" l’uitlizzo di artifici chimici per aiutarti meglio nella vita. C’è la bibita che "ti mette le ali", c’è la pozione che ti fa ricrescere i capelli, c’è l’oroscopo che ti fa stare meglio, l’amuleto che ti porta l’amore. Viviamo in un mondo che si crede malato e che cerca soluzioni per queste finte malattie. Sei pallido? Sei uno figato, devi farti le lampade. Hai il naso storto? Devi farti la plastica. Hai le tette piccole? Fai schifo, devi usare il silicone. Sei timido? Una bella pastiglia e… zak! Diventi un drago.

Metilfenidato

Il metilfenidato (MPH) è un analogo delle anfetamine, quindi, fino a prova contraia, è uno stupefacente. Il metilfenidato è uno stimolante del sistema nervoso centrale. Ha un effetto calmante, e riduce il comportamento impulsivo nei bambini affetti da ADHD, cioè sindrome da deficit di attenzione e iperattività, un disturbo neuropsichiatrico caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in taluni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini.
Detto questo, voi veramente ricorrereste alla cura farmacologica dando degli psicofarmaci ad un bambino? Per la serie "ma si è matto, almeno me lo levo dai coglioni" ??
Ragazzi non pensate che i problemi si risolvano con una pasticca. Voi siete gli stessi che quando i genitori non sono più autosufficenti li mettete in casa di riposo e chi si è visto si è visto. Beh io non la penso così. Avete lo stesso comportamente dei fattoni. Una pastiglia e via. Ma se un adulto può decidere del proprio destino non mi sembra per niente giusto dare queste schifezze ai bambini.

La salute mentale di un bambino io non la metterei in mano alle anfetamine. Se sei un medico, un pedagogo, un educatore, accetta il consiglio: tu le prenderesti? Se la rispota è si, invece di dirlo: fallo, riempiti tu la testa di pastiglie e lascia stare Pierino.

Inventano le malattie per poterci vendere la cura, vi rendete conto??
                  

La cocaina dei bambini

Avete mai sentito parlare di Metilfenidato? Forse si con il nome commerciale di Ritalin. E’ la cosiddetta medicina per i bambini iperattivi.
Che bestialità. in primis mi domando che male ci sia ad essere iperattivi: in questo mondo dove siamo tutti anestetizzati dal lavoro, dalla tv, dalla scuola, vedere dei bambini che siano più attivi della media dovrebbe far piacere, anche se comprendo le difficoltà dei genitori. Questo non giustifica la somministrazione di un medicinale che è derivato dalle anfetamine. Ma voi dareste veramente a vosto figlio delle anfetamine?? tra l’altro questa droga porta a dipendenza fisica, simile alla cocaina. Infatti fa parte della stessa categoria di stupefacenti.
Ma vi rendete conto? Ormai la gente, dopo anni di autodiagnosi e automedicazioni a cura di antibiotici che hanno arrecato più danni che benefici, adesso la situazione peggiora. In questa società di infelici, la gente si prende gli psicofarmaci come fossero caramelline allo succhero, e, di conseguenza, tentano di propinarli ora cneh ai bambini. inconcepibile. Se pensi di diventar felice con una pillola di droga fallo pure, ma lascia stare i bimbi. Ricordate il film trainspotting? Quando Renton dice di esseri procurate le pastichhe da sua madre che è "in modo domestico e socialmente accettabile una drogata anche lei". Verissimo.
In america ci sono già adolescenti che si procurano apposta il Ritalin per sballarsi. Risultati? Gli stessi della cocaina: nervosismo, insonnia, pulsazioni sballate, e poi se si peggiora allucinazioni, idee suicide, comportamenti violenti e pscicotici.  Non buttate ‘sta merda nel sangue dei vostri figli, piuttosto se non li sopportate più fatevi un cannone voi…
Se non ricordo male nel tempo che fu in Cina ai bambini vivaci davano l’oppio. Vi sembra una barbarità? Beh è la stessa cosa. Se son veramente troppo vivaci non è che magari avete sbagliato qualcosa nell’educazione? Non salvatevi mascherandovi dietro ad un pillola.
X altre info: www.giulemanidaibambini.org/

