fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Mario Baratta – Quarta puntata

Un altro prof molto discusso era Pietro Para, eclettico personaggio. A me stava e sta simpatico, non so perchè. Aveva duecentomila difetti. Mancanza totale di autoironia, maleducazione nel parlare al cellulare in classe (era uno dei primi ad averlo), menefreghismo nel non ascoltare minimamente le richieste degli studenti, ecc. Ma il difetto più grande era il suo presunto metodo di insegnamento. Sosteneva la solita favoletta che ormai eravamo adulti e quindi la materia (tecnica bancaria) avremmo potuto e dovuto impararla da soli, e così durante le ore di lezione ci intrattenava con argomenti interessantissimi e con modo di fare piacevole. Ma poi nei compiti in classe era ovviamente un disastro, secondo voi quanti diciottenni studiano se non li costringi?? Io, non so come, qualche 6 lo rimediavo. Una volta ho addirittura inventato un nuovo modo di calcolare il bilancio di un c/c hehehe.
E poi altri prof erano: la Giorgi, di chimica/merceologia, che diceva "ammosfere" e cose simili. Mi ha fatto dare sempre 8 di condotta ma la perdono. La Maione, che ogni tanto aveva dei problemini e sbiellava, la sua sostituta Aprea (che… va beh lasciamo stare), il fantastico Beppe Carcione di geografia, un uomo buono come il pane appena sfornato, Bissa & Bissa, i coniugi della ginnastica. Bissa uomo aveva la fissa dei computer coi quali compilava tabelle per vedere se eravamo in forma e soprattutto della pallavolo. Mai che ci facesse giocare a calcetto. A me andava benissimo perchè non me ne fregava molto del calcetto. Di matematica abbiamo avuto la Castagnola i primi anni (metteva un "più" a chi risolveva per primo gli esercizi, cioè sempre Elena), la Torrazza (che io avevo già avuto alle medie a Brallo!) e… e… cavolo come si chiamava quella di matematica finanziaria…. Andreoli?. E poi la Papalia di religione. Durante quei 5 anni aveva avuto dei figli a cui ovviamente ha dato dei nomi biblici, ma come si fa dico io? Una volta abbiamo fatto un compito in classe e io ho scritto "i 7 comandamenti" !!!! Roba da chiodi.
Mi stavo dimenticando della Ferrari, tecnica commerciale. Bella donna anche lei, la si prendeva in giro dicendo che quando c’era uno sciopero degli studenti o qualche avvenimento simile (come la "liberazione" da parte degli universitari) lei fosse una delle prime a saltare in macchina per tornarsene a casa… Ciao prof, un saluto!!! E poi… boh in questo momento non mi sovviene nessun altro. Come si chiamava la prof di dattilografia di prima? (Quella di seconda non la voglio neanche menzionare). E poi c’è stato Mangiarotti, giovanissimo professore di diritto, Pollini (lo scienziato pazzo del laboratorio di chimica)…

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Mario Baratta – Terza puntata

Era il 1989. A dicembre ho comprato l’Amiga 500, un computer che ha fatto storia. Ma qualche mese prima, a settembre, ho dovuto sostenere l’esame di riparazione di francese.
Per l’esame mi aveva preparato mia sorella, che era molto brava in quella materia. Passavamo il tempo quasi a litigare, perchè invece a me il francese non è mai piaciuto. Per esempio non ho mai digerito i partitivi. Quell’esame mi ha insegnato una cosa in particolare: il metodo di studio. E’ inutile cercare di studiare tutto, non fa per me: non ce la faccio, mi annoio, non ho voglia, ecc. Meglio farsi una scaletta delle cose importanti, studiare bene quelle cose e condire il tutto con della sana fantasia. Il risultato sarà sempre: la materia la sai, si vede che hai studiato, magari non a fondo…. e il 6 è assicurato. Fidatevi, è un metodo che funziona. Anche ora, che studio economia (vedi la mia storia) uso un sistema simile: leggo il libro una sola volta, e nel frattempo scrivo col computer dei riassuntini. Così facendo mi si fissano in mente quei concetti condamentali. I dettagli si improvvisano sul momento…

In seconda che gita abbiamo fatto? Se lo dico a queste nuove generazioni si mettono a ridere: Camogli. E si, probabilmente anche qualche mio compagno avrà rimosso questa cosa. Intendiamoci, non è che non mi piaccia Camogli, tuttaltro lo reputo uno dei posti più belli della riviera di levante e ci vado abbastanza spesso… ma proprio per quel motivo… ma che gita è? In gita si dovrebbe andare in un posto mai visto o quasi!!!

In seconda abbiamo perso qualche compagno per strada, ma ne abbiamo acquistati atri, anzi altre. Ma in questa puntata vorrei parlarvi dei professori. Noi siamo stati gli ultimi che abbiamo avuto l’onore e l’onere di conoscere una vecchia generazione di professori storici del Baratta. Avevamo la Bocchio di stenografia!!! A parte il fatto che penso che ormai steno non esista neanche più (noi facevamo il Meschini, le singole lettere me le ricordo ancora)… veniva a lezione col camice, mitica! Di francese c’era la Maccarini, che in seconda si stupiva del fatto che io facessi i compiti in classe abbastanza giusti e allora mi decurtava i voti perchè secondo lei copiavo (a volte era vero). E poi la Edmonson di inglese, indimenticabile professoressa d’altri tempi, capelli raccolti a cipolla, severa e con gli occhiali spessi. Abita vicino a casa mia e la vedo ancora talvolta.
E poi l mitico Virginio Giacomo Bono, di lettere. Idolo. Era il nostro professore, ci ha seguito per tutti e cinque gli anni, ci ha visto crescere, ci ha portato alla maturità. Sapeva tutto di noi, conosceva le sfumature del nostro carattere. Grande appassionato di arte e storia, ha scritto numerosi libri su personaggi, luoghi e storie di Voghera e zone limitrofe. Basta una ricerca su Google. Ricordo alcune sue frasi ricorrenti, quando ad esempio lui, amante della vita tranquilla e delle belle cose, che profetizzava di andare a scuola in cavallo, aveva orrore della massa di gente in coda alle casse dell’iper o criticava noi poveri giovincelli che andavamo a spendere malamente soldi in gite all’estero per poi vedere poco o nulla di relamente valido… Detto così sembra un vecchio barbagianni, ma vi assicuro che sapeva quello che diceva, rendendosi conto di essere spesso un Don Chisciotte. Un’altra sua frase che ricordo è "Tordi scrive di lucad, ma li scrive in un italiano accettabile e quindi sono costretto a dargli 6"
Poi abbiamo avuto la Bruni, sempre di francese. E la Gallo di inglese, bella donna, noi ragazzini la votavamo sempre come la prof più bella. In quinta di inglese la Coda. Vi racconto un aneddoto: io in tecnica commerciale (e bancaria) e in inglese commerciale, vale a dire dove c’erano da compilare fatture, estratti conto o lettere commerciali, invece di Mario Rossi, mi divertivo a usare nomi di personaggi famosi (o famigerati). Una volta in un compito in classe dovevamo scrivere un curriculum in inglese. Quando la prof entra per consegnare i compiti mi dice: "Con te facciamo i conti dopo, ritieniti fortunato se non ti mando dal preside". Io non capivo cosa avevo combinato. Alla fine la prof Coda, incazzatissima, mi ha mostrato il frutto delle mie fatiche, dove dicevo di chiamarmi Toto Riina e di aver frequentato l’istituto Nitto Sanatpaola. (Come potete notare sono stati entrambi arrestati nel ’93, gli ho portato una sfiga pazzesca). Apriti cielo. La prof sosteneva che, siccome erano 20 anni che inglese non usciva come materia alla maturità di ragioneria, poteva essere l’anno buono. E magari in quel caso qualcuno si sarebbe preso la briga di rileggere i compiti in classe. Mamma mia che paranoia. Proprio perchè non usciva da 20 anni, chissà perchè sarebbe dovuto uscire proprio nel ’93? E comunque non avrei MAI e poi MAI portato inglese alla maturità. Le materie sono uscite il 2 aprile, giorno del mio 19° compleanno. Italiano, Ragioneria, un’altra che non ricordo…forse merceologia e… INGLESE! Io volevo scartare a priori le prime due, ma il nostro membro interno (sempre Bono) ci ha fatto notare che praticamente nessuno avrebbe portato ragioneria alla maturità e questo, in una classe di ragionieri, sarebbe stato un fatto particolare, c’era il rischio che a qualcuno potesserero cambiare le materie. Quindi suggeriva, almeno a chi aveva la sufficenza il primo quadrimestre, di portare ragioneria. Chi erano i fortunelli con la sufficenza? Le mitiche LLLZ (cioè Sabrina, Elena, Lorenza, Daniela)… e il sottoscritto (che culo eh?). Però ho pensato: se la porto come prima materia quella lì pensa che io sia un mago di ragioneria, quindi…. Quindi ho portato Inglse come prima materia e ragio come seconda. Il prof di inglese della matura era un pischello giovane. Dal momento che probabilmente ero l’unico in tutto l’istituto a portare inglese come prima materia, avrà pensato che io fossi un fenomeno e ha iniziato a parlarmi in inglse… ma ha cambiato subito!!!