Assolutamente vergognoso

Articolo di Panorama del 20 marzo 2008:

FINANZIERE? NIENTE PREMIO MALUMORI IN DIVISA Diecimila euro a testa: è la sostanziosa cifra che va ai dirigenti del ministero dell’Economia e delle agenzie fiscali (Entrate, Dogane, Territorio, Monopoli) a titolo di compenso per i successi conseguiti sul fronte della lotta all’evasione. In base a una legge approvata alcuni anni fa, infatti, una parte dei maggiori introiti fiscali viene girata ai dipendenti sotto forma di premio. Dopo i dirigenti passeranno all’incasso anche i 75 mila impiegati, i quali riceveranno circa 5 mila euro, essendo la somma globale da ripartire intorno ai 400 milioni. Nessun premio, invece, ai 64 mila militari della Guardia di finanza, che pure partecipano in prima linea alla lotta all’evasione e che attraverso il loro organismo di rappresentanza hanno già annunciato un ricorso al tar. (D.M.)

Che dire? Quasi non trovo parole. 400 MI-LI-O-NI. Ripetete con me: QUAAAAAA  TTROOOOO CEEEEN TOOOOOO. Ora vi rendete conto di quanti sono?
Come avrebbero potuto spenderli? In mille modi: caricando tutta la spazzatura di Napoli per portarla in Germania, costruendo ospedali, asili, strade e ponti, case popolari, aiutando le famiglie che non arrivano al 27 del mese, ripianando un pochettino di debito pubblico. Insomma qualsiasi cosa, credo che i modi per spendere i soldi in Italia non manchino, invece ancora per una volta ci hanno presi tutti per il culo. Fossi io il direttore di un giornale queste notizie le pubblicherei tutti i giorni i prima pagina. Ma prima o poi troveranno qualcuno che gli dà un sacco di bastonate sulla schiena.

Negozi di vicinato

Furio Colombo scriveva nel 1996 su "La Repubblica":

Se si spengono le luci dei negozi qualcosa scompare per sempre, finisce la vita urbana così come l’abbiamo conosciuta per secoli. la bottega è il luogo in cui un mondo minimo di adulti e di bambini, di anziani e di giovani, di più e meno agiati si incontrano, si conoscono, si scambiano non solo beni ma anche notizie e cultura e sono il luogo piccolo e solido in cui si forma la vita sociale delle città.

Perchè la gente va nei negozi nel 2008? Da più di cento anni è stata inventata la formula del libero servizio, vale a dire luoghi dove puoi servirti da solo, senza che nessun commesso o venditore ti assilli per proporti l’acquisto. Eppure i negozi resistono ancora, anche se tra mille difficoltà. Perchè?

Il negoziante conosce ciò che vende. Se devi acquistare un prodotto, sei conscio del fatto che un negoziante ha aperto il proprio punto vendita per passione, perchè interessato, e quindi è sicurmanete più competente di te o di un qualunque commesso provvisorio della Grande Distribuzione.

Esiste ancora un rapporto di fiducia tra cliente e l’esercente. Vai spesso in quel negozio, conosci il venditore, ti fidi di lui, dei suoi consigli, della sua merce.

Il negozio è ancora un posto dove poter fare quattro chiacchiere in questo mondo dove viviamo isolati in mezzo a milioni di persone. Ha una fortissima rilevanza sociale.

Il negoziante se può farti un favore te lo fa, magari interessatamente (per farti tornare), ma te lo fa. Può farti credito, può cambiarti la merce, può darti un consiglio utile, ecc.

Che triste sarebbe un luogo privo di negozi. Senza vitalità. Con poca sicurezza (non avreste un po’ più paura a passare in una via non illuminata dalle vetrine e non rallegrata dal vociare e dalla presenza dei negozi??)