Perchè nessuno voleva portare ragioneria? Perchè eravamo tutti spaventati dalla prof, la mitica Zucchella, lo spauracchio di generazioni di ragionieri. Prof, se per caso un giorno leggesse queste pagine, voglio proprio dirle che secondo me lei ha proprio sbagliato metodo di insegnamento. Non c’è bisogno di fare la stronza come faceva lei, non è così che si insegna la ragioneria. La severità mi sta bene, ma lei andava oltre. Infatti penso che non abbia lasciato molto agli studenti.

(fine prima parte
… domani la seconda parte…)


Io mi divertivo a fare dei collage e farne dei "giornalini" di una sola pagina. All’inizio si chiamava "Mai dire Tordi", poi "Meglio Tordi che mai".

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Sci Club Voghera

Ladies and gentlemen, con piacere vi annuncio la nascita del sito dello Sci Club Voghera:

www.sciclubvoghera.it   (fantasia eh?)

Ovviamente, essendo un sito neonato potrà sicuramente essere modificato e / o arricchito e migliorato in futuro, ma è una base di partenza. Ci sono le informazioni di contatto, il direttivo, le informazioni per il tesseramento, l’albo d’oro della gara sociale, alcune fotografie, gli articoli dell’annuario, ma soprattutto l’elenco di tutte le gite.

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Favicon

Sapete cosa sono le "favicon" ? E’ una piccola icona che deve il suo nome all’acronimo inglese che sta per Favorites Icon, vale a dire Icona dei Favoriti.
Per farla breve, è quell’iconcina che appare quando navighiamo in certi siti a fianco dell’indirizzo web (oppure, appunto, nei preferiti). Da un paio di giorni anche questo sito ha la sua misera favicon, per potete vedere qui sotto ingrandita. Pessima vero?

In realtà vorrebbe ricordare l’omino che sta nel logo vicino alla scritta "fabiotordi". Sono molto legato a quell’omino. Quasi dieci anni fa stavo disegnando un logo per il nome del mio negozio con i pochi mezzi informatici che avevo a disposizione, cioè Microsoft Word e ho utilizzato per la prima vota quello "Screen Bean" raffigurante un tizio saltellante e contento. Da quel momento ho riutilizzato lo stesso omino per molte altre cose, last but not least questo mio blog.
Ritornando al discorso della favicon, come noterete le mie qualità di grafico sono alquanto discutibili (vi ricordate il logo dello Sci Club Bonarda?) quindi… Non c’è un benefattore (suo sarà il Regno dei Cieli) che vuole dare una mano a questo povero disgraziato e che è in grado di ridisegnare la suddetta favicon in modo un po’ più decente? L’icona deve essere 16×16. Il formato non importa, ci penso io (quella attuale è png). Grazie mille.


Aggiornamento del 4 marzo 2007
Ho provato la favicon che mi ha mandato Daniele (e che sentitamente ringrazio).
Che ne dite ?
Questa era la mia
Questa è quella di Daniele

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Shooting Silvio

"cercando nuovi modi di fare nuovi film"

Dopo quello su Bush, anche un regista nostrano Berardo Carboni ha tirato fuori dal cappello un film dove il protagonista vuol fare secco Berlusconi.
E’ un film autoprodotto perchè non hanno nessuno interessato (o con le palle?) di produrre il film.

La storia racconta di questo tizio, Kurtz, che ha la fissa di impallinare il Silvio. Ma non da subito, prima ce l’ha su e vorrebbe scrivere semplicemente un libro di denuncia. Nessuno lo caga, lui fiorisce del tutto, alla fine anche la tipa lo molla e allora sclera di brutto e si convince che l’unica soluzione è quella di fare fuori il signore di Arcore, e alla fine….

E’ certo interessante quando un giovane regista è talmente convinto della buona idea della propria opera da cercare in tutti i modi di farlo nascere… ma c’è il rischio che passi per un’astuta scorciatoia per la notorietà.

Il sito ufficiale è www.shootingsilvio.com

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I giardini della stazione di Voghera

Garibaldi è li che osserva. Il suo busto è posto su una piccola colonna, rivolta verso la stazione. La primavera, in netto anticipo, ha riempito i giardini di margherite. Ci sono i piccioni svogliati, che saltellano qua e la alla ricerca di qualcosa che attiri la loro attenzione. Qualche pensionato che approfitta di questa splendida giornata di sole, un paio di clochard che si ritemprano scaldandosi le ossa, magari dopo un’altra notte passata in qualche riparo di fortuna. Una cricca di nordafricani sfaccendati, intenti a sfumacchiare e bere birra. Alcuni ragazzini già usciti anticipatamente da scuola che urlano e ridono, un signore col cane… e tutto intorno un viavai inarrestabile di automobili.
La sonnecchiosa provincialità di Voghera è tutta qui. Al mattino la stazione è diversa, gente che parte… alla sera gente che arriva e cammina con molta fretta, hanno tutti voglia di arrivare alla sweet home il + velocemente possibile.
E Garibaldi sempre lì che osserva, un po’ sciupato dal tempo.
Ora vado a casa a pranzare.

 

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Diventare grande? Mai

Ecco altre frasi che ho sottolineato sul solito libro di Fabio Volo. Ecco le puntate uno due tre.

"Ma è possibile che ogni volta che parlo di un’ambizione o di un sogno ci deve sempre essere qualcono che dice: Sì vabbè… però alla fine del mese c’è l’affitto da pagare. C’è sempre qualcono che ti guarda e sembra che dica: diventa grande.
E per quelli diventare grande vuol dire non credere più di essere una ballerina, un poeta, un musicista, un sognatore, un fiore.
Non li sopporto."

"Nel frattempo, continuo ad amare Magritte, l’occhio con il cielo dentro (Il falso specchio) le scarpe con le dita dei piedi (Il modello rosso), la tela e la finestra (La condizione umana) e tutti i suoi meravigliosi cieli azzurri.
Continuo a ricercare la capacità di sognare senza per forza dover andare a dormire, quella stessa capacità che avevo da bambino.
Chissà se quando ero bambino mi rendevo conto di quanto stavo bene? O magari sono io che adesso ricordo di più le cose belle."

"Quando mi compro un quaderno o un bloc-notes nuovo, sono sempre molto eccitato. Mi fa impazzire vedere quelle pagine nuove bianche e divento curioso. Curioso di sapere come le riempirò, con quali parole, come se venissero da lontano e diventassero mie solamente nel vederle scritte. Divento curioso di me. Capita che a volte rileggo cose che non ricordavo più di aver scritto. Mi piacciono e penso: cazzo ma l’ho proprio scritto io?"

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Caduta del Sacro Romano

Considerazioni sparse su questa crisi di governo:

  • Tenteranno di sicuro un Prodi-bis. Il problema è la maggioranza… che non c’è. Potrebbero incamerare qualche transfuga, si fa il nome di Follini o di Lombardo.
  • Certo che, dopo tanti bei discorsi sui ribaltoni, sono tutti disposti ad accogliere chiunque, basta salvare la poltrona. E il programma? E’ ovvio che se incamerano qualcun altro, quel qualcuno non ha "giurato fedeltà" al programma dell’Unione.
  • Solo in Italia ci sono così tante crisi di governo. Sarebbe meglio che chi avesse anche un solo voto in più fosse messo nelle condizioni di governare per una legislatura. E poi, eventualmente, fuori dai maroni.
  • Alternative? Un altro governo politico? Come quello di D’Alema del 1998? Beh se hanno un po’ di rispetto per quello che dicono non possono farlo. Di sicuro non con D’Alema, dopo quello che ha detto l’altro giorno.
  • Di chi è la colpa di questa caduta? Dei due senatori comunisti? Ma non fatemi ridere… sabato scorso a Vicenza ci sarebbe stato anche il maggior esponente del PRC, nonchè ex segretario, se solo non fosse stato presidente della camera… E adesso, dopo pochi giorni, criticano chi non è d’accordo sul ministro degli esteri che vuol fare la base di Vicenza? Ma secondo me non si rendono conto di quello che dicono. Predicano bene ma razzolano malissimo.
  • Di chi è la colpa allora? Di Andreotti? Pininfarina? Cossiga? Ma non fatemi ridere, un governo non può pensare di sopravvivere grazie ai senatori a vita.
  • Chi mi fa più ridere? Giordano, segretario di rifondazione. Fino a ieri blambanava (non trovo verbo più appropriato) e adesso che si è scoperto senza poltrone è pronto a fare accordi anche col Papa piuttosto che andare a casa…