Ecco cosa ha scritto la mia amica Mary Cavallone sul periodico Buone Nuove (già un titolo così è da premio, finalmente qualcuno che cerca di fare informazione positiva, senza riempire le pagine di disgrazie) dell’Officina Dei Sogni (vedi il blog):

"Mi succede spesso di andare in giro a portare il nostro giornale e fermarmi a parlare con qualche commerciante di niguarda. Chiacchiera e richiacchiera salta sempre fuori la fatica di avere un’attività: questi centri commerciali ci stanno soffocando, i clienti non sanno nulla di come vanno le cose, non so se arrivo a fine mese, e tante questioni comuni a moltissima gente. Qualche mese fa ho iniziato a promuove una campagna a favore dei piccoli commercianti, pubblicando una locandina con 10 buone ragioni per fare la spesa nei negozi del quartiere. L’iniziativa è piaciuta ma quando ho chiesto a qualcuno se mi pubblicavano degli articoli le risposte sono state tutte abbastanza evasive; non ho tempo, non sono capace di scrivere un’articolo, domani vediamo, etc… Bene. Ora io vi dico: il gruppo umanista di Niguarda vuole promuovere un progetto tutto per voi. Ma per fare questo bisogna avere il coraggio di dire "ci sono anch’io" e insieme creare qualcosa di mai fatto. Io non so ancora fin dove possiamo arrivare, ma sono sicura che tanti di voi hanno molto da dire. Prendiamo coraggio e insieme iniziamo a farlo"

Ecco le 10 buone ragioni per comprare nei negozi del quartiere:
1 – Perchè sono nostri vicini
2 – Perchè sono vicini a casa
3 – Perchè i politici rispondono agli interessi delle catene multinazionali (grandi supermercati, centri commerciali ecc.) e promuovono leggi che asfissiano il piccolo commerciante
4 – Perchè al momento di sistenere le attività di quartiere, sono loro i primi ad appoggiare (ad esempio tornei sportivi, giornali di quartiere, raccolta di fondi per associazioni, ecc…)
5 – Perchè sono sempre più pressati dalle tasse
6 – Perchè senza di loro i nostri quartieri sarebbero bruttissimi
7 – Perchè è nei negozi di quartiere che si mantiene la relazione tra i vicini
8 – Perchè vi troviamo un trattamento personalizzato e un servizio migliore
9 – Perchè senza di noi come clienti molti negozi dovrebbero chiudere ed aumenterebbero la disoccupazione e la crisi
10 – Perchè tutti vogliamo un quartiere più degno e più umano

Brava Mary. Approvo tutto in pieno.
(ora che ti ho lodato, un appunto: ma non eri tu quella che dicevi che il mio libretto, tratto dal blog, conteneva errori di ortografia? Da che pulpito viene la predica? Io sono cosciente del fatto che scrivo come parlo, mi va di farlo, spesso non rileggo e mi piace molto così. Spero che "niguarda" con la minuscola e "un’articolo" con l’apostrofo siano errori di battitura, ma coi tempi dei verbi e la punteggiatura non è che sei molto messa bene anche tu, eh? E poi, intanto che mi ricordo, mi devi ancora una pizza, ti ricordi la scommessa del chinotto ? Saluti e baci ci vediamo a Pasqua…. in pizzeria !!)

Castrazione chimica

In questi giorni stavo seguendo le discussioni about la storia dei pedofili e delle relative contromisure. Si fa tanto discutere dell’inasprimento delle pene. Ma fatemi il piacere, la soluzione è semplice è sotto gli occhi di tutti. Secondo voi quei personaggi agiscono per un qualche razionale motivo? No. Quindi cosa volete che gliene importi della pena? Loro in quei momenti sono colti da raptus, quindi il carcere è l’ultimo dei deterrenti. Hanno degli impulsi sessuali che non riescono a tenere a freno. E allora? E allora: castrazione chimica. Gli fanno delle belle punturine che gli tengono a bada gli impeti animali. Dite che non si può fare? Che lede i diritti? Che sono discorsi da fascista? Sapete cosa vi dico? Ma chi se ne frega, anzi sarei contento che chi la pensa così si mettesse in contatto con le famiglie che hanno subito questo dramma, poi mi dice cosa ne pensa. La soluzione c’è, basta adottarla. Fa del bene alla comunità, togliendo un pericolo e fa del bene anche allo stesso individuo, in quanto gli toglie la possibilità di fare danno.