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Mario Baratta – Seconda puntata

Questa è la seconda puntata della mia avventura al Baratta. La prima puntata la potete trovare cliccando qui.

Quella che sto per scrivere è una puntata speciale, che esula dagli argomenti che mi ero messo in testa di scrivere. È una puntata tutta dedicata ad una mia compagna di classe: Emiliana Brandolini.

Un anno, forse in seconda, ero sempre stato “spintaneamente” convinto a rimanere al primo banco (ci sono rimasto fino in terza, poi il mio compagno di banco Fabio ha pensato bene di non studiare più una mazza e quindi farsi bocciare, pertanto sono passato nelle retrovie). Dicevo… dietro di noi c’erano due ragazze: la Sara e la Emi. Eravamo abbastanza diversi come carattere. Per prima cosa perché noi due davanti parlavamo di argomenti “da maschietti” cioè computer, videogames, e altre cazzate simili e poi perché eravamo abbastanza stupidotti (come quasi tutti a 15 anni), mentre loro cercavano di darsi un atteggiamento un po’ più “maturo” della loro età. Però si era creato un bel feeling. Gli avevo dato due soprannomi presi dai cartoni animati: Sandy (diminutivo di Sandybell) e Haidi. Loro hanno tentato di chiamarmi Capitan Harlock, ma la cosa è caduta lì, io invece imperterrito ho continuato a chiamarle così anche ad anni di distanza. Infatti ancora adesso il numero di cellulare della Emi ce l’ho sotto il nome “Haidi”.

E sì perché Haidi era Emiliana, detta anche “la Brando”. Il nome Haidi gliel’avevo affibbiato perché aveva un viso da cartone animato, coi capelli lisci e neri e due occhioni grandi. Me la ricordo gli ultimi anni di scuola, quando entrambi eravamo negli ultimi banchi. Io ero nella fila centrale, proprio in fondo, e davanti a me avevo Stefano, Marco e Gianluca. No, non erano in tre, erano solo due, ma erano talmente massicci che era come fossero in tre. Componevano un formidabile scudo tra me e i professori, tant’è che, grazie anche alla solida fama di “bravo ragazzo” che ero riuscito a racimolare negli anni precedenti, ero libero di fare quello che volevo senza essere scoperto: leggevo fumetti, scarabocchiavo il banco, giocavo a battaglia navale con Giancarlo, ecc.

La Emi e la Cinzia si incazzavano sempre. “Ma perché noi studiamo e veniamo sempre interrogate e poi nei compiti in classe andiamo male e Tordi che non fa mai un cazzo non lo chiamano mai fuori e poi nei compiti prende 6 e mezzo o 7??? Grrrr”. Ogni tanto la Emi si girava verso di me e mi smadonnava dietro silenziosamente perché lei davanti aveva il libro aperto, mentre io il Dylan Dog di Andrea…
Ovviamente non si arrabbiavano seriamente, era un gioco di prese in giro. La Emi poi ha sempre avuto un sacco di autoironia.

Dopo le superiori ci siamo persi un po’ di vista, abbiamo ripreso i contatti qualche anno fa, grazie alle nostre mitiche cene di classe. È sempre la solita Emi, anzi è migliorata. Una donna felice, si è sposata da 2 o 3 anni, ha un bel lavoro che la soddisfa, è persino migliorata nella forma fisica. L’anno scorso le ho dato un gattino, per una ragazzina che conosceva lei a Sannazzaro. Ogni tanto ci sentiamo via email, ci giriamo qualche stronzata di quelle che ti mandano gli amici. E poi ci vediamo alle solite cene. Venerdì ho acceso il telefono solo nel pomeriggio e ho visto un po’ di chiamate perse da parte di amici del Baratta, e qualche messaggio…

Che vi devo dire… immagino che dal tono di questo post l’avrete già capito. Emiliana se n’è andata, in un modo molto simile a quello di Cinzia (vedi questo post). Non sono bravo a tessere lodi, mi va solo di ricordarla per come la conoscevo, e per come sempre rimarrà per me.
Lei che è così solare, spero che mi perdoni questa tristezza che ho addosso ora.

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Ederle 2

 Ma per chi hanno votato
  quelli che sono andati
 a manifestare a Vicenza?

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Buon San Valentino

14 febbraio 2004

Spesso, per divertirsi, gli uomini d’equipaggio
Catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
Che seguono, indolenti compagni di viaggio,
Il vascello che va sopra gli abissi amari.

E li hanno appena posti sul ponte della nave
Che, inetti e vergognosi, questi re dell’azzurro
Pietosamente calano le grandi ali bianche,
Come dei remi inerti, accanto ai loro fianchi.

Com’è goffo e maldestro, l’alato viaggiatore!
Lui, prima così bello, com’è comico e brutto!
Qualcuno, con la pipa, gli solletica il becco,
L’altro, arrancando, mima l’infermo che volava!

 

Il Poeta assomiglia al principe dei nembi
Che abita la tempesta e ride dell’arciere;
Ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
per le ali di gigante non riesce a camminare.

L’Albatro- C.Baudelaire

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I metodi più comuni per estorcere il canone RAI

In un comunicato stampa dell'ADUC (Associazione dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori) si legge: Ci sono giunte migliaia di segnalazioni (*) in cui sono descritti i metodi intimidatori e talvolta truffaldini con cui la Rai cerca di costringere i cittadini a pagare il canone/tassa anche quando non si e' in possesso di un apparecchio tv. Secondo la Rai, non e' credibile che vi siano cittadini senza la televisione, ma solo cittadini che evadono le tasse. Ecco i metodi piu' comuni con cui, talvolta, si e' anche costretti a pagare malgrado non si possiede la tv.

I. Visita a domicilio di un funzionario Rai. Questi chiede di entrare in casa per controllare se esistono apparecchi televisivi. Alla fine della visita consegna un cedolino per il pagamento del canone/tassa e chiede una firma per ricevuta. Ma attenzione: quella firma non e' per ricevuta del cedolino, ma una vera e propria dichiarazione in cui si ammette di avere una Tv. Sulla base di questa firma, la Rai intimera' il pagamento del canone, con minaccia di pignoramenti, fermi amministrativi, ecc. Come difendersi 1. il funzionario Rai non ha alcun diritto di entrare in casa di un privato cittadino. Lo possono fare solo le forze dell'ordine su mandato dell'autorita' giudiziaria. Pertanto, si potra' invitare il funzionario Rai ad andarsene. Se insistesse, chiamare il 113. 2. Non firmare MAI tutto cio' che e' offerto da un funzionario Rai. Ritirare eventualmente il cedolino, qualora il funzionario insistesse, e farne l'uso che si crede (segnalibro, carta da riciclare, ecc.). 3. Per i cittadini piu' indignati. Se possibile, invitare un testimone ad assistere alla conversazione con il funzionario. Quando e se chiedera' la firma "per ricevuta" del cedolino (nascondendo il fatto che in realta' vi spinge con l'inganno a firmare un'autodichiarazione di colpevolezza), fare un esposto alla Procura della Repubblica (il testimone potra' corroborare questa versione dei fatti).