Cartoline dall'Italia

Prima cartolina: la monnezza di Napoli. La scorsa settimana sentivo su Radio24 un tizio, non ricordo se era stato un prefetto o un responsabile della spazzatura a Napoli, che sosteneva (davanti ai giudici in un procedimento giudiziario quindi presumibilmente abbastanza attendibile) che solo il 20% di chi lavorava in quel settore compiva realmente gli incarichi assegnatigli. Molti abitavano parecchio lontano e quindi non si presentavano neanche al lavoro, altri erano lavoratori socialmente (in)utili e quindi non veniva assegnata loro alcuna mansione, altri ancora si rifiutavano categoricamente di lavorare, punto e basta. Tutti coscienti del fatto che non li avrebbero licenziati. Solo una sparuta minoranza lavorava.  Dal celeberrimo libro di Saviano apprendiamo che la camorra ha per anni utilizzato campi di proprietari consenzienti (che si beccavano dei soldi) per discariche abusive. E adesso ci si scandalizza se la Lombardia non vuole accollarsi i rifiuti della Campania?? Che faccia tosta! Sul Corrierone di ieri c’era un commento di non so chi (scusate, le mie fonti sono un po’ vaghe, ma non è che giro con carta e penna!!) che si indignava di questo e diceva che "siamo tutti meridionali di qualcuno" e faceva notare che mandiamo la spazzatura anche in Germania. Peccato che si è dimenticato di dire che non ce la mandiamo gratis, ma a pagamento, la cosa è un tantino diversa….


Seconda cartolina
: dopo il Dalai Lama, non vogliamo neanche più ricevere il Papa. Grazie a una "sessantottina" di professori pistoloni, maleducati, arroganti e snob, l’università Sapienza ha perso l’occasione per fare bella figura. Io nei miei ragionamenti sono sempre molto laico e mi chiedo: non sei d’accordo con il signor Giuseppe Ratzinger? Va bene, siamo in un paese democratico e civile, discutine con lui. Se invece non gli vuoi parlare, non mi sembra un bell’esempio di correttezza, anzi è un segno di chiusura e paura del confronto. E questi sarebbero professoroni universitari? Gente che ha paura del dialogo? Ma mi faccia il piacere…

Scuola clandestina

E’ di questi giorni la polemica Moratti (ex ministro dell’istruzione) – Fioroni (ministro dell’istruzione). Il sindaco di Milano non vuole i clandestini (o meglio i loro figli) negli asili della città. Il ministro insorge. Io do ragione al ministro (quello attuale), il quale si appella ai diritti umani includendovi il diritto all’istruzione. Io che non viaggio ad un livello così aulico mi limito ad osservare che, seppure io sia contrario ovviamente a qualunque forma di "sdoganamento" dei clandestini (che, in quanto tali, contravvengono alle leggi), uno dei metodi migliori per l’integrazione degli stranieri (clandestini e non) parte proprio dai figli.

Un bambino straniero che va a scuola (o asilo) è un bambino più "integrato" (non riesco a trovare un sinonimo per questa brutta parola). Oltretutto è un bambino più istruito e questo non guasta di certo. Una famiglia con figli che vanno a scuola è più "integrata". Se è clandestina questo non sopperisce alle proprie mancanze, ma cmq migliora la convivenza, anche in vista di una possibile uscita dalla clandestinità. perchè se una famiglia mi dimostra che cmq manda i figli a scuola tutto mi lascia pensare che voglia "integrarsi". E questo uno stato moderno lo deve non solo accettare, ma promuovere. Chi viene in Italia per vivere onestamente, lavorare, studiare, pagare le tasse, rimanere qui (e NON mandare TUTTI i soli all’estero) non solo deve essere accolto, ma accolto bene.

Sono ben altri i servizi che non si devono dare gratuitamente. Un esempio: i mezzi pubblici. Se salgo io sul treno senza biglietto mi multano e se non pago mi denunciano alla Polfer. Se lo fa un gruppo di XXXXXX (inserire una nazionalità a piacere) non gli fa niente nessuno. Questi sono i razzismi che non sopporto, quando per fare i bravi passiamo per essere dei coglioni.

Ausiliari del traffico

Sulla "Provincia Pavese" di questi giorni c’è un articolo sulle multe comminate ai vogheresi. Anche ieri a Pavia ho visto due signorine, con il loro bel gilerino giallo fosforescente che staccavano qualche multarella per quelli che avevano lasciato "un minutino" l’auto in divieto nelle vie del centro.

Alcune considerazioni sparse. Primo: in Italia non c’è la cultura della legalità (è questo è risaputo). Leggevo su Focus che la condanna sociale delle varie trasgressioni non è uguale dappertutto. In Italia infatti parcheggiare in divieto è considerato una cosa normale, anzi spesso una cosa di cui vantarsi. Per questo poi ci sentiamo vessati se fioccano le multe per divieto di sosta. In Olanda al contrario la sosta selvaggia è una cosa di cui vergognarsi (come e peggio di viaggiare senza biglietto) e nessuno mai se ne vanterebbe. Arrivati a questo punto non so se la "tolleranza zero" sia il metodo migliore per far cambiare idea agli italiani, soprattutto perchè i soldi rapinati incassati con le multe non si sa dove vanno a finire. Sarebbe bello un bilancio comunale in cui si dica: abbiamo raggrannellato 500 mila euro di multe (a Voghera pare che le contravvenzioni siano state più di 12 mila lo scorso anno, fate voi i conti… io sono stato al ribasso) e li abbiamo spesi per… che ne so… nuovi parcheggi magari?? Non sarebbe male. Acquisto di un nuovo autobus?? Non sarebbe male. certo che se scorprissi che le multe servono solo ad aumentare stipendi mi incazzerei anche io "un attimino"…

 


(dal sito Molfettalive.it)

Seconda considerazione, puramente linguistica: leggo sul De Mauro – Paravia che "ausiliario" come aggettivo significa "che è di aiuto, di sostegno, che ha una funzione di supporto: truppe ausiliarie, soldati ausiliari | impianto a., secondario" mentre come sostantivo "chi viene assunto per coadiuvare il personale effettivo con mansioni non di responsabilità: agli ausiliari è affidato il compito della pulizia delle stanze | bidello: la scuola ha due nuovi ausiliari ". Ecco ora chiedo a voi attenti lettori: ma perchè sulle pettorine gialle (o arancioni) c’è scritto "Ausiliari del traffico" ?? Che ausilio danno al traffico? Nessuno. Potevano chiamarli "Ausiliari delle multe" visto che è il loro unico scopo dichiarato. Volevano un nome più altisonante? Io proporrei un esotico "Multeur", che fa molto finto-francese. À bientôt

Cocaina

E’ di questi giorni la notizia che davanti al mio negozio, in "Piazza Castello" hanno arrestanto in flagrante un finto parcheggiatore abusivo che spacciava.

In questi anni quella piazza è sempre più degradata, ultimamente poi ci sono stuoli di questi parcheggiatori che chiedono qualche spicciolo a chi parcheggia. Vedo che quasi tutti gli danno qualcosa, per la paura di non trovarsi righe sulla carrozzeria. Prima dell’estate la polizia locale aveva messo un agente fisso a controllare la piazza, ma è durato poco e la situazione è tornata quella di prima. Ora c’à la conferma che ci sono anche episodi di spaccio.

Tutti quei personaggi, forse clandestini, stazionano tutti i giorni nella piazza, sia col sole che col brutto tempo. Ma tutto to questo cambierà a breve. In peggio. Infatti a partire dalla prossima primavera inizieranno i lavori per realizzare un bel parchetto al posto degli attuali parcheggi. Così i pusher potranno spacciare stando comodamente seduti sulle panchine, che potranno utilizzare anche per mangiare, bere e coricarsi. E per i bisognini spero mettano delle belle siepi, in modo da realizzare un parco spacciatori attrezzato come quello davanti all’Esselunga. Io sarei dell’idea di aggiungere anche qualche tavolino e, perchè no, anche delle pensiline per riparare questi loschi figuri dalle intemperie.