II. Invio annuale del cedolino per il pagamento del canone/tassa per posta, con tanto di lettera intimidatoria, nonostante si sia gia' inviata in passato una lettera raccomandata (o una diffida) in cui si e' dichiarato di non avere la tv. Se ogni anno non si risponde per raccomandata, cominciano ad arrivare lettere della Rai sempre piu' intimidatorie, come la minaccia di un fermo amministrativo dell'auto se non si paga il canone entro 20 giorni. Come difendersi 1. Inviare alla Rai la diffida "Non ho la tv e non vi pago" (**) 2. Ogni successiva missiva della Rai, se consegnata per posta ordinaria, puo' essere ignorata. 3. Se vi fosse recapitata una ulteriore richiesta di pagamento del canone/tassa per raccomandata, rispondere subito con una diffida come sopra (**). In questa sede, formulare anche una richiesta di risarcimento del danno (costi della raccomandata, perdite di tempo, ecc.). III. Dopo aver risposto per lettera raccomandata o con una diffida alle richieste di pagamento del canone/tassa, la Rai contrattacca facendo richiesta di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta' con cui si dovrebbe dichiarare di “non essere in possesso di alcun apparecchio atto od adattabile alla ricezione di programmi televisivi, compresi personal computer, decoder digitali ed altri apparati multimediali”. Come difendersi: 1. prima di tutto, non e' necessaria alcuna dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta'. Basta una lettera raccomandata in cui si dichiara di non avere la tv (**). Quello della Rai e' solo un tentativo di sfiancare il cittadino e costringerlo a pagare per stanchezza. 2. Contrariamente a cio' che dice la Rai, il canone/tassa lo si deve pagare solo per il possesso della televisione o di un computer con scheda Tv (ovvero, dove vi sia una scheda che permette l'allaccio diretto dell'antenna tv al computer). Ignorare pertanto la richiesta per il possesso di un computer solo perche' connesso ad internet, di un videofonino, et similia. 3. Se la lettera della Rai e' stata recapitata per posta ordinaria, si puo' ignorarla. 4. Se la richiesta dell'atto di notorieta' giungesse per raccomandata, rispondere con una diffida (**).

(*) Pubblicate sul sito: http://www.aduc.it/dyn/ricerca/?ricerca=canone+rai&tipo=cara
(**) http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40167

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Manuale d'amore 2 / Step Up

La settimana scorsa ho visto il film di Giovanni Veronesi, Manuale d’amore 2 (capitoli successivi). Non male. Io sono particolarmente critico coi film italiani, di solito mi annoiano. Invece questo non sarà un film imperdibile, però ti fa passare una bella serata al cinema. Sono quattro episodi che narrano 4 storie d’amore, quattro momenti particolari: Eros (io l’avrei chiamato anche "Il tradimento"), Maternità (titolo alternativo "Isterica rompicoglioni"), Il matrimonio (gay), L’amore estremo (cosa ci sia di estremo non lo so… io l’avrei chiamato ironicamente "L’amore da infarto"). Voto: 6,5 Questa settima ho visto invece "Step Up". Film musicale dove c’è un ragazzuolo un po’ sbandato e amante del ballo "street" (una specie di break dance per capirci), Tyler, che per punizione viene messo a lavorare in un istituto d’arte, dove finisce per ballare con Nora, bella gnacca, danzatrice in teoria classica (in realtà balla danza moderna). I due stili si mischiano e i due ovviamente si innamorano.Piacevole. Voto: 7 In divx ho visto " Van Helsing". Talmente brutto che mi ricorda il film più brutto che abbia mai visto, cioè "La leggenda degli uomini straordinari". Voto: non qualificabile. In videocasseta invece "Voglia di Tenerezza", vincitore di 5 premi oscar. Sono d’accordo solo con quello a Jack Nicholson come attore non protagonista, veramente spassoso. Per il resto è una palla di film.

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Euro 4

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La pazienza del ragno

Ho letto il libro di Andrea Camilleri, “La pazienza del ragno“, una delle tante avventure del Commissario Montalbano.

Non avevo mai letto libri di Camilleri. Devo dire che all’inizio sono rimasto un po’ disorientato per il linguaggio usato. E’ un siciliano molto molto “lavato” con l’italiano (come quando il Manzoni andò a lavare il suo libri nell’Arno), ma pur sempre siciliano.

Dopo un po’ invece la cosa mi ha affascinato e mi ha ricordato per un certo qual verso i capolavori di Giovanni Verga.
Alla fine del libro ormai avevo imparato le espressioni più usate.

Alcune parole mi erano sconosciute: taliare (guardare), spiare (chiedere), funnuto (profondo), tanticchia (un po’), tutt’insèmmula (all’improvviso), niscire (uscire), trasire (entrare), ecc.

Alcune parole assomigliano all’italiano, perlomeno nella pronuncia: sciato (fiato), qualichi (qualche), càmmara (camera), ciriveddro (cervello), pirchì (perché), ralogio (orologio), carrabinera (carabinieri), arbulo (albero), arrisbigliare (svegliare), ecc.

Altre parole hanno un significato diverso da quello che ci si aspetta, come macari (anche).

Tutto sommato un modo originale di scrivere. Avete mai sentito Camilleri che legge qualcosa che ha scritto lui? Fantastico. Io mi sono procurato un audiolibro, dove iniziava lui e poi la storia era narrata da Fiorello.

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