Parliamoci chiaro: la realizzazione di un parchetto, in quella zona di Voghera, la vedo male.
Primo perchè toglie uno dei due parcheggi della città. Meno parcheggi = meno possibilità di raggiungere il centro = meno gente in giro per Voghera = meno sicurezza = meno clienti per i negozi = più multe = più sbattimenti. Tra qualche anno ci trasferiremo tutti al centro commerciale Montebello e buonanotte. Manca forse una scuola e una farmacia e poi potrebbero costruirci delle palazzine…
Secondo perchè concede definitivamente una parte del centro storico di Voghera alla microcriminalità. Dite di no? Siete andati recentemente (negli ultimi anni) in piazza Duca d’Aosta a Milano? beh, è terra di nessuno.
Secondo me, se proprio vogliamo togliere i parcheggi, facciamo una bella piazza, ma SENZA parchetti.

 

C17H21NO4

Domenica sera per caso avevo la tv accesa su Rai3. Dopo Fazio hanno trasmesso il film-documentario "Cocaina" di Roberto Burchielli. Minuto dopo minuto mi sono lasciato coinvolgere dalla trasmissione e… incredibile, dopo poco lasciavo il computer e mi sedevo sulla poltrona ! (Beh, nelle pubblicità riprendevo mouse e tastiera….)

Perchè mi è molto piaciuto? Perchè parla di questo fenomeno, che ormai potremmo definire quasi di massa, e lo spiega anche a chi non vuole o fa finta di non capire. CHi pensa ancora che i "tossici" siano ancora gli eroinomani degli anni ’80, gli sbandati alla ricerca di un’altra dimensione. Invece no, i consumatori di coca sono persone normali: professionisti, muratori, impiegati, operai.
Perchè lo fanno?
Primo
perchè lo fanno tutti. Ormai la bamba ha perso il ruolo di "droga pesante". (E’ quasi "socialmente accettabile" come direbbe Mark Renton di "Trainspotting")
Secondo perchè è una droga sociale. L’eroina ghettizza, se ti facevi le pere eri escluso dalla società. Le droghe "moderne" (tra cui la cocaina) hanno l’effetto opposto, cioè ti integrano nella società perchè ti modellano esattamente come la società ti vuole: brillante, mai stanco, effervescente.
Terzo perchè costa poco. Non è più la droga dei ricchi.
Quarto perchè la trovi dappertutto facilmente.

Il film faceva vedere una squadra di delinq… ehm di poliziotti in borghese (ma a vederli sembravano proprio delinquenti) durante la loro caccia notturna. Ne prendono parecchi ma a cosa serve? Ai clienti va solo una segnalazione in prefettura (cioè una bolla di sapone), ai pusher poca o pochissima galera. Ma a cosa serve? Non sono loro quelli che fanno i miliardi di euro con la coca.

I pusher: quasi esclusivamente stranieri, quasi sempre africani. Gironzolano indisturbati per le vie di Milano con le palline in bocca, pronti ad ingoiarle in caso di retata. Hanno beccato anche una signora sudamericana, dice che lo fa per mantenere i figli. Non si rendono neanche conto che non è un gioco.

I clienti: di tutto. La bella gente di corso Como, che quando vedono gli sbirri si cagano nelle mutande (scusate l’espressione ma calza a pennello). I professionisti (uno addirittura ha comprato mentre era col figlioletto piccolo!) imperturbabili che l’hanno sempre usata e sempre la useranno ("Per me è come bere un bicchiere d’acqua o mangiare un panino") oppure tanti tanti addetti all’edilizia (manovali, muratori).

C’era la storia di un muratore di Brescia che si alza alle 5 del mattino per tornare a casa alle sette di sera. Non mangia neanche, si fa una pista. E quando non ce la fa più, piazza giù un’altra riga e torna sui ponteggi.
Cordoglio per le vittime del lavoro, ma certe volte un esame tossicologico magari chiarirebbe la situazione.

Perchè mi piace questo film? Perchè dice le cose come stanno, non presenta i "drogati" come se fossero persone escluse dal "nostro" mondo. Io in vita mia di gente che si fa (abitualmente o saltuariamente) piste di bamba ne ho conosciuti parecchia, quindi mi rendo conto di quanto è diffusa. Forse proprio in quegli ambienti dove non t’aspetteresti. Forse proprio da quegli ipocriti personaggi che poi fanno le crociate contro le droghe.
Invece ormai la cocaina è vista come una medicina qualunque, una specie di Supradin all’ennesima potenza.

La coca purtroppo fa male. Al cervello principalmente. E al portafoglio. E al Servizio Sanitario Nazionale, che si deve occuare poi di tutti i malanni derivati dall’abuso di queste sostanze. E rende ricchi i malavitosi. Potrebbero venderla liberamente, facendo firmare a chi la compra un foglio dove c’è scritto che se per caso sta male o schiatta non gli vengono pagati neanche i funerali comunali.

Ah, quella del titolo di questo post è la formula chimica !

Le strisce pedonali

Girando per l’Europa ho notato una particolarità molto italiana. Qui da noi le strisce pedonali sono molto snobbate. Chi attraversa sulle strisce sembra domandare: "Per favore, mi fai attraversare?". Infatti, se l’automobilista sta andando veloce oppure non ha voglia, non si ferma, pensando "Si fermeranno quelli dopo di me".

A Londra per esempio, se volevi attraversare fuori dalle strisce rischiavi la morte, ma se solo mettevi un piede sulla zerba…. ZAC ! Qualunque autoveicolo nei pressi si fermava prontamente per farti attraversare. Subito, senza ripensamenti, senza dubbi. Da pedone sapevi che se volevi attraversare non c’era problema, ti avrebbero fattoo passare, tutti e subito.
Qui invece devi stare ben attento a metterlo quel piede giù dal marciapiede. Prima ti avvicini alle strisce e poi stai un bel po’ in attesa che qualcuno ti noti e, con indulgenza ti faccia segno di passare.
Da automobilista mi fa una rabbia quando mi fermo e i pedoni mi ringraziano… grrrr, ma come? E’ un vostro sacrosanto diritto quello di avere la precedenza e un mio dovere quello di fermarmi, non c’è assolutamente bisogno di ringraziare. Questa cultura dovrebbe cambiare.

Il peso della cultura

Si vedono sempre in giro dei bambinetti con degli zaini più grossi di loro.
E’ veramente una cosa di cui indignarsi. Io non mi indigno molto spesso, come sa bene Carlo, il mio slogan è "Basta che non mi rompano le scatole" (in realtà è meno edulcorato), ma in questo caso la cosa mi fa infuriare.
Ai miei tempi c’era solo il sussidiario alle elementari. Certo, sono passati quasi 30 anni, ma non può non essereci una soluzione, gli spacchiamo la schiena a questi poveri bambini !!!!
Tutto per quell’inciucio ministero-insegnanti-caseeditrici che obbliga gli studenti (=i genitori) a comprare tonnellate di libri, sempre nuovissimi perchè l’edizione cambia quasi ogni settimana.
Ma dico io: ma cosa cavolo è cambiato di matematica da quando andavo io alle elementari ? Nulla ! Le tabelline sono le stesse. Le frazioni anche. Alle elementari non si fanno mica le trasformate di Fourier (e anche se fosse, Fourier la sviluppò nel 1822… e ai miei tempi c’era già lo stesso !!!!)
Io proporrei, per legge, di vietare che in una scuola si cambino libri di testo per almeno 5 anni. La cosa che cambia di più è la geografia, ma fa lo stesso, penso che in 5 anni non succedano fatti fondamentali… Per le altre materie si potrebbe anche aumentare tranquillamente i tempi.

Ho letto che da qualche parte, non ricordo dove, lo stato paga i libri (uno per alunno) da tenere a scuola. Gli studenti tengono a casa quello che si sono comprati, per studiarlo. In questo modo salvano le loro piccole schiene.

Classe di asini

Leggo nelle news:

Una classe per i "somari"
Fa discutere l’iniziativa della preside dell’Istituto Gastaldi di Genova: una classe composta esclusivamente da alunni ripetenti.
Ghetto o possibilità di recupero?
Pediatria: l’Esperto, Classe Per Soli Bocciati Ghetto Da Condannare
SCUOLA: CLASSE DI BOCCIATI, POLEMICHE E ISPEZIONE AL GASTALDI
Classe di soli ripetenti, al Gastaldi arriva l’ispettore
Bocciata la classe dei bocciati: ‘No ai ghetti’
Classe di bocciati, i prof dicono no

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